Abete rosso: picea abies o peccio

L’abete rosso chiamato anche peccio o picea abies è un albero sempreverde, che cresce molto velocemente, passando da 10 metri a 30 metri d’altezza in un lasso di tempo decisamente molto breve, tipico dei climi freddi e alpini, diffuso prevalentemente nel nord dell’Europa e nelle zone alpine o prealpine italiane; viene anche chiamato abete rosso norvegese per via della sua ampissima diffusione sul suolo della Norvegia, nazione dalla quale l’abete rosso si è poi diffuso nel resto d’Europa e anche nel Nord America.

Abete rosso: picea abies o peccio

Abete rosso

Abete rosso:

Quest’albero è in grado di crescere su terreni di ogni consistenza, anche in condizioni di scarsa presenza di sostanze nutrienti nel suolo, e non è molto indicato per crescere in terreni particolarmente basici. Pur potendo sopportare in climi salmastri, è inadatto a zone temperate troppo calde o tropicali. Necessita di abbondante irrigazione e di piena esposizione al sole. La resistenza al freddo dell’abete rosso è notevole, e non a caso il suo regno principale è la Norvegia, notoriamente una delle nazioni più fredde al mondo. Solo i germogli possono essere danneggiati da un’improvvisa gelata, ma senza solitamente subìre danni irreparabili.
Il tasso di crescita di quest’albero è considerevole, infatti per almeno 20-25 anni la sua crescita è di almeno un metro all’anno, fatto salvo eventuali eventi traumatici, come siccità impreviste o repentini cambiamenti climatici.
Anche dopo quest’età, il ritmo a cui l’abete rosso cresce, pur rallentando progressivamente, rimane sostenuto, nell’ordine di 50-60 centimetri l’anno, fino a circa 60 anni di età. Non è invece fra gli alberi più longevi: gli esemplari più vecchi, infatti, raramente hanno superato i 200 anni. Non si presta ad essere trapiantato, ed è opportuno collocarlo nella sua destinazione finale prima che raggiunga il metro di altezza, se non si vuole correre il rischio di assistere al deperimento dell’albero o quantomeno all’arrestarsi della crescita per svariati anni.

Aspetto generale della pianta:

Foglia: aghiformi, rigide, di circa 2 cm di lunghezza, angolate ma un po' appiattite, simili a punta piatta,  di colore verde scuro, lucido.
Fiore: i fiori maschi sono di colore giallo-bruno, riuniti in grandi gruppi; le femmine si presentano in posizione verticale, e sono di colore viola.
Frutta: I frutti sono a forma di cono contenenti semi commestibili, sono molto grandi, di forma cilindrica, da 3 a 10 cm di lunghezza, con “scalini” rigidi e sottili irregolarmente dentati.
Ramoscelli: snelli e di medie dimensioni, privi di peluria, di colore marrone lucido;
Corteccia: di colore rosso-marrone e squamosa.

Usi alimentari dell'abete rosso:

Non sono molti gli usi alimentari nei quali l’abete rosso viene impiegato. Si utilizzano i germogli maschi, sia crudi che cotti, come condimenti, mentre sono commestibili anche le pigne ancora immature. In particolare, la parte centrale della pigna arrostita, è dolce e sciropposa.
La corteccia interna, seccata e ridotta in polvere, viene usata come addensante per zuppe e similari, o aggiunta a cereali nella preparazione del pane.
I semi non sono di sapore sgradevole e non sono tossici, ma sono troppo piccoli  per essere presi in considerazione come cibo a sé stante, e quindi possono essere utilizzati come spuntini o mescolati insieme ad altri alimenti. Sempre con i germogli si può ottenere un ottimo tè, rinfrescante e ricco di vitamina c.
Anche se non si tratta di usi alimentari umani, si noti che la resina gommosa che riveste la corteccia viene rielaborata  dalle api per produrre propoli, sulla cui validità nelle terapie naturali sono tutti concordi.

Usi medicinali e proprietà dell'abete rosso:

La resina , usata negli impiastri, ha effetti stimolanti sulla circolazione sanguigna, e possiede ottime  proprietà antisettiche. La linfa, usata sotto forma di cataplasma, è utilizzata nel trattamento di  ascessi e pustole.

Usi commerciali del peccio:

Se da un punto di vista medico ed alimentare l’abete rosso non spicca certo all’interno del regno vegetale, commercialmente parlando questo albero si riscatta in pieno, ed è anzi uno degli alberi più sfruttati, da molti punti di vista.
Uno dei più classici utilizzi è quello di essere usato come albero di natale. Questa pratica, ancora diffusissima, è molto criticata dagli ambientalisti per via della misera fine riservata ala maggior parte di questi alberi al termine delle festività natalizie; peraltro, come precedentemente già detto, non è un albero che ben si presti ad essere trapiantato, se non nei primi mesi dalla sua nascita.
Molti Paesi nel mondo ricevono direttamente dalla capitale della Norvegia, Oslo il loro albero di natale: Questa usanza si tramanda da decenni, a simbolo di ringraziamento per gli aiuti  ricevuti dalla Norvegia durante la seconda guerra mondiale.
L’abete rosso è una ricca fonte di resina di Borgogna e trementina di Borgogna. La prima viene usata come laccatura nel confezionamento dei farmaci, ed è anche un potente collante. La trementina è invece un rinomato impermeabilizzante e usato come tale per trattare legna per esterni, barche e altro. Entrambe vengono ottenute tramite incisioni del tronco.  Dalle foglie viene invece estratto un olio essenziale, utilizzato nell’industria cosmetica.
La corteccia è una fonte di tannini, è può contenerne una quantità che costituisce il 13% del suo peso. Questo tannino viene poi prevalentemente usato nella conciatura delle pelli.
Come legno, non avendo particolari capacità nel resistere ai tarli o agli agenti atmosferici, difficilmente resiste oltre i 12-18 mesi all’aperto, e viene quindi usato soprattutto per usi di falegnameria, come frangivento, per lavori edili, per rivestimenti di interni, ma anche nella realizzazione di strumenti musicali pregiati come pianoforti o arpe. Molti dei più famosi liutai della storia si servivano, infatti, del legno dell’ abete rosso, detto “legnodi risonanza”. Per dare un idea della sua rarità, basti dire che gli abeti rossi “di risonanza” si possono trovare in pochissime aree geografiche, e anche all’interno di esse, meno dell’1% degli alberi risponde alle caratteristiche necessarie per essere poi sfruttate dai migliori liutai. La qualità di questi legni, vero orgoglio della Val di Fiemme, è tale che il grandissimo liutaio Antonio Stradivari, forse il più famoso di tutti i tempi, voleva solo abeti rossi provenienti proprio da questa incantevole valle. Ancora oggi, la Val di Fiemme fornisce la legna necessaria a realizzare le parti nobili dei pianoforti, le più ricercate e costose al mondo, segno di come secoli di evoluzione tecnologica non abbiamo minimamente intaccato il valore aggiunto offerto da questa meraviglia della natura. A testimonianza della versatilità di questo legno,  si cita il fatto che esso viene anche utilizzato anche nella realizzazione delle carlinghe di piccoli aerei: ad esempio, il famoso aereo dei Fratelli Wright era costruito proprio con questo legno!
Un altro utilizzo, ma non per questo meno diffuso, è quello che prevede l’utilizzo della polpa di legno dell’abete rosso da parte dell’industria cartiera: le sue fibre molto resistenti ne fanno infatti un’eccellente materia prima per la produzione di carta, e, non a caso, è proprio l’abete rosso a costituire la componente principale nel soddisfare le richieste di questo tipo di industria.

Conclusioni dedicate all'abete rosso picea abies:

Dell’abete rosso si può  sicuramente dire che si tratta di un albero polivalente, capace sia di essere sfruttato in modo molto intensivo ed industriale, tanto nella carpenteria, quando nell’industria  cartiera, ed è in grado di fornire punte di eccellenza assoluta quando si tratta di essere scelto come fonte della materia prima degli strumenti musicali più ricercati al mondo; e non ultimo, fa compagnia a grandi e piccoli ad ogni natale, rispondendo nel modo più classico all’immaginario collettivo dell’albero di natale…

Informazioni di carattere generale dedicate all'abete rosso detto peccio picea abies.

Erbe officinali piante medicinali

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