Acido lattico:livelli di acido lattico

Acido lattico a cosa serve e cosa èIl corpo umano produce in maniera naturale l’acido lattico. La sua formazione è dovuta al processo di conversione dei carboidrati in energia durante i periodi in cui si verifica un basso livello di ossigeno. Situazioni di questo tipo si presentano, per esempio, durante la pratica di attività sportive. È possibile ottenere acido lattico attraverso il consumo di determinati alimenti che lo contengono in maniera naturale. Una maniera diversa per ottenerlo è attraverso una forma sintetizzata aggiunta come aroma o agente conservante. L’acido lattico è un elemento utilizzato delle cellule per la produzione di energia, sfruttato in particolari occasioni dall’organismo. Quando non vi è abbastanza ossigeno all’interno della cellula, essa è ancora in grado di produrre energia, ma in tali casi genera acido lattico. Le cellule procedono nel rilascio di quest’ultimo nel sangue, dove viene convertito in una molecola simile al lattato. Elevati livelli di lattato nel sangue possono provocare danni alle cellule.


L'acido lattico

L’acido lattico è strettamente legato ai batteri lattici. Scientificamente definiti come lattobacilli, questo genere di batteri sono comunemente pubblicizzati come dei probiotici. I batteri in questione producono acido lattico mediante la fermentazione di carboidrati in un ambiente anaerobico. Ceppi di tali batteri possono essere trovati in prodotti comuni come lo yogurt e la soia. In quest’ultimo caso i batteri sono utilizzati insieme ai funghi per permettere la propagazione del processo di fermentazione. La soia non contiene acido lattico, ma questo è il risultato del processo di fermentazione. Quest’ultimo inizia con la ripartizione dello zucchero. I funghi assieme ai batteri agiscono abbattendo i carboidrati composti da zuccheri semplici e presenti nei semi di soia.


Alimenti contenenti acido lattico

Lo yogurt è l’alimento per eccellenza relativamente al contenuto di acido lattico. Il prodotto è ottenuto da una miscela di batteri benefici come Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, uniti al latte. La combinazione produce acido lattico durante il processo di fermentazione del lattosio, ovvero dello zucchero presente bel latte. La presenza dell’acido lattico nel prodotto causa una riduzione del suo pH e permette inoltre, alle proteine del latte di addensare lo yogurt. In definitiva grazie all’acido lattico, lo yogurt è caratterizzato da un sapore aspro. Svolge una duplice azione sia come aromatizzante che come conservante. Spesso, i produttori aggiungono acido lattico nei propri prodotti come conservante. Un tale utilizzo è dovuto alle capacità presentate dall’acido lattico come regolatore del pH, in alcuni contesti. Ulteriore motivazione che spinge al suo utilizzo riguarda le capacità aromatizzanti che possiede. Prodotti di soia fermentati e contenenti acido lattico sono ampiamente utilizzati nella cucina asiatica e questi includono latte di soia, tofu, miso e natto. Il latte di soia, in genere, non contiene acido lattico in quanto non è fermentato. A differenza di quest’ultimo, l’acido può trovarsi in yogurt di soia. L’acido lattico come conservante è comune in alimenti trasformati a base di soia, come ad esempio hamburger surgelati, altrimenti è possibile trovarlo in condimenti per insalate, bevande e prodotti da forno. Un alimento comune nel quale è possibile trovare acido lattico è il pane. Il processo di fermentazione naturale è dovuto alla miscela preparata grazie alla combinazione di farina ed acqua. Il composto ottenuto è fatto riposare a temperatura ambiente. Viene aggiunto del lievito per completare il processo. L’acido lattico prodotto dai batteri, lattobacilli ed alcol prodotti dal lievito sono tali da permettere all’impasto di ottenere un sapore intenso.


Livelli di acido lattico nel sangue

Misurare i livelli di acido lattico richiede l’esecuzione di un esame del sangue, il quale nello specifico è noto, per appunto, come test di acido lattico. Il sangue viene prelevato da una vena per poter verificare la quantità di acido lattico presente nel campione. Normalmente i livelli di lattato sono variabili tra il range 4.5 mg/dL – 19.8 mg/dL. Prima di eseguire il test è necessario non aver svolto alcun genere di attività motoria dal momento che questa altererebbe temporaneamente i livelli dell’elemento che deve essere analizzato. I test sono in genere eseguiti quando nel paziente si sospetta la presenza di acidosi lattica. Non si tratta di un esame che normalmente è prescritto. Altri casi in cui il test può essere richiesto riguarda pazienti che hanno presentato malattie quali insufficienza cardiaca congestizia, problemi epatici, ipossia. Risultati anomali indicano che il paziente è affetto da mancanza di adeguati livelli di ossigeno. 


Alti livelli di acido lattico

Vi sono alcune condizioni che causano una diminuzione dei livelli di ossigeno e di conseguenza influenzano i livelli di acido lattico.

La condizione di ipossia grave, per fare un esempio, interessa i pazienti in uno stato di shock o che altrimenti presentano una delle seguenti condizioni: insufficienza cardiaca congestizia, malattie epatiche e malattie della pelle. Tali sono tutte condizioni che causano un aumento dei livelli di acido lattico nel corpo. Queste malattie agiscono costringendo il corpo nella produzione di maggiore energia in mancanza di ossigeno. Ottenendo elevati livelli di lattato si possono presentare gravi complicazioni per la salute.

L’acidosi lattica è la condizione che si verifica quando si presentano dei livelli elevati di acido lattico. È un disturbo che si verifica quando i livelli di lattato nel sangue aumentano superando i limiti normali.

I sintomi della condizione includono la presenza di un battito cardiaco anormale, difficoltà nella respirazione, nausea, vomito, stanchezza fisica, infiammazione del pancreas, affaticamento, perdita di peso ed infine allargamento del fegato. Nei casi in cui si verifica uno di questi sintomi si raccomanda di consultare un medico, in quanto l’acidosi lattica costituisce una condizione potenzialmente pericolosa per la vita.

Trattamenti utili in caso di livelli alti di acido lattico

Quando in un paziente si rileva una presenza elevata di acido lattico è necessario intervenire mediante opportuni trattamenti. Nel momento in cui il problema è diagnosticato, è necessario intervenire immediatamente con l’avvio delle cure. La fase iniziale del trattamento concentra l’attenzione sul rifornimento di ossigeno al paziente. In questa maniera si riduce la produzione di acido lattico da parte delle cellule. La gestione provvisoria dell’ossigeno inverte i sintomi presenti ed impedisce allo stesso tempo ulteriori complicazioni. Il paziente osserverà notevoli miglioramenti grazie a questo intervento.


Acido lattico e fatica

Il corpo quando è sottoposto ad un eccessivo sforzo, lavora rompendo lo zucchero in una gamma di differenti sostanze nel tentativo di fornire energia ai muscoli. Fornire i livelli adeguati di energia necessita l’apporto di ossigeno e dunque di acqua ed anidride carbonica. Tale processo genera la produzione di acido lattico. Il meccanismo in definitiva permette ai muscoli di lavorare in migliori condizioni dal momento che l’acido lattico permette ad essi di lavorare in un ambiente migliore anche nel caso in cui siano sottoposti ad una elevata resistenza. Durante un periodo ad elevata intensità, i livelli di acido lattico tendono ad aumentare più velocemente ed il corpo non è in grado di gestire nella maniera corretta tale maggiore quantitativo. Una situazione di questo tipo può essere vantaggiosa per gli atleti dal momento che ottenendo una maggiore produzione della sostanza dispongono di più energie muscolari. Oltretutto, durante l’allenamento i muscoli hanno a disposizione maggiori livelli di ossigeno perciò non si avverte eccessiva sensazione di stanchezza.

Acido lattico dopo un allenamento

Spesso accade che l’acido lattico si accumuli all’interno del tessuto muscolare provocando dolore. In ogni caso, questo tende a disperdersi dopo un periodo massimo di 25-30 minuti e non causa ulteriori disagi. Una sensazione di indolenzimento di solito compare dopo 2 o 3 giorni di distanza dell’allenamento.

Livelli alti di acido lattico nel sangue possono portare alla acidosi lattica.

Malattie

Lascia il tuo commento: