Aconito: Aconitum napellus

L'aconito napello, aconitum napellus per le sue proprietà si usa in omeopatia in preparazioni da 7, 9, 5, 15 ch, l’aconito è una pianta erbacea perenne, nativa dell’europa centro-occidentale ,che cresce nei terreni umidi dei prati di montagna, ed è famosa dai tempi del Medioevo, fino ad arrivare ai giorni nostri, per le sue proprietà, utilizzate con parsimonia nella farmacopea, e per essere spesso presente nei romanzi gialli storici, citato come veleno molto potente.

Aconito: Aconitum napellus

Aconito

Nove sottospecie sono acetate dalla Flora Europaea:

  1. Aconitum napellus subsp. napellus. (Sud – Ovest dell’Inghilterra).
  2. Aconitum napellus subsp. corsicum (Gáyer) W.Seitz. (Corsica).
  3. Aconitum napellus subsp. firmum (Rchb.) Gáyer. (Europa centrale e dell’Est).
  4. Aconitum napellus subsp. fissurae (Nyár.) W.Seitz. (Dai Balcani al Sud – Ovest della Russia).
  5. Aconitum napellus subsp. hians (Rchb.) Gáyer. (Europa central).
  6. Aconitum napellus subsp. lusitanicum Rouy. (Sud – Ovest dell’Europa).
  7. Aconitum napellus subsp. superbum (Fritsch) W.Seitz. (Ovest dei Balcani).
  8. Aconitum napellus subsp. tauricum (Wulfen) Gáyer. (Alpi dell’Est, Sud della Carpazia).
  9. Aconitum napellus subsp. vulgare (DC.) Rouy & Foucaud. (Alpi, Pirenei, Nord della Spagna).

Aconito napello detto anche aconitum napellus

Questa pianta si presenta alta circa un metro, con steli e foglie glabre. Le foglie sono di forma arrotondata, di circa 5-10 centimetri di diametro, divise in 5-7 lobi ben distinti. I fiori sono di colore tra il viola scuro e il blu tendente al viola, di forma simile ad un elmetto allungato, e sono alte circa 1-2 centimetri. Le sue foglie sono di colore verde scuro, disposte a spirale o alternate, non hanno stipole, sono palmate, con da cinque a sette segmenti; ogni segmento è a sua volta diviso in 3 lobi con dentelli aguzzi. Le foglie inferiori hanno lunghi petioli.
L’aconito è una bellissima pianta, con un lungo stelo coronato da racemi di grandi fiori zigomorfi, di colore blu, viola, bianco o giallo, e con numerosi stami. Si distinguono per avere uno dei cinque sepali (quello posteriore),chiamato galea a forma di casco cilindrico,da cui il nome inglese “monkshood” o cappuccio del monaco.

Composizione dell'aconitum napellus:

L’aconito vanta diversi principi attivi, il cui principale è l’aconitina, potentissimo alcaloide, famoso per essere il secondo veleno vegetale più letale al mondo, dopo la nepalina. Tutta la pianta contiene gli alcaloidi, anche se la parte con la maggior concentrazione e’ sicuramente la radice, che viene fatta essiccare appena colta per non perdere parte del principio attivo.

Tossicità ed effetti collaterali dell'aconito napello:

L’aconito è una potentissima neurotossina, che, se applicata esternamente, provoca inizialmente uno stimolo e successivamente la paralisi dei nervi collegati al tatto, al dolore e alla temperatura, dando quindi luogo a un forte effetto anestetico prolungato. Se ingerito, l’aconito produce effetti molto forti sulla circolazione sanguigna, sull’apparato respiratorio e sul sistema nervoso. In dosi robuste, il battito si riduce anche sotto i 30 battiti al minuto, la pressione sanguigna conseguentemente crolla, producendo un arresto cardiaco in diastole. L’effetto sulla circolazione sanguigna è dovuto a un iniziale stimolo del centro della funzione cardio-inibitore sito alla base del nervo vago, e in seguito alla diretta influenza della tossina sulle fibre muscolari del cuore. Solitamente l’azione letale è quella dovuta al blocco della respirazione, che a causa della neurotossina provoca il decesso prima ancora dell’arresto cardiaco. I sintomi di un avvelenamento da aconito si presentano dopo pochi minuti ,inizialmente a carico del tubo digerente, con una netta sensazione di bruciore, formicolio e intorpidimento alla bocca e bruciore all’addome. Dopo circa un ora, si notano violenti conati di vomito, seguiti dai sintomi sopra descritti a carico dell’apparato respiratorio, del cuore e del sistema nervoso. Come in un avvelenamento da stricnina, il paziente rimane perfettamente lucido, non avendo l’aconitina effetti sul cervello. Gli unici segni post-mortem sono quelli di una asfissia. Il trattamento per questo avvelenamento consiste nello svuotamento dello stomaco tramite lavanda gastrica, mentre gli antidoti fisiologici sono atropina, digitalina o strofantina, da iniettare per via sottocutanea alla dose massima consentita. Alcool, stricnina  e calore devono anche essere usati in aiuto al trattamento contro l’avvelenamento. La descrizione appena fatta vale per un avvelenamento da ingestione. Si noti tuttavia che l’aconitina può essere facilmente assorbita attraverso la pelle, tanto che  ci si può avvelenare anche solo raccogliendo le foglie senza l’uso di guanti: la tossina presente nella linfa penetra infatti nella pelle. Da esperimenti pratici, la linfa che trasuda da undici foglie raccolte provoca già disturbi cardiaci per circa due ore, mentre il formicolio inizia fin da subito, al contatto con la foglia, estendendosi per tutto il braccio fino alla spalla, dopo di che il cuore inizierà a soffrire. In questo tipo di avvelenamento il sistema gastro-intestinale e respiratorio non sono coinvolti. La sensazione più fastidiosa è data dalla anestesia dell’arto; come sopra citato anche in questo caso l’atropina si rivela un valido antidoto.

Proprietà mediche dell'aconito napello:

Le indicazioni mediche dell’aconito sono poche ma ben definite. Indubbia è la sua azione anestetica locale per sciatica e nevralgia, in particolare nella nevralgia facciale e del trigemino. Il miglior metodo di applicazione consiste nel massaggiare un piccolo quantitativo di  unguento di aconitina fino a percepire la sensazione di anestesia alla parte trattata, tuttavia a causa del costo elevato di questo preparato si usa più comunemente un linimento all’aconito, da applicarsi con un pennello di crine di cammello precedentemente intinto nel cloroformio, che facilita l’assorbimento dell’alcaloide presente nell’aconito. L’aconito è indicato per uso interno ogni qualvolta si renda necessaria ridurre l’attività cardiaca nel corso di stati febbrili. Negli anni passati, veniva utilizzato in tutti gli stati febbrili e anche negli stati settici che seguivano le operazioni chirurgiche nell’epoca pre-Listeriana. Oggi l’aconito viene usato solo negli stadi iniziali delle febbri meno gravi, come tonsilliti acute, bronchiti, e forti laringiti. Il dolore acuto e il rapido gonfiarsi delle corde volali, con difficoltà respiratorie che caratterizzano le laringiti acute può spesso trovare sollievo dall’azione sedativa portata in circolo dall’aconitina. Non appena spariti i sintomi, è opportuno sospendere il trattamento per evitarne gli effetti collaterali. che  potrebbero seguire un uso troppo prolungato. Nella medicina tradizionale cinese, l’aconito viene usato nella carenza di Yang del paziente, o “freddezza” , e diluito fortemente, a causa della sua tossicità.

Aconitum napellus - Interazioni con altre erbe

Alcuni farmaci a base di erbe cinesi possono aiutare ad alleviare l’avvelenamento da aconito. Inoltre, esistono combinazioni di erbe che sono considerate una “coppia sicura”, ad esempio, aconito e liquirizia. Tuttavia, ci sono molti tabù nelle formulazioni a base di erbe che non sono ancora stati convalidate scientificamente, per la loro incompatibilità. Studiare questi tabù potrebbe  aiutare a capire perché alcuni farmaci a base di erbe non devono essere combinati.

Aconito e liquirizia

Il Gancao è una pianta famosa disintossicante nella medicina cinese, ed include tre specie:

1.    Glycyrrhiza uralensis
2.    Glycyrrhiza glabra
3.    Glycyrrhizainflata.

Combinando queste due erbe, aconito e liquirizia, per lo più in decotto, gli ingredienti principali possono reagire gli uni sugli altri, e da qui, la tossicità dell’aconito AC può essere ampiamente ridotta, diminuendo la sua solubilità a quasi il 22%. Inoltre, questa miscela possiede importanti attività antiossidanti.

Aconito e Pinelia

La combinazione di aconito e pinelia rimane ancora un tabù. Tuttavia, alla luce di recenti studi, le interazioni tra queste due erbe, come decotto, hanno mostrato una riduzione della tossicità dell’acconito.

Curiosità finali dedicate all'aconito:

Nelle credenze popolari l'aconito, così come l'aglio, può essere usato per tenere lontani i vampiri. Secondo uno studio dello storico tedesco Christoph Schäfer, effettuato nel 2006, sarebbe stato un cocktail di droghe a base di aconito la vera causa della morte della regina Cleopatra, e non il morso di un aspide, come i documenti romani hanno invece tramandato.

Informazioni e suggerimenti per l'ultilizzo della pianta aconito napello o aconitum napellus.

Erbe officinali piante medicinali

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