Agnocasto o agnus castus

Il nome comune di questa erba è Agnus Castus, ma, benché la pronuncia venga spesso storpiata (a volte si sente parlare di “Agnus Cactus”), essa non fa parte della famiglia dei cactus, bensì è un membro della famiglia di cui fa parte anche la  Verbena.

Vitex agnus castus in omeopatia o più semplicemente agnocasto,  è un nome composto, Agnus Castus deriva dal greco "casta", secondo Plinio il Vecchio, scrittore nel primo secolo, le donne greche che desideravano preservare la propria castità, ponevano alcune foglie di questa pianta sotto il letto, e vi dormivano sopra. Un contemporaneo di Plinio, Dioscoride, affermava che "l’Agnus Castus permetteva alle donne di conservare la castità, perché l'odore era così forte che, quando si spargeva sul letto, era un rimedio sufficientemente efficace nello scoraggiare eventuali profferte amorose da parte degli uomini”!

Agnocasto o agnus castus

Agnocasto

Cenni storici relativi all'agnocasto

L’Agnocasto era ben noto agli antichi medici greci. Ippocrate utilizzava questa pianta per il trattamento di lesioni e infiammazioni. E’ stato Dioscoride, l'autore del “De Materia Medica” ad aver riscontrato l’effetto positivo dell’Agnocasto sul sistema riproduttivo femminile. Lo raccomandava per le madri che allattavano, per espellere la placenta dopo il parto, e per controllare l'emorragia. Fu Plinio il Vecchio, nel primo secolo d.C., a raccomandare Agnus Castus come afrodisiaco, anche se nella Roma antica, le Vestali portavano un ramoscello dell'albero come simbolo della loro verginità. L’Agnocasto è stato utilizzato dalle donne dell'antica Grecia nei loro rituali alla dea Cerere. Nel Medioevo, i Monaci ne mangiavano i frutti per  sopprimere le loro pulsioni sessuali.

Il rimedio naturale Agnus Castus era certamente utilizzato ampiamente dagli antichi erboristi. Anche se non è una pianta originaria del Regno Unito, alcune ricerche hanno indicato la sua presenza già dal XVII secolo in poi, ma è nel resto dell’Europa che l’Agnocasto ha riscontrato un vero e proprio “boom” in coltivazione ed utilizzo, a partire dal XX secolo.

COMPONENTI E PRINCIPI ATTIVI DELL'AGNOCASTO

Amari, alcaloidi, olio volatile.

PREPARATI TIPICI E DOSAGGIO DEL VITEX AGNUS CASTUS

La maggior parte degli studi condotti è stata eseguita con la tintura madre di Agnus Castus, la cui dose standard è di 40 gocce al giorno per almeno 12 settimane. L’Agnocasto è una pianta ad azione lenta: di solito ci vogliono diversi mesi per ottenere i primi benefici, salvo nei casi di allattamento, che spesso manifesta dei miglioramenti entro poche settimane.

Tintura madre di Agnus Castus

Estrazione rapporto 1:5
Volume: 70%
Realizzato con erba secca.
Assumere 2-3 ml di tintura 2-3 volte al giorno.

PRECAUZIONI D'USO

Il rimedio naturale Agnus Castus non è mai stato collegato ad effetti collaterali significativi, ma possono manifestarvi problemi di entità lieve, quali: disturbi di stomaco, prurito ed eruzioni cutanee. Agnus Castus non deve essere somministrato a ragazze in età pre-puberale.

Utilizzo di Agnus Castus per i dolori mestruali e la menopausa

L'erba è nota soprattutto come un rimedio usato dalle donne. L'effetto che ha sugli ormoni femminili è in gran parte un effetto di bilanciamento. Questa capacità di riequilibrio ormonale lo rende utile in una vasta gamma di situazioni. Può essere utile per molti anni, soprattutto nei casi di sindrome pre-mestruale, il cui miglioramento dei sintomi tocca una percentuale del 90 per cento.

Nel dettaglio, i disturbi femminili più comuni sono:

  • Sindrome pre-mestruale – In questo caso, il rimedio Agnus Castus può migliorare la cefalea, la tensione mammaria, la stanchezza, il gonfiore, l’ansia e sintomi simili,il  ciclo irregolare e il ciclo troppo breve o troppo lungo.
  • Menopausa – Il rimedio naturale Agnus Castus può migliorare molti sintomi, tra i quali si ricordano: sudorazione notturna, vampate di calore e stanchezza.

DOSAGGIO VITEX AGNUS CASTUS

Erbe prime (intero, in polvere, in bacche): 1-2 grammi (2-4 capsule) al giorno.
Estratto fluido: 20-40 gocce al giorno.
Tintura: 60-120 gocce (circa 1-2 cucchiai da tavola, o 3-6 ml) al giorno.
Oppure, seguire le istruzioni su ogni confezione di un prodotto in cui viene utilizzato l’Agnocasto.

Nota sulla "estratti standardizzati"

In commercio sono disponibili degli "estratti standardizzati", sicuramente più facili da reperire, ma a volte non consigliabili, perchè:

  1. Sono fabbricati in modo industriale (e quindi non personalizzabili).
  2. Spesso contengono delle sostanze chimiche

Utilizzare le bacche di  Agnus Castus in capsule, o gli estratti fluidi o secchi, o le tinture madri (più convenienti) è decisamente un’alternativa – se non il rimedio primario – preferibile, poiché presenta meno rischi e/o controindicazioni.

(Una nota particolare ma da sapere. Estratto Tintura vs Fluido: è l'etichetta ad indicare se si tratta di tintura madre o di estratto fluido Un altro indizio: un estratto fluido riporta sempre la scritta “estratto con rapporto 1:1" ("one to one"), mentre una tintura madre presenta una diluizione maggiore - è può essere 4:1, 5:1 o talvolta anche 10:1. Ciò significa che 4,5 litri o 10 litri della tintura contengono 1 chilo di erba. Ecco perché sono necessarie solo poche gocce di estratto fluido, ed ecco perché, al contrario, è necessario assumere almeno un cucchiaino o meglio ancora più di uno, in caso di tintura madre.)

Come assumere l'agnus Castus

Il rimedio naturale Agnus Castus, di solito, viene assunto in una sola dose di prima mattina. Questo è il momento migliore per influenzare la ghiandola pituitaria - che sembra essere l'obiettivo principale su cui deve agire la pianta. Risultati positivi in seguito all’utilizzo di Agnus Castus sono spesso visibili nel giro di poche settimane. Tuttavia, se non si nota alcun cambiamento, non bisogna arrendersi prima di aver assunto il rimedio per almeno due mesi di seguito, per due cicli.
Se si comincia a ottenere i benefici, si consiglia di continuare ad assumere l’Agnocasto per almeno 4-6 mesi, poi si consiglia si ridurre la dose per alcune settimane. Se il miglioramento persiste, si può provare a  smettere del tutto. Se i sintomi, al contrario, ritornano, si consiglia di tornare ad assumere il dosaggio precedente, e di continuare per altri 2-3 mesi. Se i sintomi continuano a tornare anche dopo questo periodo, si consiglia di consultare uno specialista qualificato nelle terapie alternative. L'Agnocasto può essere un rimedio naturale molto utile, ma se il problema persiste, è probabilmente necessario un aiuto professionale più specifico poiché si è di fronte ad uno squilibrio diversamente trattabile.

Combinazioni con agnus castus

Il rimedio Agnus Castus può essere combinato con l’utilizzo di altre erbe utili per i problemi come quelli presenti nella menopausa, anche in periodi alternati. Accade spesso, infatti, che una combinazione di diverse erbe con proprietà simili risulti più efficace di una pianta singola. Esistono molti prodotti che possono essere combinati con l’Agnocasto. La cosa essenziale è riuscire a trovare i prodotti giusti per chi li utilizza, e persistere nel trattamento con pazienza, anche con l’aiuto di specialisti del settore.

Precauzioni ed eventuali effetti collaterali e controindicazioni dell'agnocasto

Non bisogna assolutamente assumere l’Agnocasto durante la gravidanza (potrebbero verificarsi delle interazioni negative sul feto)! Sarebbe saggio anche evitare di associare l’uso dell’Agnocasto insieme ad altri prodotti o farmaci sintetici che agiscono sul sistema ormonale femminile - come la terapia ormonale sostitutiva o la pillola contraccettiva. Le segnalazioni di reazioni negative o effetti collaterali in seguito al trattamento a base di Agnus Castus sono davvero poche. Su circa una persona su 50 possono verificarsi lievi problemi di digestione o una leggera irritazione della pelle. In questo caso, si consiglia di smettere l’assunzione per poi re-introdurre il trattamento più lentamente.

In conclusione: per avere una “traccia” sull’andamento della “terapia”

… si consiglia di tenere un vero e proprio “diario”. E’ necessario prendere nota di come ci si sente durante l’assunzione di Agnus Castus, di quali erbe vengono combinate, di come procede il trattamento …  Tutto ciò si rivela spesso molto utile per constatare i progressi della cura, ma anche per fornire al proprio medico tutte le informazioni necessarie per decidere come proseguire o quando smettere il trattamento.
Una cosa molto importante da tenere a mente: l’agnocasto è sicuramente il rimedio naturale più popolare per combattere i sintomi della menopausa, ma non è l’unico!

Informazioni relative alla pianta di agnocasto (Vitex agnus castus)

Erbe officinali piante medicinali

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