Alchemilla (proprietà)

Il genere alchemilla è un genere di pianta nel quale spicca l’alchemilla alpina o alchemilla vulgaris, pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae, che cresce generalmente nei luoghi umidi montani, come i prati e le zone boscose, nei Paesi europei e dell'Asia centrale e che si presenta con foglie a forma reniforme disposte a rosetta e fiori di colore verde tendente al giallo, privi di corolla.

Alchemilla (proprietà)

Alchemilla

Alchemilla

Nome botanico: Alchemilla vulgaris.
Famiglia: Rosaceae.
Sinonimi: Piede del Leone, Piede dell'orso, Leontopodium, Stellaria. (Francese) Pied-de-lion. (Tedesco) Frauenmantle.
Parti della pianta utilizzate: erbe, radici.
Habitat: Bordi di giardini esposti al sole, boschi, prati coltivati.

L’alchemilla alpina è una pianta perenne molto resistente alle temperature gelide, in fiorescenza da giugno a settembre, i semi maturano da agosto ad ottobre ed i fiori sono ermafroditi (hanno organi sia maschili che femminili) e sono impollinati da con metodo apomittico, autoctono. La pianta preferisce i terreni sabbiosi esposti alla luce, ma anche i terreni argillosi, ma soprattutto terreni molto ben irrigati. Può crescere in terreni acidi e neutri, all'ombra tipica del bosco o in completa assenza di ombra.

L’alchemilla alpina è una pianta distribuita soprattutto nei luoghi più freddi e posti ad elevate altitudini che possono arrivare anche fino a 1100 metri di altezza. Non è raro trovarla in luoghi umidi, presso pascoli collinari e vicino ai corsi d'acqua: è, infatti, essenzialmente una pianta tipica del nord, facilmente trovabile  al di là del circolo polare artico, in Europa, in Asia e anche in Groenlandia, e solo su alte catene montuose, come l'Himalaya, in caso di latitudini meridionali.

La pianta è poco appariscente, quando cresce tra altri tipi di piante e fiori, perché non è molto alta, ma il suo aspetto la rende certamente degna di nota.

Descrizione della pianta di alchemilla

Il rizoma è  grosso e corto  e da esso si erge il fusto sottile. Tutta la pianta è rivestita di peli morbidi. Nella parte inferiore, le foglie vicine alla radice sono molto grandi e molto belle, e misurano da 15 a 20 centimetri di diametro, e sono supportati da steli sottili, che misurano da 18 a 20 cm di lunghezza. Sono reniformi e presentano con margini tagliati in sette o nove segmenti, molto ampi, ma con lobi poco spessi, finemente dentati ai bordi. Le foglie superiori presentano gambi piuttosto corti. Una caratteristica evidente è data dalla disposizione di foglie dentellate che avvolgono il fusto, quasi abbracciandolo.

I fiori, che nascono e sbocciano nel periodo che va da giugno ad agosto, sono numerosi e piccoli, di pochissimi millimetri di diametro, con un colore giallo – verde, riuniti in piccoli gruppi o a sé stanti, senza petali, con un calice di forma leporina, con quattro bratteole poco cospicue che hanno l’aspetto di segmenti esterni del calice. Ci sono quattro stami, inseriti all’interno del calice, i cui filamenti sono piuttosto articolati. Il rizoma ha proprietà astringenti ed è commestibile e le foglie vengono utilizzate come cibo per  pecore e bovini in generale.
Uno dei suoi nomi comuni più particolari, detto “Mantello della Signora” (nella sua forma tedesca viene definito  “Frauenmantle”), le è stato conferito dal botanico cinquecentesco, il professor Jerome Bock, da sempre conosciuto con la versione latinizzata del suo nome: Trago. Egli parla della pianta utilizzando questo nome nella sua celebre Storia delle Piante, pubblicata nel 1532, e Linneo lo ha successivamente adottato. Nel Medioevo, questa pianta, così come tanti altri fiori,  era stata associata, alla Vergine Maria (e da qui nasce il nome “Manto della Madonna”, differente dall’altro nome, “Manto della Signora”),  poiché i lobi delle foglie assomigliavano moltissimo ai bordi smerlati di un mantello. In latino medievale troviamo anche la denominazione “Leontopodium” (piede di leone), probabilmente a causa della forma delle foglie vicine alle sue radici, e questo nome si è poi trasformato nel nome francese moderno “Pied-de-leone”. A volte si trova la stessa idea espressa in due nomi inglesi locali, 'Lion-feet’ (piede di leone) e 'Bear-feet' (piede d’orso). La pianta è stato anche chiamata 'Stellaria',  grazie al carattere radiante delle sue foglie inferiori, ma questo appartiene più propriamente al ben altro gruppo di piante, con fiori simili a stelle di colore bianco puro.
Un fungo giallo attacca a volte la pianta ed è conosciuto con il nome “Uromyces alchemillae”, ed ha il curioso effetto di causare una lunghezza abnorme della foglia della pianta.

L'Alchemilla vede l’origine del suo nome generico derivante dalla parola araba “Alkemelych” (alchimia), poiché le sono state conferite, secondo alcuni scrittori antichi, poteri  taumaturgici molto importanti. Altri studiosi ritenevano che le virtù alchemiche date dal fogliame a contatto con le gocce di rugiada, costituivano una parte molto importante nella preparazione di molte pozioni mistiche.

Parti della alchemilla usate in medicina

L'intera pianta, raccolta in giugno e in luglio, quando è in fiore e quando le foglie sono rigogliose, lucenti e quasi secche. Anche le radici, a volte, vengono utilizzate, generalmente quando sono fresche.  Le foglie giovani - crude o cotte, hanno un sapore asciutto, leggermente astringente e possono essere mescolate con le foglie di Polygonum bistorta e Polygonum persicaria per poi essere usate per fare un budino amaro, che viene consumato durante la Quaresima. La radice cotta ha un gusto astringente mentre le foglie sono usate commercialmente nella miscelazione del tè.

Azione ed usi medicinali della alchemilla

Proprietà medicinali:

  • antireumatiche
  • astringenti
  • diuretiche
  • emmenagoghe
  • febbrifughe
  • sedative
  • emostatiche
  • toniche

L'alchemilla ha una lunga storia nella farmacopea naturale, soprattutto come trattamento esterno per tagli e ferite, e internamente nel trattamento della diarrea e una serie di disturbi delle donne, in particolare problemi mestruali. Le foglie  possono essere essiccate per un uso successivo e la radice fresca ha proprietà simili, forse più forti di quelle delle le foglie, ma è meno utilizzata. La pianta è ricca di tannino che è un ottimo astringente ed emostatico, comunemente utilizzato sia internamente che esternamente, nel trattamento delle ferite. Favorisce l’arresto di perdite vaginali e viene utilizzata anche come trattamento per le mestruazioni eccessive e per guarire le lesioni dopo la gravidanza. L'uso prolungato può alleviare il disagio della menopausa e ridurre le mestruazioni abbondanti. Il succo fresco pressato viene usato per favorire la guarigione delle lesioni della pelle come l'acne, e un decotto delicato della pianta può essere utilizzato nel trattamento della congiuntivite.

E’ stato scritto: “L'uso dell’alchemilla è molto appropriato per le ferite infiammate e sanguinanti, per flussi di ogni genere, per lividi da cadute e rotture. E' una delle erbe più singolari e quindi molto apprezzata e lodata, utilizzata in tutte le ferite,  da bere sotto forma di decotti stesso, o da immergersi in essa. Le ferite e le piaghe guariscono molto rapidamente, senza mostrare alcun segno di infezione. “

Dosaggio e posologia della alchemilla

La dose ideale di estratto fluido da assumere giornalmente varia da  1 a 1,5 grammi.

Conclusioni sulla alchemilla

L’alchemilla alpina è una varietà tipica della montagna, le cui foglie sono divise in cinque volantini oblunghi  e  fittamente ricoperti di peluria lucente e setosa. Tutte le informazioni che riguardano questa pianta sono limitate, poiché si tratta di una sottospecie della pianta più comune, l’alchemilla vulgaris, di cui mantiene le caratteristiche più importanti, con differenze correlate sostanzialmente all’habitat in cui essa nasce e cresce.

Informazioni sulle proprietà terapeutiche della alchemilla.

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