Alkekengi, Physalis alkekengi L.

Physalis alkekengi è una pianta famosa per le proprietà dei suoi frutti e semi, il frutto della pianta physalis alkekengi è a forma di lanterna, è una bacca rossa racchiusa in un calice rosso-arancio, considerata pianta ornamentale, è coltivata nei giardini per la sua bellezza: conservata in inverno in vasi senza acqua questa pianta costituisce un bouquet d'effetto.

Alkekengi, Physalis alkekengi L.

Physalis alkekengi

L’alchechengio è una pianta perenne dal fusto dritto che si sviluppa fino a due metri d’altezza, conosciuta anche come ciliegio invernale l’alchechengio porta foglie ovali i cui bordi sono frastagliati e caratterizzati da una dentellatura marcata, sviluppando fiori durante il periodo tra luglio ed agosto assieme ad i suoi frutti, chiamati lanterne, che appaiono come una sorta di ciliegia rossastra.

L’alchechengio ed il suo frutto sono originari di Europa e Cina, dove le loro proprietà curative sono ben note da tempi immemorabili motivo per cui sono stati fin dagli albori della medicina tradizionale impiegati come soluzione naturale per un vasto numero di problemi riguardanti la salute.

L’alchechengio viene dunque coltivato per permettere la formazione della sua tipica “vescica” che racchiude il tanto amato frutto simile ad una ciliegia, considerata dalle terapie omeopatiche come un vero e proprio tonico per l’organismo, ristabilendone il benessere e la funzionalità dei suoi sistemi operativi vitali per il corpo.

Nome comune: Alkekengi
Francese: Alkékenge officinol; Cerises d'hiver
Inglese: Winter cherry
Famiglia: Solanaceae
Parte utilizzata: frutti

Costituenti principali dei frutti:

  • amaro (fisalina)
  • pigmenti polienici e carotenoidi (cryptoxantina)
  • vitamina C

Attività principali:

  • diuretica,
  • depurativa
  • antispasmodica

Impiego terapeutico:

  • iperuricemia,
  • gotta,
  • litiasi renale
  • renella
  • forme reumatiche

Il frutto, dal sapore acidulo ma gradevole, è ricco in carotenoidi e vitamina C e possiede proprietà rinfrescanti, diuretiche, urico-eliminatrici e blandamente lassative.

Secondo Ledere il frutto dell'alkekengi risulta assai utile agli ossalurici.

Per queste sue valenze conosce un uso, attualmente desueto, ma convalidato dal passato, nel trattamento delle forme reumatiche, della gotta e della litiasi renale.

Rientra nella composizione dello sciroppo di Cicoria composto (sciroppo lassativo: Cicoria, Fumaria, Rabarbaro, Scolopendra, Alkekengi, Cannella, sandalo).

Curiosità

  • I frutti di alkekengi fatti confettare nella cioccolata costituiscono una ghiottoneria assai ricercata.
  • Dioscoride ed Arnaldo da Villanova consigliavano i frutti di alkekengi nella ritenzione d'urina, mentre nel XIX secolo venivano impiegati per il trattamento delle forme reumatiche, in particolare la gotta.

Un po’ di storia

Da moltissimi anni gli studiosi della medicina erboristica hanno evidenziato come l’alchechengio ed il suo frutto siano degli ottimi stimolatori per l’apparato digerente e per il tratto urinario, apparati del corpo che si occupano dell’assimilazione del cibo e della sua trasformazione in energia, così come dello scarto di tutti i composti inutili all’organismo e portatori di tossine o altre sostanze nocive per la sua integrità. Nell’antica Inghilterra, infatti, l’alchechengio veniva già allora impiegato come trattamento contro i calcoli renali e biliari, sfruttando le sue proprietà diuretiche e disintossicanti: la terapia comune consisteva nell’assunzione di alchechengio per quindici giorni mangiando 8 bacche su base quotidiana.

Gli impieghi dell’alchechengio

La ciliegia invernale dell’alchechengio si occupa di risolvere i problemi che affliggono il corpo grazie al suo potere diuretico che previene e protegge il sistema urinario da tutti i disturbi che possono incorrere in esso, agendo anche come forma di protezione da malattie e virus che possono comprometterne la struttura ed il suo benessere. Nella medicina tradizionale veniva utilizzato anche come rimedio per i più comuni sintomi stagionali quali febbre, raffreddore o dolori allo stomaco, ma anche per vari problemi di tipo fisico come

Nel mondo culinario l’alchechengio serve per preparare gustose gelatine  marmellate, mentre vengono sfruttati anche per comporre delle composizioni floreali vista la loro bellezza e la loro particolarità. Dato le proprietà lassative e diuretiche l’alchechengio risulta particolarmente consigliato per combattere ritenzione idrica, cistifellea e problemi legati ai movimenti intestinali, motivo per cui gli esperti consigliano un trattamento di alcune settimane incentrate nel consumo delle sue bacche benefiche. Secondo le testimonianze derivate dall’antica Grecia, l’erborista Dioscoride impiegata i frutti di alchechengio anche per curare i pazienti affetti da epilessia o da scarlattina, risultando quindi parecchio utile per delle condizioni di salute alquanto terribili per l’epoca.

Al giorno d’oggi le persone che soffrono di problemi legati all’apparato gastrointestinale sono davvero moltissime, ecco perché gli esperti nel campo dell’omeopatia spesso consigliano il consumo delle bacche di alchechengio per regolare il corretto passaggio del cibo e la sua totale assimilazione da parte dell’organismo, il quale riuscirà ad espellere in maniera più efficace gli scarti della digestione e prevenire un gran numero di disturbi che affliggono nei nostri tempi moderni un gran numero di persone che nemmeno immaginate.

Physalis alkekengi: informazioni sulle proprietà della pianta.

Erbe officinali piante medicinali

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