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Come avviene l'allattamento del bambino?

L'allattamento può avvenire in due modi, allattamento con latte naturale oppure con latte artificiale apposito per lattanti, per latte naturale si intende l'alimentazione con latte materno che rappresenta l'alimento più confacente nei primi mesi di vita (specie nei neonati prematuri).

La funzione delle ghiandole mammarie inizia la secrezione di un liquido particolare di colore giallastro, di consistenza viscosa ed a reazione alcalina che si chiama colostro.

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Allattamento

Nei primi gioni questo latte è molto ricco di proteine (latto-albume e latte-globuline), discretamentericco di sali minerali e relativamente scarso di glicidi. Il colorito giallo deriva da dosi elevate di provitamina A.

Con il procedere della secrezione lattea dopo la cosiddetta "montata lattea" che si ha alla terza-quarta giornata, il colostro assume gradualmente le caratteristiche del "latte maturo", passando attraverso una fase di transizione (latte clortrale), che può durare anche 15-20 giorni.

Il latte materno maturo presenta, rispetto all'altro latte, un basso contenuto di proteine e sali ed un elevato contenuto di glucidi (lattosio).

L'allattamento materno va fatto con in genere 6 poppate al giorno (ogni 3 ore di giorno con un intervallo di 6 ore notturne).

La durata della poppata non deve superare i 20 minuti.

L'intervallo notturno serve per permettere alla madre di riposare abbastanza a lungo.

L'allattamento materno esclusivo deve durare non più di 4-5 mesi, epoca in cui deve essere assicurato un apporto di proteine di origine non lattea e di sali minerali.

Quando si parla di allattamento misto si intende quando il latte materno non è sufficiente (ipogalattia) o se la madre deve assentarsi per lavoro, si attua l'allattamento misto che può essere di due tipi:

  • a poppata complementari (dopo il latte materno si dà ad ogni pasto una aggiunta di latte artificiale fino a raggiungere la razione dovuta.
  • a poppata alternata (cioè un pasto al seno ed un pasto di latte artificiale).

La poppata complementare è da preferire, perché comporta un frequente svuotamento delle mammelle e quindi uno stimolo costante alla lattazione.

Il latte vaccino costituisce il sostituto tradizionale del latte materno ed anche il materiale di base per la formazione del latte artificiale in polvere.

Esso si differisce fondamentalmente dal latte materno per l'elevata quantità di proteine e di sali minerali e per una carenza di carboidrati.

Quindi non può venire somministrato come tale, ma deve essere diluito per diminuire il contenuto di proteine e di sali e deve essere integrato con l'aggiunta di carboidrati.

La diluizione viene fatta a metà durante il primo mese di vita; a 2/3 fino al quarto mese ed in seguito diluizioni minori.

Per la diluizione viene adoperata acqua o mucillagini di cereali (ottenute con la cotture lenta di riso o avena fintanto che si riduce a metà il composto).

Tale liquido viene filtrato poi tramite una garza. Queste mucillagini hanno un'azione colloiodo-protettrice sulla caseina, di cui favoriscono la fermentazione in piccoli fiocchi.

L'aggiunta di carboidrati, oltre che aumentare la quota glucidica, serve anche ad innalzare il valore calorico del latte diluito.

Nella scelta dei carboidrati si deve tener conto della loro fermentabilità e del loro grado di digeribilità.

Si usano quindi il saccarosio in ragione del 5 % del volume totale del liquido e maltosio, sotto forma di maltodestrine (queste vengono usate in aggiunta alla concentrazione del 2-3%).

Dopo il terzo mese si sostituiscono le maltodestrine con le farine (cioè con polisaccaridi= amido, destrine).

Queste farine derivano dai cereali come frumento, orzo, segale, mais, avena, riso. In commercio si trovano molti prodotti di farina precotta o da cuocere, di riso o cereali misti.

Esse vengono aggiunte al latte dopo il terzo mese alla concentrazione del 3-4%.

Esistono diversi tipi di latte in polvere, usati nella dietetica abituale sono ottenuti da latte vaccino sottoposto a particolari procedimenti:

  • a pastorizzazione
  • a concentrazione sino a metà del volume iniziale
  • ad eventuali modificazioni (aggiunta di carboidrati, scremature parziali, aggiunta di grassi vegetali, di vitamine, di minerali, diminuzione della quota proteica, acidificazione etc.)
  • ad omogeinizzazione
  • a polverizzazione

Le modalità di preparazione sono molto semplici.

La polvere viene stemperata in acqua bollita e lasciata intiepidire.

Le concentrazioni più comunemente usate sono le seguenti:

  • 8-10% nel periodo neonatale
  • 10/11% alla fine del primo mese
  • 12-13% nel secondo mese
  • 14% nel terzo mese
  • 14/16% successivamente.

Il latte in polvere è più digeribile del latte vaccino, per le migliorie alle quali sono sottoposte sono facili da comporre e sono più igienici.

Il latte in polvere possono essere interi, parzialmente scremati o scremati (solo terapeutici) acidificati oppure no.

Le razioni alimentari si possono seguire in questa tabella:

  • ad 1 giorno 5-10 gr di soluzione glucosata 5% per 6-7 pasti;
  • a 2 giorni 10 gr di latte + 5 glucosata per 6
  • a 6 giorni 70gr per 6 pasti
  • a 15 gironi 80gr per 6 pasti
  • a 20 giorni 90-100 gr per 6 pasti
  • a 25 giorni 100-110 gr per 6 pasti
  • a 30 giorni 120-130 gr per 6 pasti
  • a 2 mesi 130-140 gr per 6 pasti
  • a 3 mesi 150 gr per 6 pasti
  • a 4 mesi 160-180 gr per 5 o 6 pasti
  • a 5 mesi 180-200 gr per 4 pasti

Il divezzamento:

  • a 6 mesi 200 gr per 3 pasti + 2 minestre + 1 omogeinizzato
  • a 7 mesi 200 gr per 3 pasti + 2 minestre + 2 omogeinizzati o formaggino, passato di verdure, frutta
  • a 8 mesi 220 gr per 3 pasti + 2 minestre + 2 omogeinizzati, tuorlo d'uovo, purea di patate, frutta, succhi
  • a 12 mesi 250 gr per 2 pasti + 2 minestre, carne tritata, purea, formaggio, uova, prosciutto.

Il fabbisogno calorico viene valutato a circa 100 calorie/kg.

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