Anemia in gravidanza

Non tutti sanno che l'anemia può presentarsi anche durante una gravidanza e per tale motivo è bene documentarsi.

La anemia in gravidanza è data dalla mancanza o dai bassi livelli di globuli rossi, e ciò induce ad una depressa attività ed abilità del trasporto dell’ossigeno che in ultima analisi tra le tante conseguenze è anche responsabile di stanchezza e spossatezza. Le donne incinta necessitano di più apporto di ferro poiché in tali circostanze vi è una grande probabilità di risultare anemiche.

Anemia in gravidanza

Anemia in gravidanza

La deficienza nel trasporto di ossigeno può essere indotta sia da una ridotta produzione di globuli rossi o da un incrementata loro perdita quantitativa.

I globuli rossi vengono prodotti a partire dal midollo osseo ed hanno un vita media di 4 mesi; cioè il loro ciclo vitale dura 120 giorni circa e dopo tale lasso di tempo vengono rimossi con quelli di nuova sintesi.

Come fa il corpo a produrre i globuli rossi?

Il corpo a tal fine necessita di adeguati quantitativi di ferro, acido folico e vitamina B12.

In caso di insufficienze dell’uno o dell’altro, vi sarebbero le basi predisponesti verso la condizione anemica.

Che cosa sono le emazie?

Le emazie o globuli rossi non sono nient’altro che delle cellule circolanti nel torrente ematico.

La loro tipica pigmentazione rossa è quella che attribuisce tale aspetto cromatico al sangue stesso.

I globuli rossi insieme alle altri parti corpuscolate del sangue (globuli bianchi e piastrine) ed al siero costituiscono il plasma sanguigno.

Il sangue grazie all’azione di pompa cardiaca del cuore, viene spinto dal ventricolo sinistro nelle arterie e da qui si propaga verso i territori di distribuzione del corpo.

Il globuli rossi legano l’ossigeno a livello dei polmoni e lo trasportano, attraverso il torrente ematico, alle cellule del corpo.

Le cellule del corpo, a loro volta, utilizzano l’ossigeno per catalizzare le reazioni ossidative che consentono la produzione energetica sotto forma di ATP.

Nel corso delle reazioni ossidative, quindi, l’ossigeno viene utilizzato e per di contro si forma, quale prodotto di scarto, l’anidride carbonica.

L’anidride carbonica deve essere eliminata prontamente; quindi si lega ai globuli rossi che attraverso il circolo sanguigno venoso la veicolano verso i polmoni dove viene liberata ed i globuli rossi sono nuovamente ricaricati di ossigeno.

Cause di anemia durante la gravidanza:

Spesso le donne durante la gravidanza diventano anemiche per via dell’incrementato fabbisogno di ferro ed altre vitamine.

Quindi, da una parte la futura mamma deve incrementare la produzione di globuli rossi, ed in più si consideri anche che il feto e la placenta necessitano del loro specifico apporto di ferro che può derivare solo dalle riserve materne.

Al fine di disporre di più globuli rossi per il fabbisogno del feto, il corpo incomincia a produrre un maggior quantitativo di globuli rossi e plasma.

E’ stato calcolato che il volume del sangue durante il periodo gravido incrementa approssimativamente del 50% benché il quantitativo del plasma si sproporzionatamente superiore.

Ciò determina un effetto di diluizione del sangue determinando di conseguenza una caduta nei livelli di emoglobina.

Questa è un evenienza più che normale in gravidanza con la concentrazione di emoglobina che tocca le sue punte più basse tra la 25° e 30° settimana.

La donna incinta necessita di addizionali introiti di ferro, ed un esame del sangue chiamato “ferritina sierica” rappresenta la forma migliore per monitorarne i livelli ematici.

Altre cause includono:

1) un approccio nutrizionale con basso apporto di ferro. I vegetariani, e tutti coloro che si sottopongono a diete ipocaloriche rigide dovrebbero provvedere ad integrare in modo adeguato l’apporto di ferro.

2) l’assenza di acido folico nella dieta e/o, più raramente, un’insufficienza di vitamina B12.

3) eccessiva perdita di sangue per sanguinamento dovuto ad emorroidi o ulcere di stomaco.

4) gravidanze molto ravvicinate tra di esse ed, inoltre, le gravidanze di quelle donne che aspettano dei gemelli.

Quali sono i sintomi dell’anemia durante la gravidanza?

Se la donna è in pieno stato di salute, molto raramente riscontrerà i sintomi tipici dell’anemia, a meno che i suoi livelli di emoglobina non scendano al di sotto di 8g/dl.

1) I primi sintomi saranno stanchezza e pallore;

2) palpitazioni. Il fiato corto e fenomeni di svenimento possono altrettanto intervenire, anche se insoliti.

3) Se l’anemia fosse severa (e cioè meno di 6g di emoglobina per decilitro di sangue), in tal caso, potrebbe causare fenomeni di angina pectoris e mal di testa.

Che cosa potrebbe essere fatto al fine di evitare condizioni di anemia in gravidanza?

1) Innanzitutto, essere sicuri di essere sotto regime nutrizionale bilanciato e variato.

2) Se state pianificando di rimanere incinta, parlate con il vostro dottore circa le vostre intenzioni di voler far il possibile per soddisfare i presupposti di una dieta bilanciata e variata nonché in relazione alla possibile assunzione di integratori a base di ferro.

3) Consumate cibi che sono fonti naturali di ferro: carne di manzo, uova, spinaci e frutta secca.

4) Integrate la vostra dieta con: ferro, acido folico e vitamina B12. L’assunzione di acido folico durante il periodo di gravidanza è, inoltre, fondamentale per abbassare il rischio di far riscontrare al futuro nascituro la “spina bifida”. Il medico potrebbe, infatti, consigliarvi di assumere supplementi combinati di ferro ed acido folico insieme.

5) Assumete vitamina C. Alcune fonti alimentari di ferro, contengono ferro “non emico”. Si tratta di un ferro “chelato”, quindi non bio disponibile. E’ il caso del ferro contenuto nelle verdure. Se assumeste cibi ricchi di vitamina C o integratori a base di vitamina C, riuscireste a rendere bio disponibile lo stesso ferro che prima non era utilizzabile dal corpo.

6) Consumate cibi naturalmente ricchi in acido folico. Questo sono: i cavoletti di Bruxells, gli asparagi, il muesli, la carne di manzo, i fagioli.

7) Una donna incinta dovrebbe prendere nota dei segnali provenienti dal proprio corpo e consultare un medico se dei sintomi si manifestassero.

8) Oramai è routine assodata, quella di raccomandare alle donne programmanti la gravidanza, l’assunzione di acido folico per le prime 12 settimane di gravidanza.

Ciò riduce sensibilmente il rischio di far sviluppare la “spina bifida”.

Come fa il medico a diagnosticare una condizione anemia in gravidanza?

Vengono eseguite delle analisi del sangue durante il primo periodo della gravidanza ed anche nella seconda parte.

Nei risultati di tali analisi verrà segnalata la forma ed il colore dei globuli rossi.

Nelle donne afro-caraibiche ed in quelle di origine mediterranea, ulteriori analisi di laboratorio vengono eseguite al fine di avere un addizionale screening sulle cause di anemia congenita, come ad esempio la talassemia.

Quali sono le complicazioni derivanti dall’anemia?

Difficoltà nella respirazione, palpitazioni ed angina;

Se la causa dell’anemia fosse rimossa, allora, non si necessiterebbe più di integratori vitaminici e minerali.

Un buon dottore saprà visitare nel migliore dei modi la futura mamma e, pertanto, anche prescrivergli vitamine e minerali da assumere durante il periodo della gravidanza, nonché i loro dosaggi ottimali.

I supplementi di ferro possono dare costipazione e/o diarrea, mentre alcuni non possono in alcun modo assumerli.

Tali effetti collaterali potrebbero essere risolti tramite l’assunzione di ferro con o subito dopo il pasto, oppure iniziando con una dosaggio all’inizio basso per poi incrementarlo progressivamente.

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