Angioplastica coronarica: rischi durata convalescenza

Angioplastica coronarica: che cosa è?

L'angioplastica coronarica è un intervento chirurgico per sbloccare ed allargare le arterie coronarie il cui passaggio è ostruito ed è anche chiamato intervento coronarico percutaneo.

Angioplastica coronarica: rischi durata convalescenza

Angioplastica coronarica

Le arterie coronarie: che cosa sono?

Le arterie coronarie sono i due grossi vasi sanguigni che sono collegate al cuore e che hanno lo scopo di rendere costante la fornitura di ossigeno al cuore. Con gli anni, con le patologie come il colesterolo, queste arterie possono indurirsi ed il sangue potrebbe incontrare degli ostacoli al suo passaggio.

Una delle patologie causate dal restringimento delle arterie e di conseguenza dal diminuito apporto di sangue al cuore è l'angina, che si manifesta con un forte dolore al petto conseguenza di solito di un un'intensa attività fisica. Nella maggior parte dei casi l'angina si può trattare farmacologicamente ma in casi particolarmente gravi è necessario ricorrere all'intervento chirurgico di angioplastica per riportare il flusso di sangue nella norma. Questo tipo di intervento è di regola utilizzato anche nel trattamento di infarti che si sono superati positivamente.

Stent angioplastica

L'angioplastica viene eseguita inserendo nell'arteria coronarica un piccolo catetere all'interno del quale viene infilato lo stent che è un piccolo tubo metallico fatto a maglie. Nel catetere viene inserito un palloncino che, una volta gonfiato, allarga lo stent e di conseguenza allarga l'arteria ed il sangue ha modo di fluire senza intoppi. È un tipo di intervento molto comune eseguito su persone a partire dai 65 anni in su proprio per i problemi legati all'angina.

Complicanze angioplastica coronarica

Anche se è un intervento semplice, si possono verificare dei problemi come ad esempio delle infezioni a seguito dell'intervento oppure delle emorragie, mentre i casi di infarti oppure presenza di coaguli sono rari.

Perchè si esegue l'angioplastica coronarica?

Questo intervento si rende necessario eseguirlo quando le vene a causa di un loro indurimento, non riescono a far arrivare al cuore la giusta quantità di sangue necessaria per il suo corretto funzionamento.

L'aterosclerosi altro non è che la patologia che provoca l'indurimento delle arterie che è legata oltre al fattore dell'età anche da:

  • dieta a base di grassi;
  • fumare;
  • ipertensione;
  • diabete;
  • appartenenza ad una certa etnia;

anche se non ci sono prove specifiche è stato appurato che popolazioni di ceppo afro-caraibico e del sud est asiatico soffrano di ipertensione e aterosclerosi.

Angina

Nel momento in cui le arterie sono talmente ostruite al punto che il sangue non riesce a fluire regolarmente al cuore, quest'ultimo inizia ad accusare questo problema che si manifesta con l'angina i cui sintomi sono:

  • dolore al petto;
  • affanno;
  • nausea;
  • stanchezza;
  • non riuscire a mantenere la calma.

L'angina si presenta sotto due forme:

  • angina stabile i cui sintomi durano qualche minuto e sono scaturiti da un esercizio fisico importante sui quali si può intervenire farmacologicamente;
  • angina instabile, quando i sintomi sono presenti a riposo, durano più di qualche minuto ed i farmaci non portano giovamento al malessere.

In quest'ultimo caso è consigliabile fare prima un elettrocardiogramma per valutare la funzionalità cardiaca e solo dopo aver appurato l'esistenza dell'ostruzione delle coronarie si suggerisce di eseguire un'angioplastica per evitare di incorrere in problemi ben più gravi.

Infarto

Nei casi in cui l'infarto è stato causato dalla non affluenza di sangue al cuore dalle coronarie, in questo caso l'angioplastica può essere utilizzata per rimettere in attività il cuore. È un intervento quello di angioplastica coronarica che è poco invasivo, ed il corpo non subisce grossi traumi se non due piccoli incisioni e la stragrande maggioranza delle persone possono subire tranquillamente questo intervento laddove se ne riscontrasse la necessità. Ci sono invece casi in cui è assolutamente sconsigliato sottoporsi a questo intervento, se ci sono delle patologie, come ad esempio un tumore, oppure problemi epatici, che metterebbero in serio pericolo la vita del paziente.

Preparazione per l'intervento di angioplastica coronarica

Prima di sottoporsi a questo intervento è buona regola che il paziente faccia tutta una serie di esami per controllare lo stato di salute generale, facendo anche i classici esami del sangue, per poi parlare col chirurgo e sapere le modalità con le quali verrà eseguito l'intervento.

Nel momento del colloquio preparatorio all'operazione, verranno fornite tutta una serie di informazioni utili per il decorso post operatorio e che riguardano:

  • se il paziente è fumatore gli verrà chiesto di smettere perché il tabacco può rallentare la guarigione;
  • se il paziente è in carne gli verrà chiesto di perdere peso, facendo anche ricorso ad un esperto nell'alimentazione;
  • non abusare con l'alcol;
  • cercare di fare per quanto possibile esercizio fisico, almeno una mezz'ora tutti i giorni;
  • prima dell'intervento fare delle scorte di cibo in casa;
  • entrare in ospedale con ottimismo e farsi assistere da qualcuno.

In presenza di patologie è sempre meglio farlo presente durante la fase del colloquio, e laddove si assumano medicinali particolari è conveniente portarli con se.

Ancora prima di eseguire l'operazione verrà fatta una valutazione su quello che è lo status delle arterie attraverso l'angiografia coronarica per eseguire la quale è richiesto una notte di degenza in ospedale.

È un esame che prevede l'introduzione di un piccolo catetere in una vena del braccio o dell'inguine all'interno del quale verrà iniettato un liquido di contrasto.

Il catetere, che è controllato dal medico attraverso un apparecchiatura collegata ad un monitor, verrà indirizzato verso le arterie in modo tale che il liquido di contrasto entri in circolo nelle arterie per verificare lo status delle stesse: se il risultato è positivo il chirurgo dà l'ok per eseguire l'intervento.

Prima dell'esame viene sconsigliato di bere e mangiare ed assumere medicinali come il warfarin che rendono il sangue fluido.

Angioplastica coronarica: modalità e durata

Questo intervento della durata di circa 30 minuti, si svolge non nella classica sala operatoria bensì in un stanza chiamata laboratorio di cateterizzazione, all'interno del quale ci sono delle apparecchiature che consentono di vedere sullo schermo l'operazione che si andrà ad eseguire.

Il paziente verrà fatto sdraiare su un lettino che è radiotrasparente, verrà eseguito un piccolo foro a livello inguinale o nel braccio dove verrà inserito un piccolo catetere alla cui estremità è fissato un palloncino.

Il catetere con l'ausilio della macchina a raggi X verrà indirizzato verso l'aorta, ed in particolare nel punto in cui essa si restringe.

A questo punto il chirurgo inizierà a gonfiare il palloncino per consentire alle placche che sono all'interno dell'arteria di sgretolarsi e liberare le pareti arteriose.

Una volta che il palloncino ha allargato l'arteria, verrà iniettato il liquido di contrasto per verificare quando scorrevole sia il flusso di sangue ed una volta appurato che gli ostacoli sono stati rimossi, solo allora il palloncino viene sgonfiato e fatto uscire fuori unitamente al catetere.

Stent

Lo stent è un piccolo cilindro di metallo fatto a maglie, assolve al compito di mantenere l'arteria aperta e ne esistono di 2 tipologie:

  • il classico stent;
  • stent che contiene del farmaco che impedisce all'arteria di ostruirsi nuovamente.

Anche se solo nel 30% dei casi, lo stent classico risulta essere inefficace perché l'arteria si restringe: il motivo è dovuto al fatto che il sistema immunitario attacca lo stent perché lo considera come un corpo estraneo.

Questo provoca ovviamente una reazione che si manifesta con infiammazione nella parte dove è posizionato lo stent ed una crescita anomala di tessuto intorno al corpo estraneo.

Per questo motivo la maggior parte dei cardiologi utilizzano lo stent impregnato di antinfiammatorio per evitare sia l'attacco del sistema immunitario sia la crescita di tessuto intorno allo stent.

Una volta che lo stent impregnato di farmaco è posizionato, l'antinfiammatorio sarà immesso nell'organismo con un lento rilascio ed i farmaci più utilizzati sono:

  • sirolimus, utilizzato come farmaco anti rigetto;
  • paclitaxel che limita la produzione di piastrine e quindi rendendo il sangue più fluido.

È indubbio il fatto che quest'ultima tipologia di stent risulti efficace perché il restringimento delle arterie è notevolmente diminuito, ma essendo un tipo di tecnica nuova non se ne conoscono ancora gli effetti e soprattutto se ci possano essere o meno effetti collaterali.

Convalescenza dopo l'intervento di angioplastica coronarica

L'intervento di angioplastica coronarica è un intervento poco invasivo ed il paziente può tranquillamente lasciare l'ospedale il giorno dopo l'operazione, accompagnato ovviamente da amici o parenti.

Prima della dimissione verranno fornite al paziente tutta una serie di informazioni che vanno dalla tipologia di farmaci da assumere, alla dieta da seguire e alla data dell'appuntamento per il controllo dell'angioplastica e verificarne l'efficacia.

La parte in cui viene inserito il catetere sarà livida per qualche giorno e raramente potrebbe infettarsi: in questi casi basta disinfettare la ferita fino alla cicatrizzazione della stessa.

Il paziente che ha subito un intervento del genere deve evitare di fare sforzi fisici eccessivi, deve evitare di mettersi alla guida di auto per almeno una settimana.

Per quanto riguarda il sesso non ci sono controindicazioni a riguardo e laddove il paziente ha dei dubbi, può rivolgersi al proprio medico di famiglia per avere tutte le informazioni di cui ha bisogno.

Terapia farmacologica

I pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica hanno bisogno di seguire, per almeno sei mesi, una terapia farmacologia che renda fluido il sangue e la terapia è costituita da un mix tra aspirina e medicinale chiamato clopidogrel che limita l'operato di quelle sostanze chimiche che intervengono nella coagulazione del sangue.

Questo farmaco può provocare degli effetti collaterali:

  • diarrea;
  • problemi di digestione;
  • forti dolori all'addome;
  • piccole emorragie o presenza minima di sangue nelle urine;
  • facilità di procurarsi lividi sulla pelle.

La durata del trattamento con il clopidogrel è stabilita dal medico, mentre l'assunzione della aspirina a dosi basse di solito viene lasciata vita natural durante.

Ci sono rischi per chi si sottopone ad angioplastica coronarica?

Quando si parla di intervento chirurgico ovviamente si possono presentare delle problematiche che possono rendere l'intervento più o meno facile o addirittura improponibile:

  • con l'età aumentano i rischi nel momento in cui si decide di sottoporsi ad intervento chirurgico;
  • se l'angioplastica viene eseguita in emergenza a seguito di infarto, le complicazioni ci possono essere perché l'intervento non è stato valutato ampiamente;
  • se il paziente che si deve sottoporre ad angioplastica ha una patologia renale, il liquido di contrasto potrebbe creare degli ulteriori problemi ai reni;
  • se il paziente ha più arterie ostruite;
  • se il paziente presenta una lesione alla coronaria come ad esempio un'ostruzione dovuta al colesterolo;
  • se il paziente ha dei parenti con le medesime problematiche.

Ogni paziente ovviamente prima di essere sottoposto a questo intervento, seppur poco invasivo, deve essere informato di tutti i rischi che ovviamente variano in basi ai fattori a cui si è fatta menzione poco prima.

Dopo l'intervento angioplastica coronarica si possono presentare degli eventi che sono:

  • infarto 1 caso su 100 pazienti;
  • ictus 1 caso su 200 pazienti;
  • emorragie importanti dopo l'intervento e che richiedono trasfusioni 1 caso su 200 pazienti;
  • decesso 1 su 500 pazienti.

Ci sono tecniche di intervento alternative all'angioplastica coronarica?

L'altra tecnica utilizzata nel caso in cui l'angioplastica non sia possibile eseguirla, è l'innesto di un bypass aortocoronarico (CABG: G sta per graft cioè Innesto, A sta per aorta, C sta per coronaria, B sta per bypass).

È una tecnica più invasiva perché si tratta di un intervento più complesso: la parte di aorta ostruita viene rimossa in toto ed al suo posto inserita un pezzo di vena prelevata da una parte del corpo e si solito sono utilizzate le vene della coscia. Questo consente di avere un migliore afflusso di sangue al cuore.

Anche questo tipo di intervento può presentare delle complicazioni che sono fortunatamente molto rare e che sono:

  • infarto 1 caso su 50 pazienti;
  • ictus 1 caso su 50 pazienti.

La CABG è da preferire nel caso in cui le arterie siano particolarmente compromesse, ma essendo un intervento molto importante e lungo, bisogna ovviamente valutare lo stato di salute del paziente e stabilire se è in grado o meno di sopportare un intervento del genere oppure se è preferibile optare per l'angioplastica coronarica.

Mentre la PTCRA (Angioplastica Coronarica Percutanea Rotatoria Transluminale) è un tipo di operazione molto simile all'angioplastica coronarica, che è basata sull'utilizzo di un apparecchietto, che serve per tagliare i diamanti, che in questo caso va a frantumare le placche che sono all'interno dell'arteria. Si tratta di un metodo alternativo per quei pazienti che non possono essere sottoposti ad angioplastica coronarica, le modalità di esecuzione sono le stesse in entrambi i casi, solo che con quest'ultimo sistema non viene lasciato nessuno stent all'interno della coronaria.

Angioplastica coronarica

Malattie

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Intervento d'urgenza di angioplastica

salve volevo dei chiarimenti mia mamma ha subito un intervento d'urgenza di angioplastica premetto che lei ha avuto 2 ischemie in 2 anni di tempo era autosufficiente faceva la terapia del coumadin tranquillamente perchè ha fribrillazione atriale ora l'intervento lo hanno fatto d'urgenza causa di u ninfarto gia in corso premetto che ha avuto 2 arresti pero sembra che sono riusciti ad aprire il vaso vorrei sapere visto che a avuto un po di febbre dopo quanti giorni possiamo dire che sia fuori pericolo grazie la mamma ha 76 anni

Salve sono donato di anni 60 ho subito un intervento di PTCa su CDx in data25/10/2012 attualmente sembra che vada tutto bene ad eccezione di due o tre volte ho avvertito per qualche secondo del formicolio al petto che scomparso senza assumere Carvasin 5 mg

Mia madre era stata operata di angioplastica coronarica ma ha avuto delle complicazioni dopo

Mia madre è stata ricoverata per accertamenti perchè era qualche tempo che aveva un grande affanno. fatti tutti gli accertamenti hanno deciso di fare un'angioplastica perchè aveva un'arteria chiusa al 70%. fatta l'angioplastica non stava benissimo e aveva qualche lnea di febbre e aveva un po' di bronchite... premetto che mamma 78 anni era diabetica e aveva fibbrilazione atriale fatto sta che dopo tre giorni gli è venuto un icts ischemico e dopo quattro è morta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non mi dò pace

angioplastica coronarica con posizionamento di uno stent a causa di un infarto

Buonasera,ho 51 anni,ho subito recentemente un intervento di angioplastica coronarica con posizionamento di uno stent a causa di un infarto. La coronaria destra era completamente chiusa.Dopo la degenza in ospedale sono stato trasferito in un centro di riabilitazione motoria per 15 giorni.Ora sto continuando a casa la terapia motoria seguita da altre terapie consigliate,tutto ciò molto scrupolosamente,sento però costantemente un indolenzimento alla mandibola sinistra e una costante stanchezza seguita da un leggero sfasamento di testa.Tutto ciò rientra nella normalità o dovrei preoccuparmi considerando che l'infarto mi è capitato il 20/07/2013 e sono stato dimesso il gg.07/08/2013.Porgo cordiali saluti e ringrazio

Angioplastica coronarica

finalmente leggo un articolo che dimostra competenza in materia

molto chiaro e preciso

un articolo, chiaro, preciso e rassicurante

Articolo sulla angioplastica

grazie molto ben fatto, chiaro e preciso.

Articolo sull'angioplastica coronarica

E' un articolo molto chiaro e non troppo lungo

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