Cosa causa un’aritmia?
Le aritmie possono essere causate da diversi fattori, tra cui:
- Un disturbo dell’arteria coronarica
- Degli squilibri elettrolitici nel sangue (come nel caso del sodio o del potassio)
- Dei cambiamenti del muscolo cardiaco
- Delle lesioni provocate da un attacco di cuore
- Un processo di convalescenza dopo un intervento chirurgico al cuore
Tuttavia ritmi cardiaci irregolari possono verificarsi anche in cuori normalmente sani.
Quali sono i vari tipi di aritmie?
I diversi tipi di aritmie sono:
- Le contrazioni atriali premature. Sono contrazioni anomale del cuore, e sono anche definite extrasistole. Sono innocue e non richiedono trattamenti.
- Le contrazioni ventricolari premature (o CPV). Si tratta delle aritmie più frequenti, e si manifestano sia in persone con malattie cardiache che sane. Occasionalmente tutti sentono il cuore che “salta”: in alcune persone può essere correlato allo stress, a troppa caffeina o nicotina, o ancora a troppo esercizio fisico. Tuttavia a volte le CPV possono essere causate da malattie cardiache o da squilibri elettrolitici. Le persone che hanno molte CPV o i sintomi associati devono consultare un cardiologo. Tuttavia, nella maggior parte della gente, le CPV sono innocue e raramente necessitano di cure.
- La fibrillazione atriale. È un’aritmia cardiaca caratterizzata da una forte irregolarità dell’attivazione elettrica degli atri del cuore.
- Il flutter atriale. È un’aritmia sopraventricolare con contrazione atriale molto rapida, anche se in genere è più regolare della fibrillazione atriale. Quest’aritmia si verifica più spesso nelle persone con malattie cardiache e nella prima settimana dopo un intervento chirurgico al cuore. Questa condizione spesso sviluppa la fibrillazione atriale.
- La tachicardia parossistica sopraventricolare (o TPSV). Si tratta di una frequenza cardiaca molto veloce, di solito regolare come ritmo, e ha origine sopraventricolare. La TPSV inizia e finisce improvvisamente. Esistono due tipologie principali: le tachicardie a percorso accessorio e le tachicardie da rientro del nodo atrioventricolare (o nodo AV).
- La tachicardia ventricolare. Si tratta di un ritmo cardiaco accelerato proveniente dai ventricoli del cuore. Il ritmo rapido impedisce al cuore di riempirsi adeguatamente di sangue, quindi è in grado di pompare meno sangue attraverso il corpo. In casi di frequenza molto elevata, potrebbe essere un’aritmia molto grave, soprattutto nelle persone con malattie cardiache, e può essere associata a più sintomi. Per questo tale situazione dovrebbe essere analizzata da un cardiologo.
- La fibrillazione ventricolare. Si tratta di una serie di impulsi irregolari e disorganizzati che partono dai ventricoli. In questo modo, i ventricoli fibrillano in modo non sincronico e non sono in grado di pompare il sangue attraverso il corpo. Questa è un’emergenza medica che deve essere trattata con la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione il più presto possibile.
- La sindrome del QT lungo. L’intervallo QT è quell’area sull’elettrocardiogramma che rappresenta il tempo necessario per il cuore di contrarsi e rilassarsi. Se è più lungo della norma, c’è il rischio che possa verificarsi la torsione di punta, una forma pericolosa di tachicardia ventricolare. La sindrome del QT lungo è ereditaria e può causare morte improvvisa anche nei più giovani. Può essere trattata con farmaci antiaritmici, pacemaker, cardioversione elettrica, defibrillazione, defibrillatore impiantabile o con un’adeguata terapia di ablazione.
- Le bradiaritmie. Si tratta di un ritmo cardiaco lento a causa di un anomalo nodo SA (sinusale). Una significativa disfunzione del nodo del seno è trattata con un pacemaker.
- Il blocco di trasmissione dell’impulso cardiaco. È un ritardo o un vero e proprio blocco dell’impulso elettrico che va dal nodo del seno ai ventricoli. Il livello del blocco o del ritardo potrebbe verificarsi nel nodo AV o nel sistema HIS-Purkinje. Il cuore può battere in modo irregolare e, spesso, rallentare. Se grave, il blocco di trasmissione dell’impulso cardiaco è trattato con un pacemaker.
Quali sono i sintomi delle aritmie?
Un’aritmia può anche tacere e non causare alcun sintomo. Un cardiologo può essere in grado di rilevare un battito cardiaco irregolare durante un esame fisico, prendendo il polso o tramite un elettrocardiogramma (o ECG).
Quando si verificano i sintomi di un’aritmia, essi possono includere:
- Palpitazioni (sensazione di battiti cardiaci che “saltano”, come se il cuore “sfuggisse”).
- Sensazione di martellamento nel petto
- Vertigini o sensazioni di testa leggera
- Sensazione di svenimento
- Mancanza di respiro
- Fastidio al torace
- Debolezza o forte affaticamento
Come vengono diagnosticate le aritmie?
I test per diagnosticare un’aritmia o per determinarne le cause sono:
- L’elettrocardiogramma
- Il monitoraggio Holter
- L’event monitor
- Il test dello stress
- L’ecocardiogramma
- Il cateterismo cardiaco
- Lo studio elettrofisiologico (o SEF)
- L’Head Up Tilt Test (noto anche come “tilt test” o come “test di stimolazione ortostatica passiva”)
Come vengono trattate le aritmie?
Una grande varietà di farmaci è disponibile per il trattamento delle aritmie. I medicinali in questione includono:
- I farmaci antiaritmici. Questi farmaci controllano la frequenza cardiaca e comprendono i beta-bloccanti.
- La terapia anticoagulante o antiaggregante piastrinica. Questi farmaci riducono il rischio di coaguli di sangue e di ictus.
Poiché ogni soggetto è un caso a sé, potrebbero essere necessari studi clinici di farmaci diversi e dosi variabili per trovare ciò che funziona meglio per ogni individuo.
I cambiamenti nello stile di vita possono aiutare a migliorare le aritmie cardiache?
Innanzitutto, se si nota che c’è qualche abitudine o comportamento che fa aumentare l’aritmia, bisognerebbe evitarlo. Se si fuma, occorre smettere, così come è importantissimo limitare il consumo di bevande alcoliche. Oltre all’alcol e al fumo, anche la caffeina è da evitare: alcune persone sono sensibili alla caffeina e potrebbero notare i sintomi di un’aritmia cardiaca quando bevono tè, caffè o bibite a base di caffeina. Bisogna inoltre stare lontano dagli stimolanti utilizzati in alcuni farmaci contro il raffreddore e la tosse. Alcuni di questi farmaci contengono degli ingredienti che favoriscono l’irregolarità del ritmo cardiaco. Leggere sempre l’etichetta e rivolgersi al medico per capire quale farmaco può essere più adatto nel proprio caso.
