Artrite reumatoide

L’artrite reumatoide (AR) è una malattia autoimmune: si verifica cioè quando i tessuti del corpo sono aggrediti erroneamente dal sistema immunitario.

Artrite reumatoide, quali sintomi e cure? L’artrite reumatoide causa infiammazioni croniche dei legamenti e di altre parti del corpo, colpisce persone di tutte le età e le sue cause non sono ancora note. L'artrite reumatoide è una malattia cronica, caratterizzata da periodi di picco, in cui la malattia è molto acuta e periodi di remissione, in cui i sintomi tendono a scomparire.

Non esiste ancora una cura definitiva, attualmente la soluzione migliore è un trattamento tempestivo consistente in una combinazione di riposo, farmaci ed esercizi specifici, con eventuali protezioni dell’articolazione colpita; nei casi più gravi può rendersi necessario un intervento chirurgico.

Artrite reumatoide

Artrite reumatoide

Artrite reumatoide:


Cosa è l'artrite reumatoide?

Un’articolazione non è altro che il punto di incontro tra due ossa, è alla base del movimento del corpo umano. Artrite significa innanzitutto infiammazione delle articolazioni: gli effetti sono dolore, gonfiore, rigidità e arrossamento delle articolazioni.

L'infiammazione della malattia reumatoide può estendersi anche ai tessuti circostanti le articolazioni (legamenti, tendini e muscoli).

Spesso nell’artrite reumatoide più articolazioni sono colpite secondo uno schema simmetrico (ma non sempre). Infiammazioni croniche dell’artrite reumatoide possono causare lesioni articolari permanenti e deformità: può causare anche infiammazione del tessuto intorno alle articolazioni, così come in altri organi del corpo. Per questa sua caratteristica viene classificata come una malattia sistemica e viene anche definita malattia reumatoide.

Può essere che i pazienti trascorrano lunghi periodi senza avvertire sintomi: tuttavia, l'artrite reumatoide è tipicamente una malattia a decorso progressivo che può danneggiare irreparabilmente le articolazioni o portare addirittura a disabilità funzionale.

L'infiammazione cronica infatti può distruggere la cartilagine, i legamenti e le ossa, causando deformando le articolazioni. Danni alle articolazioni possono verificarsi nelle prime fasi della malattia ed essere progressivi. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che il danno progressivo alle articolazioni non è necessariamente correlata con il grado attuale di dolore, rigidità, o gonfiore delle articolazioni.


L'artrite reumatoide colpisce più le donne che gli uomini:

Statisticamente le donne vanno soggette ad artrite reumatoide il triplo degli uomini.

Colpisce persone di tutte le razze allo stesso modo. La malattia può iniziare a qualsiasi età e colpisce anche i bambini (artrite reumatoide giovanile), ma il più delle volte inizia a manifestarsi tra i 40 e i 60 anni di età. In alcune famiglie, più membri possono essere colpiti, il che suggerisce una base genetica per la malattia.


Cause dell’artrite reumatoide

Le cause dell'artrite reumatoide sono tuttora sconosciute. Anche se gli agenti infettivi, come virus, batteri e funghi sono stati a lungo sospettati di essere la causa scatenante, non ci sono ancora evidenze scientifiche di questa ipotesi. La causa dell'artrite reumatoide è oggetto di ricerca molto attiva in tutto il mondo. Gli studiosi concordano nel supporre una tendenza ereditaria nello sviluppare l'artrite reumatoide. Si sospetta inoltre che alcune infezioni o fattori ambientali possano innescare l'attivazione del sistema immunitario nei soggetti predisposti: alcune ricerche lasciano supporre che il fumo aumenti la possibilità di sviluppare l’artrite reumatoide. Il sistema immunitario mal indirizzato attacca quindi i tessuti del proprio corpo, determinando l’infiammazione delle articolazioni e, in alcuni casi gravi, alcuni organi del corpo (cuore, occhi, polmoni).


Sintomi dell’artrite reumatoide

I sintomi di artrite reumatoide vanno e vengono, a seconda del grado di infiammazione dei tessuti: la malattia è attiva quando i tessuti del corpo sono infiammati, mentre se l'infiammazione si placa, la malattia volge verso l’inattività (remissione). Le remissioni possono avvenire spontaneamente o in seguito a trattamento, la loro durata è imprecisata e sconosciuta, varia da settimane a mesi ad anni. Nella fase di remissione, i sintomi della malattia scompaiono completamente e i pazienti nel complesso stanno bene. Al ritorno in attività della malattia (ricaduta), tuttavia, i sintomi ricompaiono.

L’alternanza tra periodi di remissione e periodi di picco in ogni caso varia fortemente fra gli individui colpiti, senza che vi sia uno schema riconoscibile.

I sintomi di un periodo di picco sono, affaticamento, perdita di energia, mancanza di appetito, febbricola persistente, dolori muscolari e articolari e rigidità. Questi ultimi in particolare sono generalmente più acuti di mattina o in seguito ad un periodo di inattività. Durante i periodi di picco, le articolazioni diventano rosse, gonfie, dolorose e molli: questo perché il tessuto di rivestimento delle articolazioni (membrana sinoviale) si infiamma, con conseguente produzione eccessiva di liquido sinoviale. La membrana sinoviale si ispessisce anche con infiammazione (sinovite).

L'artrite reumatoide infiamma di solito più di una articolazione secondo uno schema simmetrico (entrambi i lati del corpo ne risentono in egual misura). I primi sintomi possono essere lievi e coinvolgere le piccole articolazioni di mani e polsi. Sintomi alle mani con artrite reumatoide sono difficoltà con semplici attività della vita quotidiana, come girare le maniglie delle porte o aprire vasetti. Anche le piccole articolazioni del piede sono implicate, producendo dolore durante la camminata, in particolare al mattino appena svegli. Di tanto in tanto, una sola articolazione è infiammata. Quando un solo legamento è coinvolto, la malattia può assomigliare nei suoi effetti all’infiammazione delle articolazioni determinata da altre forme di artrite, come la gotta o l’infezione articolare. L'infiammazione cronica può danneggiare le ossa e la cartilagine, determinando una perdita di cartilagine, erosione e debolezza delle ossa e dei muscoli, con conseguente deformazione delle articolazioni: l’effetto finale non è altro che la distruzione e la perdita di funzionalità.

In alcuni casi molto rari, l'artrite reumatoide può causare raucedine infiammando l'articolazione delle corde vocali responsabile dell’emissione del suono.

Nei bambini tipici sintomi dell’artrite reumatoide sono pianto e irritabilità, camminata sbilanciata scarso appetito.

Dal momento che l'artrite reumatoide è una malattia sistemica, la sua infiammazione può arrivare a colpire anche altre zone del corpo.

Ad esempio un’infiammazione delle ghiandole degli occhi o della bocca provoca eccessiva secchezza (sindrome di Sjogren): nel caso degli occhi può portare ad abrasione corneale. La sclerite, ovvero un’infiammazione della parte bianca degli occhi (sclera) può essere molto pericolosa per la vista. Un‘infiammazione della membrana che riveste il polmone, nota come pleurite, causa forti dolori toracici; può anche accadere che dei noduli infiammatori (noduli reumatoidi) si sviluppino all'interno dei polmoni. L’infiammazione del tessuto (pericardio) che circonda il cuore, chiamata pericardite, può causare un dolore al petto che aumenta di intensità variando la propria posizione, in particolare quando ci si piega in avanti o ci si sdraia.

La malattia reumatoide può ridurre il numero dei globuli rossi (anemia) e dei globuli bianchi: la diminuzione globuli bianchi può essere associata ad un ingrossamento della milza (denominata sindrome di Felty) e può aumentare il rischio di infezioni. Grumi fermi sotto la pelle (noduli reumatoidi) possono verificarsi intorno ai gomiti e le dita dove non c'è pressione frequente. Anche se questi noduli di solito non causano sintomi, a volte possono essere facilmente infettati. Infezioni dei nervi possono indurre la sindrome del tunnel carpale. Una grave e rara complicazione che si può verificare di solito con una lunga malattia reumatoide, è un’infiammazione dei vasi sanguigni, la vasculite. La vasculite solitamente diminuisce l’afflusso di sangue ai tessuti, determinandone la morte (necrosi): si riconosce dalla comparsa di macchie nere sul letto ungueale.


Diagnosi dell’artrite reumatoide

Non esiste un test universale per la diagnosi dell'artrite reumatoide: viene riconosciuta dalla ricorrenza di situazioni quali rigidità articolare al mattino, cambiamenti radiografici oppure dalla presenza di fattore reumatoide e degli anticorpi citrullina nel sangue, così come di noduli reumatoidi in alcune parti del corpo.

Il medico di fiducia dovrà necessariamente esaminare le articolazioni infiammate, l’eventuale mollezza o gonfiore delle stesse, l’eventuale deformità o i noduli reumatoidi. Spesso sono necessari diversi esami del sangue e radiografie, in quanto la diagnosi si fonda sui risultati degli stessi, sulla distribuzione delle articolazioni infiammate e sul tipo di sintomi: prima della certezza della presenza della malattia potrebbero essere necessarie molte visite. E’ consigliabile rivolgersi ad uno specialista, in questo caso un reumatologo.

La distribuzione di infiammazione articolare è fondamentale per stabilire una diagnosi. Nell'artrite reumatoide le piccole articolazioni delle mani, polsi, piedi e ginocchia infiammate si presentano simmetricamente (entrambi i lati del corpo ne sono affetti allo stesso modo). Quando solo una o due articolazioni sono infiammate, riconoscere l’artrite reumatoide diventa più difficile. Il medico a questo punto dovrebbe eseguire altri esami per escludere l'artrite a causa di infezioni o gotta. L'individuazione di noduli reumatoidi, generalmente intorno ai gomiti e delle dita, può facilitare la diagnosi.

Anticorpi anomali possono essere trovati nel sangue di persone affette da artrite reumatoide. Un anticorpo chiamato "fattore reumatoide" si ritrova nell’80% dei pazienti affetti da AR: il restante 20%, negativo al test di fattore reumatoide, viene indicato come avente "artrite reumatoide sieronegativa". Anticorpi citrullina (noti anche come anticorpi anticitrulline, anticyclic anticorpi peptide citrullinato, e anti-CCP) sono presenti in molte persone con artrite reumatoide. Un test per gli anticorpi anti citrullina è necessario quando l’esame del sangue per l'artrite reumatoide, ovvero l’esame che ricerca la presenza dell fattore reumatoide, non è presente. In questo contesto la presenza di anticorpi citrullina è considerata un segnale forte dei primi sintomi di AR. Un altro anticorpo, l’anticorpo antinucleo (ANA) frequente in persone con artrite reumatoide.

Il tasso di sedimentazione (ESR) è un esame che misura quanto velocemente i globuli rossi si depositano sul fondo di una provetta: è usato come misura grezza della infiammazione delle articolazioni, è solitamente più veloce durante i picchi di malattie e più lento durante le fasi di remissione. Il grado di infiammazione presente nel corpo si misura anche con il livello della proteina C-reattiva, che aumenta la sua concentrazione proprio durante le infiammazioni. L'esame del sangue può anche rivelare anemia, dal momento che l'anemia è comune nei pazienti con artrite reumatoide, a causa dell’infiammazione cronica. Ognuno di questi indicatori tuttavia non è sufficiente da solo a diagnosticare l’artrite reumatoide, in quanto potrebbero dare risultati simili anche in altre condizioni infiammatorie.

Nei primi stadi della malattia, generalmente le radiografie delle articolazioni rivelano solo gonfiore dei tessuti molli. Con il progredire della patologia, i raggi X possono mostrare erosioni ossee tipiche dell’ artrite reumatoide e monitorare la progressione della malattia e il danno articolare nel tempo. La scintigrafia ossea, è in grado di localizzare le articolazioni infiammate; infine anche una risonanza magnetica può facilmente individuare danni articolari.

In base all’aspetto alla radiografia, i danni alle articolazioni possono essere classificati in 4 fasi, cui corrispondono quattro diversi stadi di gravità dell’AR.

Fase I

  • Nessun deterioramento apparente, anche se le ossa potrebbero aver subito un lieve assottigliamento

Fase II

  • Si nota distintamente un assottigliamento dell’osso intorno all’articolazione, possono essere presenti o meno dei lievi danni ossei
  • Possibilità di un lieve danneggiamento della cartilagine
  • Non si ha alcuna forma di deformità articolare, ma l’articolazione risulta circoscritta nel movimento
  • Atrofia dei muscoli circostanti l’articolazione
  • possibile riscontro di anomalie nei tessuti molli circostanti l’articolazione

Stadio III

  • Danni a ossa e cartilagine visibili, così come l’assottigliamento dell’osso intorno all’articolazione
  • Deformità articolari permanenti o senza irrigidire la fissazione del comune
  • Atrofia muscolare
  • Riscontro di anomalie dei tessuti molli circostanti l’articolazione

Stadio IV

  • Atrofia muscolare
  • Riscontro di anomalie dei tessuti molli circostanti l’articolazione
  • Fragilità ossea, evidenti danneggiamenti di ossa e cartilagine
  • Deformità articolare con conseguente perdita totale (o comunque grave limitazione) dei movimenti (anchilosi)

E’ possibile inoltre suddividere i pazienti affetti da AR in 4 classi, a seconda del loro stato funzionale:

  • Classe I: il paziente può svolgere tutte le normali attività della vita quotidiana
  • Classe II: il paziente è parzialmente limitato nelle attività del tempo libero, sport, hobby o faccende domestiche
  • Classe III: il paziente è parzialmente limitato nel tempo libero e nel lavoro, è comunque in grado di svolgere le attività della vita quotidiana
  • Classe IV: il paziente è limitato in ogni attività, compresa la cura di sè

Il medico può scegliere di effettuare una procedura di ufficio chiamato artrocentesi. In questa procedura, un ago sterile e una siringa vengono usati per drenare liquido articolare fuori dal comune per lo studio in laboratorio. L'analisi del liquido articolare in laboratorio possono contribuire ad escludere altre cause di artrite, come l'infezione e la gotta. Artrocentesi può anche essere utile per alleviare il gonfiore e dolore. Occasionalmente, i farmaci cortisonici vengono iniettati nel giunto durante l'artrocentesi al fine di alleviare rapidamente l'infiammazione articolare e ridurre ulteriormente i sintomi.


Trattamento per curare dell’artrite reumatoide

Come detto, ad oggi non esiste una cura nota per l'artrite reumatoide.

L'obiettivo del trattamento si traduce nel tentativo di ridurre le fitte di dolore e l'infiammazione, nello sforzo di massimizzare la funzionalità delle articolazioni e prevenire la distruzione articolare con conseguente deformità. I risultati migliori si ottengono con un intervento medico tempestivo e massiccio, monitorando il progredire della malattia con le radiografie, al fine di evitare la perdita della capacità di svolgere il proprio lavoro. Un buon trattamento consiste sicuramente nella protezione del’articolazione colpita tramite riposo, farmaci ed esercizi specifici: la combinazione di questi tre elementi sarà personalizzata in base a molti fattori come lo stato di salute, la gravità della malattia, l’età, l’attività lavorativa svolta. E’ fondamentale una buona informazione, il medico dovrà mettere a conoscenza il paziente e i familiari delle caratteristiche dell’AR, in modo tale da favorire una collaborazione volontaria che conduca a risultati migliori nel trattamento. Gruppi di sostegno possono essere un ulteriore valido veicolo di informazione, per apprendere da altri individui con lo stesso problema utili informazioni sulla propria malattia.

Per quanto riguarda i farmaci utilizzati per contrastare l’artrite reumatoide, si suddividono in due classi: farmaci ad azione rapida ("farmaci di prima linea") e ad azione lenta ("farmaci di fondo", i cosiddetti DMARDs). I farmaci di prima linea, come l'aspirina e i corticosteroidi, sono utilizzati per ridurre il dolore e rallentare il danno articolare; i farmaci di fondo cercano di limitare il danno articolare provando ad innescare la fase di remissione della malattia (non sono anti-infiammatori).

Gli individui colpiti da forme meno gravi della malattia o individui che beneficiano del periodo di inattività della stessa, possono facilmente essere gestiti con anti-infiammatori e riposo. In ogni caso, la distruzione articolare è molto ridotta quando l’insorgere della malattia viene contrastato subito con farmaci di fondo (DMARDs). La maggior parte dei pazienti necessitano una linea molto aggressiva di farmaci, come il methotrexate, la cui azione è solitamente abbinata agli anti-infiammatori.

Nuovi farmaci che rappresentano un nuovo approccio al trattamento dell'artrite reumatoide sono i prodotti delle moderne richerche biotecnologiche, annoverati tra i farmaci di fondo. I farmaci biologici, o modificatori della risposta biologica, sono caratterizzati da un’azione molto rapida e mirata, possono fermare la progressione del danno articolare.

Per mantenere la mobilità articolare e rafforzare i muscoli circostanti le articolazioni è essenziale l’esercizio fisico regolare: il nuoto è il primo sport consigliato perché esercita le articolazioni con uno sforzo minimo. Per ridurre il dolore dopo l’esercizio potrebbero essere prescritte applicazioni di caldo o di freddo.

Alcuni fisioterapisti sono appositamente formati per fornire ai pazienti esercizi specifici e consigliare eventuali stecche, che possono risultare utili nel mantenere l'allineamento articolare e ridurre l'infiammazione. Nello svolgimento delle attività della vita quotidiana il paziente potrà inoltre fare uso di dispositivi presenti in commercio che facilitano le operazioni più difficoltose o dolorose.

La chirurgia diventa necessaria nei casi più gravi di deformità articolare per ripristinare la mobilità ed eventualmente riparare i danneggiamenti. Gli specialisti cui fare riferimento in questo caso sono chirurghi ortopedici: il tipo di intervento varia dall’artroscopia (inserimento di una sonda nell’articolazione per individuare e riparare i tessuti danneggiati) alla sostituzione parziale o totale dell’articolazione.

La totale sostituzione delle articolazioni consiste nel “rimpiazzare” un’articolazione gravemente danneggiata con materiali artificiali, ad esempio materiali metallici nel caso di ginocchia e anche oppure materiali plastici per le articolazioni più piccole della mano.

Lo stress emotivo ha un ruolo non indifferente nel quadro totale dell’AR, ecco perché ridurlo contribuisce a migliorare lo stato di salute globale generale nei pazienti.


Conseguenze e prospettive per convivere con l’artrite reumatoide

L'atteggiamento generale riguardo alla capacità di controllare la malattia è cambiato negli ultimi anni. Gli sforzi terapeutici vanno nella direzione di evitare picchi di dolore e infiammazioni. Ad oggi, grazie anche ai nuovi farmaci, la malattia può essere controllata e una stretta collaborazione tra medico e paziente può mantenere un buono stato di salute generale.

Gli individui affetti da AR hanno tuttavia una prospettiva molto meno favorevole quando sono soggetti alla perdita della capacità di svolgere attività quotidiane, deformità articolari, gravi infiammazioni incontrollata congiunta e/o quando l’artrite reumatoide va ad intaccare altri tessuti o organi del corpo. In particolare, l'artrite reumatoide è generalmente quando si riscontra la presenza nel sangue di anticorpi citrullina o del fattore reumatoide.


Metodi sperimentali per la diagnosi e cura della artrite reumatoide

La ricerca scientifica è molto attiva sull’AR. Nuovi ed efficaci trattamenti si sono resi disponibili in questi ultimi anni e il trend positivo sembra poter continuare. Tra gli sviluppi più recenti si possono annoverare i trattamenti che bloccano l'azione dei fattori di infiammazione come l’interleuchina e il fattore di necrosi tumorale (TNFalfa), le cellule B e T-funzione delle cellule.

Farmaci che agiscono contro alcune cellule critiche del sangue coinvolte nel processo infiammatorio reumatoide sono in via di sviluppo, così come nuovi FANS dotati di meccanismi di azione più efficienti.

Anche nuove metodologie di diagnosi sono sempre oggetto di ricerca e di perfezionamento, la ricerca che ha scoperto come la presenza di anticorpi citrullina nel flusso sanguigno sia associata a forme più virulente di AR è uno dei risultati scientifici più recenti; analisi sul collagene invece mostrano buoni risultati sulla capacità di ridurre le infiammazioni da AR.

Incoraggianti segnali vengono anche dall’ingegneria genetica, che nel futuro potrebbe aprire nuove possibilità per la diagnosi e il trattamento della malattia reumatoide: il profilo genetico si sta identificando come uno strumento in più per individuare cure mediche personalizzate, o per capire quali individui potrebbero essere più a rischio per forme aggressive della patologia.

Artrite reumatoide (cause, cure, diagnosi e trattamenti)

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