Ascesso cerebrale: ascesso al cervello

Ascesso cerebrale, quali sono le conseguenze i sintomi e le possibili cause? Un ascesso cerebrale è un pieno rigonfiamento di pus del cervello provocato da un’infezione, questo ascesso al cervello è raro e molto pericoloso. Esso si verifica quando dei batteri o dei funghi entrano nel tessuto cerebrale (di solito dopo aver infettato un’altra parte del corpo).

I sintomi di questa infezione variano a seconda della parte del cervello colpita.

Ascesso cerebrale: ascesso al cervello

Ascesso al cervello

I sintomi più comuni dell'ascesso cerebrale:

  • Mal di testa
  • Febbre
  • Vomito
  • Cambiamento dello stato mentale (confusione, irritabilità, difficoltà nel pensare)
  • Debolezza o paralisi su un lato del corpo
  • Afasia (perdita della capacità di parlare o di comprendere)
  • Modificazioni della vista (a causa della pressione dell’ascesso sul nervo ottico)
  • Perdita di funzione muscolare.

Un ascesso del genere può essere estremamente serio in quanto il gonfiore può causare una pressione sul tessuto cerebrale delicato e perturbare l’approvvigionamento di sangue e di ossigeno al cervello.

Inoltre vi è il rischio che l’ascesso possa scoppiare.

Se non trattato l’ascesso del cervello potrebbe causare danni permanenti a non solo questo organo, ma pure spostandosi anche agli intestini, al cuore ed ai denti.

Un ascesso del genere è un emergenza medica e richiede un tempestivo trattamento con degli antibiotici o con un intervento chirurgico.

Spesso il chirurgo deve aprire il cranio e drenare il pus o rimuovere l’ascesso del tutto.

Gli ascessi cerebrali possono verificarsi a qualsiasi età, ma la maggior parte dei casi sono segnalati in persone tra i 30 ed i 40 anni.

Essi colpiscono più gli uomini che le donne.

Prospettive di vita

Grazie ai progressi delle tecniche diagnostiche e chirurgiche le prospettive di vita per le persone colpite da un ascesso cerebrale sono notevolmente migliorate. Al giorno d’oggi i decessi si verificano solo in circa il 10% dei casi riscontrati e tante persone riescono a recuperare del tutto le loro funzioni corporee. Tuttavia, senza un tempestivo trattamento l’ascesso è quasi sempre fatale.

Tempo legato all’evoluzione dei sintomi

I sintomi possono svilupparsi rapidamente o lentamente. In circa due terzi delle persone essi sono presenti da circa due settimane prima di peggiorare dal punto di vista clinico e da far finire il soggetto in ospedale per un ricovero.

Non esitate a consultare il vostro medico di famiglia se doveste avvertire uno dei suddetti sintomi, in particolar modo se essi sono estranei alla vostra storia clinica.

Se vi doveste ritrovare con episodi di convulsioni, di semiparalisi improvvise chiamate subito un’ambulanza.

Cause dell'ascesso al cervello

L’ascesso è creato dal nostro sistema immunitario come meccanismo di difesa contro un’infezione. Qualora esso si renda conto che non è in grado di sconfiggere la carica batterica o fungina, cercherà di limitarne la diffusione presso gli altre zone del nostro corpo.

Il sistema immunitario utilizzerà quindi i tessuti sani per formare una barriera intorno alla fonte dell’infezione, per tentare di fermare il pus che potrebbe tentare di andare ad intaccare gli altri tessuti.

Tuttavia, in alcune persone, per motivi che non sono ancora del tutto chiari, i germi possono riuscire ad abbattere queste difese ed infettare il cervello.

I tre percorsi più comuni dei germi per intaccare il cervello

  1. Comunemente i germi possono raggiungere il cervello attraverso il sangue: oltrepassano la barriera emato-encefalica e quindi infettano il cervello
  2. Per estensione diretta da focolai di infezione che si spostano dal naso, o dalle orecchie, o dal polmone
  3. A seguito di traumi cranici (come un colpo di arma da fuoco, una taglio della pelle, dopo un intervento chirurgico).

In un buon terzo dei casi comunque, non vi è alcuna causa apparente. I germi invadono il cervello attraverso il flusso sanguigno.

I più noti fattori che aumentano il rischio di poter contrarre un ascesso cerebrale

  • possedere un sistema immunitario debilitato (dall’Aids o dall’HIV)
  • aver subito un trapianto di organi (si devono prendere gli immunosopressori per evitare il rigetto)
  • dall’aver assunto farmaci chemioterapici (per debellare una forma tumorale) o corticosteroidi (per fronteggiare delle malattie ematologiche, polmonarie, renali).

Le condizioni di salute che possono causare l’ascesso

Vari tipi di contaminazioni:

  • all’addome come la peritonite
  • pelviche come al rivestimento della vescica (cistite)
  • otite (infezione all’orecchio medio)
  • sinusite (processo infiammatorio dei seni paranasali)
  • osteomielite (infezione ossea)
  • mastodoite (infezione dell’osso vicino all’orecchio medio).

Diagnosi al cervello

A causa di modalità di presentazione non specifiche o della mancanza di febbre, gli ascessi cerebrali possono essere scambiati per altre patologie (ad esempio per un aneurisma micotico; un infarto cerebrale, per citarne alcune).

Un esame del sangue allora consentirà di conoscere il livello dei globuli bianchi (un alto livello di essi indica la presenza di una grave infezione).

Un esame neurologico mostrerà un aumento della pressione intracranica e può comprendere:

  • la risonanza magnetica della testa (RMN)
  • una tomografia computerizzata (TC)
  • elettroencefalogramma (EEG)

La TC guida

Se venisse trovato un ascesso un neurochirurgo potrebbe utilizzare una TAC per guidare un ago nel sito dell’ascesso e prelevare un campione del pus. Questo è noto come aspirazione TC guida. Dal campione di suddetto si risalirebbe al tipo di germe che ha dato via all’infezione.Solitamente il trattamento con gli antibiotici “a largo spettro” è iniziato prima di una aspirazione TC guidata, in quanto è molto pericoloso attendere i risultati.

Qualora il test rivelasse che l’infezione è dovuta ad un fungo, il trattamento sarà cambiato ed il paziente riceverà farmaci antifungini.

Piano di trattamento cerebrale

Il piano per trattare un ascesso dipende dalla dimensione e dal numero di ascessi presenti nel cervello. Un ascesso cerebrale è un’emergenza medica, per cui il paziente riceverà un trattamento in una struttura sanitaria e qua vi resterà fintanto che le sue condizioni di salute non si stabilizzeranno.

Farmaci contro l'ascesso cerebrale

La chirurgia sarà evitata se si pensa che comporti un rischio elevato, o se un ascesso è di piccole dimensioni e potrebbe essere trattato con dei farmaci.

Il trattamento farmacologico è preferito rispetto quello chirurgico quando i medici si trovano davanti a:

  • degli ascessi si presentano inferiori ai 2 cm
  • un ascesso si presenta profondo
  • un caso di meningite
  • un’ idrocefalia (un accumulo di acqua all‘interno della testa)
  • quando la condizione del paziente è talmente compromessa che è pericoloso tentare la via chirurgica.

Al paziente saranno dati i Sulfonamidi (antimicrobici di prima scelta) o dei Bactrim (associazione fra un derivato sulfonamidico, il sulfametoxazolo ed il trimetoprim, un chemioterapico derivato dalle diaminopirimidine). Generalmente gli antibiotici o i farmaci antifungini sono somministrati attraverso una flebo (direttamente in vena).

Trattamento chirurgico per l'ascesso

Si ricorre alla chirurgia quando l’ascesso si presenta maggiore di 2 cm, o l’ascesso non si è ridotto dopo 4 settimane di trattamento farmacologico:

  • un drenaggio del pus fuori da esso (aspirazione aperta)
  • incisione del tessuto cerebrale dove si è formato il rigonfiamento di pus (escissione).

Queste due citate tecniche sono note come craniotomia.

La craniotomia

Si prepara il malato dalla sera prima (o dal giorno prima) con dei lavaggi del cuoio capelluto con la clorexidina o il poveidone-iodine (per evitare le infezioni della flora batterica dei capelli). Si ripetono questi shampi il giorno dell’operazione.

Nel corso di una craniotomia il chirurgo rasa una piccola parte della testa (tricotomia) e poi toglie un piccolo pezzo di ossa del cranio (un lembo osseo) per accedere al cervello. In questo modo l’ascesso sarà svuotato del pus, o completamente rimosso.

Durante questa operazione il chirurgo potrà avvalersi perfino di una TC-guida, che gli consentirà di localizzare con più precisione la zona esatta colpita da questo rigonfiamento. Una volta che questo ascesso è stato trattato, l’osso viene rimesso al suo posto e tenuto in pozione con delle viti metalliche per impedirne il movimento. Questa procedura chirurgica dura dalle 4 alle 6 ore (comprende il recupero dall’anestesia generale).

Le complicazioni di una craniotomia

Come tutti gli interventi chirurgici anche la craniotomia comporta dei rischi, ma le gravi complicazioni sono rare.

Le possibili complicazioni sono:

  • gonfiore ed ecchimosi facciale (scompariranno molto presto)
  • mal di testa (sintomo normalissimo dopo tale operazione)
  • possibile coagulo di sangue (potrebbe essere necessaria un ulteriore intervento per rimuoverlo)
  • irrigidimento della mascella (durante l’ operato il chirurgo potrebbe essere stato costretto ad incidere un muscolo che aiuta la masticazione, ma è un fastidio temporaneo)
  • movimento del lembo osseo, associato ad un rumore simile ad un clic che si dissolverà quando avverrà la riparazione del cranio
  • infezione del sito del taglio: diciamo che è rara complicazione in quanto il paziente è trattato con degli antibiotici scongiurare delle possibili infezioni.

Ripresa dalla suddetta operazione (convalescenza)

Una volta che l’ascesso è rimosso probabilmente il paziente dovrà restare in ospedale per alcune settimane prima che i medici constatino che le funzioni del suo corpo sono tornate nella piena normalità.

Il soggetto operato sarà sottoposto ad altre scansioni tomografiche per vedere se l’ascesso è stato completamente rimosso.

La maggior parte delle persone operate poi dovrà osservare un periodo di riposo a casa (tra le 6 e le 12 settimane), prima che possano ritornare a lavorare o svolgere le loro quotidiane abitudini.

Qualora una persona che ha subito questo intervento ha una patente di guida, dovrà informare del suo recente trascorso la Motorizzazione civile. Essa valuterà se è il caso di sospendere o meno tale licenza (bisognerà vedere se il guidatore ha presentato episodi di epilessia e se sono stati sporadici).

L’operato dovrà anche evitare di praticare la boxe, il rugby, il calcio e tutti gli sport che possano causargli dei danni alla testa.

Complicazioni dovute all’ascesso cerebrale

Danni di varia entità (passeggeri o permanenti) dovuti al ritardo della diagnosi

  • Epilessia: un piccolo numero di persone sviluppa questa malattia.L’epilessia è una condizione di ripetute convulsioni che possono essere controllate tramite farmaci
  • Perdita della vista, della parola o del movimento permanente
  • Meningite: in alcuni casi che coinvolgono i bambini, un ascesso si trasforma in questa infezione che è pericolosissima per la vita delle membrane che circondano il cervello
  • Ricomparsa dell’ascesso.

Per prevenire un ritorno di questo problema bisogna che l’ex malato si faccia controllare periodicamente, onde evitare che le infezioni si ripresentino.

Sintomi cause e conseguenze dell'ascesso al cervello

Malattie

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Ascesso cerebrale

mio figlio è stato operato circa 3 mesi fa ad un ascesso cerebrale di circa 5 cm di diametro . Per fortuna tutto è andato per la meglio,ma ancora non si sa la causa.Un grande ringraziamento a tutta l equipe della neurochirurgia dell ospedale di TREVISO.

mia moglie ha subito due interventi per ascesso celebrale.

I segnali sono stati la mancanza di equilibrio e abasamento della vista dell'occhio sx. All'Ospedale di Bergamo hanno fatto il Miracolo.Grazie Dottori DIO vi BENEDICA TUTTI.

Consiglio a tutti coloro che hanno riportato un danno cerebrale, indifferentemente dalla causa, ed hanno bisogno di riabilitazione, il CENTRO CARDINAL FERRARI DI PARMA. Mio marito a seguito di un ascesso cerebrale talamico, ha riportato gravi danni alla vista(emianopsia), problemi di deambulazione, di memoria, cognitivi...insomma la lista è lunga. Il Cardinal Ferrari e anche l'AUXOLOGICO CAPITANIO DI MILANO sono i migliori. Grazie a Dio ci sono ancora medici, fisiatri, fisioterapisti, ortottisti, oftalmologi... che sono ottimi professionisti dotati anche di UMANITÀ.

Mio marito ha avuto un' ascesso cerebrale talamico sinistro. Intervento a cremona andato a buon fine, ma successivamente, sbagliando alla grande, l'hanno spedito a fare riabilitazione in un centro geriatrico a crema, dove è stato seguito in maniera mediocre e approssimativa. La vera riabilitazione NEUROMOTORIA è iniziata all'auxologico Capitanio di Milano ed ora prosegue con grandi benefici a Fontanellato, vicino a parma, al centro Cardinal Ferrari dove ha recuperato gran parte della vista ( emianopsia), deambula molto meglio, gli fanno fare riabilitazione visiva, motoria...andate a vedere su internet. Ve lo consigliamo vivamente, nn fatevi ingannare, si può migliorare sempre di + nella nostra città poteva anche restare cieco e claudicante a vita; per l'ospedale della zona aveva già recuperato tutto il recuperabile, incredibile!!! Grazie CAPITANIO DI MILANO, GRAZIE SOPRATTUTTO AL CENTRO CARDINAL FERRARI PER AVER RESTITUITO A MIO MARITO la quasi totalità dell'integrità fisica di cui godeva prima di essere stato colpito dall'ascesso cerebrale che l'aveva devastato fisicamente ed emotivamente. Grazie e che Dio vi benedica.

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