Ascesso mammario; ascesso al seno

Quali sono i sintomi e le cause dell'ascesso al seno? L'ascesso mammario può comparire durante l'allattamento, un ascesso mammario è una raccolta di pus doloroso che si forma nel seno, la maggior parte degli ascessi al seno si forma appena sotto la pelle e sono il risultato di un’infezione batterica.

Sintomi evidenti di un ascesso mammario:

  • seni arrossati
  • sensazione di caldo
  • gonfiore dei suddetti organi
  • febbre

Donne colpite da questi ascessi

Questo ascesso colpisce le donne tra i 18 ed i 50 anni di età. Riguarda frequentemente sia le donne che allattano, sia raramente quelle che non hanno allattano.

Quando una donna allatta al seno potrebbe contrarre un’infezione:

  • dovuta a dei batteri (come lo Staphyloccoccus areus), che entrano nel tessuto dello stesso attraverso delle abrasioni che si formano nel capezzolo con la suzione del latte da parte del neonato
  • oppure per via di un dotto galattaforo bloccato (viene prodotto più latte rispetto a quello che il bambino riesce a drenare).

I dotti lattiferi sono dei piccoli tubi che trasportano il latte. Solitamente questi ingorghi riguardano tutto e due i seni, mentre se riguardano solo un seno parliamo di una mastite (infiammazione della mammella).

La mastite colpisce 1 donna su 10 che allatta (mastite puerperale).

Essa si forma anche in seguito a delle screpolature che si formano nel capezzolo (sono una porta aperta per i batteri), per via di reggiseni troppo stretti, poppate infrequenti.

Se tale patologia non viene trattata può condurre allo sviluppo di un ascesso.

Secondo recenti studi, l’ascesso al seno si presenta circa ogni 3 donne su 100 che hanno preso degli antibiotici per debellare l'infezione mammaria.

Cosa fare se una puerpera si ritrova con il seno ammalato

Se la donna ce la fa, dovrebbe continuare ad allattare: il drenaggio del latte infetto infatti riduce la possibilità che si formi un ascesso.

Il rischio che il bambino si infetti è scongiurato in quanto quest'ultimo assume degli anticorpi attraverso il latte materno. È meglio che la madre attacchi il neonato per la poppata offrendogli per primo il seno sano, poi l’altro malato.

Nel caso il dolore fosse molto forte allora si può consigliare la puerpera di usare il tiralatte ed eventualmente riprendere ad allattare in seguito.

Un trattamento antimicrobico non pregiudica la salute del bambino.

Può anche prendere degli antipiretici che non fanno male al bambino e le abbassano la temperatura corporea.

Qualora si fosse formato un ascesso, esso può essere trattato con lo svuotamento della raccolta del pus, o usando un ago con una siringa, o incidendo la zona dov’è presente l’infiammazione.

Complicazioni a lungo termine legate ad un ascesso

Dopo un ascesso al seno circa 1 donna su 10 potrebbe non essere più in grado di allattare nuovamente un figlio.

Qualora tale infiammazione fosse molto grande e si dovesse ricorrere ad una operazione molto drastica per rimuoverla, si potrebbe dover sfigurare la mammella per curarla.

Le donne che fumano presentano una percentuale di rischio maggiore di sviluppare ascessi e mastiti al di fuori della gravidanza e dell’allattamento (mastiti periduttali).

Quando l’ascesso è provocato da dei batteri il nostro sistema immunitario prova a respingerli con l’invio dei globuli bianchi (cellule ematopoietiche), nella zona interessata dalla loro colonizzazione.

Come queste citate cellule attaccano questi i batteri, alcuni dei tessuti nella sede dell’infezione muoiono, creando una cavità simile ad una tasca. Questo vuoto si riempie di pus (miscela di tessuti morti, globuli bianchi e microrganismi unicellulari), per formare un ascesso.

Come si tratta un ascesso mammario

Un ascesso al seno è frequentemente una complicazione dovuta ad una mastite. Se una donna dovesse presentare i sintomi della mastite dovrà rivolgersi al suo medico di famiglia che le prescriverà degli antibiotici come la oxicillina o il dicloxacillina (penicilline).

Qualora la paziente dopo aver preso le suddette medicine dovesse ancora presentare dei rossori, seno dolorante, il suo medico la indirizzerà verso un'unità di senologia.

Il senologo effettuerà un’ecografia mammaria per vedere se la donna ha un ascesso del seno in corso. Qualora i sospetti fossero confermati questa infiammazione può essere debellata con un drenaggio.

Come viene neutralizzato un ascesso in un seno piccolo

L’ ultrasuono è talvolta usato per guidare l’ago che deve estirpare il pus. Durante questa procedura, la parte del seno da drenare può eventualmente essere anestetizzata.

Come viene affrontato un grande ascesso al seno

Per gli ascessi al seno più grande si ricorre ad una piccola incisione dell’ascesso in modo da far defluire il pus fuori da esso. Prima della procedura si anestetizza il tessuto mammario, con un’anestesia solitamente locale (a meno che l’infezione sia profonda e si debba ricorrere ad effettuare quella generale).

Diagnosi difficile

Donne state attente: qualora doveste notare dei cambiamenti del vostro seno come perdite di liquidi dal capezzolo o rientro degli stessi, rivolgetevi subito al vostro medico di fiducia.

Essi potrebbero essere i sintomi di un tumore, anche se in 9 casi su 10 questi noduli sono benigni.

Il medico di base quando non è sicuro della diagnosi potrebbe e chiedere alla donna di sottoporsi a:

  • un’ecografia (se la donna ha un’età inferiore ai 40 anni) per vedere se ha un nodulo (tumore benigno)
  • una mammografia, per le ultra quarantenni. Questa radiografica, indicata consente di individuare eventuali cisti (sacche piene di liquido) o tumori maligni
  • una biopsia: per vedere la natura del nodulo.

Sintomi e le cause dell'ascesso al seno

Malattie

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