Asprina: acido acetilsalicilico

L’aspirina dal principio attivo acido acetil salicilico è un antinfiammatorio anticoagulante detto ASA appartiene alla famiglia dei salicilati.

Aspirina a cosa serve? Ha effetti collaterali e controindicazioni l'aspirina? Le proprietà della aspirina sono dovute alla azione analgesica della linfa estratta dalla corteccia del salice (che conteneva la salicina, uno dei componenti essenziali dell’aspirina), era ben nota perfino da Ippocrate, il padre della medicina.

La paternità dell’attuale farmaco, commercializzato così come oggi lo conosciamo, vanta tanti padri putativi, fra i quali vi ricordo i chimici tedeschi Felix Hoffman ed Artur Eichengrün.

Asprina: acido acetilsalicilico

Asprina

Quel che è certo è che questa medicina oggi viene impiegata per alleviare tanti disagi e per prevenirne alcune malattie.

Ecco quindi quali sono le patologie che si curano con l’acido acetilsalicilico:


A cosa serve l'aspirina:

  • gli stati febbrili (come antipiretico)
  • le infiammazioni (in particolar modo contro i gonfiori delle articolazioni)
  • per il mal di testa (in quanto è capace di inibire la percezione del dolore)
  • per prevenire gli attacchi di cuore (aiuta la fluidificazione del sangue).


Funzione dell’aspirina

Erano gli inizi degli anni 70, quando lo scienziato John Vane ed i suoi colleghi riuscirono a dimostrare il funzionamento dell’aspirina, meritandosi il famoso Premio nobel per la Medicina.

Partiamo dalla constatazione che nessuno sa completamente come il dolore funziona. La sofferenza è un qualcosa che avverte il nostro cervello: per esempio, ipotizziamo che un martello ci cada su un dito. La parte danneggiata del nostro arto ha terminazioni nervose (piccoli rilevatori delle nostre articolazioni che attraverso la pelle, ci consentono di percepire il calore, le vibrazioni, il freddo.

Ora a seguito della martellata, alcune di queste sostanze chimiche, le prostaglandine e le cellule di lavoro dei tessuti danneggiati, lavorano usando un enzima chiamato cicloossigenasi 2 (COX-2) per trasmettere il segnale del dolore al cervello.

Vane dimostrò che l’aspirina bloccando la produzione delle summenzionate sostanze, attraverso l’inibizione dell’enzima cicloossigenasi coinvolto nella loro sintesi, riduceva l’infiammazione (quindi pure la sofferenza) del paziente.

Vi sono alcuni tipi di prostaglandine (trombossani), che sono coinvolti con la formazione di piccole particelle nel sangue (piastrine).

L’ASA inibisce la produzione dei suddetti ormoni bloccando (o diminuendo), la formazione dei coaguli.

Si evitano così dei possibili attacchi di cuore (causati da un’ ostruzione dei vasi sanguigni che portano l’ossigeno e l’energia al cuore).

Ecco spiegato il motivo per il quale tanti adulti prendano giornalmente piccole dosi l’acido acetilsalicilico (che diventa quindi un vasodilatatore), per prevenire un secondo infarto.

Questo medicinale permette di scansare la trombosi, ossia la formazione di grumi di sangue all’interno delle vene (quindi previene indirettamente i possibili casi di ictus cerebrale e l’ embolia polmonare).


L’ aspirina aiuta perfino a trattare i casi di:

  • cataratta agli occhi (offuscamento del cristallino dell’occhio)
  • alcuni tipi di cancro (esofageo, ai polmoni, al cervello)
  • l’ipertensione durante la gravidanza
  • la malattia della gomma (infiammazione delle gengive).


Precauzioni ed uso della aspirina

Tutti i farmaci presentano degli effetti indesiderati, l’acido acetilsalicilico non ne è escluso. L’aspirina può finire per intaccare le mucose gastriche, dando luogo a ulcere gastriche. Può favorire il formarsi di sangue nello stomaco (emorragia gastrica).

Il suddetto farmaco non si usa più per alleviare i sintomi della febbre, dell’influenza, della varicella in quanto è associata al sorgere della sindrome di Reye (una malattia pediatrica molto grave, che può addirittura risultare fatale per i piccoli pazienti che la contraggono).

Ancora, l’ASA può determinare degli effetti gastrolesivi, i quali fra l’altro possono innalzare il livello di ritenzione idrica e rallentare l’escrezione delle urine da parte dei reni.


Intolleranza all’aspirina

Se voi doveste presentare uno di questi sintomi sottostanti, sospendete immediatamente l’uso di questo medicinale e presentatevi subito in un pronto soccorso (o chiamate il vostro medico di base).

  1. Orticaria
  2. Gonfiore labbiale, della lingua, facciale, genitale
  3. Starnuti
  4. Naso chiuso
  5. Difficoltà nel respirare.

Vi consiglio anche di fare attenzione al Naprosyn ed il Pentotal, due farmaci che possono essere tollerati male nei pazienti che non tollerano l’acido acetilsalicilico.

Quindi l’aspirina va presa sempre sotto stretta vigilanza medica e a stomaco pieno, per il tempo necessario prescritto dal vostro dottore.

Ecco spiegato a cosa serve l'aspirina e quali possono essere gli eventuali effetti collaterali

Naturale benessere

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