Assistenza al parto: Assistenza al secondamento

L'assistenza da parte di personale qualificato durante il parto per evitare possibili complicazioni è da ritenersi indispensabile nella maggior parte dei casi.

Assitenza al parto ed al secondamento è basilare in quanto il parto podalico per i rischi fetali che comporta, richiede sempre l'intervento del medico ed i problemi ad esso inerenti sono di competenza strettamente specialistica. Nei parti in presentazione cefalica l'assistenza va estesa a tutto il travaglio e richiede la sorveglianza del battito cardiaco fetale mediante l'ascoltazione con stetoscopio. Se ne rivelano il ritmo, la frequenza, il tono. Eventualmente le varie aritmie e frequenze al di sopra dei 160 ed al di sotto dei 100 battiti al minuto depongono per una sofferenza fetale.

Assistenza al parto: Assistenza al secondamento

Assistenza al parto

Queste alterazioni possono essere transitorie o persistenti ed in quest'ultimo anche il ritmo delle contrazioni va sorvegliato.

Queste normalmente durano 30-60 secondi e con intervallate da pause che vanno da 3 a 10 minuti durante le quali l'utero si decontrae completamente.

E' molto importante constatare che ciò avvenga perché ci assicura della normale evoluzione del travaglio (le contrazioni sono più frequenti alla fine del periodo dilatante e nel periodo espulsivo).

Ai fini del rilievo dei sintomi di sofferenza fetale oltre all'ascoltazione del battito cardiaco fetale, è importante rilevare il colore del liquido amniotico sia a membrane integre per mezzo dell'amnioscopia, sia direttamente al momento della rottura del sacco amniotico.

Normalmente il liquido è chiaro ma, in caso di asfissia fetale in atto o progresso, si tinge di verde più o meno intenso per l'emissione di meconio da parte del feto.

L'asfissia infatti provoca violente contrazioni della muscolatura intestinale fetale, che determinano l'espressione del meconio.

Quando la dilatazione del collo uterino raggiunge 5-6 cm se non è più avvenuta si pratica l'amniorexi, cioè la rottura delle membrane, permettendo così un decorso più rapido del travaglio.

Durante il parto è necessario mantenere, per quanto possibile, l'integrità dei tessuti perineali mediante la protezione degli stessi.

Ciò si attua mediante una spinta leggera e costante della mano appoggiata al perineo in contrapposizione alla forza espulsiva della testa fetale che distende i tessuti.

Nelle primarie e comunque sempre quando si ha la sensazione che l'attrito vulvare offre un'eccessiva resistenza è opportuno eseguire l'episiotomia onde abolire la resistenza stessa.

Ciò abbrevia il periodo di espulsione ed evita lacerazioni incontrollate del perineo e della vagina.

L'episiotomia si pratica comunemente sull'atrio sinistro dell'ostio vulvare.

Quando la testa fetale si affaccia alla vulva, chi assiste al parto deve guidare ed assecondare i movimenti passivi del feto che ne determinano la sua esplusione.

Avvenuta l'espulsione si recide il cordono ombelicale, dopo averlo stretto da due pinze e così il feto fino ad allora legato alla placenta, diviene indipendente dalla madre e viene denominato neonato.

L'assistenza al secondamento si limita e solo in certi casi a spremere l'utero attraverso la parete addominale in modo da favorire la fuoriuscita della placenta, spontaneamente staccatasi dalle pareti uterine e cadute nella cavità.

Va poi controllato l'aspetto della placenta, il peso e la completezza della stessa e delle membrane amnio-coriali. Infatti la ritenzione di frammenti di tessuto placentare può causare gravi emorragie immediate ed a distanza di tempo.

Dopo il secondamento il miometrio rimane contratto e blocca l'emoraggia, se ciò avviene i vasi utero-placentari, non ancora trombizzati, riprendono a sanguinare ed il professionista deciderà di conseguenza come agire.

Informazioni sulla importanza della corretta assistenza durante il parto

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