Astinenza da alcol

La crisi da astinenza da alcol è una sindrome da astinenza conosciuta e ben caratterizzata sin dai tempi di antichi risalenti al periodo di Ippocrate, la sindrome da astinenza dall'alcool non ha mai perduto di interesse ed attualità e continua a rappresentare anche ai giorni nostri una situazione clinica grave ed impegnativa: nonostante gli innegabili progressi compiuti negli ultimi anni in vari campi della neuropsicofarmacologia, il trattamento di questa sindrome rimane infatti tuttora problematico ed improntato a misure di ordine eminentemente sintomatico, senza consistenti o promettenti nuove prospettive.

Si può dire in breve che dopo l'introduzione delle benzodiazepine non vi sono state altre innovazioni terapeutiche di rilievo, in quanto i betabloccanti, la clonidina e la lofexidina non hanno sinora dato risultati veramente convincenti e anche sul piano fisiopatologico non vi sono state acquisizioni realmente nuove.

Tutto questo peraltro a toglie alla utilità della presente trattazione che dalla epidemiologia alla clinica, dalla terapia generale di sostegno a quella specificamente rivolta al controllo dei singoli quadri evolutivi (agitazione, allucinazioni, convulsioni, delirium tremens), offre tutti i dati disponibili per un ottimale trattamento dei sintomi iniziali e per la prevenzione della loro progressione agli stadi più avanzati.

Astinenza da alcol

Astinenza da alcol

«Se il paziente è nel fiore degli anni e le mani gli tremano per il bere, è possibile che ciò annunci l'insorgenza del delirio o la comparsa di convulsioni». – Ippocrate.

Ippocrate rilevò con sagacia il rapporto tra abbondante assunzione di alcool e sintomi da astinenza.
Molto tempo dopo, nel 1813, un medico inglese, Thomas Sutton, osservò che solo i marinai che erano grandi bevitori accusavano sintomi da astinenza, con un quadro che egli chiamò "delirium tremens".

Nel 1955 Isbell e collaboratori dimostrarono con precisione in un classico studio che soltanto dopo diversi giorni di abbondante assunzione di alcool il tremore ne accompagnava l’interruzione; di solito una grave sindrome da astinenza insorgeva dopo 7 settimane di assunzione di un quinto di litro di whisky al giorno.

Mendelsohn, in uno studio simile compiuto nel 1964, impiegò sino a 40 once di whisky di 86 gradi al giorno per provocare l'insorgenza di una grave sindrome da astinenza in otto soggetti maschi su dieci che avevano interrotto bruscamente l'assunzione di alcool dopo 25 giorni.

In entrambi gli studi la dieta continuò ad essere sufficiente e furono assicurati supplementi vitaminici. Vi è generale accordo sul fatto che, perché si manifesti una dipendenza fisica, sono necessarie e suffi-cienti 16 once di whisky al giorno per 14-21 giorni.

Si stima che negli Stati Uniti il 14% dei maschi adulti e il 4% delle femmine adulte siano grandi bevitori (più di 2 once di bevande fortemente alcooliche al giorno per un anno).

In una percentuale molto minore ma significativa si manifesta la sindrome da astinenza.

La diagnosi ed il trattamento tempestivi di questo quadro possono alleviare i disturbi del paziente ed impedirne la progressione verso il delirium tremens conclamato.

J.S. Reed, B.I. Liskow

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