Avvelenamento: ingestione accidentale bambini

L'avvelenamento dovuto ad ingestione accidentale di elementi tossici è tra gli incidenti domestici più ricorrenti nei bambini, soprattutto tra i dieci mesi e i quattro anni. Capita che la confezione accattivante di un detersivo, di un detergente per l’igiene personale, di un medicinale, o qualunque altro prodotto, normalmente tenuto in casa, susciti l’interesse del bambino che, incuriosito, va alla scoperta dell’oggetto con gli strumenti cognitivi che ha più a portata di mano: tatto, olfatto, e soprattutto gusto.

Avvelenamento: ingestione accidentale bambini

Avvelenamento

Perciò, in via preventiva, è consigliabile riporre sempre i medicinali nell’armadietto apposito, evitare di travasare prodotti tossici in contenitori senza etichetta e, soprattutto, non lasciarli in giro. In ogni caso è bene aggiungere alla lista dei numeri utili anche quelli del Centro Antiveleno e del Pronto Soccorso.

Statistiche recenti hanno rilevato che gli episodi di intossicazione avvengono, con maggiore incidenza, nelle fasce orarie tra le 11 e le 13 e tra le 19 e le 21, quando i genitori sono meno vigili perché indaffarati nella preparazione dei pasti o nei lavori domestici.

Riconoscere un avvelenamento

In assenza di altri tipi di patologie accertate, quando il bambino accusa malessere improvviso alle vie respiratorie – tosse, colorito cianotico, odore sgradevole dell’alito – o disturbi gastrointestinali – inappetenza, mal di pancia, vomito, diarrea, nausea – problemi alla vista, mal di testa, ittero, convulsioni, collasso, mancanza di equilibrio, è possibile ipotizzare un avvelenamento. Individuare la sostanza tossica ingerita, la quantità e l’intervallo di tempo entro cui ciò è avvenuto, facilita la diagnosi e di conseguenza la scelta della terapia adeguata. Saranno poi le indagini cliniche, ovviamente, a dare conferma o meno che si tratti di avvelenamento.

Che cosa fare

Al primo sospetto è opportuno mettersi subito in contatto con il Centro Antiveleno o con il pediatra, che in base ai sintomi possono dare consigli pratici sul da farsi prima del ricovero in ospedale. In alcuni tipi di avvelenamento da ingestione, nel caso in cui non sia già avvenuto spontaneamente, si cerca di indurre il vomito, ma solo in assenza di perdita di coscenza e crisi compulsive, e se la sostanza ingerita non è un acido o un basico, si rischiano altrimenti lesioni all’esofago. Utile per provocare il vomito è lo sciroppo di ipecacuana.

Somministriamolo in piccolissime dosi, un paio di cucchiaini al massimo, dopodiché facciamo bere al bambino mezzo bicchiere d’acqua o succo di frutta. È assolutamente sconsigliato il latte! Non faremmo altro che peggiorare l'intossicazione, perché favorisce l'assorbimento di sostanze solubili nei grassi, i veleni per l’appunto. Se il trattamento dovesse fare effetto entro mezz’ora, possiamo ripeterlo una seconda volta.

Evitiamo di tenere il bambino in posizione orizzontale, lasciamolo invece in piedi fino a quando non riesce a vomitare. Ricordiamo, in questo caso, di prelevare un campione di vomito, in modo che in ospedale possano procedere subito con l’analisi. Se l’intossicazione è da contatto cutaneo, laviamo accuratamente la cute colpita con acqua e sapone; frizioniamo invece con alcool, se la sostanza è un veleno solubile nei grassi. Nel caso di intossicazione da inalazione svestiamo immediatamente il bambino, ed aiutiamolo con la respirazione artificiale.

Terapia contro le intossicazioni

Nelle intossicazioni da ingestione in genere è praticata la lavanda gastrica. Altri farmaci sono somministrati in  un secondo momento, secondo il quadro clinico del bambino e dei postumi dell’intossicazione. Invece alcuni tipi sostanze tossiche hanno un loro specifico antidoto.

Ingestione accidentale bambini

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