Balbuzie bambini : balbuzie infantile

Quali sono le cause e le cure per la balbuzia infantile nei bambini? Lo sviluppo del linguaggio del bambino nella prima infanzia, è strettamente correlato agli stimoli verbali che riceve.

Quanto più i genitori comunicano con il proprio figlio, tanto più il linguaggio si arricchisce.

Il bambino impara a dialogare imitando i grandi, con una capacità tale di apprendimento, di cui noi adulti non ci rendiamo neanche conto.

Balbuzie bambini : balbuzie infantile

Balbuzie bambini

Spesso l’errore è di adeguarsi alla comunicazione non verbale del bambino; impariamo a riconoscerne i bisogni solo da un gesto o da un movimento del corpo, ma, in questo modo, non lo sollecitiamo affatto a comunicare con le parole: perché fare più fatica e provare a parlare dal momento che mamma e papà capiscono ugualmente!

Stadi di un normale apprendimento del linguaggio:

  • Fase della lallazione: nei primi mesi di vita, maggiormente tra il quarto e il sesto, sono pronunciate le prime sillabe; ci troviamo nella cosiddetta fase della lallazione.
    I suoni emessi permettono al bambino di comunicare con i genitori, di esprimere un disagio, uno stato d’animo positivo o negativo, anche se non hanno alcun contenuto propriamente linguistico.
  • Fase del prelinguaggio: in seguito, nella fase del prelinguaggio, tra il dodicesimo e il sedicesimo mese, le sillabe diventano parole. Il bambino si rende conto che hanno un significato, che può usarle per indicare cose o persone, che sono uno strumento per ‘inoltrare’ ai grandi una richiesta.
    Comincia allora a comunicare con olofrasi, esprime cioè una frase con una sola parola, senza preposizioni, articoli o avverbi.
    Ad esempio, per dire che ha sete e vuole bere, dirà “acqua”.
    Più avanti comincia a usare frasi composte da due parole: “voglio acqua”.
    Un bambino con uno sviluppo regolare, a sedici mesi possiede un vocabolario di circa cinquanta parole.
  • Fase del linguaggio: dai tre anni in su, siamo nella fase vera e propria del linguaggio, che diventa più articolato e complesso, ricco di termini, ed arriva a più di mille parole, acquisite ed usate con padronanza dal bambino.
    Ovvio che, come dicevamo all’inizio, la comunicazione è più ricca nei bambini che hanno ricevuto, e ricevono, più stimoli dal loro ambiente di vita, rispetto ai coetanei meno seguiti dai genitori.

Disturbi della comunicazione

Tra i due e i cinque anni si possono verificare episodi di disturbi della comunicazione. Tipica di questa fascia d’età, è la balbuzie, che altro non è che una confusione del linguaggio. Il bambino non riesce a parlare in modo scorrevole, ripete più volte la stessa sillaba o la stessa parola, o non riesce affatto a pronunciarla.

Non bisogna subito allarmarsi; spesso è un fenomeno temporaneo che scompare crescendo. Nel dubbio si può sempre chiedere un parere al pediatra, che ha gli strumenti cognitivi per valutare se si tratta di un’anomalia oppure no.

Possibili cause delle balbuzie nei bambini

Le cause possono essere di tipo patologico:

  • problemi neurologici: 1-la cosiddetta afasia, una lesione alle zone del cervello interessate allo sviluppo del linguaggio, 2-menomazioni a carico degli organi uditivi, 3-malformazioni all’apparato fonetico.
  • Problemi psicologici: se a livello morfologico non sono riscontrati disturbi, è possibile che la causa sia di natura psicologica, 1-un eccessivo stato d’ansia, 2-un disagio che il bambino non riesce a comunicare, 3-dei genitori apprensivi, 4-senso d’inadeguatezza nei confronti del mondo esterno…
    Queste sono alcune delle cause possibili, ma a livello psicologico molto altro potrebbe incidere.

Terapia e cure balbuzie infantili

Appurata la causa del problema, occorre l’aiuto di un terapeuta. In genere le terapie hanno una buona riuscita, soprattutto con i bambini in età prescolare (prima dei sei anni).

È importante ricordare che un bambino balbuziente non va corretto mentre parla! Né costretto a ripetere una frase fino a che non la dice come vorremmo. Rischiamo di inibirlo e di fare un danno maggiore.

Cerchiamo invece di farlo sentire a suo agio e di trasmettergli serenità.

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