Berberis vulgaris

Il berberis vulgaris (o crespino europea, bacca itter, ambarbaris, crespino) noto rimedio omeopatico, è un arbusto della famiglia delle Berberidaceae, originaria del centro e del sud Europa, nord Africa e dell'Asia occidentale, ma è anche naturalizzata nel nord Europa, comprese le Isole Britanniche, la Scandinavia e il Nord America. Il crespino è a foglia decidua, con robusti rami spinosi e cresce lentamente, fino a raggiungere un’altezza massima di 3 metri; le foglie escono a metà marzo circa, e i fiori nascono fra maggio e giugno, e, da agosto fino ad ottobre il crespino produce delle bacche rosse, lunghe circa un centimetro.

Berberis vulgaris

Berberis vulgaris

Aspetto della pianta di Berberis vulgaris

I fiori sono di colore giallo, a forma di campana, e hanno un odore intenso ma non particolarmente gradevole; la sua fitta ramificazione, con molte spine, lo rende un cespuglio tetro in inverno, tipicamente usato in film d’epoca o dipinti. Le sue lunghe spine rendono la raccolta dei frutti molto disagevole per gli animali, mentre gli uccelli se ne cibano facilmente e contribuiscono alla riproduzione di questa pianta, facendoli cadere sul terreno. Si tratta di un arbusto ermafrodito, quindi necessita solo di insetti per la propria impollinazione, ma non necessita per forza di altri esemplari della stessa specie. Il crespino si trova in Italia, soprattutto nelle zone alpine e prealpine e cresce fino a 2500 metri di altitudine, più genericamente nei pascoli e in terreni aridi. Cresce in penombra o in pieno sole, in generale lo si trova in zone aride, anche montane, fino a 1500-2000 metri di altitudine.

Problemi collegati alla pianta berberis vulgaris

Purtroppo, il crespino comune è ospite intermedio di un fungo, il puccinia graminis chiamato volgarmente ruggine del grano. Questo fungo si sviluppa inizialmente sul crespino comune, che tuttavia non viene danneggiato dal fungo stesso e al termine della sua fase riproduttiva le spore vengono trasportate dal vento e, condizioni climatiche permettendo, aderiscono al grano, dal quale traggono nutrimento e su cui si riproducono in modo esponenziale; all’atto pratico, indeboliscono fortemente le piante e, nei casi peggiori, le uccidono. I coltivatori di grano hanno insistito sulla concausa del crespino comune alla diffusione di questa infestazione fin dalla metà del diciassettesimo secolo, venendo però in questo osteggiati dai produttori di marmellate di crespino comune, i quali li accusavano di essere solo degli ignoranti superstiziosi. Tutto questo proseguì fino a che il micologo Heinrich Anton de Bary nel 1866 ne provò scientificamente la “colpevolezza”.  Da quel momento in poi, nel mondo occidentale si è assistito a un declino del crespino comune come pianta coltivata, fino alla sua totale proibizione in molte aree.

Omeopatia e proprietà terapeutiche del berberis vulgaris

Il crespino comune è sia una pianta guaritrice che una pianta velenosa. I suoi più importanti principi attivi sono la berberina  (un isochinolina – alcaloide) e la berbamina (un benzilisochinolina ), presente in tutte le parti della pianta, tranne che nei frutti e nei semi. Queste sostanze possono causare, se ingerite, una leggera forma di intossicazione. Un apporto di oltre 0,5 grammi di berberina può portare ad epistassi (sangue dal naso), vertigini e difficoltà respiratorie. Sono possibili anche irritazione di pelle, occhi e reni e disturbi gastro – intestinali. Dosi elevate possono portare a grave insufficienza respiratoria, convulsioni, fino  al collasso e, a volte, anche al decesso. Di contro, tradizionalmente, il crespino comune è stato tradizionalmente utilizzato per trattare una variegata serie di sintomatologie. Tutte le parti della pianta possono essere sfruttate, sebbene sia  la radice ad avere la maggior concentrazione di principi attivi.  Ancora oggi viene usata come tonico per la colecisti, dato che favorisce il flusso della bile ed inoltre riduce la formazione di calcoli biliari e combatte l’itterizia. Sia la corteccia della pianta che le radici  sono antisettiche, astringenti, purganti e toniche per l’apparato digerente. La corteccia viene raccolta in estate e viene poi essiccata per conservarla. E’ particolarmente utile in caso di itterizia, dolori biliari, ma, come già detto, va usata con cautela, a causa della sua potenziale tossicità. Le radici, essiccate e polverizzate, mescolate con acqua, si possono utilizzare per fare dei risciacqui che danno sollievo a chi soffre di ulcere in bocca. Un tè fatto con i fiori  del crespino comune ha proprietà antireumatiche e antinfiammatorie, mentre un tè a base di radici di questo arbusto viene da secoli usato per aiutare chi soffre di ulcera allo stomaco.

Tintura madre berberis vulgaris

Una  tintura preparata con radici di crespino comune può essere utilizzata per combattere sciatica e reumatismi.

Berberina

Come detto in precedenza, questo arbusto si caratterizza per la presenza di berberina, molto considerata in campo farmaceutico, per le proprietà antimicrobiche ed antisecretive, nel trattamento di infezioni di vario genere, come le diarree batteriche e le infezioni recidivanti da Candida albicans, per le sue proprietà ipocolesterolemizzanti ed ipoglicemiche. Si cita anche la sua capacità di impedire la proliferazione dello staffilococco aureo. La berberina è stata testata con successo in una serie di studi sperimentali nel trattamento del diabete mellito, in particolare riducendo il tasso di zuccheri nel sangue in maniera non meno efficace di quanto fatto dalla metformina, la quale, tuttavia, è carica di effetti collaterali; secondo alcuni studi recenti ciò avverrebbe prevenendo l’insulino-resistenza tramite modifiche che la berberina indurrebbe nelle molecole di glucosio.  Si è anche dimostrato come la berberina riduca il livello totale di colesterolo nel sangue; tuttavia, è importante notare come questo risultato non venga ottenuto con lo stesso meccanismo delle statine: mentre queste ultime si limitano a inibire la sintesi del colesterolo nel fegato, la berberina produce un risultato molto più desiderabile: in termini più semplici, migliora di gran lunga le capacità del fegato di gestire il colesterolo e potenzia gli effetti dei naturali inibitori dei recettori di colesterolo. In test di laboratorio, la berberina, unitamente a stanoli vegetali, ha dimostrato una particolare capacità di inibire totalmente l’assorbimento di colesterolo negli animali su cui è stato effettuato il test. La berberina, come descritto da studi recenti, si sta anche rivelando utile nel ridurre il grasso presente nel fegato, prevenendo soprattutto la proliferazione di cellule stellate che sono le cause principali dell’insorgenza di fibrosi del fegato. Secondo alcuni studi svolti in Cina, l’uso di berberina aumenta notevolmente la concentrazione nel sangue di ciclosporina A, consentendo nei soggetti trapiantati di ridurre di parecchio le dosi di ciclosporina, e conseguentemente diminuendo sia i costi del trattamento,  sia gli effetti collaterali per i pazienti, senza che questo abbia finora dato seguito a reazioni di rigetto di alcun tipo.  Sono in corso numerosi studi sulle interazioni fra la somministrazione di berberina e diversi tipi di cancro, visto che alcuni test in vitro hanno visto effetti antineoplastici da parte di questo principio attivo nei confronti di un’ampia gamma di cellule tumorali, come nei casi di cancro al seno, di  melanoma, di cancro alla prostata, di leucemia, eccetera. Per finire, la berberina sembra agire anche come antidepressivo naturale e neuprotettore contro patologie neurodegenerative. La berberina si lega ai recettori sigma come molte droghe antidepressive sintetiche.Essendo di origine totalmente naturale, i risultati preliminari suggeriscono di cominciare questo principio attivo nel trattamento di disturbi bipolari, schizofrenia, depressione e altri disturbi, prima di fare ricorso a droghe sintetiche. 

Informazioni relative alla pianta berberis vulgaris.

Erbe officinali piante medicinali

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Berberis vulgaris

Veramente interessante, da molti anni mi curo con l'omeopatia e la medicina naturale, ma è la prima volta che incontro un rimedio naturale su un link, che è trattato in modo così preciso e chiaro.

Le proprietà della Berberina

Ho letto quante sono le proprietà della Berberina, sorprendente, se la metà delle proprietà descritte si rivelano autentiche credo che una volta iniziato l'uso, non lo lascerò più!

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