Bilirubinemia: La bilirubinemia

La bilirubinemia è il fondamentale prodotto della degradazione della emoglobina.

La bilirubinemia differisce dall'emoglobina per la perdita del vettore proteico (globina) e la perdita di atomo di ferro, il fegato ha la funzione di captare dal sangue la molecola emoglobina, già ossidata e privata dal ferro e dalla parte proteica e pertanto già trasformata in bilirubina e di renderla solubile e diffusibile mediante coniugazione con acido glicuronico inviandola quindi all'escrezione biliare.

Bilirubinemia: La bilirubinemia

Bilirubinemia

Con la bile la bilirubina proviene nell'intestino ove subisce una serie di modificazioni chimiche per cui si trasforma in bilinogeno.

Il bilinogeno viene emesso in parte con le feci, in parte è riassorbito attraverso la mucosa intestinale e per il sistema portale ritorna al fegato (circolo entero-epatico) dove una parte mediante le vie biliari ritorna nuovamente all'intestino ed una parte attraverso la circolazione generale viene eliminata dal rene con il nome di urobilina.

Il fenomeno chimico saliente di un disturbo del metabolismo della bilirubina è l'ittero.

L'eccesso di bilirubina presente nel sangue e nei tessuti può riconoscere tre diversi motivi:

  • un'esagerata produzione di bilirubina (malattie emolitiche) per cui si supera la capacità del fegato a raccogliere e metabolizzare la gran quantità del pigmento prodotto.
  • un ostavolo della via di deflusso (stasi) del pigmento biliare dopo che questo è stato regolarmente metabolizzato ed escreto dal fegato.
    La bilirubina ristagna nel fegato e trova sfogo penetrando nel circolo sanguigno.
  • una insufficiente elaborazione epatica conseguente a lesioni epatocellulari per cui la bilirubina in parte non penetra nella cellula epatica, in parte vi penetra ed è parzialmente metabolizzata, ma invece di avviarsi tutta verso la bile rientra nel torrente circolatorio.

E' importantissimo conoscere che l'elaborazione da parte della cellula epatica causa importanti modificazioni della bilirubina grazie alle quali si può facilmente differenziare e misurare nel sangue, la quota che non è stata metabolizzata dal fegato da quella che invece lo è stata.

Difatti, prima del passaggio attraverso il fegato la bilirubina non coniugata con acido glicuronico non è solubile in acqua mentre lo è in alcool e non essendo solubile in acqua non è eliminabile con l'urina.

Chiameremo quindi bilirubina indiretta quella piccola quantità di bilirubina che è presente nel siero in condizioni normali (0.15-0.80%) e che proviene dalla milza, dal sistema reticolo endoteliale e dall'intero organismo, in attesa di essere raccolta ed elaborata dal fegato.

Aumento della bilirubina indiretta nel sangue si avrà quando vi sia una grande distribuzione dei globuli rossi e nelle anemie emolitiche.

Al contrario chiameremo bilirubina diretta quella che è penetrata nella cellula epatica ed è stata coniugata con acido glicuronico preattivato dall'enzima glicuroniltrasferasi e resa quindi solubile in solvente acquosi di modo che può essere facilmente eliminata dal rene.

In condizioni normali la bilirubina diretta non è presente nel sangue perché il fegato se è sano e ben drenato tanta ne raccoglie e tanta ne versa nella bile.

La troveremo invece presente nel sangue come bilirubina diretta quando il fegato, leso nelle sue cellule epatiche, non potrà più versare nella bile tutta la bilirubina che ha elaborato e questa tornerà nel sangue.

L'aumento della bilirubina diretta si avrà nell'ittero ostruttivo (ostruzioni delle vie biliari).

Nota: nelle epatiti itteriche, epatiti tossiche (da intossicazioni di fosforo e cloroformio, nell'atrofia giallo-acuta del fegato), si ha in genere un aumento della bilirubina totale, ossia di quella diretta e di quella indiretta.

Valori normali della bilirubina indiretta: mh 0.15 - 0.80%

Valori normali della bilirubina diretta: assente

Informazioni sulla bilirubinemia

Malattie

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