Buglossa o Anchusa officinalis

La buglossa? Discussa e irrisolta è l'etimologia del termine greco ánchousa che identificava la pianta dalle radici color sangue usate dai Greci per imbellettarsi di rosso (anchousízomai).

L'anchusa officinalis, detta pure buglossa (lingua di bue), è una pianta erbacea della famiglia Borraginacee, caratteristica per le foglie oblunghe, intere, ispide, ed i fiori, azzurro-violacei, tubulosi, con lembo diviso in 5 lobi e riuniti in cime scorpioidi; i frutti sono diacheni. La pianta, conosciuta comunemente con il nome di buglossa, è una pianta biennale, una specie spontanea in Italia; il suo habitat  va dal livello del mare fino a quote prealpine elevate.

Buglossa o Anchusa officinalis

Buglossa

Buglossa o Anchusa officinalis

Possiamo trovarla negli ambienti ruderali, in aree abbandonate e nei depositi di materiale organico. Ha bisogno di terreni mediamente umidi o tendenti al secco, perciò  è possibile osservarla su praterie rocciose e pietrose, su prati e pascoli aridi che sono infatti caratteristici del panorama prealpino. Resiste bene a temperature sia alte che basse.  Quest’erba è caratterizzata da steli grossi e pelosi, così come le foglie che nascono da un agglomerato di foglie basali. La pianta, quando è completamente sviluppata, è di circa 30-70 centimetri di altezza. Le foglie nella parte superiore della pianta sono strette, allungate o di forma lanceolata, e possono raggiungere circa quindici centimetri di lunghezza con una larghezza di un centimetro. La buglossa ha fiori blu e violacei, molto delicati; questi fiori sbocciano da fine maggio fino a ottobre, sono numerosi e raggruppati in piccoli grappoli, di forma tubolare, e dotati di bellissimi stami. Il frutto che ne consegue è drupaceo. Per quanto riguarda il suo utilizzo in campo medico tradizionale, le parti normalmente utilizzate sono le foglie, e le radici.

Proprietà della pianta ed utilizzi tradizionali della buglossa

La buglossa ha una lunga storia di utilizzo da parte di molti erboristi, e trova menzione nel testo “New Family Herbal “  scritto dal Dott. Robert Thornton, che è stato pubblicato in Inghilterra nel 1810, in cui si nota che "un decotto di foglie e radice di Buglossa porta innumerevoli benefici in caso di tosse cronica e in tutti i disturbi del torace. (...) Il succo spremuto viene somministrato con grande successo in caso di pleurite."
Inoltre, il Dott. Thornton parla anche di altre proprietà della buglossa,  in particolare,  cita la sua "efficacia nella cura della melanconia e di altre malattie ipocondriache". Come si può vedere, quest’erba ha una lunga storia di utilizzo nella preparazione di farmaci tradizionali a base di erbe.

Una tisana fatta con la buglossa è ancora ampiamente usata come rimedio nella medicina popolare moderna per il trattamento di problemi come la malinconia. Il tè è usato invece per alleviare i sintomi dati dalla tosse persistente, per promuovere la sudorazione e per combattere stati febbrili prolungati. Inoltre il tè di buglossa è utilizzato per ammorbidire e lenire la pelle irritata e se ne può anche fare uso come un diuretico potente, ma anche come astringente e in qualità di "depuratore del sangue", a testimonianza del fatto che, nella medicina tradizionale, la buglossa viene spesso considerata in grado di eliminare le tossine presenti nel nostro organismo.

Tradizionalmente, le donne francesi hanno sempre utilizzato la buglossa in polvere come make-up. Le radici della pianta sono state utilizzate anche per fare un colorante successivamente sfruttato  nella preparazione di molte decorazioni differenti e in varie tecniche di colorazione. E’ molto importante ricordare che questo colorante non può assolutamente essere utilizzato a scopo alimentare o medicinale.

La pianta ha anche un nome, “alkanet”, che deriva dall'arabo "alhinna" o "hennè", questo nome arabo rispecchia l'antico uso di questa pianta e di altre specie affini, le cui radici erano e sono ancora utilizzate come un colorante rosso organico. Per maggior completezza, citiamo il fatto che, sebbene dalla buglossa si ottenga un colorante rosso, non è la varietà di anchusa solitamente usata per questo scopo: a tale scopo, la anchusa tinctoria , come si evince dalla seconda parte del nome latino, ha proprietà coloranti molto più spiccate. La buglossa è anche apprezzata da molti giardinieri per la sua splendida fioritura blu-violetta; queste piante vengono anche tagliate per creare elegantissime composizioni floreali. Le foglie di buglossa vengono fatte essiccare e successivamente utilizzate in potpourri, in quanto emanano un profumo ricco e muschiato, molto simile al profumo di foglie di fragola selvatica prima di essere essiccate.

Eventuali controindicazioni della buglossa

In virtù di quanto detto nell’introduzione, la buglossa è un’erba molto resistente sia a sbalzi di temperatura che  a condizioni ambientali tutt’altro che favorevoli e tende ad essere estremamente competitiva con altri vegetali per il possesso del territorio in cui cresce e per questa ragione è considerata una pianta decisamente infestante.

Utilizzo attuale

L'uso principale della buglossa in erboristeria oggigiorno svolge un ruolo di espettorante e si preparano delle tisane e degli infusi a base di foglie di buglossa, a cui viene attribuito il ruolo di fluidificante del catarro. Inoltre, con radici e foglie di buglossa viene preparata una pomata emolliente per trattamenti topici in caso di tagli, contusioni e flebiti, nonché per lenire pelli arrossate o secche. Tuttavia, i ricercatori clinici e farmacologi non hanno ancora trovato alcuna prova che supporti l'azione espettorante della buglossa, mentre sono in corso studi approfonditi che possano confermare o smentire l’azione emolliente della buglossa stessa per uso topico. Ricordiamo anche che la buglossa è utilizzata anche nella preparazione di un rimedio omeopatico spesso usato per alleviare le ulcere dello stomaco e del duodeno.

Habitat e coltivazioni della buglossa

La buglossa è una specie tipicamente europea, come già detto, ma  è anche una specie molto invasiva in Nord America e si trova ora in crescita selvatica e spontanea dal Maine fino al New Jersey, dal sud e fino all’ovest fino degli stati di Ohio e Michigan, e il Ministero dell’Agricoltura sta valutando se proibirne l’importazione e ordinarne la disinfestazione.

Coltivazione della buglossa

Se voleste coltivare fai da te la buglossa, dovrete seminare in primavera i semi in un vaso, mettendoli in un terreno sabbioso. La germinazione è favorita dal calo della temperatura durante la notte. I semi germinano normalmente in circa 1-4 settimane, ad una temperatura media di circa 21 ° C. Quando le piantine di buglossa iniziano a crescere a sufficienza per essere maneggiate, è necessario trapiantarle in vasi più grandi singolarmente, per poi essere piantate in giardino durante i mesi estivi. Se le condizioni ambientali lo consentono, si può pensare di far crescere le piantine direttamente nel terreno, avendo cura, in questo caso, di effettuare la semina nel mese di luglio, ed eventualmente trapiantarle agli inizi dell’autunno. Le piante così cresciute tendono ad avere anche una fioritura più precoce rispetto alle piante cresciute in vaso.
Al termine del nostro articolo, possiamo quindi riassumere dicendo che sebbene la buglossa fosse molto considerata in passato come pianta medica o officinale, oggi non riveste più un ruolo così attivo in quest’ambito; tuttavia, la sua straordinaria bellezza e il suo gradevolissimo profumo ne fanno un piacevole decoro per la nostra casa o per le nostre composizioni floreali, mentre un potpourri fatto con le sue foglie ci accompagnerà per mesi con il suo confortante profumo, un esempio di come spesso madre natura sappia offrirci lati sempre nuovi e sempre diversi per apprezzare quello che ci circonda, spesso senza neppure che noi sappiamo rendercene conto…

Informazioni sulle proprietà della buglossa e coltivazione.

Erbe officinali piante medicinali

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