Cancro alla prostata: cause diagnosi sintomi

Cancro della prostata i primi sintomi principali, la diagnosi, la sopravvivenza e le cause; la prostata è una ghiandola che appartiene al sesso maschile, si trova nel bacino ed è posizionata tra il pene e la vescica ed abbraccia l'uretra che è quel dotto che dalla vescica trasporta l'urina al pene ed il compito della prostata è quello di favorire la produzione di sperma.

Cancro alla prostata: cause diagnosi sintomi

Tumore alla prostata

Nel dettaglio, da questa ghiandola fuoriesce un liquido biancastro assai denso che viene poi reso liquido da una proteina chiamata antigene specifico della prostata ( PSA ), liquido che poi si unirà allo sperma prodotto dai testicoli, per andare a formare lo sperma.

Diffusione del tumore alla prostata

Il cancro alla prostata è il tumore maschile più diffuso, e la percentuale aumenta con l'aumentare dell'età, la causa è sconosciuta ma da studi fatti è stato osservato che questo tipo di tumore colpisce maggiormente le etnie africane, caraibiche, mentre è meno diffuso tra le popolazioni asiatiche.

Come in molte patologie tumorali, anche questo è il più delle volte asintomatico: di conseguenza quando si iniziano ad accusare i primi problemi, di solito il tumore è già diffuso in altri organi.

È un tipo di tumore che si sviluppa molto lentamente, a volte sono necessari anni.

Tutto questo deve far pensare al fatto che la prevenzione è di fondamentale importanza.

Il cancro alla prostata, se diagnosticato in tempo, può essere curato facendo ricorso a chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapia ormonale.

Tutte queste tecniche ovviamente hanno degli effetti collaterali, come la perdita del desiderio sessuale, disfunzione erettile ed incontinenza urinaria.

A causa di questi effetti collaterali molti uomini tendono ad allungare i tempi per intervenire sul male.

Quali sono i sintomi del cancro alla prostata?

In generale il tumore non crea problemi, fino a quando è piccolo e non esercita pressione sull'uretra

Ovviamente nel momento in cui c'è un ingrossamento della massa tumorale, il primo problema che si accusa è difficoltà ad urinare.

I sintomi più evidenti sono:

  • avere continuo bisogno di urinare;
  • dolore mentre si urina;
  • urinare spesso la notte;
  • urinare poco;
  • senso di pesantezza, come se la vescica sia sempre piena;
  • presenza di sangue nelle urine.

Il fatto che un uomo possa avere questa sintomatologia non significa che abbia un tumore.

Può avere una patologia conosciuta come iperplasia prostatica benigna.

I sintomi non sono da sottovalutare quando oltre a quelli indicati prima c'è un calo ponderale, mancanza di appetito e dolore forte.

Come viene fatta la diagnosi di cancro prostatico?

Un semplice esame del sangue è sufficiente.

Se l'analisi evidenzia un alto livello di antigene prostatico nel sangue, vuol dire che forse si è in presenza di un tumore nella prostata.

Però il test non è del tutto attendibile:

  • spesso accade che uomini con cancro alla prostata non abbiano questo valore elevato
  • spesso accade che uomini con tasso di antigene elevato non abbiano il cancro: questo è dovuto al fatto che con il valore dell'antigene aumenta con l'aumentare dell'età.

Esplorazione rettale

Uno degli esami che può fornire informazioni immediate sulla presenza o meno di un tumore alla prostata è l'analisi rettale digitale ( DRE ) che può essere fatta dal medico di base.

È un'esplorazione rettale, assolutamente indolore, per verificare se la ghiandola ha subito dei cambiamenti nelle dimensioni.

In presenza di tumore la ghiandola si indurisce e la superficie non è più liscia.

In ogni caso in presenza anche solo di un dubbio, il medico prescriverà ulteriori accertamenti, dopo aver indagato su eventuali casi della medesima patologia in famiglia e dopo aver visionato gli esiti dell'esame del sangue.

Biopsia

Tra gli esami da effettuare per verificare o meno la presenza di un cancro c'è la biopsia transrettale eco guidata.

È un esame che potrebbe essere doloroso, soprattutto per la posizione che il paziente deve assumere: un ago, guidato da uno scanner che consente di visualizzare internamente la parte, preleverà un campione per farlo analizzare ( biopsia ).

Il più delle volte viene utilizzato un anestetico locale per limitare il fastidio.

Spesso è capitato che questo esame possa successivamente causare delle infezioni ed emorragie: pertanto deve essere eseguito da personale altamente specializzato.

È un esame molto affidabile, che deve essere ripetuto in caso di reiterazione dei sintomi.

Punteggio di Gleason

In base alla gravità del tumore, è stata stilata una sorta di stadiazione del cancro che si chiama punteggio di Gleason: più basso è il numero, meno diffuso è il cancro:

  • meno di 6 è molto difficile che il cancro possa diffondersi;
  • 7 vuol dire che c'è una discreta possibilità che il cancro si diffonda;
  • 8 o più vuol dire che la possibilità che il tumore si diffonda è alta o che è già diffuso.

Sono utilizzati altri 2 esami:

  • la risonanza magnetica che consente di verificare se il tumore si è diffuso in altre parti del corpo;
  • scansione delle ossa con una sostanza radioattiva ( scintigrafia ossea ): se il liquido di contrasto si fissa sulle ossa, vuol dire che le ossa sono interessate dal tumore.

Cause del cancro alla prostata.

Come nella maggior parte dei tumori, la causa è sconosciuta.

Vale per tutti la regola della mutazione genetica: le cellule del DNA impazziscono ed iniziano a produrre una gran quantità di cellule in eccesso che vanno a formare il tessuto tumorale.

Ci sono dei fattori di rischio da considerare:

  • uomini che hanno superato i 65 anni possono andare incontro alla malattia;
  • gruppo etnico di appartenenza;
  • casi di tumore alla prostata di un parente molto prossimo;
  • dieta ricca di carni rosse e latticini; le persone che invece seguono una dieta vegetariana con alto consumo di pomodori, ricchi di licopene un potente antiossidante, hanno meno probabilità di ammalarsi di cancro prostatico.

Curare il tumore alla prostata

Il trattamento che viene indicato è stabilito dal punteggio di Gleason che è stato analizzato poco prima.

Sulla base dell'estensione e dai risultati della biopsia è stata fatta una stadiazione della malattia:

  • T1: il tumore è localizzato nella ghiandola prostatica; l'esame rettale non riesce a riconoscere la presenza del cancro: è proprio per questo che nei casi sospetti viene eseguita la biopsia;
  • T2: il cancro è ancora all'interno della prostata ma ha subito delle modifiche fisiche tali che è riscontrabile dall'esame rettale o con una ecografia;
  • T3 e T4: il tumore è fuoriuscito dalla prostata ed ha intaccato i tessuti vicini;
  • N1: i linfonodi vicini sono stati intaccati;
  • M1a: il tumore ha leso i linfonodi che non sono vicini alla prostata.

Per gli stadi T1 e T2 si parla di cancro localizzato, mentre i T3 e T4 sono tumori avanzati.

Se il cancro ha raggiunto lo stadio N1, purtroppo già parla di metastasi e non esiste alcuna possibilità di guarigione: l'unica cosa è alleviare il dolore con la terapia appunto del dolore.

Cure e trattamenti contro il tumore alla prostata

Come nella maggior parte dei tumori, anche la cura per il tumore alla prostata deve essere decisa non da un solo medico, bensì da un team che collabora per scegliere la terapia migliore.

Questo team è composto da:

  • oncologo clinico;
  • patologo;
  • urologo;
  • assistente sociale;
  • psicologo;
  • infermiere specializzato.

Una volta che il team è al completo, si dovrà decidere per la cura anche in base a diverse considerazioni:

  • l'età del paziente;
  • quanto è progredito il cancro;
  • lo stadio del cancro;
  • se il paziente è in grado di affrontare gli effetti collaterali della cura.

La decisione finale spetta sempre al paziente e le cure sono concordate in accordo col malato.

L'approccio alla malattia è vario:

  • vigile attesa: è il caso del tumore appena scoperto, è completamente asintomatico; in questi casi spesso si aspetta di intervenire con una cura aggressiva, soprattutto nei casi di persone anziane per le quali la diffusione della malattia è lenta;
  • sorveglianza attiva: riguarda il caso di presenza tumorale in persone giovani per le quali la possibilità di sviluppo metastatico è molto alta; si decide per un controllo regolare dei valori del sangue per poi decidere se intervenire in maniera aggressiva;
  • prostaectomia radicale: si tratta di asportare la ghiandola in toto nel caso in cui il tumore sia fuoriuscito dalla prostata ed abbia intaccato organi vicini.

Ogni operazione anche questa può comportare rischi e avere effetti collaterali:

  • dopo un primo periodo l'uomo va incontro a periodi di incontinenza urinaria che nella maggior parte dei casi si risolve dopo circa 6 mesi dall'operazione;
  • altri hanno problemi di disfunzioni legati all'erezione, che possono anche questi risolversi nel giro di pochi mesi, mentre una percentuale bassa ha questo problema per molto più tempo;
  • in casi rari ci può essere il decesso del paziente dopo l'operazione.

L'operazione di asportazione della prostata ovviamente non elimina il cancro: c'è infatti la probabilità che esso di ripresenti dopo anche 5 anni dall'operazione.

Radioterapia

Proprio per allontanare il più possibile questa paura, si ricorre alla radioterapia mirata che ha il compito di distruggere le cellule malate.

Si ricorre a questa tecnica per le fasi iniziali del cancro alla prostata oppure nei casi di tumore avanzato per impedire un ulteriore diffusione.

Poiché si tratta di una cura pesante, altrettanto pesanti sono gli effetti collaterali nel breve e nel lungo periodo.

Breve periodo:

  • si accusa dolore all'ano soprattutto nel momento del passaggio delle feci;
  • diarrea;
  • perdita di peli nel pube;
  • debolezza;
  • cistite che altro non è che un'infiammazione del tessuto vescicale che provoca uno stimolo frequente di urinare, anche quando non ci sono urine da espellere e si accusa dolore mentre si urina.

Lungo periodo:

  • disfunzione erettile;
  • incontinenza delle urine.

Brachiterapia:

È una sorta di radioterapia che prevede l'inserimento di piccoli semi radioattivi che vengono inseriti nel tumore attraverso un'operazione chirurgica.

Terapia ormonale:

Questo tipo di terapia è spesso associata ad altre terapie, spesso prima di subire un intervento chirurgico, oppure successivamente per ridurre lo sviluppo di cellule tumorali.

Nella maggior parte dei casi questa terapia viene utilizzata per lenire i dolori e nei casi inoperabili per evitare la diffusione del male.

Il compito della terapia ormonale è quello di bloccare la produzione di testosterone della prostata.

Il cancro si alimenta con questo ormone, per cui bloccandone la produzione si blocca lo sviluppo tumorale.

Questa cura ormonale è molto aggressiva e può causare la perdita della libido e la difficoltà a mantenere un'erezione.

Nella maggior parte dei casi, una volta interrotta la cura, svaniscono questi effetti collaterali ma ce ne sono degli altri da prendere in esame:

  • vampate di calore;
  • forte sudorazione;
  • debolezza;
  • aumento di peso;
  • senso di gonfiore al seno.

Alcuni medici propongono un'alternativa chirurgica alla terapia ormonale: l'asportazione dei testicoli.

Si tratta di un'operazione con notevoli ripercussioni a livello psicologico.

Resezione transuretrale della prostata

Si tratta di un intervento che prevede, similarmente alla biopsia, l'asportazione di una parte del tessuto prostatico.

In questo caso, a differenza della biopsia, il tessuto prelevato è più grande per consentire all'uretra di funzionare meglio senza la pressione della massa tumorale.

Tutte queste cure è possibile farle sono quando il tumore non è in uno stadio molto avanzato e quando non ci sono metastasi.

Delle cure si è parlato in precedenza e bisogna però ricordare che per ogni cura forte, ci sono dei pesanti effetti collaterali da non dimenticare.

Nel caso della chemioterapia:

  • nausea e vomito;
  • debolezza;
  • perdita dei capelli;
  • calo ponderale;
  • formazione di ulcere nella bocca;
  • rischio di contrarre infezioni a causa dell'abbassamento delle difese immunitarie.

Tra gli effetti collaterali con forte impatto psicologico c'è la disfunzione erettile.

In molti casi i pazienti risolvono il problema andando dal proprio medico che gli prescriverà il viagra il cui principio attivo è il sildenafil.

Un'alternativa del viagra è quella di utilizzare una pompa.

Viene inserito un tubicino di gomma nel pene e viene tirata fuori l'aria: questo crea un vuoto che fa affluire il sangue al pene.

Per mantenere l'erezione bisognerà mettere un anello di gomma alla base del pene per consentire un'erezione di almeno 30 minuti.

Un altro effetto collaterale è legato all'incontinenza urinaria.

Se non è eccessiva ci sono degli esercizi fisici che possono aiutare a rimettere in sesto il tessuto vescicale e fargli riacquistare elasticità:

  • sedersi con le ginocchia divaricate;
  • fare dei movimenti pelvici come se si cercasse di non urinare;
  • fare riposo tra un esercizio e l'altro.

Nei casi di incontinenza grave, addirittura si parla di inserire uno sfintere artificiale che va a sostituire il muscolo che controlla la vescica.

La prevenzione è comunque la cura migliore.

Una dieta povera di grassi ed un esercizio fisico quotidiano aiutano a vivere meglio.

Ci sono poi degli antiossidanti che si trovano negli alimenti che aiutano le cellule a rigenerarsi.

In particolare il licopene che si trova nei seguenti alimenti:

  • pomodoro compresa la famosa salsa per le patatine;
  • anguria;
  • pompelmo rosa;
  • papaia.

Varie informazioni sul cancro alla prostata

Malattie

Scrivi un commento in merito all'articolo dal titolo cancro alla prostata: cause diagnosi sintomi

Grazie per la vostra onestà intellettuale sull'argomento delicato del cancro alla prostata

Vi ringrazio dell'articolo ,che a mio avviso dimostra onesta' intellettuale .In medicina a volte prevalgono interessi feroci che portano a vedere il problema da un piano di convenienza e non da quello strettamente scientifico. Aggiungerei al vostro articolo solo una raccomandazione di non usare nelle parti intime prodotti con coloranti ed un eccesso di sostanze a base di sapone

Cancro alla prostata

La spiegazione risulta molto chiara ed esauriente

Argomento del cancro alla prostata descritto bene

mi piace per come è stato trattato l'argomento

L'articolo sul cancro alla prostata è affrontato bene

linguaggio scorrevole e molto esauriente.dopo risposta biopsia confronterò con il mio urologo. speriamo bene.grazie

Cancro alla prostata scritto in modo chiaro per tutti

Articolo di facile lettura e comprensione anche per i "non addetti ai lavori".

argomento lucido ,eloquente ,esaustivo grazie

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