Cancro esofageo: Cancro all' esofago

Il tumore all'esofago è un tumore non raro ma nemmeno molto diffuso

Il cancro all'esofago è il carcinoma che colpisce la parte iniziale dell'intestino, i principali sintomi legati a questa patologia sono il calo del peso, mal di gola e tosse presente da tempo.

Che cos'è l'esofago?

Esofago è un lungo tubo che inizia dalla gola e che arriva all'intestino: trasporta il cibo e va a formare la prima parte dell'intestino.

Cancro esofageo: Cancro all' esofago

Cancro esofago

Tipologie di cancro all'esofago

La prima si chiama carcinoma a cellule squamose e si forma nella parte superiore dell'esofago, quando le cellule del rivestimento del tessuto esofageo crescono in maniera anomala.

La seconda forma è l'adenocarcinoma dell'esofago che si forma nella parte inferiore dell'organo.

Si sviluppa quando le ghiandole presenti nel tessuto esofageo crescono in maniera anomala.

Il cancro colpisce più gli uomini rispetto alle donne e la fascia di età interessata è tra i 55 ed i 70 anni.

L'abuso di tabacco e alcol possono essere importanti fattori di rischio per il carcinoma all'esofago.

Purtroppo come per molti tumori, anche il cancro esofageo è asintomatico ed i sintomi si riconoscono quando ormai sono stati colpiti gli organi vicini.

Nei casi in cui il tumore è diagnosticato in tempo, le prospettive di guarigione sono alte.

Le terapie utilizzate sono la chirurgia, per asportare la parte malata, preceduta da chemioterapia e dopo l'intervento la radioterapia.

Sintomi legati al cancro all'esofago

Disfagia:

È la difficoltà a deglutire il cibo: quando il tumore esofageo cresce di dimensioni si verifica questo spiacevole problema: l'esofago si restringe ed il cibo passa a fatica e col passare del tempo si avrà difficoltà anche a mandare giù liquidi.

Altri sintomi sono:

  • un inspiegabile calo ponderale;
  • mal di testa e malessere generalizzato;
  • difficoltà a digerire;
  • raucedine e forte tosse;
  • vomito con strie di sangue.

Poiché le problematiche legate alla deglutizione possono anche non essere legate al tumore esofageo, è sempre meglio rivolgersi al medico e fare degli esami approfonditi.

Cancro

Il cancro altro non è che un'alterazione della struttura delle cellule del DNA : viene a modificarsi la normale crescita cellulare che va a formare il tessuto tumorale.

Se il tumore non si espande agli organi vicini, c'è la possibilità di guarire, se invece il cancro è andato a interessare organi vicini, allora le possibilità di guarigione sono molto scarse.

Non solo: oltre ai polmoni, fegato e lo stesso stomaco, la divulgazione può avvenire anche attraverso il sistema linfatico e la stessa circolazione del sangue.

Reflusso gastroesofageo

Oltre al fumo e l'alcol che sono imputati come possibili cause di tumore all'esofago, c'è un'altra patologia che si chiama reflusso gastroesofageo.

Una valvola, che è situata tra lo stomaco ed esofago, ha il compito di aprirsi nel momento del passaggio del cibo dall'esofago allo stomaco.

Spesso questa valvola non funziona bene e capita che si apre in un momento sbagliato favorendo quello che è chiamato reflusso gastroesofageo.

Questo altro non è che il passaggio dei succhi gastrici dallo stomaco all'esofago, provocando forti bruciori, nausea e dolore toracico.

Il tumore legato a questa patologia è fortunatamente molto raro, per cui le persone che ne soffrono non è detto che incorreranno in questa patologia.

Chi ha questa malattia cronicizzata, può sviluppare nel corso degli anni una patologia chiamata esofago di Barret: una persona su 100 che ha l'esofagite di Barret sviluppa il cancro dell'esofago.

Questa malattia determina lo sviluppo di nuove cellule nella parte bassa dell'esofago, cellule che come conformazione sono molto simili alle cellule dello stomaco.

Si tratta di una formazione anomala che resiste si agli acidi dello stomaco ma può portare nel tempo alla loro trasformazione in cancro.

Fattori di rischio/ prevenzione

I più importanti fattori di rischio che possono portare al cancro esofageo sono l'obesità ed una dieta priva di frutta, verdura e priva di alcuni minerali importanti come lo zinco e le vitamine A, B1 e C che sono i componenti principali di frutta e verdura.

La fascia di età colpita da questo tipo di tumore va dai 55 ai 70 anni ed è più comune negli uomini piuttosto che nelle donne.

Sono state inoltre individuate delle sostanze che se inalate per lungo periodo possono portare all'irritazione dell'esofago e di conseguenza essere il veicolo per il cancro:

  • fuliggine;
  • polveri di metallo;
  • fumi di scarico dei veicoli;
  • liscivia, che ha un ampio uso nell'industria dei detergenti per casa e biancheria;
  • polvere di silice, derivata dalla lavorazione di granito, ardesia, pietra arenaria.

Nel caso in cui si esercita una professione che prevede un contatto quotidiano con queste sostanze, si rende necessario adottare tutte le precauzioni per evitare il più possibile l'esposizione a questi veleni.

Come viene diagnosticato il tumore esofageo

Per la diagnosi la prima tappa va fatta sempre dal proprio medico di famiglia, il quale dopo aver fatto indagini su quelle che sono le patologie ricorrenti in una famiglia, tasterà l'addome del paziente per ricercare qualche presenza anomala.

Nel caso riscontri una protuberanza, o comunque una anomalia, sarà cura del medico invitare il paziente ad eseguire esami molto approfonditi.

Tra gli esami ai quali verrà sottoposto il paziente abbiamo l'Endoscopia.

Si tratta di un esame leggermente fastidioso della durata di circa 15 minuti.

Per ovviare a qualche disagio, viene somministrato un leggero sedativo e si dovrà restare digiuni per diverse ore prima del test, per evitare che il cibo possa ostacolare l'esame.

Attraverso l'endoscopio, un sottile tubicino che passa dalla bocca fino allo stomaco, il medico specialista è in grado di vedere se è presente o meno una formazione anomala.

Nella parte terminale del tubicino c'è una luce che consente di avere una visuale precisa.

Nel caso in cui lo specialista riscontri la presenza di un tessuto anomalo, provvede ad asportare un pezzetto di tessuto (biopsia) attraverso una pinza collegata allo stesso endoscopio.

Il tessuto verrà analizzato in laboratorio e dopo circa 10 giorni si avrà il referto.

Un altro esame ampiamente utilizzato è quello del bario.

Il bario altro non è che una sostanza bianca liquida,che viene assunta dal paziente per via orale, che consente di vedere l'esofago, in ogni sua parte, attraverso i raggi X.

Se una parte di esofago non viene avvolta dal bario, ciò sta a significare che l'esofago è ostruito e si rende necessario valutare il perché.

Anche questo esame, come l'endoscopia, dura circa 15 minuti.

Dopo l'esame il paziente può mangiare tranquillamente, solo che è vivamente consigliata l'assunzione di molti liquidi per favorire l'eliminazione del bario dall'organismo.

Una volta constata la presenza tumorale, viene eseguita un' ecografia endoscopica, per valutare le reali dimensioni del cancro e se ci sono altri organi interessati, seguita poi da una tomografia assiale computerizzata.

Questo esame è molto più preciso perché, utilizzando una serie di immagini a raggi X, si ha la possibilità di localizzare le eventuali cellule tumorali in altri organi.

Come si affronta e si cura il tumore esofageo

Tutti gli esami descritti prima hanno il preciso scopo di identificare la tipologia del cancro e soprattutto prescrivere la terapia adatta.

Anche nel caso del tumore esofago sono stati evindenziati degli stadi:

  • stadio 1: il tumore ha interessato solo la mucosa superficiale dell'esofago, senza interessare altri organi o linfonodi;
  • stadio 2A: il tumore ha interessato il muscolo che abbraccia l'esofago ma non ha coinvolto i linfonodi:
  • stadio 2B: il tumore ha colpito muscoli e linfonodi vicini;
  • stadio 3: il tumore ha colpito l'esofago, i linfonodi ed il tessuto intorno, ma non è presente in altre parti del corpo;
  • stadio 4: il tumore ha colpito, fegato, polmoni e stomaco.

Come per tutte le patologie, sia quelle gravi che meno gravi, la collaborazione tra medici che hanno competenze diverse è fondamentale.

Tra il team di medici ed il paziente viene affrontato il problema ed insieme si arriva a stabilire la cura adatta al caso.

Ovviamente l'approccio è diverso in base alla stadiazione del cancro.

Uno stadio 1 e 2 prevede l'asportazione chirurgica della parte dell'esofago interessata dal cancro unitamente ai linfonodi se interessati.

Questa tecnica viene chiamata esofagectomia, preceduta dalla chemioterapia che ha il compito di evitare per quanto possibile la diffusione del tumore.

Nello stadio 3 si ricorre sempre alla chirurgia che prende il nome di esofagogastrectomia: viene asportata la parte malata dell'esofago, i linfonodi e la parte alta dello stomaco, preceduta sempre da cicli di chemioterapia.

In presenza di uno stadio 4 purtroppo una cura per la regressione della malattia non è fattibile.

Gli unici rimedi utilizzati per limitare la diffusione ulteriore del cancro e lenire i dolori, sono la radioterapia e la chemioterapia.

L'unico intervento chirurgico contemplato in questo stadio è per togliere i fastidi legati alla disfagia, la difficoltà nel deglutire.

In molti casi inoperabili, si ricorre ad uno stent, che altro non è che un piccolo tubo in metallo che serve per tenere aperto l'esofago e favorire la deglutizione.

Un altro tipo di terapia utilizzata per curare il tumore dell'esofago, quando è al primo stadio, è la terapia fotodinamica.

Nell'esofago viene iniettato un farmaco che rende l'organo particolarmente sensibile alla luce.

Viene poi inserito un laser, attraverso un endoscopio, che va a colpire direttamente le parti malate dell'esofago.

Chemioterapia

È la cura che viene utilizzata per uccidere le cellule maligne.

Può essere somministrata per via orale oppure per endovena.

È un farmaco molto forte che oltre ad uccidere le cellule malate, purtroppo colpisce anche quelle sane per cui il paziente va incontro a numerosi effetti collaterali:

  • nausea e vomito;
  • perdita di capelli;
  • ulcere in bocca;
  • debolezza e fiacchezza.

Tutti questi effetti vengono meno nel momento in cui si sospende la cura.

Radioterapia

È un'altra tecnica contro il cancro: riduce il tumore utilizzando fasci di energia ad alti dosaggi e riduce le sensazioni dolorose.

È la terapia più usata nel caso di tumore esofageo, in quanto facendo diminuire la dimensione del cancro, si favorisce la deglutizione evitando l'operazione chirurgica o l'inserimento di uno stent.

Anche la radioterapia ha degli importanti effetti collaterali che spariranno con l'interruzione della cura:

  • senso di fatica;
  • inappetenza;
  • macchie sulla pelle;
  • ulcere esofagee.

Purtroppo ci sono dei casi di disfagia molto importanti che possono mettere in serio pericolo la vita stessa del paziente, in quanto si potrebbero creare dei problemi legati alla denutrizione e disidratazione.

A questo problema se ne può aggiungere un altro che prende il nome di fistola tracheoesofagea.

In pratica il tumore si apre un varco tra l'esofago e la trachea: nel momento in cui il paziente cerca di introdurre cibo solido oppure liquidi, inizia a tossire impedendo la normale attività di masticazione che poi porta alla degenerazione fisica.

Per questi casi particolarmente gravi si utilizza un rimedio chiamato PEG.

La peg, altro non è che l'acronimo di gastrostomia percutanea endoscopica, si avvale di un tubo che viene collegato direttamente allo stomaco con un intervento chirurgico sull'addome.

Prevenzione

Come per tutte le malattie importanti o meno, è necessario prendersi cura del proprio corpo.

Evitare o limitare l'assunzione di tabacco e alcol, perdere peso in caso di obesità, fare una dieta equilibrata e tanto esercizio fisico, aiutano a prevenire l'insorgere di malattie importanti.

Nel momento in cui una persona si accorge di una presenza anomala nel proprio corpo, o avverte sintomi mai accusati prima, rivolgersi al proprio medico di famiglia è la soluzione migliore.

Cancro esofageo (sintomi e cura)

Malattie

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Cancro all'esofago

Tutto spiacevolmente vero

Per evitare il cancro all'esofago io seguo una dieta con poca carne, niente alcolici e fumo

Il mio papà è morto tre anni fa per il cancro all'esofago. Ha sofferto per molti anni di reflusso gastrico e acidità. Anch'io avevo lo stesso problema, per anni ho preso farmaci poi sono diventato vegetariano, non fumo e non bevo, mangio frutta in grandi quantità e i disturbi sono spariti, ho perso 17 chili nel giro di pochi mesi pur mangiando a sazietà, da tre anni non prendo più nessun farmaco. E' una dieta che consiglio a tutti. Meno carne (soprattutto rossa) zero alcool e niente fumo se proprio non riuscite a diventare vegani

Cancro e chemioterapia: meglio sempre sentire altri pareri medici

La Chemioterapia non è una cura, in questo tipo di malattia porta solo ad una veloce e dolorosa fine.
Per chi non ha ancora deciso come affrontarla consiglio vivamente più pareri
e domandate sempre ai medici se per loro stessi userebbero le stesse cure.
Nel nostro caso la maggior parte dei medici ha sconsigliato la chemioterapia , soprattutto prima dell'intervento , perchè rende troppo deboli a fronte di un intervento importante .

Cancro esofageo, cura e stile di vita alimentare corretto

sono d'accordo con Mirko per quando riguarda la cura e i pareri, e con Daino per lo stile di vita alimentare, che tutti noi dovremmo fare, anche per scongiurare altre patologie importanti.

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