Carbenia benicata, Cardo benedetto
Nome comune: Cardo santo;
Francese: Chardon bénit
inglese: Carduus plant
Famiglia: Asteraceae
Parte utilizzata: parti aeree della pianta.
Costituenti principali:
- 0,2-0,5% olio essenziale (cimene, fencone, citrale)
- sostanze amare (lattoni sesquiterpenici: cnicina).
- flavonoidi
- mucillagini
- sostanze minerali (K, Mg, Ca)
Attività principali: amaro-tonica; eupeptica.
Impiego terapeutico: turbe dispeptiche, disappetenza.
Per sviluppare al massimo tale proprietà le preparazioni a base di Cnicus benedictus, così come
avviene per ogni sostanza amara, devono essere assunte una mezz'ora prima dei pasti e sorseggiate lentamente, proprio per permettere di sviluppare l'azione riflessa attraverso la stimolazione dei recettori gustativi.
Curiosità:
- Nel XVI secolo era molto in voga, tanto che ne parlava anche Shakespeare, come potente rimedio contro la palpitazione. La pianta veniva definita il vero tesoro dei poveri e panacea per i padri di famiglia.
- «Gli antichi non ne hanno lasciato menzione. Narrano le cronache che verso la metà del 1400 quest'erba fu portata dalle Indie e regalata all'imperatore Federico III, come sovrano rimedio contro l'emicrania; e che il vantaggio ottenuto sull'imperiale ammalato le meritò quindi il predicato di benedetto»
Cardo benedetto...

Technorati: 






