Carthamus tinctorius o cartamo

Il carthamus tinctorius, o cartamo, come pianta dai vari usi e proprietà, è da considerarsi un tipo di cardo annuale, che presenta uno stelo centrale alto fino a 1,5 metri, con foglie spinose, di forma oblunga o ovato-lanceolate, cerose, e superiormente strette e dentate, mentre i fiori hanno un diametro che va dai 2, 7 ai 4 cm, di colore giallo-arancio o bianco o rosso, circondati da un gruppo di brattee spinose.

Carthamus tinctorius o cartamo

Carthamus tinctorius

La radice è tipicamente fittonante e si sviluppa molto in profondità (1-1,5 m). Ogni ramificazione termina con una infiorescenza a capolino che porta fino a 100 fiori, tutti tubulosi, circondati da bratte spinose. I fiori sono gialli, giallo-rossastri o anche bianchi. A fecondazione avvenuta (prevalentemente autogama) gli ovari dei fiori evolvono in acheni di colore bianco brillante che a maturità hanno un contenuto di acqua del 9%-10% ed uno di olio del 38%-40%. Le varietà più diffuse sono quelle con i fiori gialli o arancioni, ma sono note anche varietà di fiori rossi e bianchi.

Ricordiamo alcune varietà, tra le quali:

  • Gila: ad alto rendimento, adattano la loro crescita alle condizioni dell’Arizona.
  • Frio: una varietà molto tollerante al freddo, con contenuto di olio e proteine maggiore rispetto alla  varietà 'Gila'.
  • Ute:  la resa e la percentuale di olio è uguale alla varietà  'Gila', ma questa varietà è suscettibile alle malattie e al tipo di terreno.
  • Duel: molto tollerante al freddo, agli attacchi dei batteri, alla siccità, al gelo, ad un pH del terreno molto elevato. Varietà tipica dell’India.

Distribuzione del cartamo

Si crede che il cartamo abbia avuto origine in Asia meridionale ed è conosciuto per essere stato coltivato in Cina, India, Persia e in Egitto sin quasi dai tempi preistorici. Durante il Medioevo fu coltivato in Italia, Francia e Spagna, e subito dopo la scoperta dell'America, l’uso si diffuso anche in Messico e poi in Venezuela e Colombia. E' stato introdotto negli Stati Uniti dal 1925 ed è oggi coltivato in tutte le parti ad ovest del meridiano 100.

Coltivazione del carthamus tinctorius

La propagazione avviene per seme, ed i semi, di solito, sono pre-trattati con insetticidi e fungicidi.  Gli stessi macchinari usati per la raccolta dei piccoli granuli possono essere utilizzati anche per la semina, la coltivazione e la raccolta. Il seme deve essere piantato in un terreno preparato e completamente privo di semi, quando la temperatura del terreno è di circa 4,4 ° C e c’è abbastanza umidità. Il seme germina rapidamente a 15,5° C di temperatura. La pianta cresce in inverno e il raccolto è tipico in primavera. Il raccolto dovrebbe essere tenuto sotto controllo e bisogna monitorare l’azione degli agenti infestanti fino a poco prima della fioritura. Le esigenze di fecondazione sono determinate dalla fertilità naturale del suolo e dall'umidità disponibile. La semina nell'Italia peninsulare può essere fatta in autunno purché le temperature non scendano sotto i -7 °C: questa è la soglia massima di sopravvivenza delle piantine allo stato di rosetta. La semina autunnale è preferibile in quanto, anche se molto resistente all'aridità, si può proteggere la coltura dalla siccità estiva. La semina si fa a righe, distanti tra loro da 0,30 a 0,45 m con quantità dell'ordine di 25 kg ad ettaro, per assicurare 50 piante a metro quadrato. Una concimazione sufficiente è rappresentata da  60 – 70 kg ad ettaro di fosforo e 100 – 120 kg ad ettaro di azoto. La raccolta si fa a luglio-agosto, alcune settimane più tardi rispetto al frumento, quando le piante sono disseccate fin quasi alla radice e la granella non presenta più del 10% di acqua. Le rese conseguibili, nelle regioni siccitose dove il cartamo potrebbe trovare impiego, sono di 1,5 - 2 tonnellate  all'ettaro. Il cartamo prende il posto di orzo o altri cereali da foraggio a rotazione. Può essere coltivato come una consociata ad altre colture come quelle di patate, senape, papavero, orzo, frumento, semi di lino e grammo. L’oppio ed il cartamo abbinabili anche nella coltivazione, anche se le terre di oppio sono spesso concimate con sterco di vacca e cenere.

I fattori biotici

Il cartamo si riproduce per autoimpollinazione o con l'impollinazione incrociata. Pollini e nettari sono abbondanti grazie all’azione degli insetti. Il cartamo viene attaccato da molti funghi: Alternaria carthami, A. zinniae, Bremia lactucae, Cercospora carthami, Cercosporella carthami, Chaetomium globosum, collectorichum capsici, Corticium solani, Ectoctroma carthami, Epicoccum nigrum, Erysiphe cichoracearum, Fusarium acuminatum , F. solani, Gloeosporium carthami, Glomerella cingulata, Leveillula compositarum, L. Taurica, Macrophomina phaseoli, Macrosporium carthami, Marsonia carthami, Oidio carthami, Oidiopsis Taurica, Phyllosticta carthami, Phytophthora drechsleri, Tel. palmivora, Ph. parasitica , Puccinia carthami, Pythium debaryanum, P. oligandrum, Ramularia carthami, Sclerotinia sclerotiorum, Septoria carthami, Verticillium albo-atrum . E' altresì parassitato da Orobanche cernua e Striga lutea, e viene attaccato dal dal virus mosaico Chilli e dal virus mosaico del cetriolo. Lo Pseudomonas solanacearum, un batterio, lo attacca con altrettanta forza. Tra i nematodi, i seguenti sono stati isolati da cartamo: M. Meliodogyne e M. javanica. Vi sono anche molti insetti nocivi.

Chimica della pianta, cosa contieme la pianta ed i suoi semi

I semi di cartamo vengono utilizzati come mangime per il bestiame, poiché contengono una percentuale variabile del 18-24% di proteine, fino ad arrivare ad una percentuale massima di 28-50% di proteine. I semi contengono una percentuale del 32-40% di olio, proteine nella percentuale dell’11-17% e umidità pari al 4-7%. In 100 grammi di semi sono contenute 482 calorie, 4,8 grammi di acqua, 12,6 grammi di proteine, 27,8 grammi di grassi, 50,5 grammi di carboidrati totali, 25,1 grammi di fibre, 4,3 grammi di cenere, 126 mg di calcio, 310 mg di potassio, 9,7 mg di ferro, 0,59 mg di tiamina, 0,14 mg di riboflavina, 0,5 mg di niacina, e 0 mg di acido ascorbico. L'olio contiene l’1,5% di acido miristico, il 3% di acido palmitico, l’1% di acido stearico, lo 0,5% di acido arachico, il 33% di acido oleico e il 61% di acido linoleico. Il seme decorticato per l'alimentazione animale contiene l’8,7% di umidità, il 10% di grassi, il 45,4% di proteine, il 20,1% di carboidrati, l’8,3% di fibre, e il 7,5% di ceneri. I fiori di cartamo contengono cartamina che è rossa e insolubile in acqua, e cartamo giallo che è solubile in acqua.

Usi della pianta di cartamo

Il cartamo è coltivato per l'olio commestibile ottenuto dal seme. Esso contiene una maggiore percentuale di acidi grassi insaturi essenziali e una minore percentuale di acidi grassi saturi rispetto ad altri oli vegetali di semi commestibili. L'olio, di colore chiaro, è utilizzato in insalate e oli da cucina, nelle margarine, nei liquori, nelle candele, nei tessuti e come un olio di essiccazione per vernici, per linoleum e per la cera. I teneri germogli possono essere mangiati in insalata. I semi, commestibili e nutrienti, si mangiano arrostiti o anche fritto. L’olio di cartamo abbassa i livelli di colesterolo nel sangue e viene utilizzato per il trattamento di malattie cardiache. I fiori sono sempre stati fonte di coloranti giallo e rosso, ora in gran parte sostituiti da materiali sintetici, ma il colore rosso è tuttora in uso.

Proprietà della pianta e dei semi di carthamus tinctorius

I semi vengono utilizzati per i tumori, ma in particolare negli stati infiammatori del fegato. I fiori sono  considerati diaforetici, emmenagoghi, lassativi, sedativi, stimolanti, e sono utilizzati come sostituti o coadiuvanti dello zafferano nel trattamento di morbillo, scarlattina e altre malattie esantematiche. L’olio  di cartamo è usato per i reumatismi e le ferite, come diuretico e come tonico. In Cina, viene prescritto come astringente uterino nella dismenorrea. In Iran, l'olio è usato come un balsamo per le distorsioni e reumatismi.

Effetti collaterali e possibili controindicazioni del carthamus tinctorius

Sicurezza e tossicità: La dose massima giornaliera consentita è di 40ml/kg. Non produce effetti tossici o altri effetti collaterali pericolosi o letali.

Precauzioni per l'utilizzo: quest’erba dovrebbe essere evitata dalle donne in stato di gravidanza e non dovrebbe essere somministrato a chi è soggetto a sanguinamenti di vario tipo. Il cartamo non deve essere conservato per più di 12 mesi.  Il dosaggio è pari a 3 – 10 grammi giornalieri, nei decotti per trattamento  orale.

Proprietà ed utilizzo della pianta di cartamo (carthamus tinctorius).

Erbe officinali piante medicinali

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Proprietà del cartamo

Interessante la descrizione sulle proprieta' del cartamo.

Olio di cartamo

Molto chiara e interessante riguardo le proprietà dell'olio di cartamo. Lo adopero per il mio bassotto, forse per difendere il cuore, dopo aver letto la vostra descrizione lo userò anch'io essendo malata di cuore. grazie

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