Chitosano funziona?

Il chitosano funziona veramente? Il Chitosano esiste da lungo tempo, è conosciuto da lungo tempo ed è stato considerato sempre come una potente soluzione per la perdita di peso e tutti sanno che il chitosano viene estratto dalla Chitina, parola che deriva dal greco e significa “tunica”o “busta”, un polisaccaride che troviamo negli esoscheletri dei crostacei come aragoste, gamberi e granchi. Nel passato tuttavia, attorno al 1830, un uomo di cui non si conosce il nome, scrisse un documento che però faceva riferimento agli insetti.

Chitosano funziona?

Chitosano funziona

Notò che in essi era presente una sostanza simile alla Chitina, la stessa presente anche nel mondo vegetale e grazie a questa scoperta definì la Chitina una sostanza stupefacente.

Il chitosano funziona? Come funziona? Quanto è efficace il chitosano?

Dopo la comparsa della Chitina, un ricercatore di nome Rouget scoprì anch'esso, come altri studiosi, il Chitosano mentre stava sperimentando la Chitina. Rivelò di conseguenza,grazie ai suoi studi, che il composto di Chitina poteva essere rimaneggiato con l'ausilio di alcuni trattamenti di tipo chimico e di alterazione della temperatura in modo tale da trasformarlo in solubile. Altre scoperte sui principi della Chitina furono fatte poi nel 1878 da un altro studioso di nome Ledderhose il quale dichiarò di aver scoperto che la Chitina era composta da glucosamina e acido acetico ma in realtà fu solo nel 1894 che Hoppe – Seyler denominò la Chitina anche col nome vero e proprio Chitosano.

Dal ventesimo secolo iniziarono a farsi strada le prime vere ricerche di tipo scientifico fino a quando nel 1950 arrivò un sistema avanzato di analisi e cioè i raggi, i quali aiutarono gli uomini di scienza ad arrivare alla conclusione che anche nelle coltivazioni di funghi era presente la Chitina e solo grazie a sistemi e tecnologie più avanzate e affidabili permisero poi di scoprire che la Chitina era insita nelle pareti cellulari.
Il primo libro ufficiale invece venne pubblicato soltanto 140 anni dopo la prima osservazione che avvenne da parte dello studioso Braconnot e cioè nel 1951.

Successivamente, nei primi anni del 1960, si scoprirono ulteriori nozioni sul Chitosano e cioè la capacità di legarsi ai globuli rossi mentre negli ultimi 3 decenni viene impiegato negli impianti di depurazione delle acque appunto per disintossicarle ed inoltre in tutte quelle superfici ricche di grassi, oli e altre sostanze estremamente tossiche.

Al giorno d'oggi è conosciuto per l'appunto come integratore alimentare utile principalmente alle persone in sovrappeso anche se è stato già commercializzato e quindi conosciuto per circa 20 anni sia in Giappone sia in tutta Europa. Viene soprannominato spesso e volentieri,ancora oggi, come il “blocca grasso”.
Il Chitosano è perciò facilmente reperibile sul mercato in quanto si trova in un diverso numero di supplementi usati soprattutto, come già detto, per la riduzione del peso corporeo anche se ultimamente viene utilizzato in casi di emergenza, quando si reputa necessario, per il controllo di emorragie. Infine sono in corso di valutazione gli effetti antimicrobici del Chitosano nel campo della odontoiatria.

Il Chitosano è considerato una fibra speciale, chimicamente simile alla cellulosa, fibra vegetale, ed è infatti in grado di assorbire il grasso corporeo dalle sei alle dieci volte il suo stesso peso. Se lo si considera nella sua interezza, e cioè come sostanza, lo si può tranquillamente paragonare ad una fibra vegetale importante conosciuta con il nome di cellulosa. Adoperare il Chitosano come rimedio per la riduzione del peso può rivelarsi una buona scelta in quanto tale prodotto unendosi alle molecole di grasso del corpo e adattandosi ad alcune in particolare, può contribuire alla eliminazione delle stesse.

Un'altra buona nuova è, a detta dei produttori di Chitosano, che i grassi vengano eliminati addirittura prima che avvenga la metabolizzazione degli stessi nello stomaco. Contemporaneamente il Chitosano evita che le molecole di grassi inizino a depositarsi nei tessuti in quanto assumendo le sembianze di un gel aiuta a soffocare tempestivamente il grasso in eccesso. Una volta terminato questo passaggio il corpo umano reagisce producendo delle sostanze inerti che conseguentemente vengono espulse tramite la minzione e la defecazione.

Il Chitosano è perciò ben visto dagli acquirenti dato che è in grado di annodarsi con le molecole di grasso presenti nel corpo umano mutandole semplicemente in una struttura che il corpo non riesce ad assorbire. Questo ovviamente è reso possibile solo se il soggetto che decide di intraprendere questo tipo di terapia segue la giusta somministrazione prescritta.

Si deve considerare che l'assunzione del Chitosano deve essere fatta almeno 30-45 minuti prima del pasto, successivamente esso andrà a legarsi con alcuni dei grassi degli alimenti precedentemente assunti.
Il risultato sarà un polimero grasso di dimensioni maggiori rispetto al normale e ciò comporta una deficienza della parete intestinale nell'assorbire tale polimero ed è per questo che si avrà come risultato l'escrezione dal corpo.
Alcuni studi hanno altresì dimostrato che la vitamina C, e cioè l'acido ascorbico, aiuta ad attivare nello stomaco e nell'intestino il Chitosano assunto,ciò implica infatti la formazione di questo gel-assorbente di grassi.
In un esperimento condotto su alcuni ratti è stato reso necessario introdurre dell'acido ascorbico assieme al Chitosano per dimostrare che il grasso in eccesso veniva espulso con più consistenza rispetto ad una somministrazione di solo Chitosano, perciò si raccomanda l'importanza di assumere l'acido ascorbico puro in modo tale da aumentare gli effetti del Chitosano stesso. Si consiglia di non assumere acido ascorbico in quanto non sembra avere la stessa resa dimostrata con quello di tipo puro.

La funzionalità del Chitosano perciò risulta alquanto semplice,una volta attivo nello stomaco infatti si lega ad alcuni acidi grassi portandoli direttamente nel sistema digestivo senza però che vengano assorbiti in alcun modo. Questo permette di diminuire notevolmente la quantità di calorie digerite dal corpo.

L'uso corretto del Chitosano,o comunque di un integratore dietetico, va affiancato ad una sana dieta e ad un adeguato esercizio fisico affinché l'integratore svolga la sua naturale funzione risultando così efficace e contribuendo ad espellere i grassi in eccesso senza dimenticare che un uso corretto del Chitosano può migliorare i livelli dei trigliceridi e del colesterolo.

Oltretutto è importante annotare che, a differenza dei farmaci tradizionali ipocolesterolemizzanti, che sono ben conosciuti per i loro effetti collaterali come perdita di capelli, prurito e problemi di sonno, il Chitosano risulta essere molto più tollerato.

Le funzionalità del Chitosano non sono finite qui, in quanto è ben visto anche per la stimolazione delle proprietà dell'insulina. Per capire come funziona in questo frangente sono stati portati alla luce alcuni esperimenti, di fattura recente, sulla potenzialità del Chitosano nel prevenire il diabete nei topi, segnatamente in quelle forme di diabete legate all'obesità.

Si è infatti notato che il Chitosano sostiene l'insulina in quanto essa in primo luogo minimizza i livelli di glicemia nel corpo ma grazie all'effetto del Chitosano stesso assunto, esso aiuta a ridurre il livello di zuccheri nel sangue portando perciò ad un'ulteriore affermazione che le funzionalità di tale prodotto sono piuttosto variegate.
In conclusione sappiamo che il Chitosano ha un'azione bilanciante sulle cellule che producono insulina e effettivamente il lavoro di quest'ultima risulta essere sostanzialmente valido nel momento in cui si debba ridurre la glicemia nel corpo umano.

Il chitosano secondo diversi studi funziona veramente.

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