Chitosano omeopatia

Il chitosano si utilizza in omeopatia? Il Chitosano è similare alla fibra vegetale, di difficile digeribilità dal corpo umano e se ingerito per via orale il Chitosano tecnicamente funziona come una spugna che assorbe il grasso, questo perché il Chitosano attraversando il tubo digerente ha la capacità di assorbire dalle quattro alle sei volte la sua stessa massa. Il risultato è abbastanza banale, il grasso viene trovato e catturato senza che esso venga metabolizzato e immagazzinato dall'organismo umano come grasso in eccesso.

Chitosano omeopatia

Chitosano e omeopatia

Il chitosano aiuta ed è efficace nelle diete dimagranti:

Le sue incredibili potenzialità permettono che un individuo si possa cibare tranquillamente di alimenti grassi rimanendo però al contempo sani e privi di qualsiasi disturbo, ovviamente con l'utilizzo del Chitosano in una opportuna dieta. In tali termini si può tranquillamente mangiare ciò che si vuole senza rinunciare anche a quei piccoli spuntini di metà giornata, un duplice beneficio quindi.

Sfortunatamente è stato dimostrato che il Chitosano non può letteralmente curare una malattia cronica come il mangiare eccessivo e a tutte le ore della giornata, è però uno strumento corretto per dare una marcia in più alla dieta cui ci si sta sottoponendo.

Il consiglio che di norma si da ai soggetti che prendono visione del Chitosano è che non lo assumano oltre i quindici giorni circa di fila. Una delle problematiche, ma di semplice risoluzione, del Chitosano è che mentre assorbe i grassi in eccesso dall'organismo elimina le vitamine che sono solubili nei grassi, vitamine di cui il nostro corpo necessita.

Tali vitamine sono la vitamina E, A, D e K. Per ovviare a tale questione è necessario perciò integrare alla dieta delle vitamine solubili e degli acidi grassi essenziali.

Chitosano ed omeopatia:

Considerando ora la questione dell'omeopatia sappiamo che il nostro organismo con l'omeopatia cerca di stimolare la capacità di sanare se stesso, configurando prima sostanze altamente diluite a dosi però molto basse.

Questa terapia, questo metodo è stato sviluppato da un medico tedesco alla fine del 18° secolo, di nome Christian Hahnemann il quale enunciò successivamente due prinicipi fondamentali.

Il primo principio è detto di similitudine e afferma che una patologia può essere curata tramite una sostanza che produce una sindrome simile nelle persone sane, anche se tale affermazione è stata ulteriormente articolata sempre dallo stesso Hahnemann in quanto il medesimo aveva continuamente ingerito la corteccia di China, che non era altro che un trattamento di considerazione popolare per trattare la malaria ed infatti scoprì successivamente che tale medicamento aveva portato gli stessi sintomi della malattia.

Quindi questo scienziato aveva teorizzato che se una determinata sostanza può indurre ad avere i sintomi di una malattia in una persona completamente sana, modiche quantità potevano infatti alleviare un malato che aveva gli stessi sintomi.

L'altro principio fondamentale invece è il principio di diluizione che afferma che più si riduce la dose del farmaco maggiore sarà la sua efficacia.

Le sostanze vengono fortemente diluite in omeopatia, però ciò avviene in maniera graduale e tale procedura viene battezzata “dinamizzazione”. Questo criterio trasmette in sostanza un certo tipo di informazione o una certa energia proveniente dal composto originale nella sostanza finale che risulta diluita. La stragrande maggioranza dei rimedi omeopatici sono talmente diluiti che le molecole del farmaco originale non permangono, tuttavia si è sicuri che il composto di partenza ha lasciato una sua impronta nel prodotto finale che ha il compito quindi di stimolare il corpo a guarire se stesso.

Le persone in omeopatia, comunque, vengono aiutate solamente sulla base di anamnesi genetica e personale, sulla base della tipologia del corpo e dei sintomi che si presentano nonché in base allo stato emotivo e mentale ed è per questa serie di misure che la visita di un solo paziente può durare anche delle ore. I trattamenti di rimedio sono individuali e su misura per ogni tipo di persona e non è affatto raro incontrare soggetti che presentano gli stessi identici sintomi ma che vengono curati con rimedi totalmente differenti.

Tali rimedi omeopatici sono derivati dalle sostanze presenti in natura, frequentemente vengono utilizzate le piante, ma anche minerali e talvolta sostanze che provengono dal mondo animale.

Gli elementi utilizzati più comunemente sono la cipolla rossa, l'arnica che è una erba di montagna, impianti di ortica e per ultima ma non meno importante la Chitina o Chitosano.

Il Chitosano è un valido aiuto nel perdere peso e con l'omeopatia vi è uno stretto legame.

Alcuni farmaci, di tipo non tradizionale, come gli integratori alimentari, non vengono prescritti dai dottori di medicina tradizionale per combattere l'obesità ed è per questo che si ricorre spesso ad un trattamento filosofico sull'obesità e per l'omeopatia. Alcuni di questi farmaci naturali sono l'olio di semi di lino mentre quello maggiormente considerato è proprio il Chitosano in quanto aiuta a regolare le funzioni digestive in maniera corretta.

E' importante sapere che con qualsiasi trattamento che comporta una soluzione omeopatica che coinvolge integratori alimentari o rimedi a base di erbe è necessario avere un consulto col medico per verificare che siano sicuri per l'organismo.

L'obesità è un fattore grave di rischio per oltre 30 patologie che portano a forti debilitazioni e condizioni di estrema pericolosità. L'omeopatia e quindi il Chitosano possono sicuramente provvedere a dare un ausilio di non poco conto per affrontare diverse patologie.

Il chitosano viene impiegato anche in omeopatia.

Naturale benessere

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