Dove si trova il Chitosano

Dove si trova e dove si compra il chitosano? La reperibilità del chitosano è altissima, si può comprare in erboristeria o in qualsiasi farmacia scegliendo il migliore (rapporto qualità prezzo) tra moltissime varie marche, mentre in natura, il chitosano è uno zucchero che, grazie a determinati processi di estrazione, viene ricavato dallo scheletro rigido, o guscio, dei frutti di mare che principalmente sono i granchi, le aragoste e i gamberi ed ovviamente altri tipi di crostacei. Veniva utilizzato in ambito medico ed è tutt'ora presente sotto forma di svariati composti per il trattamento di diverse patologie.

Dove si trova il Chitosano

Dove si trova il Chitosano

E' utilizzato solitamente per curare l'obesità, ma si propone anche di curare il livello di colesterolo alto, il morbo di Crohn e la malattia di AOS. Durante le complicanze che l'insufficienza renale porta ai pazienti, talvolta il Chitosano è stato di gran aiuto, soprattutto in quei soggetti che devono affrontare spesso le procedure della dialisi.

Viene inoltre consigliato anche nei casi in cui si manifestano perdita di forza e di appetito nonché prescritto per chi soffre di disturbi del sonno, più comunemente conosciuti come insonnia.

Nella storia del Chitosano si trovano svariati impieghi di esso, alcune persone lo applicavano, e lo fanno tutt'ora, sulle gengive per il trattamento delle infiammazioni che possono portare poi irrimediabilmente alla parodontite e cioè alla perdita dei denti. Sempre ad uso orale sono rintracciabili le gomme da masticare contenenti Chitosano, utili nel prevenire le carie e la placca dentale.

Nella sua produzione farmaceutica il Chitosano è usato come vettore di farmaci a rilascio controllato per migliorare il dissolvimento di alcuni farmaci oppure per camuffare i gusti amari di medicine ad assunzione orale.
La Chitina, sostanza dalla quale se ne deriva poi il Chitosano, è un polimero che si può trovare nei gusci dei coleotteri e persino nelle ragnatele dei ragni.

E' inoltre presente, e quindi la si trova anche piuttosto facilmente, nell'ambiente vegetale e animale in svariate forme ed è essenzialmente paragonabile alla cellulosa perché ne è stata dimostrata la loro somiglianza nella struttura molecolare. La diversità è che la cellulosa contiene un gruppo di idrossi mentre la Chitina contiene acetamide.

La Chitina è in sostanza un polimero naturale e viene comunemente trovato anche in una combinazione di elementi che già esistono in natura.

I granchi, i coleotteri, i vermi, i funghi: la Chitina si trova in una moltitudine di componenti presenti sulla terra da milioni e milioni di anni. Inoltre essa è facilmente adattabile tanto che alcuni insetti e animali ne sfruttano le sue funzionalità per costruire o consolidare il loro guscio protettivo, mutandolo però una volta all'anno.

La Chitina è perciò una sostanza molto resistente; animali e insetti se ne servono per proteggersi da agenti atmosferici o da altri animali. In base al suo spessore la Chitina può essere rigida o subire qualche cedimento ma solitamente gli insetti che la adoperano trovano utile assemblare diversi strati rigidi di Chitina.

Nella fattispecie, oltre ad essere una molecola presente in natura, la Chitina si ritrova anche nei fondali marini e poiché molte creature marine sono predisposte ad avere un determinato tipo di rivestimento (conchiglia) ci si aspetterebbe di recuperare ogni anno quantità spropositate di Chitina negli oceani e nei mari in generale ma così non è.

Nelle acque degli oceani crescono e vivono batteri di dimensioni ridotte che sono in grado di attrarre piccole catene di zuccheri provenienti dai gusci dei crostacei che durante i periodi di muta hanno abbandonato. Questi batteri sono i Vibrio Furnisii che, appena scoprono la presenza ti tali scarti di gamberi, granchi, ecc., producono una serie di enzimi atti a svolgere il compito di integrazione della Chitina presente nei gusci.

Il loro modo nel condurre tale attività è assai interessante; si svolge in 9 fasi, di norma fino a quando questi batteri non riescono a ridurre la Chitina principalmente in una catena di zuccheri semplici e ammoniaca.

Questa sorta di “raffineria sottomarina” potrebbe essere riprodotta fedelmente anche dagli scienziati per ottenere quindi la Chitina e conseguentemente il Chitosano ma purtroppo tale procedimento presenta delle implicazioni di non poco conto. Attivando tale metodologia infatti gli scienziati si ritroverebbero di fronte ad una serie di ripartizioni di diversi materiali o, nel peggiore dei casi, di materiali estranei alla produzione di Chitina.

Discorso diverso invece per quanto riguarda le piante. Nel caso in cui infatti si volesse intraprendere tale studio sulle piante si innescherebbe una risposta immunitaria, semplicemente utilizzando le molecole che rilascia la Chitina dall'esoscheletro dei crostacei.

Come già detto, la Chitina ha come derivato il Chitosano. Esso, oltre che essere impiegato nel campo della medicina naturale, viene spesso utilizzato per tingere le magliette e i jeans, quindi è parte stessa del settore dell'abbigliamento.

Il processo con il quale si trova il Chitosano è denominano N – deacylation ed è grazie anche a questa scoperta se il Chitosano viene introdotto nei programmi di dieta degli individui in sovrappeso o che manifestano una certa obesità e a dispetto di ciò alcuni ricercatori stanno trovando il modo di introdurre prudentemente tale composto nella cura di alcune patologie.

Comunque sia la Chitina e il Chitosano mostrano una leggera differenza a livello molecolare.

Il Chitosano contiene un gruppo amminico, o per meglio definirlo un gruppo di carboni non legati all'ossigeno mentre la Chitina contiene un gruppo ammidico.

Al giorno d'oggi, viste le particolari proprietà accertate oramai da centinaia di anni, la Chitina stessa è oggetto di interesse negli esperimenti medici.

Viene spesso applicata per esempio nelle ferite umane e nei tagli chirurgici accelerando sensibilmente il processo di guarigione della pelle.

Possiamo inoltre trovare un certo tipo di Chitina sotto forma di miscela acida che se applicata alle ustioni accelera anche in questo caso il processo di guarigione.

Tra le altre cose è stato meticolosamente dimostrato che la Chitina – Chitosano è in grado di sostenere il sistema immunitario durante il trattamento di alcune malattie ed anche nel mondo vegetale viene usato per rafforzare il sistema immunitario delle piante durante la loro crescita.

Per ultima, troviamo il Chitosano anche nella produzione di vegetali da terra in quanto esso viene immesso in un seme inducendo una protezione commisurata all'interno della pianta mantenendo quindi una crescita stabile del vegetale.

Acquistare un supplemento alimentare a base di chitosano è molto semplice.

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