Citomegalovirus

Il Citomegalovirus fa parte di un gruppo di virus herpes che hanno la facoltà di attaccare e “allargare” le cellule epiteliali. Questi virus hanno inoltre la possibilità di causare nei bambini una malattia caratterizzata dalla disfunzione circolatoria e microcefalia. Il Citomegalovirus è anche conosciuto col nome “virus della malattia viscerale”.

Citomegalovirus

Citomegalovirus


Citomegalovirus


Cos'è il Citomegalovirus?

Il CMV, o altrimenti conosciuto come Citomegalovirus, è per l'appunto un virus piuttosto comune che ogni anno colpisce un gran numero di persone. L'infezione da Citomegalovirus generalmente è una problematica che non si presenta con disturbi di tipologia grave, anzi, viene considerata una infezione innocua e solo in rare occasioni causa la malattia. Infatti un soggetto che presenta un sistema immunitario sano non incontrerà difficoltà nel tenere sotto controllo il virus, bensì un sistema immunitario “corrotto” e seriamente indebolito lascerà che il virus diventi attivo sviluppando perciò la malattia da CMV. Per entrare nel dettaglio, il Citomegalovirus è un agente facente parte della famiglia herpesvirus; questo gruppo presenta pertanto altri virus che sono la causa della varicella, della mononucleosi infettiva, febbre e dell'herpes genitale. Tutti questi effettivi virus hanno altresì la possibilità di permanere in un organismo per tutta la vita in una condizione definita dormiente, tuttavia una plausibile prima infezione da CMV o Citomegalovirus non provoca solitamente sintomi, anzi il virus stesso continua a vivere all'interno dell'organismo senza causare danni e senza che vi sia lo sviluppo della malattia. Difatti raramente accade che il virus svolga una funzione attiva e ciò succede solamente quando l'individuo va incontro ad un indebolimento del sistema immunitario che quindi non è più in grado di gestire il virus.


L'infezione da Citomegalovirus

I medici e gli specialisti hanno avuto la possibilità di riconoscere tre tipologie cliniche del Citomegalovirus. L'infezione da Citomegalovirus difatti si presenta come una malattia dei neonati, che ha la particolarità di variare d'intensità. Può non generare alcun sintomo ma può anche rivelarsi una malattia grave del fegato, della milza e del sistema nervoso centrale, provocando anche successivi disturbi dello sviluppo. Si conosce poi l'infezione da Citomegalovirus acuta, la quale è molto simile alla mononucleosi infettiva, che genera febbre nell'individuo, una sensazione di malessere, dolore scheletrico – muscolare, senza però contrarre mal di gola. Infine esiste l'infezione da Citomegalovirus in quei soggetti immunocompromessi, come ad esempio in quelle persone che hanno avuto un trapianto di organi o che soffrono di HIV, dove il rischio di contrarre infezioni oculari serie aumenta, quindi le retinite da Citomegalovirus, oppure la gastrointestinale da Citomegalovirus e l'encefalite.


Citomegalovirus nei bambini

Durante l'infanzia il Citomegalovirus è generalmente asintomatico. Tuttavia il Citomegalovirus nei bambini gode di estremo interesse proprio perché i bambini possono trasmettere questo virus, l'infezione, ai genitori oppure ad altre persone con i quali entrano in contatto, per esempio all'asilo in età prescolare. Il Citomegalovirus può ritenersi un serio pericolo per lo sviluppo del feto, infatti il bambino potrebbe nascere affetto da ritardo mentale e disabilità fisiche.

Il Citomegalovirus dunque è la causa più comune dei disturbi legati alla nascita, disturbi meglio conosciuti con la sindrome di Down. Ad esempio, ogni anno si stima che circa 5.000 bambini americani nascono con ritardi mentali e/o disabilità fisiche causate dall'infezione del Citomegalovirus.

Citomegalovirus sintomi bambini

Un gran numero di bambini, la maggior parte di essi, affetti da Citomegalovirus dalla nascita non sviluppano sintomi o disabilità. Nei casi ove questi siano presenti però, solitamente possono ritenersi sintomi passeggeri, ma altri soggetti possono invece sviluppare uno stato permanente dei sintomi. I sintomi o le disabilità possibili causate dal Citomegalovirus pertanto possono essere di due tipi, o temporanei oppure permanenti. Dei temporanei conosciamo le problematiche al fegato, alla milza, l'Ittero e cioè sviluppo di occhi gialli e pelle gialla, macchie della pelle di color viola, problematiche polmonari, problematiche alla nascita relative alle dimensioni ridotte del bambino al momento del suo giorno di nascita e convulsioni. Per quanto riguarda ora i sintomi o le disabilità permanenti si enunciano la perdita dell'udito, la perdita della vista, una certa disabilità mentale, una mancanza di coordinamento, una struttura della testa di dimensioni piccole, convulsioni e il più grave la morte.

E' da riconoscere tuttavia che alcuni bambini non presentano sintomi anche a mesi o addirittura anni dalla nascita, e i più comuni sintomi “ritardatari” coinvolgono l'apparato uditivo e quello visivo, quindi con possibili cecità o perdita dell'udito.


Citomegalovirus congenito bambini

I bambini affetti dal Citomegalovirus congenito hanno maggiori probabilità di incorrere in disabilità permanenti e sintomi che peggiorano nel caso il bambino presenti i sintomi dell'infezione da Citomegalovirus dalla nascita. In quei bambini che però paiono sani al momento della nascita possono col tempo perdere l'udito e la vista a causa del Citomegalovirus congenito. Proprio per questo motivo, se è conosciuta l'infezione da Citomegalovirus nel bambino, è importante prender atto regolarmente delle capacità uditive e visive dell'individuo tramite apposite verifiche evidenziate da precisi specialisti.


Citomegalovirus malformazioni

Il Citomegalovirus è stato oggetto di numerosi studi scientifici, ossia è stato ipotizzato di avere un'influenza teratogena durante lo spostamento delle cellule neuronali durante il periodo gestazionale. Alcuni studi hanno tentato di esaminare la prevalenza dell'infezione da Citomegalovirus congenita in gruppi di bambini che presentavano malformazioni, cerebrali o fisiche o neurologiche. Il sangue dei bambini oggetti degli studi viene prelevato e sottoposto ad analisi, bambini che presentano comunque malformazioni cerebrali o altri tipi di malformazioni. In alcuni bambini è stata dimostrata la presenza del DNA del Citomegalovirus, soggetti che presentavano già malformazioni cerebrali, affetti da ritardo mentale, autismo, paralisi cerebrale spastica, epilessia e sordità. Pertanto in base ad alcuni studi effettuati, il numero delle infezioni da Citomegalovirus presenti nei bambini con malformazione era più alto di quanto previsto in precedenza, tuttavia è stato concluso che l'origine del Citomegalovirus in bambini malformati è sconosciuta.


Citomegalovirus durata

La durata della malattia da Citomegalovirus nei bambini infettati nel grembo materno, durante il parto oppure infettati attraverso l'allattamento al seno può cambiare molto. Alcuni soggetti neonati posso infatti morire a causa dell'infezione mentre altri possono non mostrare effetti duraturi nel tempo. La prognosi quindi dipende da una moltitudine di fattori, i quali dovrebbero essere perciò visionati da uno specialista. Negli adulti, invece, con un sistema immunitario sano ma già infettati dal Citomegalovirus possono non presentare alcuna problematica in quanto il virus in se permane inattivo, i sintomi dell'infezione infatti non si svilupperanno. Negli individui con un sistema immunitario indebolito che sviluppa l'infezione da Citomegalovirus, un'infezione che può essere primaria o semplicemente “riattivata”, hanno spesso bisogno di terapie lunghe le quali volgono a migliorare e rendere più equilibrato il sistema immunitario cosicché sia in grado di combattere qualsiasi virus invasore, anche il Citomegalovirus.


Citomegalovirus trasmissione (come avviene il contagio)

La trasmissione del Citomegalovirus può avvenire in differenti modi. Attraverso il contatto intimo, come i semplici baci, la trasfusione di sangue infetto o il trapianto di un organo infetto. In ogni caso la trasmissione del Citomegalovirus è più diffusa in quei soggetti che hanno più partner sessuali. Per quanto riguarda i neonati la trasmissione del virus può avvenire nell'utero attraverso il sangue materno, oppure durante la nascita nel momento in cui il neonato entra in contatto con un tratto genitale materno infetto. Accade anche che dopo la nascita l'infezione da Citomegalovirus sia trasmessa per conto del latte materno. La trasmissione del Citomegalovirus dunque è assai vasta, si deve infatti sapere che il virus può essere presente nel sangue, nelle urine, nella saliva, nelle secrezioni respiratorie, nelle lacrime, nelle feci, nel seno, nel latte, nello sperma e nelle secrezioni cervicali. Pertanto è quanto mai utile prestare la massima attenzione nei casi di Citomegalovirus.


Citomegalovirus conseguenze

Il Citomegalovirus si manifesta in differenti modi a seconda dell'età e dell'immunocompetenza del soggetto. Le infezioni asintomatiche comunque sono le più comuni tra gli adulti sani, nei giovani adulti invece le conseguenze del Citomegalovirus portano ad una possibile mononucleosi infettiva, detta sindrome, con sviluppo di febbre, poi la linfoadenopatia e la linfocitosi relativa. Nella fattispecie la sindrome da Citomegalovirus presenta sintomi che possono essere più sistemici, con conseguente febbre e ingrossamento dei linfonodi. Se sottoposti a esami ematologichi i soggetti mostreranno una linfocitosi relativa con oltre il 50% dei globuli bianchi composti da linfociti. Il 10% o anche più sono linfociti atipici. Il Citomegalovirus tuttavia è la conseguenza, tra l'altro la più comune, di un trapianto di midollo osseo, ma anche lievi alterazioni della funzionalità epatica sono piuttosto usuali, mentre una grave epatite o ittero è già qualcosa di più raro.


L'Epatite da Citomegalovirus

L'epatite è generalmente osservata in quei soggetti che presentano un'infezione da Citomegalovirus o dalla Mononucleosi. I test di funzionalità epatica quando redatti hanno mostrato leggeri aumenti degli enzimi epatici. La prognosi risulta tuttavia buona solamente nei casi di soggetti immunocompetenti. Per quanto concerne l'Epatite da Citomegalovirus è stato appurato che può causare un coinvolgimento granulomatosa. Il Citomegalovirus è comunque la causa più importante di Epatite in individui immunocompromessi, nella fatti specie il 20% di soggetti che hanno intrapreso il trapianto allogenico di fegato hanno sviluppato l'Epatite da Citomegalovirus. L'infezione da parte del virus quindi può causare uno squilibrio nella normale funzionalità del fegato, con la formazione successiva di una già menzionata plausibile Epatite.

Epatite da Citomegalovirus conseguenze

I soggetti che hanno contratto l'Epatite da Citomegalovirus hanno sviluppato poi febbre, aumento degli enzimi epatici e iperbilirubinemia, in pratica una condizione per la quale vi sia un elevata quantità di bilirubina nel sangue. La bilirubina, che è un elemento di scarto dei globuli rossi, causa ingiallimento della pelle e degli occhi, disturbi meglio conosciuti col nome di Ittero. Un'Epatite grave invece può coinvolgere un soggetto ad una insufficienza epatica.


Retinite da Citomegalovirus

Nei soggetti immunocompromessi, la riattivazione del Citomegalovirus latente o l'infezione primaria dallo stesso possono causare l'infezione di diversi sistemi di organi. Nell'apparato visivo, negli occhi cioè, si presenta una necrotizzante retinite virale con aspetto oftalmoscopico. Se non opportunamente e correttamente trattata la retinite da Citomegalovirus peggiora, essa progredisce causando la perdita inesorabile della vista e quindi relegando il soggetto compromesso ad una condizione di cecità. Seppur la retinite da Citomegalovirus è stata contratta dopo la nascita, è più comunemente osservata nei soggetti con sindrome di immunodeficienza acquisita, l'AIDS, negli individui sottoposti a trapianto o in quelle persone che assumono farmaci immunosoppressori. Sono tutti individui da considerarsi a rischio. Gli agenti antivirali tuttavia sono elementi importanti, se prestati localmente, in maniera sistemica o in combinazione, possono al giorno d'oggi ritardare o addirittura arrestare la progressione della patologia. Inoltre una terapia antiretrovirale altamente attiva per l'infezione da HIV ha mostrato risultati alquanto superbi che hanno rivoluzionato il trattamento della retinite da Citomegalovirus dando la possibilità di ricostituire il sistema immunitario in un numero sempre più elevato di individui.


Mononucleosi e Citomegalovirus

La causa della Mononucleosi è il virus di Epstein – Barr Virus, esso infatti provoca la Mononucleosi nel'85% circa dei casi. Quando l'Epstein – Barr Virus è il motivo dell'insorgenza della Mononucleosi, viene automaticamente considerata come Mononucleosi infettiva. La metà di tutti i bambini affetti dal virus Epstein – Barr prima dei 5 anni non accusano prima di questa età alcun sintomo, mentre contrarre l'infezione in età adolescenziale porterebbe alla comparsa di probabili sintomi.

Dopo esser stati infettati dal virus che causa la Mononucleosi, esso permarrà nell'organismo per tutta la vita e generalmente non vi sono sintomi ulteriori, se non fosse per il fatto che nella saliva ogni tanto si possono produrre particelle virali che possono trasmettere l'infezione dall'Epstein – Barr Virus ad altre persone. Per quanto riguarda adesso il Citomegalovirus è risaputo che è un virus molto comune. Difatti all'incirca l'85% della popolazione Americana è stata infettata nel momento in cui raggiungono l'età adulta. Come con l'Epstein – Barr Virus il Citomegalovirus non comporta l'insorgenza di sintomi, e solitamente essi si manifestano solo se si viene infettati in età adolescenziale. Il mal di gola, il gonfiore delle ghiandole linfatiche sono i sintomi meno comuni nei soggetti che presentano il Citomegalovirus, mentre negli individui affetti dalla Mononucleosi i sintomi si manifestano ma di tipologia diversa. Quando il Citomegalovirus causa la Mononucleosi, tale malattia viene definita sindrome da Mononucleosi o Mononucleosi del Citomegalovirus.


Citomegalovirus anticorpi

Dopo l'infezione da Citomegalovirus le risposte umorali e cellulari per il Citomegalovirus possono essere prese in considerazione. I test sierologici per gli anticorpi igg e igm per il Citomegalovirus sono essenziali e utili per far si che si possa distinguere una condizione acuta . Inoltre si rivelano utili nel determinare lo stato degli anticorpi del Citomegalovirus per un trapianto. La prevalenza di anticorpi CMV si differenzia a seconda dell'età; il Citomegalovirus igg può essere rilevato dal 40% al 79% degli adulti sani nei paesi sviluppati mentre si va dal'80% al 100% degli adulti sani nei paesi in via di sviluppo. In quei paesi avanzati l'infezione generalmente ritarda sino all'età adulta, per esempio a Kansas City soltanto il 25% delle persone sane di età compresa tra i 18 anni e i 23 anni sono sieropositivi, rispetto ad un 89% di adulti di 60 anni di età o più. La categoria delle donne ha una prevalenza di anticorpi in numero maggiore rispetto alla categoria degli uomini, di qualsiasi età si prenda considerazione. La maggioranza degli adulti immunocompetenti hanno livelli rilevabili di Citomegalovirus igg.

Citomegalovirus anticorpi dubbio

Ma per diagnosticare un'infezione acuta e eliminare qualsiasi dubbio è necessario testare gli anticorpi igm per CMV. La risposta degli anticorpi nelle infezioni primarie da parte di soggetti sani comporta inizialmente un aumento dei livelli di igm, seguito poi da un aumento di igg. L'anticorpo igm si sviluppa entri i primi 10 giorni dopo l'infezione e permane per un massimo di 4 mesi circa. Invece, entro due o tre settimane dopo la comparsa dei sintomi il livello igg può essere rilevato. La risposta igg è confortante e i livelli di esso rimangono costanti. Tuttavia nei casi atipici i livelli igm possono ripresentarsi con diverse particolarità. Generalmente infatti una infezione dormiente che si attiva o la riattivazione della stessa porta alla ricomparsa del valore igm.

Consigli e considerazioni finali sul citomegalovirus

Se si considera la categoria delle donne è utile sapere che possono essere presi provvedimenti per ridurre il rischio di esposizione al Citomegalovirus. Questa considerazione va fatta perché la condizione della donna appare assai più delicata nel momento in cui è in gravidanza. Ciò è dovuto al fato che il feto può contrarre l'infezione dal Citomegalovirus durante il periodo della gravidanza dalla madre, rendendosi quindi involontariamente un possibile futuro portatore del virus e perciò un potenziale trasmettitore dello stesso. Per combattere e prevenire il Citomegalovirus, la donna dovrebbe innanzitutto seguire alcuni semplici regole in quanto la saliva e l'urina possono contenere facilmente il virus. Il lavarsi le mani spesso con acqua e sapone per almeno un 20 secondi si reputa un'azione necessaria, ma quando il bambino nasce tale regola dev'essere tenuta ancora più in considerazione nel momento in cui si cambia il pannolino al neonato, prima di prepararli il pasto ma comunque nuovamente prima di alimentarlo e prima di pulirli il naso o la bava. Cosa importantissima è quella di non condividere assolutamente il cibo, le posate, le bevande che poi useranno i bambini, oppure adoperare il ciuccio applicandolo alla propria bocca e ancora più importante non condividere lo spazzolino da denti. Il contatto con la saliva è da evitare categoricamente mentre le superfici che magari vengono a contatto con l'urina o la saliva vanno opportunamente igienizzate.

Consigli e considerazioni sul citomegalovirus.