Citomegalovirus ed il fegato

Data la variabilità con cui si presenta il Citomegalovirus è opportuno considerare le rispettive problematiche annesse del fegato.

Citomegalovirus e complicazioni per il fegato? Sopratutto in soggetti che hanno subito un trapianto di fegato è opportuno e necessario determinare alcuni parametri per meglio comprendere le possibili conseguenze che il Citomegalovirus comporta a livello del fegato. Il Citomegalovirus si è dimostrato di venir considerato un patogeno molto importante in individui che hanno subito un trapianto di fegato.

Citomegalovirus ed il fegato

Citomegalovirus ed il fegato

Una presenza di una infezione primaria e l'uso di anticorpi hanno dato la possibilità di capire come essi possano rendersi dei fattori di rischio per l'infezione sintomatica. Quest'ultima è un'infezione clinicamente simile a quella da Citomegalovirus in gruppi di soggetti che hanno subito un trapianto di fegato eccetto il fatto che l'infezione del fegato può divenire molto più pericolosa in chi riceve il fegato stesso. Per ovviare a diverse problematiche relative a tali condizioni la prevenzione contro l'infezione da Citomegalovirus ha fatto enormi passi avanti avvalendosi di vaccinazioni, profilassi con preparazioni di immunoglobulina  policlonale, l'uso di immunomodulatori come gli interferoni e la profilassi antivirale con Aciclovir.

Tuttavia tale metodologia viene condotta sul rene o nei riceventi del midollo osseo e in alcuni casi potrebbero non ritenersi idonee nell'applicazione ai destinatari del fegato. Al momento però vengono svolti innumerevoli studi su esseri umani su come l'immunoglobulina monoclonale e il Ganciclovir possano agire sul fegato, però al momento non sono possibili raccomandazioni specifiche circa il loro utilizzo per la profilassi.

Citomegalovirus fegato, enzimi e test di funzionalità epatica

Il Citomegalovirus potrebbe aver a che fare con un plausibile aumento degli enzimi epatici. Ciò viene dedotto in base ad una certa sintomatologia che un probabile soggetto potrebbe manifestare.

I sintomi più ricorrenti sono :

  • stanchezza;
  • aumento di peso;
  • sensazione di gonfiore allo stomaco;
  • dolore a piedi;
  • dolore alle ginocchia;

Per evidenziare eventuali problematiche relative a livelli enzimatici non adeguati è raccomandabile eseguire dei test di funzionalità epatica, inoltre è importante ricordare che i bevitori di alcol o gli alcolisti potrebbero necessitare di una adeguata cura di disintossicazione o di una severa astensione dagli stessi in quanto determinare la causa di problematiche relative agli enzimi al Citomegalovirus è già di per se un percorso assai arduo. Generalmente comunque gli specialisti consigliano e raccomandano di evitare qualsiasi tipo di farmaco per constatare regolarmente i livelli degli enzimi tramite test appositi che non sempre possono dare risultati uguali.

Il Citomegalovirus e l'epatite

L'infezione da Citomegalovirus può causare diverse complicazioni a livello del fegato, come appunto l'insorgenza dell'epatite.

Gli individui perciò che presentano il Citomegalovirus e l'epatite svilupperanno una serie di disturbi che sono:

  • febbre alta;
  • aumento degli enzimi epatici;
  • iperbilirubinemia, cioè un disturbo che si manifesta con alti livelli di bilirubina nel sangue;

Inoltre, purtroppo, può accadere che si presenti un ingiallimento della pelle e degli occhi, una condizione meglio conosciuta con l'appellativo di ittero.Per quanto riguarda invece i casi di epatite grave è di importanza assoluta sapere che essa può comportare una insufficienza epatica.

Citomegalovirus e i problemi al fegato

La causa di una malattia cronica del fegato può essere determinata da una qualsiasi condizione che può provocare una progressiva degradazione e rinnovamento delle cellule del tessuto del fegato di un organismo. Tale processo appena descritto viene riconosciuto di solito come fibrosi o cirrosi e può risultare in alcuni casi anche una condizione fatale in presenza di insufficienza epatica cronica.

I problemi del fegato e le sue relative malattie croniche in ogni caso vengono attribuiti a diverse condizioni le quali si differenziano in cause virali, cause metaboliche, cause correlate a tossine, risposte autoimmunitarie e altre cause.

Per ora meglio comprendere queste possibili cause è importante indicarne le dovute conseguenze che pertanto si suddividono in:

  • cause virali, ossia epatite B o C e annessi problemi al fegato; il Citomegalovirus e problemi al fegato;
  • cause metaboliche, ossia emocromatosi e problemi al fegato; morbo di Wilson e problemi al fegato;
  • cause correlate a tossine, ossia malattia epatica alcolica e problemi al fegato oppure nitrofurantoina;
  • risposte autoimmunitarie, ossia cirrosi biliare primitiva e problemi al fegato; colangite sclerosante primaria e problemi al fegato;
  • altre cause, ossia insufficienza cardiaca destra;

Tuttavia la principale causa di una malattia epatica cronica è causata dall'abuso di alcol che porta successivamente alla cirrosi e alla epatite pertanto gli individui più inclini sono proprio coloro che abusano di alcol. Inoltre è importante sapere che i soggetti che soffrono di malnutrizione e quelli che presentano tatuaggi sono a rischio per futuri problemi al fegato cronici.

Il Citomegalovirus e i problemi al fegato è certamente una condizione da non sottovalutare, pur sapendo che non è la causa principale di disturbo del suddetto organo, ma per via della sua complessa condizione cui porta è indispensabile avere un consulto con un medico del settore per scartare tale eventuale ipotesi dato che il Citomegalovirus e i problemi annessi al fegato possono portare ad una plausibile epatite con le seguenti complicazioni.

Il Citomegalovirus e la malattia in individui con trapianto di fegato

L'incidenza e l'impatto del Citomegalovirus, una malattia che si può manifestare nonostante un'adeguata profilassi Citomegalovirus, tra gli individui che ricevono un trapianto di fegato, non sono stati ancora ben definiti dalla comunità scientifica.

I fattori di incidenza e il rischio della malattia da Citomegalovirus durante l'anno successivo dopo un trapianto di fegato in soggetti che hanno appunto potuto beneficiarne, tramite però un'accurata profilassi antivirale a base di Ganciclovir orale, sono stati oggetto di analisi ben definite.

La malattia da Citomegalovirus si è sviluppata su 19 individui dei 259 presi in esame, a distanza di 4 – 5 mesi dal trapianto, con associato aumento di rischio di mortalità durante l'anno successivo al trapianto.
L'incidenza pertanto divenne più alta in soggetto sieronegativi, (R-) riceventi l'organo da un donatore sieropositivo (D+) rispetto invece a pazienti sieropositivi (R+).

Nei casi di D+ e R- essi erano l'unica variabile da associare alla malattia da Citomegalovirus.
Pertanto la malattia da Citomegalovirus si sviluppa in una parte considerevole di D+ e R-.

Considerazioni finali sul fegato ed il citomegalovirus

Per meglio comprendere le complicazioni cui deve sottostare un organo delicato quale è il fegato in presenza del Citomegalovirus, si ritiene utile sottoporsi a specifiche analisi cliniche presso strutture specializzate o opportunamente attrezzate. Soltanto il parere di uno specialista potrà fornire le dovute diagnosi e le dovute cure, perciò è raccomandabile avere consulti nel caso si dovessero manifestare alcune delle sintomatologie sopraindicate.

Fegato e citomegalovirus.

Malattie

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