Citomegalovirus igg e igm

Data l'efficacia e la rilevanza dei test per il Citomegalovirus verranno esposte di seguite le dovute procedure da eseguirsi.

I valori IgG e Igm sono indispensabili per valutare la condizione di un soggetto affetto da Citomegalovirus quindi verificare i livelli degli stessi può indicare quale sia il miglior trattamento cui si deve sottoporre un plausibile individuo. Come avvengono i test? I test per il Citomegalovirus vengono utilizzati per definire se un individuo con sintomatologia o disturbi da Citomegalovirus ha un'infezione attiva o meno, in altre circostanze questi test vengono prescritti per determinare se un soggetto aveva precedentemente un'infezione e risulta pertanto immune ad una infezione primaria.

Citomegalovirus igg e igm

Citomegalovirus igg e igm

Metodologia di diagnosi del citomegalovirus

La metodologia per constatare la presenza di una infezione da Citomegalovirus è varia ma comprende essenzialmente test degli anticorpi. Il test o i test a cui si viene sottoposti sono utili per determinare se un soggetto è stato esposto al virus recentemente o nel passato. Gli anticorpi sono di due tipi, gli anti Citomegalovirus che vengono realizzati per rispondere ad una infezione da Citomegalovirus, cioè gli IgG e gli IgM e possono essere rilevati separatamente nel sangue oppure entrambi.

Gli anticorpi IgM

Gli anticorpi IgM sono i primi elementi che vengono prodotti dal corpo per “rispondere” ad una infezione da Citomegalovirus. Questi sono presenti nella maggioranza degli individui dopo che essi sono stati esposti da una a due settimane dall'esposizione iniziale e la produzione di tale anticorpi IgM aumenta per un primo breve periodo di tempo sino a declinare poi successivamente. Dopo un certo periodo, si parla di alcuni mesi, il livello degli anticorpi Citomegalovirus IgM generalmente decade sino a raggiungere livelli non più rilevabili. Gli anticorpi IgM aggiunti invece sono tali quando il Citomegalovirus latente assiste ad una riattivazione.

Gli anticorpi IgG

Gli anticorpi IgG hanno la particolarità di venir prodotti dal corpo molte settimane dopo l'infezione iniziale da Citomegalovirus così da fornire protezione dalle infezioni primarie. I livelli di IgG si fanno presenti durante l'infezione attiva, stabilizzando così l'infezione da Citomegalovirus. In questo modo le possibilità che l'infezione si risolva aumentano e la stessa diviene inattiva. Successivamente all'esposizione da Citomegalovirus un soggetto maschio o femmina avrà una certa  disponibilità di anticorpi Citomegalovirus IgG nel sangue per il resto della loro vita. I test degli anticorpi IgG che si rendono utili possono essere adoperati, anche assieme ai test IgM, come ausilio nel confermare la presenza di una infezione precedente o recente da Citomegalovirus.

Funzionalità dei test

I test degli anticorpi per il Citomegalovirus vengono usati per capire se un soggetto è immune alle principali infezioni da Citomegalovirus quando esso è stato sottoposto per esempio a trapianto di midollo o osseo ma anche in individui cui è stato diagnosticato l'HIV. Data la diffusione dell'infezione da Citomegalovirus e data la sua scarsa capacità di creare disturbi o problematiche serie in soggetti con un sistema immunitario sano uno screening della popolazione  avviene molto di rado.

La ricerca degli anticorpi

Una ricerca degli anticorpi o una rilevazione virale per il Citomegalovirus vengono adoperati per diagnosticare l'infezione primaria da Citomegalovirus nei soggetti giovani, nelle donne in gravidanza e in alcuni individui immunocompromessi, come quelli in stato febbrile o quelli che presentano sintomi da mononucleosi.

Confrontare la presenza o determinare l'assenza degli anticorpi IgG e IgM nei campioni biologici ed oltretutto quantificarne i livelli degli stessi darà informazioni utili allo specialista che ha preso in esame il soggetto, dandoli per cui la possibilità di distinguere se il Citomegalovirus è attivo o latente.

Test Citomegalovirus IgM in neonati

Effettuare i test anticorpi IgM possono rendersi un valido ausilio nel momento in cui si vuole rilevare un'infezione congenita nel neonato. I test eseguiti che rivelano il virus direttamente hanno assoluta priorità in quanto sono indispensabili per confermare la diagnosi.

Quando si ritiene necessario l'uso dei test per Citomegalovirus

I test per il Citomegalovirus vengono richiesti assieme ai test per l'influenza, a quelli per la mononucleosi e a quelli per l'EBV quando un soggetto giovane adulto, una donna in periodo di gravidanza o in individui immunocompromessi presentano una sintomatologia influenzale oppure quando manifestano sintomi come:

  • Mal di gola;
  • Stanchezza;
  • Debolezza;
  • Febbre;
  • Gonfiore dei linfonodi;
  • Mal di testa;
  • Dolori muscolari;

Esiste comunque una sintomatologia meno comune che richiede l'osservanza di praticare alcuni test come l'infiammazione dei polmoni, degli occhi, del fegato, del tratto digestivo e della milza. Tuttavia uno specialista può decidere di effettuare più di un test per Citomegalovirus, ad intervalli, nel momento in cui si sta monitorando l'efficacia della terapia antivirale. I test per Citomegalovirus sui neonati si ritengono necessari nei bambini cui è stato rilevato ittero, anemia, l'ingrossamento della milza, l'ingrossamento del fegato, piccole dimensioni della testa, nei bambini affetti da disturbi visivi o uditivi, nei casi di polmonite, in presenza di convulsioni e segni di ritardo nello sviluppo mentale. Mentre, quando un soggetto è in attesa di un trapianto di midollo osseo, i test per il Citomegalovirus si reputano indispensabili come test di screening in modo tale da determinare se un individuo e stato esposto al Citomegalovirus in passato.

Il significato dei risultati dei test

Porre estrema attenzione ai risultati dei test effettuati per il Citomegalovirus è assai importante.

Lo specialista infatti valuta i risultati comparandoli ad altri test clinici compresi quelli per i sintomi e per i disturbi. Tuttavia alle volte può accadere che si incontrino difficoltà nel distinguere un'infezione da Citomegalovirus latente da una attiva o da una in riattivazione e tale problematica è dovuta da diverse motivazioni.

Tali motivazioni possono essere causate dal fatto che una persone sana infettata dal Citomegalovirus per la prima volta potrà continuare ad ospitare il virus. Il Citomegalovirus infatti può riattivarsi in modo “intermittente” anche senza accusare particolare sintomatologia. Un sistema immunitario debilitato poi può non avere una adeguata risposta anti corporale all'infezione da Citomegalovirus, i livelli di IgG e i livelli di IgM possono inoltre essere inferiori rispetto alle attese anche se si tratta di casi di Citomegalovirus attivo. Infine il virus può essere rilevato nei liquidi biologici in quantità non adeguate per determinare la presenza o meno del virus.

Il test degli anticorpi

Se gli IgG e gli IgM vengono rilevati in un soggetto sintomatico allora è probabile che esso sia stato esposto di recente al Citomegalovirus, o che sia stato esposto per la prima volta oppure che sia stato esposto al virus di recente o ancora che il Citomegalovirus sia in riattivazione. La conferma arriva grazie alla misurazione dei livelli di IgG anche a distanza di due o tre settimane. La particolarità comunque si rileva nel momento in cui i livelli di IgG denotano un incremento di quattro volte rispetto la prima determinazione del campione biologico confermando quindi che l'infezione da Citomegalovirus è attiva.

Considerazioni finali sul citomegalovirus igg e igm

Grazie alla rilevanza dei test clinici sui liquidi biologici e sui tessuti si riesce a determinare e quantificare i livelli di IgG e IgM in modo accurato. È importante sottoporsi o essere sottoposti a tali esami sopratutto quando si rileva la presenza di persone con sistema immunitario indebolito, affette da mononucleosi o da sintomatologia della stessa e inoltre in neonati che alla nascita potrebbero esser stati contagiati dalla stessa madre portatrice della malattia.

Informazioni relative al Citomegalovirus igg e igm.

Malattie

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citomegalovirus igg e igm

sono una donna di 49 anni (lavoro a scuola collaboratrice scolastica ex bidella ) da febbraio 2013 o iniziato con una febbre si pensava all'influenza,appena finita con tutte le cure compreso cortisone,dopo 3 gg ematuria andata al pronto socc. anno dato colpa alle medicine. Dopo 20-25 gg o iniziato a sentire odore nelle urine e vero a dicembre 2012 fatto p,test risultata infezione da cocchi curata con meclon e fermenti lattici) comunque dopo l'ematuria inizio a sentire odore nelle urine andata al consultorio ridato cura con meclon e fermenti durante la cura l'odore non lo piu sentito ma dopo 15 gg e ritornato sono riandata al consultorio mi hanno consiglito l'urucultura esito-infezione a tappeto allora la mia dottoressa mi a dato l'antibiotico finita la cura rifatto l'urucultura a posto infezione debellata. dopo altri 15-25 gg. sangue nelle feci spaventatissima riandata dalla dottoressa esito emoroidi fatto cura anche con un disinfettante per l'intestino x un mese . In tutto il periodo avevo dei gg con una scanchezza tale che davo colpa al lavoro.Mi sono iscritta in palestra x fare pilates ma non riuscivo i mie muscoli non mi permettevano di stare in contrazione vista storta da tutti compreso il mio compagno o provato a farmi fare una scheda con ciclett, step vari esercizi x le coscie un po di addominali leggeri alla 3 volta arrivata a casa un mal di stomaco tremendo ciìon una stanchezza indescrivibile,dopo 2 gg sono andata in palestra dicendole che il mio percorso da loro era finito x non stavo bene (si sono arrabiati x volevano che pagassi gli altri mesi) x secondo questa ero io che non avevo voglia x ormai e di moda dire fai SPORT che ti fa bene? Un sabato pomeriggio (fine giugno) aiutato a toglire l'erba nel giardino condominiale 2 ore circa arrivata a casa stata male.La domenica dopo andata a fare una piccola passeggiata in semi montagna e stato x me come scalare l'everest arrivata a casa mi sentivo male e i brividi misurata la temperatura 37.5 inizio li con l'efferlalgan dopo 3 gg sentendomi non bene x 37.5 non e febbre ma x me che sono abituata ad averla sui 35 - 35.8 x me e gia stare male andata dalla dottoressa dato cura con l'antibiotico x 5gg ma al 4gg invece di migliorare la febbre aumentava da 37.6 a 38.00 max sono ritornata mi a iniziato a parlare di virus mononucleosi citomegalovirus pero senza esami del sangue ipotizzava solo segnato 3 richieste mediche di esami dal sangue-feci-urine (questo il venerdi) io Lunedi mattina presto andata al pronto x la febbre non passava (10gg) spaventata e stando sempre peggio e non volere aspettare piu di una settimana gli esiti facendoli privatamente sono riandata al pronto sentendomi dire (Ma perchè venuta?) dicendomi che ero un cod Bianco: Io risposto chi se ne frega del codice io voglio sapere cosò alla fine sono entrata alle 7 del mattino e sono uscita alle 19 con 3 flebo fatte di urgenza ecocardiogramma e esami del sangue con alterazioni diagnosa a metà infezione in atto e ti mandano a casa sanza sapere cose questa infezione.Riandata dalla dottoressa il mart. prescritto esami urine feci e sangue per vedere se c'era il citomegalovirus esito dopo una settimana IGG >250.0 IGM NEGATIVE (la febbre mi e passata dopo 16gg) oggi e il 20 luglio sono ancora debole ci andranno mesi prima che mi rimetta in forze dagli esami il virus non ce più pero dagli anticorpi igg il virus ce stato. Comunque ragazzi e stato un 2013 difficile anche x come arriva se ne va, se ai il sistema immunitario debole eccolo che si fa forza dentro il tuo organismo. adesso sto facendo una cura Super concentrata di vitamina b tutti i numeri piu la carnitina il coenzima Q10 piu magnesio e potassio e mangire super rinforzata.e a settembre inizio una cura per rinforzare il sistema immunitario.Spero che questa mia esperienza serva a qulcuno. A mi sono dimenticata di dire che a capodanno sono stata in Egitto e i medici non sanno se c'è un collegamento . Ciao a tutti

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