Citomegalovirus igG positivo

Un'adeguata conoscenza del Citomegalovirus è raccomandata per poter essere in grado di valutare poi esami e test che si rendono necessari per determinare la positività o negatività, tutto ciò grazie anche all'aiuto di un medico.

Citomegalovirus igg positivo cosa vuol dire? Per capire il valore denominato IgG è auspicabile far riferimento a quanto segue. Un individuo che si sottopone agli esami del sangue durante un controllo per il Citomegalovirus prende visione di due elenchi, ossia uno per i livelli di IgG e uno per i livelli di IgM. Generalmente un valore di IgG che va oltre lo 0,7 è da considerarsi positivo. Ma per meglio comprendere una tematica del genere è indispensabile avere una visione più dettagliata su che cosa sia il Citomegalovirus.

Citomegalovirus igG positivo

Citomegalovirus igg positivo

Il Citomegalovirus

Il Citomegalovirus fa parte della famiglia di virus dell'herpes, ove vi fanno parte due noti virus e cioè quello della varicella (VZA) e il virus Epstein – Barr (EBV), inoltre ve ne sono altri meno comuni e meno noti. Questi virus hanno la facoltà di infettare gli esseri umani e tutti hanno proprietà per le quali possano persistere nel corpo umano per tutta la vita di una persona. Il virus EBV è forse il più comune dato che è riscontrabile nel 90% degli adulti presenti in tutto il mondo. Questo particolare virus provoca la mononucleosi infettiva e lo si può trovare sia nei giovani sia negli adulti, si riattiva periodicamente ed è escreto attraverso la saliva. Il virus è conosciuto come “malattia del bacio” perché la sua facile trasmissione avviene appunto attraverso la saliva. Il Citomegalovirus, invece, è meno frequente dell'EBV ma è altrettanto comune con un stima di adulti infettati che si aggira attorno il 40% in tutto il mondo. Un adolescente o un adulto infettato dal Citomegalovirus può produrre sintomi indistinguibili dalla mononucleosi infettiva e la sintomatologia ricorrente è formata da febbre, affaticamento, dolori muscolari, ingrossamento della milza e infiammazione del fegato, tutti sintomi riconducibili al virus dell'EBV. Gli esami del sangue che si ritengono utili possono essere necessari per distinguere le due infezioni (CMV o EBV).  E' noto come la mononucleosi sia causata dall'EBV nel giro di un anno mentre la mononucleosi causata dal Citomegalovirus qualche anno più tardi.

Il Citomegalovirus permane in condizione latente nella maggior parte delle persone per il resto della loro vita, anche se il virus può venire “espulso” di volta in volta nel tempo e infettare altri individui.

Il virus viene riscontrato nella saliva, nel latte materno, nelle feci, nelle urine, nelle secrezioni vaginali ed anche nello sperma. La trasmissione sessuale tra i giovani del virus è una condizione di rilevanza assoluta in quanto si pensa sia il modo principale per il quale il Citomegalovirus o comunque un virus si diffonda.

Citomegalovirus e donne in gravidanza

Se un soggetto femmina è infetto dal Citomegalovirus o CMV ed è la prima volta che viene infettato, l'infezione può essere trasmessa al feto e provocare anche la morte dello stesso, oppure in caso di nascita si possono riscontrare diversi e anche gravi disturbi del neonato. Circa il 5% dei nascituri infetti, infatti, ottiene un'infezione grave che viene chiamata col nome di morbo di inclusione citomegaliche anche se la maggioranza dei neonati infetti non sviluppano i sintomi della malattia del virus.

Il Citomegalovirus e gli individui maggiormente a rischio

Un diverso quanto variegato numero di neonati è il gruppo di individui maggiormente a rischio di gravi infezioni da Citomegalovirus, nonché coloro che presentano un sistema immunitario notevolmente e gravemente indebolito causato magari da somministrazione di farmaci dovuti ad un trapianto d'organo, oppure a causa di una chemioterapia o in persone affette dall'HIV.
Coloro che hanno sperimentato un trapianto d'organo possono incorrere in un'infezione da Citomegalovirus nel caso il virus fosse presente nel passato o possono venir infettati dal Citomegalovirus se l'organo usato per il trapianto era infetto.

Il significato sui risultati degli esami del sangue per il Citomegalovirus

I due tipi di test per il Citomegalovirus riguardano i livelli IgG e IgM; per comprendere il significato dei risultati degli esami del sangue per il Citomegalovirus è opportuno fare alcune considerazioni.

L'IgG e l'IgM fanno riferimento a diversi tipi di anticorpi, cioè a proteine prodotte dal sistema immunitario quando è in corso un'infezione. Gli anticorpi IgM ora, non persistono nel sangue molto, al più alcuni mesi, pertanto un livello troppo elevato di questo valore indica un'infezione recente. Gli anticorpi IgG invece persistono nell'organismo per tutta la vita di un individuo ed indicano che lo stesso aveva un'infezione nel passato, anche in anni lontani.

Infezione da Citomegalovirus, test e diagnosi

Una persona infetta da Citomegalovirus, come detto, svilupperà anticorpi per il virus che potranno rimanere per il resto della vita del soggetto all'interno del corpo. Gli esami del sangue in questo caso potranno indicare  quando una persona è stata infettata dal Citomegalovirus ma i test che indicano tale elemento non sono largamente disponibili in commercio, anzi. I test che analizzano sangue, urina, saliva, o altri tessuti del corpo, se danno esito positivo al virus stanno a significare che vi è in corso una infezione attiva da Citomegalovirus.

Test del Citomegalovirus durante la gravidanza

Le donne sane durante il periodo della gravidanza sono soggetti non particolarmente a rischio per le malattie da infezione da Citomegalovirus. Se però l'infezione risulta, la maggior parte delle donne in tale condizione non manifestano alcun sintomo, tuttavia esistono casi ove si presenta  una sintomatologia simile a quella della mononucleosi. In queste circostanze le donne in gravidanza devono perciò consultare un medico specialista così da valutare la possibilità di ricorrere a test per Citomegalovirus per le donne in gravidanza.
Un singolo test però non può escludere definitivamente una infezione primaria da Citomegalovirus in donne in gravidanza, specificatamente se il test viene eseguito dopo il primo trimestre.

Test del Citomegalovirus in neonati

I test e gli esami che rilevano il virus del Citomegalovirus vengono adoperati per la diagnosi di infezione anche alla nascita. L'infezione in essere viene definita “infezione congenita da Citomegalovirus” e i test possono venire effettuati sulle urine del neonato. La diagnosi per tale infezione viene generalmente fatta se il virus viene trovato nelle urine, o nel sangue oppure nella saliva del bambino entro le due, tre settimane dalla nascita. I test per gli anticorpi IgG e IgM non possono essere invece adoperati per diagnosticare un'infezione da Citomegalovirus congenita e la diagnosi va fatta solo se il virus viene rilevato entro le tre settimane dopo il parto.

Considerazioni su Citomegalovirus IgG positivo

I risultati positivi al valore IgG per il Citomegalovirus, in assenza di anticorpi IgM, la maggioranza delle volte sono indicativi di un'infezione passata da Citomegalovirus. Inoltre non necessariamente assicurano una protezione alle infezioni future da Citomegalovirus.  E' assolutamente importante sapere che individui con “lupus eritematoso sistemico” possono generare dei risultati cosiddetti falsi positivi.

I risultati da Citomegalovirus reputati positivi da anticorpi materni possono persistere nei neonati sino a sei mesi mentre i risultati negativi indicano che nessun livello significativo di anticorpi da Citomegalovirus è rilevabile. Nella fattispecie un risultato negativo nei neonati può aiutare a escludere un'infezione congenita. Infine, i pazienti con risultati positivi ambigui o per a certi, devono essere ri – sottoposti ad ulteriori esami nell'arco di due, quattro settimane

Considerazioni finali

Per conoscere appieno la valenza di un risultato positivo al valore IgG del Citomegalovirus è importante prima di tutto avere un certo livello di conoscenza su che cosa sia il Citomegalovirus stesso, così da poter essere in grado di valutare eventuali risultati positivi ai valori menzionati. Nel caso i risultati degli esami danno esito positivo è auspicabile quanto indispensabile farsi seguire da uno specialista così da poter usufruire delle adeguate precauzioni.

Citomegalovirus e igG positivo.

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