Citomegalovirus igm positivo

Data l'estrema diffusione del Citomegalovirus è opportuno conoscere quali siano i valori da prendere in considerazione, sia per determinare un contagio sia per la presa di eventuali precauzioni.

Il Citomegalovirus quando determina un risultato positivo per il valore IgM è indice di ulteriori controlli, data sia la larga incidenza di falsi positivi, sia per la possibilità di contrarre problematiche o seri disturbi anche per quei soggetti estremamente sensibili, come quelli colpiti da un indebolimento del sistema immunitario oppure per la reale possibilità di contagiare il feto durante il periodo della gravidanza.

Citomegalovirus igm positivo

Citomegalovirus igcm positivo

IgM del Citomegalovirus

Un risultato positivo per il valore IgM del Citomegalovirus indica un'infezione recente che può essere di diversa tipologia e cioè primaria, di riattivazione oppure di reinfezione. Una diagnosi acuta per il Citomegalovirus è generalmente basata su di un risultato positivo al valore IgM. Le infezione però, a causa di alcune reazioni, possono generare dei falsi positivi infatti a prova di ciò tra il 1998 e il 1999 in uno studio compiuto su di alcuni pazienti esso ha mostrato che in 62 individui vi era una risultanza positiva dell'IgM e negativa del valore IgG. I test sierologici per il virus di Epstein – Barr (EBV) sono stati eseguiti nei suddetti pazienti per capire un'eventuale cross- reazione a causa della presenza di una mononucleosi acuta. I risultati hanno suggerito che il test per il Citomegalovirus IgM indicava una deficienza nella specificità a causa appunto di una infezione acuta dal virus Epstein – Barr, cioè dall'EBV appunto. Pertanto è auspicabile quanto necessario mantenere delle precauzioni quando si devono interpretare dei risultati sul valore IgM per il Citomegalovirus. Quindi si valuta indispensabile prendere in considerazione, per evitare equivoci, diverse tecniche osservando perciò altre considerazioni cliniche e biologiche.

Citomegalovirus IgM negativo

La rilevazione di un risultato IgM negativo per il Citomegalovirus suggerisce che un individuo non sta convivendo con una infezione recente. Però è importante sapere che un risultato negativo al valore sopracitato non esclude per forza di cose l'infezione primaria dal Citomegalovirus. Nella specificità è stato riportato più volte che gli anticorpi IgM del Citomegalovirus non sono stati rilevati tra il 10% e il 30%  dei sieri di sangue del cordone ombelicale di soggetti bambini che dimostravano di avere l'infezione nella prima settimana di vita.
Peraltro nel 23% dei casi di donne in gravidanza con infezione primaria da Citomegalovirus non sono state dimostrate risposte valide al valore IgM del Citomegalovirus entro 8 settimane dopo l'infezione. Poi nei casi di infezione primaria ove però il tempo di siero conversione non è stato ben puntualizzato, oltre il 28% dei casi nelle donne in gravidanza non hanno dimostrato l'esistenza di anticorpi IgM del Citomegalovirus.

Test Citomegalovirus nelle donne in gravidanza

Per valutare la presenza del Citomegalovirus in donne incinta è raccomandabile effettuare dei test per Citomegalovirus appunto nelle donne in gravidanza.
Se il risultato del test rileva una positività significa che il virus è presente nell'organismo e che esiste infine una minima possibilità che in soggetti che stanno portando avanti una gravidanza non danneggino il neonato. Soltanto quando l'infezione da Citomegalovirus si è verificata negli ultimi mesi della gravidanza la possibilità che anche il bambino venga contagiato è quasi a.
Ovviamente se il test da esito negativo, il modo migliore per proteggere il feto da un possibile contagio da Citomegalovirus è mantenere una buona igiene personale, sia prima che durante la gravidanza, nonché sia abitudinaria e quindi giornaliera.
Nel caso quindi il medico specialista confermi la positività al test per Citomegalovirus durante la gravidanza non è necessariamente ovvio che anche il feto contragga l'infezione. Esistono infatti parecchi casi ove l'infezione da Citomegalovirus non è stata trasmessa durante la gravidanza anche al bambino. L'unica modalità da rendersi utile per capire se il bambino è infetto è quello di adottare dei test specifici entro le prime 3 settimane dopo la nascita.
Ad ogni modo la maggioranza degli scienziati sono concordi nel determinare che siano essenziali ulteriori metodi per evitare un'infezione congenita da Citomegalovirus . Attualmente purtroppo non esistono alcuni rimedi per le donne in gravidanza cui i bambini sono stati infettati dal Citomegalovirus. I farmaci che tutt'oggi vengono utilizzati per il trattamento del Citomegalovirus portano a gravi condizioni determinate da estremi effetti collaterali, farmaci che comunque vengono largamente sconsigliati alle donne durante il periodo della gravidanza. Testare i valori IgG e i valori IgM è comunque sempre buona cosa, sopratutto in un periodo delicato come quello della gravidanza, proprio per la maggior sensibilità del soggetto e della propria debolezza del sistema immunitario dovuta alla gravidanza in atto.

Citomegalovirus, falsi positivi IgM nelle donne in gravidanza con malattia autoimmune

Valutare la frequenza di falsi positivi del valore IgM nelle donne in gravidanza con malattia autoimmune è un obbiettivo che si deve prendere in seria considerazione.
E' comunque opportuno perché di uguale importanza valutare la frequenza dello stesso anche in soggetti donna sani che stanno portando avanti una gravidanza.
Grazie ad uno studio effettuato su di un gran numero di soggetti si è riusciti a raggiungere interessanti risultati. I dati riguardano 133 gravidanze con presenza di malattia autoimmune e 222 gravidanze sottoposte a semplici controlli. Quando il valore per il Citomegalovirus IgM è stato rilevato positivo il Citomegalovirus stesso è stato isolato e la reazione della polimerasi per il CMV – DNA  nelle urine materne e nei campioni del liquido amniotico sono state eseguite per determinare e identificare l'infezione primaria  o la falsa positività.
Il considerare un tasso alto di falsi positivi IgM è stato utile per capire come nelle donne in gravidanza con malattia autoimmune ciò sia possibile e di fatto reale nel 16,5% dei casi considerati, rispetto invece a quelli sottoposti a semplici controlli che hanno dato esito per lo 0,9%.
Un risultato peggiore è stato osservato in soggetti donna durante la gravidanza con malattia autoimmune e risultati falsi positivi del valore IgM rispetto a quelli senza falsa positività.
La particolarità della presenza del valore IgM del Citomegalovirus considerato come “falso” nei pazienti con malattia autoimmune potrebbe essere considerato come un indice prognostico di un nuovo esito della gravidanza. Pertanto di riflesso si determina l'attivazione del sistema immunitario che potrebbe interferire negativamente con l'esito della gravidanza.

Azione di prevenzione per il Citomegalovirus

Vista la variegata possibilità di contrarre il virus, onde quindi evitare le lunghe e costose analisi, ma sopratutto onde evitare il contagio del proprio bambino o di altre persone è raccomandabile conoscere le diverse modalità di prevenzione per il Citomegalovirus.
Il Citomegalovirus ha la particolarità di passare da un soggetto all'altro con estrema facilità tuttavia sono molte le persone non infette che si possono avvalere di misure per ridurre il rischio di infezione.
Nel caso di non infezione, il lavarsi le mani spesso e adeguatamente, condurre una vita sessuale sicura ed avere un igiene personale corretta aiuterà sicuramente a prevenire l'infezione da Citomegalovirus.
Nei casi di trasfusione di sangue, di trapianto di organi è auspicabile rivolgersi ad uno specialista per determinare le possibili modalità per ridurre a zero i rischi di una possibile infezione dovuta proprio da un organo precedentemente infetto o da sangue anch'esso infettato.

Per quanto concerne i bambini piccoli è possibile contribuire per la salvaguardia della loro salute attraverso suggerimenti del tipo :

  • lavarsi le mani dopo il contatto con i bambini;
  • evitare contatti con la saliva altrui;
  • evitare il contatto con le urine altrui;
  • evitare il contatto con oggetti potenzialmente infetti come pannolini e giocattoli altrui;

Tutto ciò astenendosi successivamente nel toccarsi gli occhi, il naso e la bocca. Ciò è possibile, con i bambini, soltanto in ambito familiare, per cui a scuola e all'asilo risulta già più difficile. Suggerire e far capire loro però le regole di una buona igiene e le regole di un comportamento corretto sulla vita quotidiana diminuiranno drasticamente le possibilità di contrarre l'infezione da Citomegalovirus.

Considerazioni finali sul citomegalovirus igm positivo

Il Citomegalovirus è un virus comune, l'infezione può colpire persone di qualsiasi età, compresi anche i bambini come già ampiamente descritto. Una volta che il virus è entrato in contatto con l'organismo di un uomo, il Citomegalovirus vi rimarrà per tutta la vita. I medicinali non aiutano appieno nel “liberare” il corpo dal virus, ma vengono utilizzati per prevenire e curare le malattie da Citomegalovirus. I metodi di riduzione del danno sono stati ampiamente descritti, tuttavia abituali analisi del sangue, dei valori IgG e IgM come precedentemente descritto, aiuteranno a dare quelle risposte in più che si va cercando. E' però auspicabile nonché vivamente consigliato avere un consulto medico per ulteriori conferme e per una visione maggiormente accurata sul Citomegalovirus.

Contenuti informativi relativi al citomegalovirus igm positivo.

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