Colonscopia: A cosa serve la colonscopia e la preparazione del paziente

Colonscopia Cos’èIl termine colonscopia, derivante dal greco (kolon=crasso, skopein=guardare), indica una procedura diagnostica durante la quale il medico ispeziona il rivestimento interno, ovvero la mucosa, del colon e del retto. La procedura è effettuata con l’ausilio di un tubo flessibile. Attraverso esso è possibile osservare l’intestino, in quanto è dotato di una macchina fotografica ed una luce sulla sua estremità. La colonscopia può essere effettuata in ospedale o in un ambulatorio. La presenza di emorroidi, diverticoli, emorragie, polipi, tumori, mucosa infiammata, ulcere o tessuto fibroso può essere rilevata nella mucosa del colon o del retto. Allo stesso modo, la tecnica può essere utile per la diagnosi del morbo di Crohn.


A cosa serve la colonscopia

L’esecuzione della colonscopia è praticata al fine di rilevare anomalie o cambiamenti nel colon e nel retto. È considerata una tecnica altamente efficace per lo screening del cancro e del colon.

Si tratta di una procedura medica che consente di rilevare la presenza di ulcere, tessuto infiammato, escrescenze anormali o tumori all’interno del colon.

Si ricorda che, allo stesso modo di altre procedure mediche, è possibile che sorgano effetti collaterali associati alla proiezioni colonscopica.


Come si effettua la colonscopia

Mediante la colonscopia, il medico è in grado di visualizzare l’intero colon con l’inserimento di un tubo lungo e flessibile all’interno del retto. Una piccola videocamera è posta nell’estremità del tubo e permette di rilevare un tessuto anormale o la presenza di polipi. Questi ultimi si presentano come piccoli gruppi di cellule per le quali vi è la possibilità di divenire cancerose. Durante la procedura, il medico riesce a rimuovere tali polipi e prelevare, inoltre, dei campioni di tessuto anormale. Nel caso in cui i polipi trovati sono cancerogeni, è consigliabile stabilire un piano di trattamento adeguato.


Colonscopia e preparazione

Prima di procedere nell’esecuzione della colonscopia il medico accerterà la condizione del paziente e l’assenza di fattori che potrebbero compromettere una corretta riuscita.

Non è possibile eseguire tale esame in caso di gravidanza, malattia cardiaca acuta, diverticolite acuta, perforazione intestinale o completa ostruzione, colite fulminante, necrosi del colon, peritonite acuta, disturbo della coagulazione del sangue o nei casi in cui vi sia la presenza di un numero basso di leucociti o piastrine nel sangue.

È necessaria una precisa preparazione del paziente per poter eseguire la colonscopia. In questa maniera si renderà più semplice il test ed inoltre si garantiranno dei risultati più accurati.

Il medico deve disporre di una visione chiara del colon, proprio per questa ragione, l’intestino deve essere pulito e privo di residui. La mancata osservazione delle indicazioni fornite per una corretta preparazione del paziente, può rendere inutile l’esecuzione della colonscopia e dunque richiedere una ripetizione di essa.

La preparazione che precede la colonscopia include una dieta particolare da seguire il giorno prima.

Spesso vengono prescritti lassativi e farmaci al fine di aiutare il processo di pulizia.

Potrebbe essere necessario, inoltre, interrompere l’assunzione di farmaci abitualmente somministrati al paziente, una settimana prima della pratica di colonscopia.

Non assumere farmaci quali aspirina, ibuprofene, naproxene o altri prodotti che fluidificano il sangue.


Quando fare la colonscopia?

La colonscopia può essere ordinata per una serie di ragioni diverse.

Pazienti che presentano una inspiegabile anemia da carenza di ferro possono richiedere l’esecuzione di tale esame, in quanto potrebbero verificare un sanguinamento nel grande intestino. Allo stesso modo, un’ulteriore condizione che porta allo stesso genere di esame riguardala presenza di sangue nelle feci.

Casi in cui si verifica una inspiegabile diarrea cronica possono essere analizzati con la colonscopia, in maniera tale da rilevare un’eventuale infiammazione nel colon. Dolori addominali e perdita di peso improvvisa possono essere trattate nella stessa maniera.

La colonscopia permette, anche, il monitoraggio di malattie infiammatorie intestinali al fine di rilevare i progressi e trattare eventuali complicazioni.

La pratica della colonscopia potrebbe essere richiesta a soggetti che non presentano particolari disagi, ma che hanno età superiore ai 50 anni ed un predisposizione verso il carcinoma del colon-retto. 


Dieta e alimentazione per la colonscopia

Il paziente che deve sottoporsi ad una colonscopia deve seguire una dieta specifica, prima di procedere nell’operazione. La dieta è articolata nel seguente modo. Non  sono ammessi alimenti solidi, ma è possibile bere acqua, tè e caffè. Non è possibile consumare latte e panna. Brodo e bevande gassate sono entrambi consentiti.

Sarà richiesto di bere una grande quantità di liquidi chiari durante i giorni precedenti all’esame. Ulteriori possibili opzioni di liquidi chiari includono: succhi di frutta, bevande sportive, gelatina.

Seguendo tali indicazioni sarà possibile purificare completamente l’intestino.


La colonscopia fa male?

La fase precedente alla colonscopia, necessaria alla preparazione del paziente potrebbe causare l’insorgenza di alcuni effetti collaterali. Questi ultimi potrebbero essere legati alla tipologia di farmaco prescritto per la pulizia dell’intestino. È possibile che la somministrazione di farmaci in forma liquida generi nausea. Al fine di limitare tale effetto, si consiglia di procedere nell’assunzione a piccoli sorsi: attendere 30 minuti tra un sorso e l’altro. Irritazione nella zona anale è possibile che si verifichi a causa dell’elevato numero di movimenti intestinali. Applicare una pomata per eruzioni cutanee o la vaselina può aiutare a ridurre il disagio.

Durante l’esecuzione della colonscopia il paziente non avvertirà eccessivo disagio dal momento che il medico provvederà alla sua sedazione. Il dolore non sarà in questa maniera avvertito dal paziente.


Colonscopia con endoscopio flessibile

La colonscopia con endoscopio flessibile è avviata con l’inserimento di un tubo lungo e flessibile, detto colonscopio, a partire dall’ano per giungere sino al colon. La piccola telecamera montata sull’estremità del colonscopio permette di esaminare il rivestimento dell’intestino.

Innanzitutto il medico verificherà la presenza di eventuali ostruzioni nella zona anale. Inseguito a ciò, procederà nell’inserimento del colonscopio fino ad avanzare lentamente verso la fine del colon. A questo punto, la telecamera entrerà in azione per l’osservazione della parte interna del colon. Se necessario, il medico effettuerà una biopsia per fermare l’emorragia o rimuovere un polipo.

La procedura complessivamente ha una durata variabile trai 30 ed i 45 minuti circa.

Esistono alcune varianti meno invasive dalla colonscopia, le quali vengono praticate in casi particolari. Pazienti in stato di gravidanza non possono essere sottoposti alla procedura medica esposta, pertanto si procede in una sigmoidoscopia flessibile, ovvero nell’inserimento di un tubo flessibile in grado di raggiungere solamente gli ultimi 60 cm del colon, che include retto, sigma e discendente. Questa tecnica permette di osservare solo un terzo del colon.

La procedura di preparazione è analoga a quella della colonscopia classica


Colonscopia Non invasiva

La colonscopia, a causa della natura del procedimento è avviata dopo che il paziente è stato sedato. Il medico somministrerà un farmaco al fine di alleviare lo stato d’ansia ed il dolore. Il farmaco può indurre amnesia, nonché mal di testa al termine della procedura medica.

Conclusa la procedura, il paziente deve riposare per almeno due ore. Subito dopo il medico potrà esporre la propria diagnosi e di conseguenza mostrare il trattamento consigliato. Nel caso in cui siano stati prelevati dei campioni, sarà necessario attendere una settimana per ottenere i risultati.

La colonscopia è considerata una procedura generalmente sicura e priva di complicazioni particolari.


Colonscopia virtuale

La colonscopia virtuale viene eseguita per mezzo di un computer che elabora immagini particolari del colon. Viene utilizzata in pazienti che non sono in grado di sottoporsi alla colonscopia classica. È necessaria la stessa preparazione del colon.

La durata della procedura è pari a 10 minuti circa. Non è necessaria alcuna sedazione, in quanto non viene utilizzato il colonscopio. Si tratta di una soluzione più costosa rispetto la procedura classica. Uno degli aspetti negativi riguarda l’elevata esposizione alle radiazioni.

Questo genere di tecnica può essere utile in caso di screening del cancro colon-rettale, dal momento che fornisce immagini chiare.

La dieta fa parte della preparazione alla colonscopia.

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