Colposcopia: colposcopia e risultati

Colposcopia cosa è? La colposcopia è una procedura ginecologica e nello specifico si tratta di un’ispezione diretta ed ingrandita effettuata per l’osservazione della superficie della zona genitale femminile e che quindi comprende l’analisi di cervice, vagina e vulva. Mediante tale procedura si riescono ad esaminare le pareti della vagina e la cervice, attraverso l’apertura vaginale con l’utilizzo di un apposito strumento.

Come si effettua la colposcopia? La colposcopia è di solito eseguita dopo aver effettuato un PAP test il cui esito non è stato positivo. Si tratta di una procedura alquanto delicata, ma a basso rischio, che pertanto richiede l’esecuzione di una serie di esami e visite, eseguite da un medico specializzato, prima che venga effettuata la stessa colposcopia. Una o più biopsia possono essere, ad esempio, eseguite prima della procedura in questione, dal momento che l’analisi dei campioni di tessuto aiutano nella determinazione della portata dei cambiamenti cellulari avvenuti nel collo dell’utero.

colposcopia

Colposcopia a cosa serve


Prepararsi alla colposcopia

La preparazione del paziente, prima dell’effettiva esecuzione della procedura, è simile a quella di un qualsiasi altro esame ginecologico. È necessario pianificare il periodo in cui non si abbiano le mestruazioni in corso. Al paziente è anche raccomandato di astenersi da rapporti sessuali durante le 24 ore precedenti all’esecuzione della colposcopia. Allo stesso modo si raccomanda di non fare uso di farmaci vaginali e tamponiIl primo passo dell’effettiva procedura è l’esame di vulva e vagina al fine di rilevare eventuali segni di verruche genitali o altre escrescenze. Completato questo primo esame, si procede nell’esecuzione di un altro pap test. Si passa dopo ciò ad un’ispezione della cervice. Durante l’esecuzione della colposcopia è per altro richiesta l’esecuzione di un particolare test detto biopsia, che comporta un campionamento dei tessuti del collo dell’uteroL’esecuzione della colposcopia comporta l’utilizzo di una sorgente luminosa oltre che quello di un microscopio binoculare, chiamato appunto colposcopio. Lo strumento ha oltre che una gamma di lenti di ingrandimento, dei filtri colorati che permettono al medico che sta eseguendo la procedura, la rilevazione di eventuali vasi sanguigni della cervice, la cui condizioni non sono normali.


Quanto dura la colposcopia?

L’intera procedura con il colposcopio è eseguita in circa 30 minuti.


A cosa serve la colposcopia

Generalmente la colposcopia è eseguita per l’analisi e la valutazione di aree potenzialmente cancerose. Altra ragione che può portare all’esecuzione di questa, si riconduce ad un controllo relativo alla presenza di alterazioni infiammatorie o infettive, presenza di piccole escrescenza tumorali, lesioni alla cervice, vagina e vulva. Ad ogni modo, nella maggior parte dei casi sono due le circostanze comuni che portano all’esecuzione della colposcopia e nello specifico ciò può accadere nel caso in cui si voglia esaminare il collo dell’utero o altrimenti quando il collo dell’utero appare anomalo sulla base dei precedenti test eseguiti.


Colposcopia in gravidanza

Nel caso di donne in gravidanza, l’esecuzione della colposcopia può scaturire conseguenti effetti collaterali. Sebbene tali conseguenze non siano così frequenti, è ad ogni modo bene sapere che la procedura può causare complicazioni allo stesso stato di gravidanza, portando in altre parole ad un aborto spontaneo.

Durante la gravidanza, la colposcopia viene eseguita per escludere la presenza di carcinoma invasivo. L’osservazione sarà diversa, dato lo stato di gravidanza in corso, dal momento che il collo dell’utero in questo periodo può avere un aspetto diverso, risultando più marcato e con una maggiore presenza di muco cervicale, condizione che può oscurare la visualizzazione durante la procedura. Per tali ragioni è richiesta una maggiore attenzione da parte del medico durante l’esecuzione della colposcopia in una donna incinta. Alle volte date le difficoltà di base per l’esecuzione della procedura, è possibile che la stessa non porti ai risultati desiderati e che quindi debba essere ripetuta dopo 6 o 12 settimane successive alla prima esecuzione.

La biopsia è generalmente evitata in gravidanze, a meno che non vi sia il sospetto di una displasia di alto grado o il cancro.


Risultati della colposcopia

Lo scopo della colposcopia è la determinazione della causa che rende il collo dell’utero anormale. Dopo aver eseguito la colposcopia sarà immediato il risultato e quindi sarà possibile sapere in breve tempo se si dispone di cellule anomale nel rivestimento della cervice. In alcuni casi è però necessario aspettare anche i risultati della biopsia eseguita, per ottenere la corretta diagnosi. L’analisi del campione di tessuto dovendo essere inviato ad un apposito laboratorio di analisi richiederà qualche giorno in più o al massimo un paio di settimane. Nello specifico, se i risultati della biopsia sono normali, è possibile dedurre che nessun cambiamento grave sia stato subito dalle cellule e quindi non vi è pericolo di cancro o condizioni precancerose. Risultati anormali possono allo stesso modo essere rilevati già dalla sola biopsia e in questi casi è possibile osservare il cancro della cervice, o la presenza di neoplasie intraepiteliali cervicali che in altre parole indicano il cambiamento nei tessuti della cervice. Altro risultato anormale della biopsia può essere l’osservazione di verruche cervicali.

In generale, attraverso la biopsia viene determinato il grado di cambiamento anormale delle cellule del collo dell’utero, e tale risultato è indicato con il termine medico neoplasia intra-epiteliale. Si distinguono, secondo la gravità tre diversi livelli di neoplasia intra-epiteliale.

In caso di esito negativo, se i risultati mostrano una biopsia pre-cancro, meglio detta displasia, è raccomandato un trattamento. La stessa displasia può essere live, moderata o grave e dunque richiedere un tipo di terapia differente. In generale si opta per uno dei due seguenti possibili metodi di trattamento: ablazione della zona anormale, o resezione. Grazie ad entrambi i tipi di trattamento si riesce a risolvere il problema, nella maggior parte dei pazienti. La prima tecnica è applicata di norma ai casi più lievi di displasia, mentre la resezione è consigliata nei casi più gravi o addirittura nei casi di rilevazione di un tumore. Il trattamento da seguire deve essere ad ogni modo stabilito inseguito all’osservazione dei risultati ottenuto dalla colposcopia. In particolare, risultati normali si hanno quando la superficie della cervice osservata è liscia e rosa. Risultati anormali includono invece: variazioni anomale nei vasi sanguigni, aree particolarmente gonfie, polpi cervicali, verruche genitali o presenza di chiazze biancastre sulla cervice.

Se i risultati ottenuti dalla procedura non sono del tutto soddisfacenti è necessario ripetere nuovamente gli esami ed infine la stessa procedura. Non solo per questa ragione, ma anche nel caso in cui si sia rilevato che la neoplasia intra-epiteliale è di grado 1, è necessario ripetere ogni 6 o 12 mesi la colposcopia, così da monitorare le cellule e rilevare le eventuali variazioni dovute al trattamento.


Complicazioni durante la colposcopia

La procedura con il colposcopio è considerata quasi del tutto sicura. Dopo l’esecuzione della procedura è probabile che si presentino piccole perdite di sangue, le quali continuano per un periodo di 3 o 5 giorni al massimo. Altrimenti è possibile osservare delle macchie scure di sangue, effetto noto come spotting.

Si consiglia di evitare nei successivi giorni all’esecuzione della procedura, l’uso di farmaci vaginali, pratica di rapporti sessuali e uso di tamponi. Si raccomanda ad ogni modo di astenersi da questi fin quando il sanguinamento non sarà più evidente.

In maniera analoga, dopo l’esecuzione della biopsia è possibile che si presenti qualche sanguinamento, il quale dura per un massimo di una settimana. Si possono avvertire lievi crampi, dolori alla vagina e perdite per 3 giorni al massimo. Nel caso in cui il sanguinamento sia molto pesante e duri per un periodo maggiore alle due settimane, o allo stesso modo se si avverte del dolore forte al ventre o alla zona pelvica, o si notano segni di infezione (cattivo odore, ad esempio) si raccomanda di avvertire un medico. In generale, gli eventuali rischi principali che si corrono, includono emorragia, infezioni, comparsa di dolore pelvico o addominale.

Informazioni utili riguardanti la colposcopia e i risultati

Naturale benessere

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