Coronaropatia

Il termine coronaropatia viene utilizzato per indicare tutti quei disturbi che vanno a colpire le arterie coronarie, vale a dire i vasi sanguigni che trasportano il sangue, ricco di ossigeno, verso il cuore.

La circolazione coronarica, infatti, si distingue dalla normale circolazione sanguigna, in quanto le arterie, nella circolazione sanguigna, hanno la funzione di trasportare il sangue, ricco di ossigeno e povero di anidride carbonica, dal cuore verso la periferia dell’organismo, mentre le arterie coronariche trasportano, appunto, il sangue ricco di ossigeno verso il muscolo cardiaco.

Coronaropatia

Coronaropatia

La coronaropatia

La coronaropatia ha come diretta conseguenza la riduzione del flusso sanguigno verso il cuore, di conseguenza il cuore viene privato delle sostanze nutritive e dell’ossigeno di cui ha bisogno e non può, per questa ragione, funzionare correttamente.

Quali sono le cause della coronaropatia?

Prima di focalizzare l’attenzione sulle cause della coronaropatia, è necessario comprendere il funzionamento delle arterie coronarie: le arterie coronarie sono i vasi sanguigni che trasportano il sangue ricco di ossigeno all’organismo; il tessuto di questi vasi sanguigni è liscio ed elastico, di conseguenza permette al sangue di fluire liberamente. Con il passare degli anni, le molecole di grasso possono depositarsi sulle pareti dei vasi sanguigni e, conseguentemente, queste stesse molecole vanno ad accumularsi; l’accumulo di grasso sulle pareti dei vasi sanguigni è estremamente dannoso, inoltre, in queste condizioni, vengono rilasciate sostanze chimiche che favoriscono il deposito di altre sostanze. Le molecole di grasso ed altre molecole che vengono trasportate dal flusso del sangue, perciò, si accumulano all’interno dei vasi sanguigni, restringendo, di conseguenza, lo spazio libero per il flusso del sangue; questi accumuli di grasso possono ritirarsi spontaneamente, tuttavia, nella maggior parte dei casi, gli accumuli sulle pareti dei vasi sanguigni continuano ad aumentare, di conseguenza lo spazio disponibile per il flusso del sangue può diminuire notevolmente. Il rallentamento del flusso di sangue che deriva da questa condizione ha conseguenze negative per la salute del cuore, in quanto le arterie coronarie, soprattutto nei momenti di maggiore sforzo e stress, non riescono a fornire al muscolo cardiaco una quantità di sangue sufficiente; un minor afflusso di sangue verso il cuore significa, necessariamente, un minor apporto delle sostanze nutritive e dell’ossigeno di cui il cuore ha bisogno per funzionare correttamente. Nei casi più gravi, il flusso di sangue può essere completamente bloccato, in quanto le pareti interne delle arterie coronarie sono ricoperte di una quantità di molecole di vario genere che va ad occupare tutto lo spazio disponibile, impedendo, di conseguenza, il flusso di sangue: questo disturbo viene indicato come coronaropatia acuta. La coronaropatia acuta è associata ad altre condizioni che derivano direttamente dal mancato afflusso di sangue, dovuto all’ostruzione delle arterie coronarie; sia per questa ragione, sia per la gravità del disturbo, quindi, la coronaropatia viene quasi sempre ricondotta ad altri disturbi e patologie del sistema circolatorio.

Quali sono i sintomi della coronaropatia?

Il principale sintomo della coronaropatia è il dolore toracico, che può manifestarsi come una sensazione di disagio, di pesantezza, di bruciore, di intorpidimento del torace: questa sensazione di dolore può essere avvertita non solo al torace, ma anche alla spalla, alle braccia, al collo, alla schiena o alla mascella.

Altri sintomi che possono accompagnare il dolore del torace sono:

  • la mancanza di fiato
  • le palpitazioni, ovvero il battito cardiaco irregolare, in genere più veloce rispetto alla norma
  • la sensazione di debolezza
  • le vertigini
  • la nausea
  • l’aumento della sudorazione

Bisogna saper riconoscere i sintomi della coronaropatia, in quanto, innanzitutto, il dolore del torace può derivare da condizioni differenti e disturbi di vario genere, inoltre i sintomi associati al dolore toracico, in particolar modo la sensazione di debolezza, l’aumento della sudorazione e la nausea, possono essere ricondotti a numerose patologie e condizioni insolite dell’organismo.
Proprio per questa ragione, non bisogna sempre preoccuparsi se si ha una sensazione di debolezza, in quanto questa, ad esempio, potrebbe derivare da uno sforzo eccessivo, così come gli altri sintomi potrebbero derivare da condizioni diverse; al contrario, se si ritiene che i sintomi avvertiti siano riconducibili ad una coronaropatia, è di fondamentale importanza chiedere immediatamente il soccorso di un medico.
Una volta avvertiti i soccorsi, il medico informa il paziente su come comportarsi durante l’attesa; è estremamente importante, in queste condizioni, non temporeggiare ma chiedere immediatamente aiuto, tuttavia non bisogna preoccuparsi ogni qual volta si avvertono sintomi di questo genere, se non si sospetta che i sintomi siano riconducibili ad una coronaropatia.

Come viene diagnosticata la coronaropatia?

La diagnosi della coronaropatia deve necessariamente essere effettuata da un medico, in quanto si tratta di una patologia che deve essere tenuta sotto controllo ed affrontata con il supporto di un medico, ovvero di una persona competente ed esperta; non è possibile sottovalutare questa patologia e le possibili conseguenze che questo disturbo potrebbe avere. La diagnosi della coronaropatia si basa, innanzitutto, sui sintomi che vengono riportati dal paziente, infatti se il paziente riferisce sintomi insoliti, come un dolore al torace accompagnato da battito cardiaco accelerato, da una sensazione di stanchezza eccessiva, da nausea, vertigini e sudorazione eccessiva, il medico può avanzare una ipotesi circa la coronaropatia. Una prima conferma di questa ipotesi può derivare dall’analisi della storia medica del paziente e dei così detti fattori di rischio: il medico, innanzitutto, deve prendere in considerazione eventuali patologie di cui il paziente ha sofferto in passato e che potrebbero essere ricondotte, in qualche modo, alla coronaropatia; in secondo luogo, il medico deve valutare i fattori di rischio, quindi deve rivolgere al paziente alcune domande, a proposito di quelle condizioni che potrebbero favorire lo sviluppo di una coronaropatia. Indipendentemente dagli esiti ottenuti attraverso l’analisi della storia medica e dei fattori di rischio, per confermare la diagnosi di coronaropatia, è necessario ricorrere ad alcuni test diagnostici; i test diagnostici, infatti, possono confermare una ipotesi avanzata sulla base della storia medica e dei fattori di rischio o, al contrario, escludere l’ipotesi di coronaropatia ed, eventualmente, far emergere altre condizioni.
I test diagnostici che permettono di confermare o, al contrario, di escludere una eventuale coronaropatia sono diversi, tuttavia è il medico stesso ad indicare al paziente quali test eseguire; l’esito dei test diagnostici, al tempo stesso, aiuta a valutare l’entità della coronaropatia e permette, di conseguenza, di stabilire un trattamento adeguato ed il più possibile efficace.

Quale trattamento viene intrapreso in caso di coronaropatia?

Il trattamento della coronaropatia si basa, innanzitutto, sulla riduzione o, se possibile, sull’eliminazione dei fattori di rischio; può comprendere, inoltre, l’assunzione di farmaci e, più raramente, terapie di altro genere.
Indipendentemente dal tipo di trattamento che si intraprende, comunque, è di fondamentale importanza eseguire controlli periodici dal proprio medico, in modo da tenere sotto controllo il decorso della malattia e l’efficacia del trattamento intrapreso. Per quanto riguarda la gestione dei fattori di rischio, il medico, nella maggior parte dei casi, consiglia al paziente di non fumare, in quanto il fumo è uno dei fattori che può favorire maggiormente lo sviluppo di una coronaropatia; in alcuni casi, vengono apportate anche delle modifiche nella dieta, in quanto alcuni alimenti, se consumati in abbondanti quantità, possono risultare nocivi per la salute ed aggravare la condizione della coronaropatia.

Semplici consigli in caso di coronaropatia

Altri consigli per ridurre ed eliminare i fattori di rischio devono, in ogni caso, essere richiesti al proprio medico; il controllo dei fattori di rischio, comunque, non sempre risulta sufficiente a contrastare la coronaropatia, di conseguenza, spesso, può essere necessario ricorrere all’assunzione di farmaci o a trattamenti di altro genere.

Considerazione finale sulla coronaropatia

Il termine coronaropatia viene utilizzato per indicare le patologie delle arterie coronarie, vasi sanguigni che trasportano il sangue ricco di ossigeno verso il cuore; le cause di questo disturbo possono essere diverse e devono essere valutate da un medico, in quanto, in base alle cause e all’entità della patologia, è necessario intraprendere un trattamento diverso.

Informazioni di carattere generale rigurardanti la coronaropatia.

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