Insonnia cure naturali

L'insonnia è un problema che affligge molte persone ma fortunatamente le cure naturali e consigli utili per cercare di mitigare il disagio non mancano, il sonno è uno dei più grandi misteri della biologia: ancora non si comprende esattamente perché si dorme, anche se la ricerca sta facendo importanti passi avanti. Sappiamo però che un buon sonno è una delle pietre angolari di una buona salute.

Insonnia cure naturali

Insonnia cure naturali

Quanto ore di sonno sono necessarie all'organismo?

La durata ottimale è di 6-8 ore per notte per la maggior parte degli adulti. La mancanza di sonno però, oggigiorno, è una condizione talmente cronica per la maggior parte delle persone che è possibile nemmeno rendersi conto di soffrirne.

L’interruzione o l’insufficienza di sonno possono:

  • indebolire gravemente il sistema immunitario;
  • accelerare di due-tre volte la crescita dei tumori: quando i ritmi circadiani sono disturbati il fisico produce meno melatonina (ormone e antiossidante) e riduce le proprie capacità di combattere il cancro;
  • causare uno stato pre-diabetico, con gravi ripercussioni sul metabolismo e sul peso corporeo;
  • inabilitare gravemente la memoria e la lucidità mentale, ma anche le capacità fisiche e di problem-solving;
  • aumentare i disordini legati allo stress, come mal di cuore, ulcere allo stomaco, stitichezza, depressione;
  • causare un invecchiamento precoce interferendo con la produzione di ormone della crescita.

Cure naturali consigli e trattamenti utili contro l'insonnia:

  • Rendere il più confortevole possibile il luogo dove si dorme: dormire al buio completo, o il più completo possibile, avendo cura di eliminare o ridurre al massimo qualsiasi fonte di luce, anche la più piccola, soprattutto se di natura artificiale: infatti la luce inibisce la produzione di serotonina e melatonina da parte della ghiandola pineale, mentre se quest’ultima funziona bene si riduce sensibilmente il rischio di cancro. Perché i ritmi circadiani siano rispettati è necessario alternare la luce del giorno con il buio più completo durante la notte; mantenere la temperatura della stanza a non più di circa 18°C: una temperatura troppo bassa o troppo alta, infatti, può compromettere la regolarità del sonno e privarci dei suoi benefici: infatti durante la notte la temperatura interna del corpo raggiunge il suo livello più basso, di solito 4 ore dopo essersi addormentati; eliminare eventuali campi elettromagnetici dalla stanza da letto, perché inibiscono la produzione di melatonina e serotonina: allo scopo puù essere utilizzato un gaussmetro, che si trova facilmente in commercio; tenere lontane dal letto sveglie e altri strumenti elettrici oppure, meglio ancora, eliminarli del tutto; non usare sveglie rumorose, per evitare lo stress di un risveglio improvviso: oggi si trovano in commercio degli strumenti molto simili alle sveglie, che tuttavia non utilizzano allarmi sonori, ma sono in grado di simulare l’aumento della luce del sorgere del sole, in modo graduale; bisogna inoltre evitare di usare il letto per altre attività, come guardare la TV o lavorare, perché esse impediscono un benefico rilassamento mentale e muscolare; considerare l’ipotesi di stanze separate, soprattutto se il partner è insonne o russa: anche la presenza di animali domestici a letto può rendere meno efficace il sonno;
  • preparare il letto: andare a dormire prima possibile, secondo i ritmi naturali: l’organismo umano, infatti, “ricarica” le proprie energie al meglio nelle ore comprese tra le 23 e l’1 del mattino, e sempre in questo periodo la cistifellea espelle in modo più efficiente le tossine, che altrimenti si accumulerebbero nel fegato in quantità crescente; non modificare gli orari del sonno, nemmeno durante i weekend, anzi stabilire una routine regolare, anche attraverso la meditazione o altre pratiche che riducono la tensione della giornata: in questo modo sarà sempre più facile addormentarsi alla sera e svegliarsi al mattino; non bere alcun tipo di fluido entro due ore prima di andare a letto, per eliminare del tutto o ridurre significativamente la necessità di andare in bagno durante la notte; andare in bagno subito prima di andare a letto; mangiare uno snack ad alto contenuto proteico ed un pezzetto di frutta diverse ore prima di andare a letto, per favorire la produzione di serotonina e melatonina, ma evitare cereali e zuccheri: questi cibi, infatti, aumentano il livello di zucchero nel sangue, rendendo difficile addormentarsi, mentre la fase successiva di calo di zucchero (ipoglicemia) può far sì che ci si svegli nel bel mezzo della notte; fare un bagno caldo o una sauna prima di andare a dormire; indossare calzini a letto o, in alternativa, procurarsi una bottiglia di acqua calda: infatti i piedi sono la parte del corpo che si raffredda per prima, a causa della scarsa circolazione sanguigna, e vari studi dimostrano che spesso questo raffreddamento induce a svegliarsi; indossare una mascherina da notte, soprattutto se si vive in un’area urbana, dove è molto più difficile eliminare qualunque fonte di luce; interrompere il lavoro almeno un’ora prima di andare a dormire (ma preferibilmente due ore o più): questo permette alla mente di rilassarsi prima del sonno, senza pensare a tutte le scadenze del giorno successivo; non guardare la TV o, meglio, lasciarla fuori dalla stanza da letto, perché disturba le normali funzioni della ghiandola pineale: piuttosto, meglio ascoltare un CD di musica rilassante, come quella che imita i suoni e i rumori dell’oceano o della foresta, oppure leggere qualcosa a contenuto spirituale o edificante, per favorire il rilassamento e non la stimolazione del cervello, oppure scrivere il diario della giornata, dove annotare i propri pensieri prima di andare a letto;
  • ridurre o evitare il più possibile l’uso di farmaci e droghe, che molto spesso presentano effetti collaterali nei confronti del sonno;
  • evitare la caffeina, anche quella contenuta in certi farmaci, perché diverse persone faticano a metabolizzarla e così i suoi effetti durano per diverse ore dopo il consumo;
  • evitare l’alcool: anche se può sembrare che esso favorisca il sonno, in realtà è possibile che ci si svegli alcune ore dopo essersi addormentati; inoltre l’alcool impedisce all’organismo di raggiungere gli strati più profondi del sonno;
  • fare un regolare esercizio quotidiano, almeno 30 minuti al giorno, ma non a ridosso delle ore di sonno: l’esercizio fisico migliore è quello effettuato nelle primissime ore dopo il risveglio;
  • perdere il peso in eccesso, che può indurre fenomeni di apnea durante il sonno, impedendo un buon riposo;
  • evitare cibi ai quali si è ipersensibili, in particolare cereali, zucchero e prodotti caseari pastorizzati: possono causare congestione, problemi gastrointestinali, eccesso di gas, ecc.;
  • tenere sotto controllo lo stress adrenalinico, ricorrendo ad un medico clinico: lo stress adrenalinico, infatti, può causare insonnia;
  • controllare i mutamenti ormonali in caso di menopausa o premenopausa, perché se non sono ben indirizzati possono provocare stati di insonnia;
  • aumentare la melatonina: l’ideale sarebbe un incremento naturale, ottenuto esponendosi al sole durante il giorno (oppure a speciali bulbi a spettro fluorescente durante l’inverno) e restando completamente al buio di notte, oppure assumendo un supplemento di melatonina, sotto forma di spray o sublinguale: gli studi infatti dimostrano che la melatonina aumenta la capacità di addormentarsi e di mantenere lo stato di sonno, riduce l’agitazione ed elimina gli effetti dell’affaticamento accumulato durante il giorno. Si tratta di una sostanza naturale ed è facilmente reperibile sul mercato.

Considerazioni sulle cure e consigli per combattere l'insonnia:

Se tutte queste accortezze non si dimostrassero comunque efficaci, si può ricorrere ad alcune tecniche di liberazione delle emozioni, che possono essere apprese in pochi minuti. Servono a bilanciare il sistema bioenergetico del proprio corpo e a risolvere alcuni stress emozionali che contribuiscono all’insonnia a livello molto profondo.

Cure naturali e consigli per combattere l'insonnia.

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