Curva glicemica: Curva da carico di glucosio

La curva glicemica è utile per la misurazione della glicemia in determinati soggetti.

La curva glicemica o curva da carico di glucosio è utile perché in molti casi un disturbo del metabolismo glucidico non è rilevabile con la semplice determinazione della glicemia a digiuno, perché è troppo lieve oppure perché è ancora in fase iniziale della sua evoluzione.

In questi casi risulta molto indicativo il comportamento del tasso di glucosio ematico sotto particolari stimoli in grado di impegnare in modo particolare il meccanismo della regolazione glicemica.

Curva glicemica: Curva da carico di glucosio

Curva glicemica

Con i cosiddetti test di tolleranza del glucosio si cerca di stabilire l'intensità di glucosio (o di una dose di farmaci ipoglicemizzanti) ed il tempo che egli impiega a recuperare l'equilibrio fisiologico.

La prova più semplice ed indicativa, oltre che di maggior impiego, è la curva glicemica da carico di glucosio.

Esame per la curva glicemica, metodo di ricerca:

  • prelievo a digiuno (provette con anticoagulante)
  • somministrare 0,75 gr di glucosio per ogni kg di peso corporeo sciolto in circa 100 cc. di acqua (quando il glucosio non raggiunge i 50 gr, somministrare ugualmente tale quantità, senza superare i 100 gr)
  • prelievo di sangue dopo 30 minuti dalla somministrazione del glucosio
  • prelievo di sangue dopo 60 minuti
  • prelievo di sangue dopo 2 ore
  • prelievo di sangue dopo 3 ore
  • prelievo di sangue dopo 4 ore
  • quindi si determina la glicemia su ogni campione di sangue

Curva normale di glicemia: 1.40-2.10 di curva massima dopo i 30 minuti (aumenti del 60-70% del valore di base), mentre la discesa al valore di partenza dopo 2-3 ore.

Nella insufficienza epatica invece:

  • valore di partenza: normale
  • curva: alta e protratta
  • discesa della curva: solo verso la 4° ora a valori bassi o normali

Nelle iperfunzioni ipofisarie, ipersurrenalismo, nel diabete con deficit relativo di insulino:

  • valore di partenza: alto

curva: alta e protratta (varia a seconda della gravità con glucosuria)

Nell'iperinsulismo, iposurrenalismo:

  • curva piatta

La curva glicemica da carico endovenoso va eseguita con modalità e risultati identici a quelli sovraindicati; la somministrazione del glucosio è fatta per via endovenosa in fleboclisi glucosate al 20% e si introducono 2,5 ml per ogni kg di peso corporeo del soggetto in esame).

Curva da carico di insulina

Dopo un carico di glucosio è importante studiare il comportamento della glicemia, dopo somministrazione di un dosa standard di insulina o di altri farmaci ad azione ipoglicemizzante.

La prova di sensibilità all'insulina ci segue con le seguenti modalità:

  • al paziente digiuno si preleva un campione per la glicemia di base e si iniettano endovena 0,1 U.I. di insulina per kg di peso corporeo;
  • quindi si fanno prelievi di sangue dopo 20-30-40-50-60-90-120 minuti e si analizza con la massim a precisione il contenuto di glucosio;
  • è importante tenere pronto del clocosio da introdurre in vena qualora insorgessero disturbi da ipoglicemia

Risultati:

  • nell'individuo normale: dopo 20-30 minuti si osserva una caduta della glicemia pari al 50-60% del valore di base con ritorno al volume di partenza entro 120 minuti.
  • nel diabete insulinico-sensibile: la discesa è assai marcata e la ripresa assai tardiva
  • nel diabete insulinico-resistente: non si riscontrano oscillazioni significativa.
  • nei soggetti con insufficienza surrenalica o ipofisaria: in cui la prova va sconsigliata, la caduta della glicemia può raggiungere punte pericolose.

Velocità di eritrosedimentazione: per velocità di eritrosedimentazione o sedimentaria si intende la misurazione della rapidità con cui le emazie sedimentano nel plasma in cui sono sospese.

Per osservare questo fenomeno il sangue deve essere reso incoagulabile subito dopo il prelievo, mediante l'aggiunta di una sostanza anticoagulante.

I fattori che influenzano la rapidità dei globuli rossi sono esclusivamente plasmatici.

Tutte quelle sostanze che normalmente od occasionalmente presenti nel sangue, capaci di aumentare la tendenza degli eritrociti a sedimentare sono chiamate "agglomerine".

Certi componenti della membrana e del corpo batterico posseggono una spiccata e specifica attività agglomerinica che potrebbe avere importanza nel determinare l'aumento della velocità di eritrosedimentazione nel corso delle infezioni.

Alcune sostanze appartenenti alle sieroproteine (in particolare le globuline ad alto peso molecolare) sono responsabili di aumenti della
velocità di eritrosedimentazione.

Si riscontrano infatti nel plasmocitoma o nella macroglobulinemia forti quantità di determinate gammaglobuline a carattere patologico (paraproteinemia).

Anche l'aumento di fibrinogeno nel sangue (iperfibrinogemia) innalza la velocità di eritrosedimentazione.

Valori normali: 5-10 nell'uomo; 10-15 nella donna

Valori aumentati:

  • nelle malattie infettive acute e croniche (reumatismi articolari acuti, brucellosi tubercolosi etc)
  • malattie che comportanto distruzione e necrosi dei tessuti (ustioni estese, traumi, stravasi emorragici, necrosi ischemiche, tumori maligni con fenomeni degenerativi, interventi chirurgici...)
  • malattie da disprotidemia (plasmocitoma, macroglobulinemia, epatopatie acute e croniche, nefrosi lipoidea, etc)
  • anemie in parte in rapporto alle cause che hanno provocato l'anemia, in parte perché lo scarso numero degli eritrociti favorisce la loro sedimentazione.

Valori diminuiti:

  • nella policitemia
  • nella poliglobulia
  • nello shock anafilattico

La velocità di eritrosedimentazione al di fuori di casi del tutto particolari (plasmocitoma e macroglobulinemia) non ha utilità diagnostica precisa nei confronti di determinate malattie, ma è quasi un fenomeno generale in un forte numero di affezioni.

Essa ha il suo massimo significato nel riconoscere la presenza di una malattia, lasciando agli altri mezzi diagnostici il compito della sua esatta identificazione.

Informazioni sulla curva glicemica

Corpo umano anatomia organi

Scrivi un commento in merito all'articolo dal titolo curva glicemica: Curva da carico di glucosio

Ringrazio vivamente per le informazioni che ho ricavato da questa pagina, vi saluto e avanti così
Violi Daniele

Lascia il tuo commento: