Danza del ventre: Danza orientale

Danza del Ventre o Danza Orientale, sono i termini con cui vengono indicati e sotto il quale sono, conseguentemente, raggruppati diversi stili di danza provenienti soprattutto dal medio - oriente, dal nord Africa, nonché da Turchia e dalle regioni Caucasiche ed inoltre risulta essere anche un buon allenamento per dimagrire.

La danza del ventre conosciuta anche con il nome di danza orientale è un tipo di danza da ballare che contrariamente a quanto si può pensare non coinvolge esclusivamente il ventre che funge da fulcro espressivo, ma la Danza del Ventre, in tutte le sue molteplici espressioni stilistiche, coinvolge il corpo umano nella sua interezza e, inoltre, propone stimoli volti all’affinamento delle doti di equilibrio, destrezza e coordinazione motoria configurandosi, di conseguenza, come una disciplina completa sotto tutti i punti di vista.

Danza del ventre Danza orientale

Danza del ventre

Tale completezza si concretizza in un efficace mezzo attraverso il quale coltivare, mantenere ed aumentare la propria salute psico-fisica e come potente strumento al servizio della propria espressività e creatività: danzare è espressione della propria persona, comunicare con il mondo e condividere con esso pace e felicità.

Stilisticamente la Danza del Ventre assume svariate forme e sfaccettature in funzione della regione di provenienza, con la sua cultura, il suo stile di vita, le sue credenze ed i suoi suoni, profumi e colori.

In linea del tutto generale è possibile identificare due filoni principali:

Raqs Sharqi (letteralmente Danza Orientale): è il filone più popolare in occidente e racchiude gli stili più giovani, nati dall’esportazione degli stili “originari” oltre i confini delle relative regioni native. Appartengono a questo gruppo, tra gli altri, gli stili che prevedono il danzare su coreografie prestabilite ed il danzare in gruppi;

Raqs Balandi (letteralmente Danza della Terra): questo filone raggruppa gli stili “originali” della tradizione medio – orientale, nord africana, turca e caucasica. Questi stili possono essere praticati da chiunque a prescindere dal sesso o dall’età e la successione dei movimenti si genera sulla base dell’assoluta improvvisazione della danzatrice (o danzatore), frutto della massima libertà dell’individuo di esprimersi solo in funzione del proprio essere senza alcun limite o vincolo.

ORIGINI E STORIA DELLA DANZA ORIENTALE

Più di ogni altro genere di danza, la Danza del Ventre affonda le proprie radici nel mito e nella leggenda delle nebbie del tempo e come risultato l’autenticità stessa si alcuni stili “classici” arriva, a volte, ad essere messa in discussione.

Una delle teorie vuole che la Danza del Ventre fosse, originariamente, danzata dalle sole donne per le sole donne, una sorta di strumento di comunicazione e socializzazione tutto al femminile.

Un’altra teoria, particolarmente diffusa e radicata in occidente per via della sua mentalità e del suo trascorso storico e culturale, vede nella Danza del Ventre una via di promozione della donna agli occhi dell’uomo, con un chiaro intento finalizzato alla sessualità ed alla procreazione. Una terza teoria, che si presenta come la più accreditata agli occhi degli esperti di storia e cultura medio – orientale, propone la Danza del Ventre come l’eco di un’espressione delle antiche religioni tribali arabe, che vedevano nella Danza del Ventre uno strumento di preghiera propiziatrice, del tutto simile alle antiche danze dei nativi d’America, volto a richiedere ad ancestrali divinità, un futuro ricco di salute e felicità. In questa visione la Danza del Ventre avrebbe, dunque, finalità metafisiche e rappresenterebbe la via per comunicare con gli “esseri superiori” che regolano il cosmo (e quindi la vita del’uomo) e l’improvvisazione nei movimenti, il diritto di ogni essere umano (uomo, donna, bambino o vecchio) di esprimersi secondo il proprio essere.

Chiaramente risulta impossibile, e forse anche inutile, trovare nella pratica l’”origine” certa della Danza del Ventre e la verità, come spesso accade, sta nel mezzo.
Passando, invece, dal mito alla storia, si hanno evidenze dell’esistenze dalla Danza del Ventre fin dall’antico Egitto dei faraoni, rappresentate da statue e geroglifici raffiguranti danzatrici atte ad eseguire i tipici ed inconfondibili movimenti caratterizzanti la Danza del Ventre, mentre la prima documentazione occidentale risale all’invasione dell’Egitto da parte di Napoleone nel 1798. Da allora la Danza del Ventre ha valicato i confini delle proprie regioni d’origine per espandersi in tutto il mondo.

IL COSTUME TIPICO DELLA DANZA DEL VENTRE

Il tipico abbigliamento legato alla Danza del Ventre prende il nome di bedlah (in arabo “veste”) ed include, nella sua configurazione tipica, un top componibile o un reggiseno, solitamente adornato con frange, perle o monete argentee o dorate, unitamente ad una gonna, che può essere più o meno lunga, o ai tipici pantaloni arabeggianti detti “harem”.

Gli accessori sono fondamentali: cinture appariscenti tempestate di pailette o perle luccicanti, orecchini e bracciali, nonché collane, anelli (sia per le dita delle mani che dei piedi), cavigliere e diademi da incastonare tra i cappelli per impreziosire e valorizzare al massimo la propria figura.

Nessun limite esiste in quanto a colori che possono essere utilizzati, i quali dovrebbero, anzi, essere quanti più possibile e quanto più sgargianti possibile. Il top o il reggiseno, in particolare, dovrebbero essere decorati nella maniera più ricca e brillante concepibile.

Il costume delle danzatrici della Danza del Ventre vuole rispecchiare la bellezza la ricchezza del mondo per poter danzare all’unisono con l’universo: un veicolo per diffondere colori di gioia e felicità.

Ed in quest’ottica, la cinta ricopre il ruolo fondamentale di valorizzazione dei fianchi, che tanta importanza hanno in questo stile di danza, quali generatori di quell’energia che permettono all’”uomo” di essere “umano”.

La cinta è, sostanzialmente, un costume nel costume, con il compito di concretizzare l’espressione della personalità della specifica danzatrice, del singolo essere umano: è il simbolo che ne rappresenta la personalità nella sua manifestazione più elevata di creatura di Dio.

Le varianti possono essere, chiaramente, molteplici ed interessano soprattutto la gonna o i pantaloni, che possono presentare sbuffi più o meno pronunciati, ed un numero variabile di ripiegamenti.

A volte una maglina trasparente viene cucita assieme ai pantaloni, o a questi viene sovrapposta una gonna leggera, o ancora la gonna può essere il risultato della sovrapposizione di molteplici strati di tessuto colorato, volti ad ottenere un vortice di colori fluttuanti.

Infine, per quanto riguarda i piedi, questi dovrebbero restare nudi ma, spesso, vengono avvolti con morbide babbucce colorate.

Altri accessori risultano, invece, necessari per eseguire alcune specifiche tecniche: cimbali da indossare come anelli, bastoni di diverse lunghezze, veli (particolarmente conosciuta è la famosa Danza dei Mille Veli), sciabole, candelabri e candele, tamburini, ventagli, nonché serpenti quali pitoni o boa.

MOVIMENTI FONDAMENTALI DELLA DANZA DEL VENTRE

La maggior parte delle tecniche nella Danza del Ventre coinvolge distretti corporei singoli e l’attenzione è rivolta, prevalentemente, alla regione pelvica.
I movimenti fondamentali sono:

Cuneo: il movimento a “cuneo” dei fianchi è generato muovendo circolarmente le ginocchia ed il bacino a velocità differenti e sfruttando una successione di repentine contrazioni dei glutei. Le danzatrici del ventre spostano, solitamente, anche una gamba leggermente di lato o in avanti, al fine di eseguire all’unisono un movimento della coscia spostata e far vibrare, altresì, più intensamente l’intero corpo;

Oscillazione delle braccia: nella Danza del Ventre il movimento oscillatorio della braccia rappresenta un mezzo di espressività fondamentale per sottolineare la bellezza e l’armonia della danzatrice. In molti casi le mani sono portate in prossimità di altre parti del corpo, con lo scopo di sottolinearne l’espressività;

Scatti dei fianchi: è il movimento base per eccellenza della Danza del Ventre. Si esegue spostando ripetutamente il peso tra le gambe unitamente all’alternante contrazione delle addominali e dei lombari e glutei, al fine di creare l’oscillazione della regione pelvica;

Ondulazione: movimenti oscillatori e rotatori del tronco al fine di ricreare la tipica movenza che si genera nel cavalcare un cammello.

DANZA DEL VENTRE E SALUTE

La Danza del Ventre è una disciplina adatta a chiunque ed è una disciplina completa che combina l’aspetto dell’allenamento volto al raggiungimento della forma fisica, con la ricerca dell’equilibrio mentale.

E’ indicata per dimagrire, rassodare, tonificare, ma anche per migliorare i riflessi (si pensi all’uso dei candelabri o delle candele), aumentare la coordinazione (con l’utilizzo dei bastoni o della sciabola) e l’armonia del movimento (con l’ausilio dei ventagli o dei veli), nonché la musicalità (attraverso l’uso dei cimbali o del tamburino). Stimola e migliora, inoltre,la conoscenza del proprio corpo, favorendo la comunicatività con esso ed attraverso di esso.

La Danza del Ventre è quindi elevazione e perfezionamento del binomio mente – corpo, volto al raggiungimento di un’armonizzazione più ampia con gli altri ed il mondo. I tempi ed i modi sono quelli propri di ciascun individuo e la libertà ed il rispetto di questo sono assoluti.

ALCUNI ESERCIZI UTILI NELLA DANZA DEL VENTRE

Rotazione del dorso con il bastone: poggiare un bastone sulle spalle dietro la nuca e, sostenendolo delicatamente con le mani, eseguire delle rotazioni del busto in maniera fluida e controllata.

Effettuare il movimento per alcuni minuti.

Ottimo anche come riscaldamento pre - allenamento.

Squat: è il miglior esercizio per allenare le cosce ed i glutei.

Piedi paralleli e gambe divaricate oltre la larghezza delle spalle.

Abbassare il bacino all’indietro, piegando le ginocchia, fino ad avere le cosce parallele al suolo.

Mantenere la posizione per alcuni secondi, quindi risollevare il bacino, ristendendo le ginocchia.

Eseguire inizialmente 2 o 3 serie da 10-12 ripetizioni ciascuna, per poi aumentarne, progressivamente, il numero.

Salto con la corda: è l’esercizio principe per sviluppare fiato, quindi per bruciare calorie, rassodare i polpacci e creare i rudimenti di una buona coordinazione.

Addominali: distesi supini per terra, sollevare i piedi poggiandoli su di uno sgabello o una sedia, quindi eseguire delle contrazioni dell’addome portando lo sterno verso le ginocchia.

Eseguire inizialmente 2 o 3 serie da 8-10 ripetizioni ciascuna, per poi aumentarne, progressivamente, il numero.

 

A cura di:
FRANCESCO FLORIS
Mestro di Kung fu Wushu

Naturale benessere

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