Diradamento capelli

Diradamento capelli cosa fare e sapere? il diradamento dei capelli è una problematica che può colpire indistintamente sia l'uomo che la donna.

In molti hanno il problema del diradamento dei capelli ed ahimè potrebbe essere sia per uomini che per donne e ci si chiede ovviamente cosa fare ma serve capire principalmente le cause scatenanti il diradamento dei capelli per poter intervenire al meglio con cura e trattamento idoneo al caso valutato da un tricologo competente.

Diradamento capelli

Diradamento capelli

Diradamento capelli

Un organismo sano, l'attività fisiologica di un capello prevede normalmente tre fasi, indicati con un termine greco: una nascita o anagen, un periodo di crescita o catagen e una morte, telogen. In generale, è la stessa matrice pilifera a sostituire tempestivamente i capelli che perdiamo durante le nostre attività quotidiane, come ad esempio il lavaggio e si calcola che possiamo arrivare a perdere fino a 100/150 capelli in media al giorno, oltre questa soglia, si parla di diradamento dei capelli. Tale condizione fisiologica può essere scatenata da diversi fattori come: uno stato di salute alterato e l'assunzione di farmaci particolari o trattamenti come la chemioterapia, o condizioni di stress e squilibri fisiologici generali.

Uomo e diradamento dei capelli

Nella maggior parte degli uomini, la caduta dei capelli è legata a fattori ereditari, mente in altri casi, invece, il diradamento dei capelli è associato alla presenza di una struttura debole e sottile del fusto capillare, fisiologica dell’individuo o causata da trattamenti troppo aggressivi. Questi possono aggravare una situazione fisiologica già precaria, portando a una facile rottura del capello, compromettendo dunque l'aspetto generale della nostra capigliatura.

Ecco alcuni accorgimenti da mettere in atto per proteggere i capelli, prevenirne la caduta, e volumizzare la chioma:

  • Tinture per capelli: non tutte le tinture sono aggressive per i capelli. Esistono infatti prodotti specifici per chiome indebolite, senza ammoniaca o perossidi, che non arrecano alcun danno, e, anzi, forniscono corposità e volume ai capelli. si possono provare tinture permanenti ma anche semi-permanenti, l’importante è che siano applicati da parrucchieri professionisti, per evitare che una sovraesposizione al prodotto danneggi i capelli.
  • Volumizzanti: molti prodotti volumizzanti contengono paraffina, un derivato della cera d’api; questa sostanza è nociva per i capelli, poiché vi si accumula, appesantendoli e portandoli alla rottura. Esistono però alcuni volumizzanti professionali, disponibili in molti saloni di parrucchieri, in forma di mousse, ad esempio, che hanno una consistenza leggera. Vanno applicati sui capelli umidi, dopo lo shampoo, quindi basta asciugarli a testa in giù per ottenere una chioma vaporosa; per mantenere l’effetto più a lungo, si può applicare una lacca a consistenza leggera.
  • Shampoo: per proteggere i capelli, soprattutto quando sono lunghi, è opportuno evitare di lavarli se non sono sporchi. Spesso una chioma indebolita tende a sporcarsi più facilmente, e quindi si è spinti a frequenti shampoo, danneggiando così i capelli. per questo è consigliabile lavare i capelli non più di due volte alla settimana, utilizzando solo prodotti estremamente delicati.
  • Piega: in caso di capelli sottili e indeboliti, bisogna sempre ricordarsi di evitare un contatto troppo ravvicinato con il phon, per evitare che l’elevata temperatura danneggi ulteriormente i capelli. Sarebbe inoltre opportuno evitare l’uso di ferri arricciacapelli e piastre, a meno che non si utilizzino prima e dopo dei prodotti protettivi per i capelli.
  • Permanente: la permanente agisce mediante l’uso di prodotti chimici, modificando in maniera prolungata la forma del capello, da liscio a riccio. In questo modo, la chioma avrà un volume sorprendente, che aiuterà a mascherare il diradamento, ma, proprio perché si tratta di sostanze chimiche, bisognerebbe effettuare una permanente blanda, in ogni caso come ultima spiaggia. È sempre consigliabile farsi fare questi trattamenti da parrucchieri specializzati, per evitare di incorrere in ulteriori problemi.

Diradamento dei capelli cause

La caduta dei capelli può essere provocata da più fattori, differenti negli uomini e nelle donne. Degli studi hanno dimostrato che normalmente si perdono in media dai cento ai centocinquanta capelli ogni giorno. Come già accennato, in una condizione di normalità, i capelli attraversano tre fasi distinte nell’arco della loro crescita. Più precisamente:

  • Anagenesi: le cellule a livello del bulbo pilifero iniziano a dividersi attivamente, andando a creare il nuovo capello.
  • Catagenesi: il bulbo pilifero è inattivo e regredisce, ma il capello resta ancorato nel cuoio capelluto come tessuto morto.
  • Telogenesi: è la fase di riposo del bulbo pilifero, che precede la caduta del capello e la sua sostituzione.

Circa il 10% del totale dei capelli sul nostro cuoio capelluto si trova nella fase della telogenesi, pertanto vanno a rappresentare quei 100-150 capelli che cadono quotidianamente. La vita media di un capello sano è solitamente di circa quattro anni e mezzo; una volta caduto, nell’arco di circa sei mesi è sostituito da un capello di nuova vita e crescita.

Tra i motivi alla base della caduta dei capelli, troviamo:

  • Fattori genetici: solitamente gli uomini tendono a soffrire di calvizie e diradamento dei capelli molto più rispetto alle donne. Inoltre, spesso chi ha questo tipo di problema, ha quasi sicuramente un parente che ne ha sofferto e ne è afflitto a sua volta.
  • Età: molti uomini, ma anche molte donne, possono confermare che verso i trenta o quarant’anni il fusto del capello tende ad assottigliarsi. Ciò è più evidente negli uomini, in cui si possono verificare cadute di capelli eccessive, tanto da andare incontro a un vero e proprio diradamento nella chioma. È dimostrato che verso i trent’anni, un uomo su quattro inizia a soffrire di calvizie, mentre verso i sessant’anni questo rapporto sale a due uomini su tre.
  • Stress: un eccesso di tensioni fisiche o emotive, ad esempio in concomitanza con malattie o interventi chirurgici, o semplicemente durante periodi carichi di impegni e preoccupazioni, come prima di un esame, può accelerare la caduta dei capelli. In caso di stress, si possono creare due situazioni: telogen effluvium o alopecia areata. Nel primo caso, che è il più comune, i capelli interrompono la loro crescita e tendono a persistere sul cuoio capelluto anche per due o tre mesi, dopo i quali cadono; ricrescono quindi nell’arco di 6-9 mesi. Nel caso dell’alopecia areata, invece, accade che i globuli bianchi attaccano il bulbo pilifero, e i capelli cadono nel giro di poche settimane; solitamente questo fenomeno interessa delle aree circoscritte del cuoio capelluto, ma in casi più gravi può provocare la perdita dei capelli a livello dell’intera chioma e in alcuni casi può riguardare anche la peluria a livello delle altre parti del corpo. I capelli solitamente anche nel caso dell’alopecia tendono a ricrescere dopo qualche mese, ma, spesso sono necessari dei trattamenti farmacologici per stimolare il bulbo pilifero aggredito.
  • Variazioni nell’alimentazione: anche i capelli e il cuoio capelluto necessitano di nutrimento per poter crescere forti e in maniera rapida. Mediante l’alimentazione vengono introdotti nel nostro organismo soprattutto gli amminoacidi essenziali per i capelli, che troviamo nella carne, pesce e uova in maniera particolare. Quando queste sostanze vengono a mancare nella dieta, si può andare incontro all’indebolimento dei capelli, e quindi nel diradamento.
  • Squilibri ormonali: spesso durante la gravidanza, l’adolescenza o la menopausa, i capelli possono subire delle variazioni a livello organismo che si possono ripercuotere visibilmente sulla consistenza del fusto capillare, sulla sua forma, ma anche sulla produzione di sebo a livello del cuoio capelluto. La causa è da ricercare principalmente nell’aumento dell’ormone testosterone, e infatti, le donne che presentano un aumento di ormoni maschili, il che si verifica soprattutto durante la pubertà e la gravidanza, tendono a perdere più capelli rispetto alla quantità fisiologica ritenuta normale. Questo è anche il motivo per cui gli uomini sono più a rischio di calvizie, avendo un’elevata concentrazione di testosterone.
  • Styling: shampoo aggressivi, l'uso del phon a temperature elevate, e messa in piega possono indebolire il capello. Considerando che queste operazioni vengono messe in atto almeno una volta alla settimana, non è raro quindi che i capelli cadano con più facilità.
  • Disturbi alla tiroide: la tiroide regola la produzione di molti ormoni necessari per il corretto funzionamento del nostro organismo. Quando questa ghiandola non funziona correttamente, anche i bulbi piliferi vengono rallentati nella loro attività, causando spesso la caduta dei capelli
  • Anemia e carenze di ferro: il bulbo pilifero, in condizioni di anemia, non riceve un adeguato apporto di ossigeno, pertanto tende a ridurre la propria attività. Per questo è consigliabile inserire nella dieta alimenti ricchi di ferro, come carne, spinaci, legumi e soia.
  • Terapie per il cancro: la chemioterapia in primis agisce su tutte le cellule dell’organismo, rallentandone la moltiplicazione, quindi anche a livello dei follicoli piliferi. Solitamente, una volta terminata la terapia, i capelli riprenderanno la loro crescita nel giro di qualche mese.

Diradamento dei capelli da stress

Lo stress è una delle cause più ingenti per quanto riguarda la perdita dei capelli. A chi non è capitato, magari prima di un esame, o durante un periodo particolarmente carico di tensioni emotive e fisiche, di notare la presenza di un gran numero di capelli sparsi sul cuscino o nella spazzola?

Quando lo stress raggiunge livelli molto elevati, si può andare in contro a situazioni più evidenti.

Tra queste ci sono:

  • Alopecia areata: questa patologia si presenta solitamente con la comparsa di chiazze prive di capelli sul cuoio capelluto, e in casi più gravi può interessare aree di vastità elevata. È dovuta ad una reazione immunitaria anomala da parte dei globuli bianchi nei confronti dei follicoli piliferi che si trovano in anagenesi. Questa patologia è comune nei soggetti che dormono poco e male, o in chi lavora di notte; questi sono fattori estremamente stressanti per l’organismo, che pertanto reagisce stimolando le difese immunitarie in maniera errata. Solitamente i capelli tendono poi a ricrescere spontaneamente nel giro di qualche mese, anche se sono frequenti casi di recidive. Il trattamento per l’alopecia areata prevede innanzitutto il ripristino di ritmi di vita tranquilli e una buona qualità del sonno; nei casi più gravi vanno effettuate terapia con corticosteroidi locali in forma di pomate o lozioni, che favoriscono la riattivazione dei bulbi piliferi.
  • Telogen effluvium: questa patologia interessa indistintamente aree generalizzate e diffuse del cuoio capelluto, e in alcuni casi anche del resto del corpo. Il termine “telogen” indica la specifica comparsa del problema in quei bulbi piliferi che si trovano i fase di telo genesi, o riposo, quando normalmente i capelli tendono a cadere spontaneamente. Normalmente solo il 10% del totale dei capelli si trova in questa fase, ma può capitare che aumenti significativamente questa percentuale, provocando una massiva caduta di capelli. La terapia prevista per questa patologia è a base di corticosteroidi per via topica, ma in ogni caso, una volta cessata la causa scatenante, i capelli dovrebbero ricrescere spontaneamente.
  • Tricotillomania: con questo termine viene indicata la cattiva abitudine di tirarsi le ciocche di capelli o altri peli del corpo. Nei casi più gravi, i soggetti affetti da questa patologia tendono addirittura a sviluppare un disturbo ossessivo-compulsivo, caratterizzato dal bisogno urgente di strapparsi alcune ciocche di capelli. Si tratta di un disturbo che si può manifestare in soggetti sottoposti a forti stress emotivi. Si manifesta a livello esterno con aree prive di peli o capelli nella zona interessata, in cui solitamente tendono a ricrescere in maniera spontanea, se non vengono strappati ripetutamente. La terapia è esclusivamente psicologica, trattandosi principalmente di un problema comportamentale.

In ogni caso, a prescindere da qualsiasi tipo di terapia prevista per questi disturbi, il primo vero trattamento da prendere in considerazione è quello di allontanare tutte le possibili fonti di stress. Se le tensioni vengono tenute sotto controllo, i capelli riprenderanno a crescere normalmente. È opportuno comunque parlare con il proprio medico quando si verificano questi problemi, poiché spesso dietro la caduta dei capelli possono celarsi dei disturbi o delle patologie.

Diradamento dei capelli frontale

Uno dei principali segni dell’avanzare dell’età negli uomini è sicuramente il diradamento dei capelli, in particolare, a livello della zona frontale e delle tempie. È un problema molto comune nella maggior parte degli uomini, che si presenta solitamente a partire dai trent'anni, ma è estremamente variabile a seconda del soggetto e di altre variabili, come la predisposizione genetica, i microtraumi ripetuti nei capelli, e le cause ormonali.

Si possono distinguere quattro classi differenti per quanto riguarda la chioma maschile:

  • Classe I: è l’attaccatura dei capelli normale, tipica dei ragazzi adolescenti
  • Classe II: inizia a verificarsi un lieve diradamento a livello delle tempie
  • Classe III: il diradamento interessa tempie e anche la zona frontale
  • Classe III-Corona: interessa tempie,fronte ma anche la zona della corona, cioè l’area parietale posteriore
  • Classe IV: il diradamento a livello della regione frontale è sempre più esteso, e interessa anche la regione parietale
  • Classe V: oltre alla zona della corona e a tutta la fronte, cominciano a cadere anche i capelli presenti nell’area centrale tra le due
  • Classe VI: tutta l’area centrale, dall’area parietale a quella frontale, non presenta capelli
  • Classe VII: la caduta interessa quasi tutta la testa, ad eccezione delle aree laterali più inferiori.

Solitamente verso i 25-30 anni si potrebbe verificare la comparsa del diradamento di classe II, che tende a peggiorare con l’avanzare dell’età.

Le cause del diradamento frontale riguardano diversi fattori:

  • Fattori genetici: nel 95% dei casi di diradamento negli uomini, si tratta di una predisposizione ereditaria, tanto che si parla di alopecia androgenetica.
  • Fattori ormonali: l’ormone DHT, diidrotestosterone, deriva dalla combinazione del testosterone con l’enzima 5-alfa-reduttasi. Quando il DHT attacca il follicolo pilifero, lo conduce a un progressivo deterioramento, che comporta la caduta del capello che a lungo andare si esplica con la definitiva scomparsa del follicolo stesso.

Prima di iniziare a intraprendere un discorso inerente ai possibili trattamenti per la caduta dei capelli nella zona frontale, bisogna innanzitutto essere certi che il diradamento interessi proprio la zona frontale. Infatti, molti specialisti tendono a valutare solo la caduta dei capelli nella zona propriamente della fronte, mentre un diradamento nella zona delle tempie è ritenuto normale dopo una certa età. Immaginando di guardare la testa dall’alto, si possono distinguere, dalla zona più anteriore a quella posteriore, la zona frontale, con le tempie annesse, la zona mediana, e quella della corona posteriore. Per quanto riguarda invece la definizione dei limiti dell’attaccatura frontale dei capelli, è difficile creare una netta classificazione, poiché spesso un’attaccatura abbastanza alta non è necessariamente indice di calvizie.

I trattamenti per la calvizie frontale possono essere principalmente di quattro tipi:

  • Trapianto di capelli: questo trattamento è sicuramente il più conveniente, considerando che offre una soluzione garantita e permanente. Una volta che i nuovi capelli vengono innestati nei bulbi inattivi, hanno circa il 99% di probabilità di sopravvivenza, e non sono più soggetti all’azione ormonale del diidrotestosterone. Solitamente si parla di “autotrapianto”, per indicare la provenienza dei bulbi da trapiantare; infatti vengono prelevati dei capelli, compresa la loro radice, da una zona ad alta densità capillare, detta donatrice, nella zona in cui è presente il diradamento.
  • Finasteride: è un farmaco che inibisce l’attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi, utile quindi nella calvizie causata da ormoni. Produce un abbassamento dei valori di diidtrotestosterone, impedendo una ulteriore caduta di capelli. Il farmaco agisce anche sulla libido, provocando in alcuni casi anche impotenza, fino a problemi di depressione.
  • Minoxidil: inizialmente si riteneva che questa molecola non fosse utile per la cura della calvizie frontale. Successivamente si notò che, in pazienti ipertesi che effettuavano terapie a base di minoxidil, il cui effetto principale è una vasodilatazione, si verificava una crescita di peli e capelli. Quindi oggi il farmaco viene utilizzato per la cura dell’alopecia androgenetica. Agisce sul bulbo pilifero, stimolandone l’attività, tanto che in alcuni casi si verifica anche una ripresa della crescita dei capelli.
  • Chirurgia dei lembi di cuoio capelluto: è una pratica chirurgica che viene messa in atto solo nei casi più estremi di calvizie frontale, poiché conferisce un aspetto innaturale dell’attaccatura dei capelli. consiste nel trasporto di una striscia di cuoio capelluto, solitamente dalle zone laterali ad alta densità capillare, che viene fatta quindi ruotare sulla zona frontale, senza staccarla completamente. La zona da cui è stata prelevata la striscia donatrice viene suturata. Il verso dei capelli non è quello originario, pertanto il risultato può risultare imperfetto e inadatto alla regione frontale, ma in alcuni casi è l’unico modo per risolvere la calvizie.

Diradamento dei capelli maschile

La calvizie è un fenomeno tipicamente maschile, che comincia a verificarsi di solito verso i trent’anni. inizialmente la regione interessata è quella frontale, soprattutto a livello delle tempie, per poi estendersi a livello della regione parietale, e nei casi più gravi anche a tutto il resto della testa, tranne le zone laterali e inferiori. Prima della vera e propria caduta dei capelli, solitamente si inizia a verificare un assottigliamento del fusto capillare, seguito dal diradamento della chioma e quindi dalla caduta, che a poco a poco si rende visibile sul cuoio capelluto. Alcuni uomini accettano abbastanza serenamente questo problema, ma altri non riescono a rassegnarsi, vivendo la caduta dei capelli come un disagio che grava sulla sfera emotiva e sociale. Non è raro che un uomo, soprattutto se giovane, reagisca alla perdita dei capelli con un calo impotente dell’autostima, e in alcuni casi può verificarsi anche l’insorgere della depressione.

Nel caso della calvizie maschile, le cause principali sono:

  • Ormoni: il diidrotestosterone è un ormone che agisce inibendo l’attività dei follicoli piliferi, e la sua concentrazione è maggiore negli uomini piuttosto che nelle donne.
  • Anemia e carenze di ferro
  • Ipotiroidismo
  • Infezioni micotiche del cuoio capelluto
  • Farmaci come i chemioterapici
  • Stress

Quando la caduta dei capelli non è irreversibile, come nel caso dell’alopecia androgenetica, che solitamente prevede un’inattività permanente dei bulbi piliferi, è possibile mettere in atto le varie terapie e trattamenti disponibili per favorire la ricrescita del capello. Innanzitutto, quando cominciano i primi segni di diradamento, sarebbe sempre opportuno consultare uno specialista, per scongiurare la presenza di altri tipi di problemi, di cui la calvizie può essere un sintomo, soprattutto se accompagnata da altri segnali, come ad esempio la stanchezza.

I trattamenti previsti sono:

  • Trapianto di capelli: è uno dei trattamenti che vengono effettuati come ultima opzione. Vengono prelevati capelli o peli con radice annessa da aree ad alta densità capillare, per impiantarli nelle aree in cui il bulbo pilifero è inattivo.
  • Acconciature: il classico riporto può essere una soluzione per mascherare la calvizie, anche se si tratta di uno stratagemma antiestetico e facilmente individuabile. In alternativa, quando si iniziano a vedere i primi segnali di diradamento, sarebbe opportuno rasare i capelli, o almeno accorciarli per renderlo meno evidente. Alcuni uomini decidono di mascherare una calvizie incipiente con dei parrucchini, ma il risultato è spesso evidente e in ogni caso basterebbe una folata di vento per svelare il trucco.
  • Preparazioni erboristiche: sono disponibili diversi prodotti naturali ricchi di zinco, magnesio, ferro e vitamina E, i principali elementi per favorire la crescita dei capelli.
  • Trattamenti farmacologici: i principali farmaci utilizzati per la cura dell’alopecia sono quelli a base di Minoxidil e Finasteride, che favoriscono il rallentamento della caduta dei capelli, e in alcuni casi anche la loro ricrescita.

Diradamento dei capelli femminile

La caduta dei capelli non è un fenomeno prettamente maschile, ma può riguardare anche le donne. I fenomeni che colpiscono più frequentemente il cuoio capelluto femminile sono:

  • Telogen effluvium: si tratta di una delle forme più frequenti di diradamento dei capelli nelle donne. In caso di telogen effluvium, si può riscontrare visivamente la caduta dei capelli in maniera diffusa per tutta l’area del cuoio capelluto, e in alcuni casi anche sul resto del corpo. Questa è una reazione tipica dell’organismo che si trova ad affrontare situazioni di stress molto intenso, che va ad influenzare l’intero equilibrio ormonale. Può verificarsi ad ogni età, e solitamente regredisce nell’arco di sei mesi, anche se in alcuni casi può diventare un fenomeno cronico. Inizialmente si verifica un assottigliamento del fusto capillare, seguito da una caduta massiva di capelli, e quindi dal diradamento. Il termine “telogen” sta ad indicare che il problema riguarda esclusivamente quei follicoli piliferi che si trovano i fase di telogenesi, o fase di riposo, in cui il follicolo è inattivo e il capello cade, per poi essere sostituito da uno nuovo. In una testa sana, circa il 10-15% del totale dei capelli si trova in fase di riposo, ma se la percentuale aumenta, si può andare incontro al diradamento.
  • Alopecia androgenetica: è un fenomeno legato ai livelli ormonali corporei. C’è una grande predisposizione genetica, che può essere ereditata dal padre, ma anche dalla madre. Questo problema colpisce circa il 50% degli uomini, ed è la causa più diffusa della calvizie maschile, ma può colpire anche molte donne, soprat tutto oltre i quarant’anni. Alcuni studi hanno dimostrato che circa il 13% delle donne accusano i sintomi dell’alopecia prima della menopausa, e in seguito il problema tende a diventare sempre più comune. Si stima che circa il 75% delle donne oltre i 65 anni siano affette da alopecia. La causa è da ricercare nell’ormone diidrotestosterone, o DHT, formato dall’unione tra l’ormone testosterone e l’enzima 5-alfa-riduttasi. Quando il livello ematico di questi ormoni aumenta notevolmente, si verifica una riduzione dell’attività del bulbo pilifero, che diventa sempre più sottile, fino a regredire totalmente. Rispetto agli uomini, questo problema nelle donne si presenta inizialmente con un assottigliamento del fusto capillare, e poi con il diradamento soprattutto sulla parte alta e laterale della testa.
  • Alopecia areata: è un problema autoimmune, in cui i globuli bianchi attaccano erroneamente i follicoli piliferi. Per molti mesi, e in alcuni casi anche anni, non si riscontra più alcuna attività da parte dei bulbi piliferi, poiché regrediscono e smettono di funzionare. Questo problema si distingue facilmente dagli altri tipi di alopecia, poiché si manifesta solo in alcune aree circoscritte della testa, come delle macchie, in cui si nota una completa assenza di peluria.

Riguardo la caduta dei capelli nelle donne, ci sono diversi luoghi comuni:

  • Shampoo troppo frequenti
  • Spazzolate energiche e frequenti
  • Tinture per capelli e permanenti fanno cadere i capelli
  • Usare capelli e parrucche indebolisce i capelli
  • Tagliare i capelli li fa crescere più forti
  • È un segno di attività cerebrale superiore
  • C’è una cura miracolosa che ti aspetta

Per il trattamento della caduta dei capelli femminile, ci sono diverse opzioni. Si possono provare diversi trattamenti cosmetici disponibili in erboristeria o in farmacia, oppure delle terapie mediche. Il minoxidil è il principio attivo più efficace per il diradamento; questo farmaco veniva inizialmente utilizzato per la cura dell’ipertensione, e tra i vari effetti benefici, c’era anche quello di incrementare la crescita dei capelli. Per questo motivo, venne poi esteso l’impiego del minoxidil anche per la calvizie maschile e femminile, in forma di lozione da applicare topicamente sul cuoio capelluto. Il minoxidil risulta più efficace nelle donne più giovani con una caduta di capelli ai primi stadi.

Solo nei casi più gravi, e come ultima scelta, si può ricorrere ai trattamenti chirurgici. Ci sono due opzioni principali:

  • Trapianto di capelli: vengono prelevati peli o capelli comprensivi di radice e follicoli da aree ad alta densità capillare, per essere poi impiantati nelle zone prive di capelli. in ogni caso, questa tecnica può funzionare nel caso dell’alopecia areata, ma per un diradamento diffuso non è possibile metterla in pratica.
  • Riduzione dello scalpo: alcuni strumenti vengono inserito al di sotto della cute per estendere le aree dello scalpo che presentano ancora i capelli, e successivamente le aree diradate vengono rimosse chirurgicamente. L’alternativa prevede il prelievo di un lembo di cuoio capelluto con bulbi piliferi attivi, e la sua rotazione finalizzata a ricoprire la aree glabre.

Quando si parla di caduta dei capelli nelle donne, bisogna sempre tenere a mente alcune considerazioni fondamentali:

  • La maggior parte delle cause del diradamento nelle donne è temporanea, pertanto è consigliabile effettuare un controllo medico generale e avere pazienza
  • Controlla se ci sono casi di diradamento tra le donne della tua famiglia, per individuare la presenza di un fattore genetico che incida sul problema o possa scatenarlo
  • Non farti abbindolare da pubblicità di prodotti miracolosi, poiché raramente un prodotto non farmacologico può fare effetto per questo problema
  • Molte donne riescono a mascherare questo problema con prodotti cosmetici, o anche applicando extension, quindi perché non provare?

Diradamento dei capelli trapianto

Quando i normali trattamenti farmacologici non risultano efficaci per evitare la caduta dei capelli, si può ricorrere alla chirurgia estetica. Le principali tecniche per contrastare la calvizie sono soprattutto il trapianto di capelli e la riduzione dello scalpo.

  • Trapianto di capelli: si tratta in realtà di un “autotrapianto”, poiché solitamente i capelli trapiantati sono di origine propria del paziente. Innanzitutto lo specialista deve sottoporre il paziente ad una visita accurata, per verificare che non vi siano problemi di salute alla base della calvizie. Quindi viene prelevata una porzione di cute dalla zona vicino la nuca o dalle tempie, dove sono ancora presenti capelli, e quindi viene suturata la parte. Da questa porzione di cute vengono prelevate singole unità follicolari con capelli annessi, che vengono quindi inserite nella parte di cuoio capelluto in cui è presente il diradamento. Da queste unità follicolari, inizieranno quindi a crescere i capelli, poiché i bulbi piliferi inattivi vengono sostituiti con quelli attivi.
  • Riduzione dello scalpo: questa tecnica consiste nell’asportare chirurgicamente una striscia di cuoio capelluto in cui la crescita dei capelli è attiva. Quindi l’area in cui era presente questa striscia viene suturata correttamente, e la striscia viene posizionata nell’area priva di capelli. in alternativa si può mantenere in situ un lembo di cuoio capelluto, facendo ruotare la striscia verso la zona interessata. In realtà questa tecnica non viene utilizzata spesso, a meno che non si tratti di aree estese, o di calvizie legata a problematiche gravi, come in caso di ustioni, poiché il risultato non è naturale.

Diradamento dei capelli sulle tempie

Il diradamento dei capelli a livello delle tempie può essere sintomo di varie condizioni, ma soprattutto può rappresentare il primo stadio dell’alopecia androgenetica, ovvero la comune calvizie maschile. A una certa età, in ogni caso, è normale che la quantità di capelli a livello delle tempie diminuisca progressivamente. In alcuni uomini però, ciò avviene prematuramente, per condurre poi alla calvizie in età più avanzata. Anche le donne non sono immuni dall’alopecia androgenetica, anche se in percentuali notevolmente inferiori rispetto a quella maschile del 50%.

Il principale responsabile della calvizie è un ormone, il diidrotestosterone, o DHT. È un ormone androgino formato dall’unione tra il testosterone e l’enzima 5-alfa-reduttasi. Quando la quantità di DHT raggiunge livelli elevati nell’organismo, va a bloccare il nutrimento verso i follicoli piliferi, che quindi non riescono più a produrre nuove fibre capillari. L’azione finale del DHT è quella di far regredire i follicoli fino al punto in cui diventano inattivi fino a scomparire progressivamente. Un’altra causa, anche se nel 95% dei casi si tratta del DHT, può essere anche lo stress o uno stile di vita frenetico, che possono ripercuotersi sulla salute del cuoio capelluto.

Per prevenire il diradamento nella zona delle tempie, l’unica alternativa valida è offerta da farmaci come il Minoxidil e il Finasteride. Il primo è presente in commercio in forma di lozione a uso topico, da applicare sul cuoio capelluto. Il Finasteride invece si trova in forma di compresse da assumere ad uso orale una volta al giorno, e agisce direttamente sull’azione del DHT, tanto che può comportare diversi effetti collaterali, tra cui riduzione della libido e impotenza. Tutti gli altri trattamenti, tanto pubblicizzati in televisione e al supermercato, offrono solo scarsi risultati, e in alcuni casi possono solo prevenire l’assottigliamento del fusto del capello, ma non evitarne la caduta.

Quando nemmeno questi prodotti risultano efficaci per contrastare il diradamento dei capelli, si può infine optare per la chirurgia, come ad esempio considerare un trapianto di capelli o la riduzione dello scalpo, che consiste nel prelievo di lembi di cuoio capelluto con alta densità capillare per posizionarli nella zona frontale glabra.

Diradamento dei capelli soluzioni

Oggi, la maggior parte degli uomini che soffrono di calvizie, non accetta questa condizione. Per questo sono sempre di più quelli che si rivolgono agli specialisti per cercare una soluzione realmente efficace al problema. Gli unici trattamenti in grado di tamponare la caduta dei capelli, e in alcuni casi anche di favorirne la ricrescita sono:

  • Minoxidil: è uno dei principi attivi più efficaci per prevenire il diradamento. Può essere utilizzato sia dagli uomini che dalle donne, applicandolo direttamente sul cuoio capelluto. I risultati sono maggiormente evidenti nei soggetti giovani, soprattutto in età adolescenziale. Tra gli effetti collaterali troviamo ritenzione idrica e crescita di peli in altre parti del corpo.
  • Finasteride: si può acquistare in farmacia, solo con prescrizione medica dopo un’accurata visita da uno specialista. può essere assunto in forma di compresse da utilizzare per via orale, solo per gli uomini, poiché agisce direttamente sul metabolismo del diidrotestosterone, riducendone la quantità ematica. La terapia va effettuata anche per diversi mesi prima di poter ottenere dei risultati. Gli effetti collaterali sono elevati, e riguardano soprattutto la sfera sessuale, come calo della libido e in alcuni casi anche impotenza.
  • Rimedi erboristici: i rimedi naturali efficaci sono davvero pochi, e sono principalmente quelli a base di estratti di erbe ayurvediche, che agiscono direttamente sulla produzione del diidrotestosterone.

Diradamento dei capelli rimedi naturali

La caduta dei capelli è un problema frequente, che colpisce gli uomini di ogni parte del mondo, e anche di ogni età. Ci sono persone che farebbero di tutto pur di risolvere questo problema antiestetico, ma non tutti sanno che ci sono anche dei rimedi casalinghi che possono risultare efficaci per prevenire il diradamento.

Ecco alcuni rimedi naturali da provare:

  • Massaggiare dell’olio d’oliva sul cuoio capelluto per circa tre minuti, quindi lasciarlo in posa tutta la notte, e risciacquare al mattino con uno shampoo per capelli delicati. L’olio d’oliva rimuove efficacemente tutte le impurità e lo sporco sui capelli, rimuovendo anche l’eccesso di sebo che può occludere i follicoli piliferi, danneggiandoli.
  • Massaggiare delle cipolle sul cuoio capelluto, insistendo sulle aree diradate. Dopo qualche minuto noterete una colorazione arrossata sulla cute interessata, il che indica che è stata incrementata l’attività dei vasi sanguigni, che apporteranno maggiore nutrimento ai follicoli piliferi
  • Fate bollire dei peperoncini rossi essiccati nell’acqua calda per circa 7 minuti. Fate raffreddare per almeno un quarto d’ora, quindi lavate i capelli normalmente, e in seguito applicate l’acqua con i peperoncini sui capelli per qualche minuto, per accelerare l’attività dei follicoli piliferi
  • Aggiungete al gel di Aloe vera dell’olio di mandorle dolci, e massaggiate sul cuoio capelluto per circa due minuti. Lasciate agire per trenta minuti e quindi risciacquate. Rinfresca e idrata la cute, mantenendo i capelli forti e brillanti.

Ci sono anche degli esercizi fisici che si possono eseguire per favorire naturalmente la crescita dei capelli:

  • Strofinate le unghie tra loro; sembra infatti che ci siano delle terminazioni nervose connesse al cuoio capelluto che vengono stimolate in questo modo
  • Massaggiate il collo, poiché se questa zona è rilassata, tutta la testa, compreso il cuoio capelluto, ne risentiranno positivamente
  • Fate stretching: portate le braccia dietro la schiena e piegatevi verso il basso. Questo esercizio favorisce il flusso del sangue verso tutti i tessuti, anche la testa
  • Dormite senza cuscino per riuscire ad apportare maggiore energia all’organismo durante il sonno.

Diradamento dei capelli dieta e alimentazione

Se hai notato un indebolimento o un diradamento dei capelli, potrebbe indicare che la tua alimentazione non è equilibrata. Una dieta sana e ricca di nutrienti essenziali, favorisce infatti la crescita dei capelli, e il loro rinforzamento.

I cibi che non devono mai mancare nella nostra alimentazione quotidiana sono:

  • Alghe: per prevenire problemi alla tiroide, o per limitarne gli effetti, sicuramente queste “verdure marine” sono l’ideale. Tra queste troviamo le alghe kombu, nori e dulse, spesso utilizzate per la realizzazione del sushi. Si trovano anche essiccate o in polvere, in modo da poter essere aggiunte a molte ricette.
  • Proteine: i capelli sono costituiti principalmente da proteine, pertanto è necessario assumere alimenti proteici per favorire la loro crescita. Possiamo trovarle soprattutto nelle uova, nelle carni bianche, legumi e pesce. Per quanto riguarda le carni rosse, che sono comunque un’importante fonte di proteine, nel caso del diradamento dei capelli, sarebbe meglio evitarne il consumo, poiché incrementano i livelli di testosterone, una delle cause della calvizie.
  • Zinco: per assumere la giusta quantità di zinco, bisognerebbe consumare spesso crostacei, mandorle, anacardi, ceci, fagioli, yogurt, mozzarelle, farina d’avena.
  • Silicio: questo minerale rinforza il collagene, una delle componenti dei capelli. Lo troviamo principalmente nelle verdure a foglia verde scuro, nei pomodori, uva, mele, frutti rossi, cipolla, cetrioli e peperoni.
  • Ferro: l’anemia, o carenza di ferro, è una delle cause dell’indebolimento dei capelli. Per questo motivo, è importante assumere alimenti ricchi di ferro, come frutta secca, legumi, carne e soia.
  • Calcio: cibi come formaggio, latte, yogurt, spinaci, tofu e altri, sono ricchi di calcio, che favorisce il rinforzamento dei capelli. Anche molte erbe come rosmarino, maggiorana, timo e basilico devono essere sempre incluse nella dieta per un apporto ideale di calcio.

Considerazione finale sul diradamento dei capelli

In conclusione, il diradamento dei capelli rappresenta una condizione fisiologica alterata che si manifesta in particolari periodi di stress o in associazione a uno stato di salute compromesso. Esistono anche fattori genetici che possono incidere sull'origine della caduta dei capelli ed esistono varie forme di questo problema che interessano sia uomini che donne con caratteristiche diverse. Sono vari i trattamenti che possono essere intrapresi in caso di caduta dei capelli, da quelli prettamente farmacologici ai rimedi naturali, e infine chirurgici. Intervenire sulla propria alimentazione è inoltre una valida strategia per fornire al nostro organismo tutti gli elementi nutritivi essenziali per garantire il corretto funzionamento delle sue funzionalità e in particolare, favorire il benessere della nostra capigliatura, una condizione fondamentale per assicurarci dei capelli dall'aspetto sano e corposo.

Consigli e rimedi efficaci contro il diradamento dei capelli sia per l'uomo che per la donna.

Capelli: bellezza capelli

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Diradamento dei capelli

lezione interessantissima

Minoxidil da provare contro il diradamento dei capelli

Provo ad utilizzare il Minoxidil e grazie per tutti i consigli ne terrò' conto

Notizie interessanti sul diradamento dei capelli

leggendo su questa pagina ci sono molte cose che corrispondono a quello che mi è stato detto ieri da una dott.ssa specializzata su questo disturbo. adesso voglio fare già una prova di quello che ho letto e poi sentire il mio medico di base grazie per queste notizie interessanti.

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