Disfagia: difficoltà a deglutire

La difficoltà a deglutire, nota scientificamente come disfagia, è un sintomo molto frequente, che la maggior parte di noi ha sicuramente provato almeno una volta nella vita, ed è una condizione che può essere transitoria e assolutamente trascurabile, ma può anche celare la presenza di disturbi anche gravi, per cui è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico, o ad uno specialista gastroenterologo o otorinolaringoiatra, qualora diventi frequente e fastidiosa.

Cos'è e cosa significa disfagia? La parola disfagia deriva dal greco "dys", che indica qualcosa di alterato, e "phago", ovvero mangiare, pertanto una sua semplice definizione può essere esplicata con una difficoltà a deglutire. La disfagia è intesa più come il sintomo di particolari disturbi, che come una condizione vera e propria. Si può verificare sia durante l'ingestione di cibi solidi o di liquidi, ma anche in situazioni non legate alla presenza effettiva di sostanze nell'esofago.

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Disfagia : difficoltà a deglutire

Tipi di disfagia che causano la difficolta a deglutire

La difficoltà a deglutire può essere classificata in più tipi, a seconda della localizzazione del fastidio, in base alla progressione del bolo durante l'atto della deglutizione:

  • Disfagia orale
  • Disfagia faringea
  • Disfagia esofagea 

La localizzazione del punto esatto della sensazione, può essere utile ai fini diagnostici, per concentrare l'attenzione sulle possibili cause legate a quella zona. Si tratta di una situazione che può anche non avere una concreta causa organica, per questo la vecchia classificazione tra i disturbi di natura neurologica ha perso la sua validità, se non quando questo deficit nel controllo del riflesso della deglutizione da parte del sistema nervoso, non sia effettivamente dimostrato. Infatti in molti casi può essere una manifestazione ansiosa, di entità più o meno grave.

La difficoltà a deglutire nota come disfagia si presenta solitamente in seguito all'ingestione di cibo o liquidi, con una serie di avvenimenti correlati, che possono essere:

  • Difficoltà a trattenere il cibo o la saliva all'interno della bocca
  • Tosse
  • Senso di soffocamento
  • Chiusura della glottide
  • Dolore cervicale o toracico
  • Aspirazione del cibo nella trachea, con possibile comparsa di polmonite ab ingestis, causata dalla proliferazione di patogeni nelle vie respiratorie a causa del cibo
  • Rigurgito orale o nasale
  • Voce gorgogliante 
  • Perdita di peso
  • Paura di mangiare o bere
  • Affaticamento durante il pasto
  • Senso di bruciore a livello toracico

Solitamente non è prevista una correlata sensazione dolorosa, definita come odinofagia, che anzi può essere il segnale di un disturbo grave. 

Le cause della disfagia e della difficoltà a deglutire

Tra le principali cause che possono prevedere tra i sintomi della difficoltà a deglutire ci sono:

  • Presenza di ostruzioni, a causa di corpi estranei, stenosi o tumori;
  • Infiammazioni del tubo gastroenterico e reflusso gastroesofageo, che rappresenta la causa di disfagia quasi nel 30% dei casi;
  • Infezioni da HIV, candida o herpes;
  • Tumori benigni o maligni della faringe;
  • Tumore della tiroide, iperplasia tiroidea; 
  • Danno neurologico;
  • Paralisi dei muscoli linguali;
  • Disturbi a livello dei motoneuroni, ad esempio in caso di sclerosi laterale amiotrofica;
  • Acalasia, un disturbo che inibisce il meccanismo della deglutizione a livello esofageo;
  • Morbo di Parkinson o altri disturbi degenerativi;
  • Poliomielite;
  • Sclerosi multipla;
  • Miastenia grave;
  • Laringectomia;
  • Faringectomia;
  • Esofagectomia;
  • Interventi chirurgici a livello cranico o cervicale;
  • Spondilosi cervicale;
  • Fattori ansiosi;
  • Età.

Difficoltà a deglutire e acqua

La maggior parte delle persone che presenta difficoltà a deglutire lamenta difficoltà nella deglutizione di cibi solidi, soprattutto secchi, ma in alcuni casi può riguardare l'ingestione di liquidi, soprattutto in caso di disturbi neurologici o in caso di presbifagia, cioè quando il sintomo è legato all'età. In ogni caso l'acqua svolge un ruolo molto importante per quanto riguarda la disfagia. Nelle diete consigliate per chi soffre di questo problema, si manifesta la necessità di utilizzare l'acqua per la diluizione dei cibi, ma si sconsiglia di assumere sostanze eccessivamente liquide, tanto che in commercio esistono delle acque gelificate, per evitare che possano risalire e raggiungere le vie respiratorie.

Difficoltà a deglutire e ansia

In alcuni casi la fonte della difficoltà a deglutire può essere legata a problemi di stress, ansia o depressione. Solitamente, quando i normali test eseguiti sui pazienti che lamentano questo tipo di sintomatologia risultano completamente negativi, e si escludono quindi cause di natura patologica, bisogna prendere in considerazione l'ipotesi che si tratti di un disturbo che deriva da una serie di condizioni di natura psicologica, ma principalmente dall'ansia

L'ansia può infatti far recepire come gravi, situazioni anche abbastanza normali e facilmente risolvibili. Per questo in alcune persone, la difficoltà a deglutire può immediatamente generare una sensazione ansiosa, legata alla paura di soffocare, o ancora peggio, di morire. Il problema compare nella maggior parte dei casi durante una crisi d'ansia, in cui si avverte la tipica sensazione del "nodo in gola", che può diventare talmente forte da non riuscire ad ingerire nè cibo, nè liquidi, e può essere associato anche a difficoltà nella respirazione. Questo avviene in quanto solitamente le manifestazioni somatiche di natura ansiosa riguardano soprattutto quelle azioni di tipo involontario, come deglutizione, digestione, defecazione, respirazione. Il soggetto ansioso focalizza la sua attenzione in maniera eccessiva su questi eventi, e tende a plasmarli attraverso la psiche, condizionandone l'esito. Proprio per questo si parla solitamente di disturbi "psicosomatici".

Sicuramente in questi casi la strada migliore da percorrere sarebbe quella della psicoterapia, per riuscire a risolvere i problemi alla base della difficoltà a deglutire. Nell'immediato, l'ideale è riuscire a controllare la respirazione effettuando inspirazioni ed espirazioni lente e profonde, per rilassare al massimo il corpo e per realizzare che il senso di soffocamento non è reale. Quindi subito dopo sarebbe opportuno bere dell'acqua, che è più semplice da ingerire rispetto al cibo solido, o semisolido. Nelle ore successive alla crisi d'ansia bisognerebbe cercare di non portare ancora una volta il pensiero in maniera ossessiva sui meccanismi fisiologici che stanno accadendo nell'organismo, ma cercare di distrarsi quanto più possibile, continuando a respirare in maniera lenta e profonda. 

Anche lo stress può influire sulla deglutizione. Causa infatti una tensione muscolare notevole, che può riflettersi sul corpo nelle forme più svariate, e tra queste c'è anche una serie di disturbi legati al tratto digerente, tra cui le porzioni interessate alla deglutizione.

Difficoltà a deglutire e mal di gola

"Mal di gola" è il termine di uso comune per riferirsi alla faringite. Si tratta di un’infiammazione della faringe, che colpisce moltissime persone, soprattutto nei periodi di diffusione dei virus influenzali, e nei periodi freddi. Può essere di entità lieve, comportando una sensazione di bruciore o "raschio" alla gola, o, quando l'infiammazione è più importante, può presentarsi in associazione con tosse e secrezioni. Il mal di gola solitamente prevede una forte correlazione con la difficoltà a deglutire, dal momento che la faringe è il primo tratto del tubo digerente interessato dal passaggio del bolo, subito dopo la masticazione. L'area risulta dolente, ingrossata e arrossata per l'infiammazione, per cui il passaggio del cibo può essere davvero fastidioso. In questi casi si possono applicare degli antinfiammatori locali, da spruzzare in fondo alla bocca, che aiutano a lenire l'infiammazione e il dolore nei casi più lievi. Se il fastidio fosse invece più forte, si somministrano solitamente antinfiammatori per via orale, o antibiotici, dal momento che nella maggior parte dei casi la faringite è associata a proliferazione di virus o batteri.

Difficoltà a deglutire e catarro

Il nostro organismo produce continuamente una certa quantità di muco a livello delle vie aeree, per evitare che polveri, batteri o particelle estranee inalate, raggiungano le porzioni più profonde del polmone, compromettendo la funzione respiratoria. Il muco infatti "intrappola" queste sostanze, e viene spinto verso la faringe da cellule cigliate che tappezzano il tratto respiratorio superiore, che si muovono in maniera opposta alla discesa dell'aria. Una volta arrivato a livello della faringe, il muco può essere espulso all'esterno, o deglutito. Questa è una condizione assolutamente fisiologica, ma può dare quella fastidiosa sensazione di catarro bloccato, come un tappo, che, per quanto ci sforziamo di deglutire, resta fermo nell'area dietro il naso. Si parla clinicamente di catarro retro-nasale, e può manifestarsi quando i muchi prodotti sono più densi del normale, ad esempio in ambienti secchi, in caso di raffreddore, allergie, freddo, ma anche per l'assunzione di alcuni tipi di farmaci. Può essere un fastidio trascurabile, ma può anche rivelare la presenza di problemi come la sinusite, reflusso gastro-esofageo o problemi più gravi come tumori e tumefazioni alle vie digestive. In ogni caso c'è un rapporto tra il catarro e la disfagia, poichè la presenza di muco retro-nasale rende può rendere difficoltosa la deglutizione, proprio per la sensazione di corpo estraneo, ma allo stesso tempo l'accumulo di catarro retro-nasale può essere causato proprio dalla disfagia stessa, nei casi più seri, che può comportare la presenza prolungata di cibo a livello faringeo, che va ad aggravare o simulare la presenza del catarro.

Difficoltà a deglutire e liquidi

In caso di difficoltà a deglutire può essere molto utile seguire una dieta specifica, che vada a minimizzare il problema. Infatti, i soggetti disfagici dovrebbero assumere principalmente cibi semisolidi, evitando sia i cibi secchi e solidi, sia quelli molto liquidi, che potrebbero aggravare la situazione. I liquidi potrebbero rivelarsi infatti anche più pericolosi, dal momento che possono raggiungere più facilmente le vie respiratorie, con gravi complicazioni.

Difficoltà a deglutire e tiroide

Molto spesso nei soggetti affetti da disturbi a livello della tiroide, accusano difficoltà a deglutire. Questo è legato nella maggior parte dei casi alla presenza di noduli tiroidei, o del tipico gozzo, che si presenta in caso di ipertiroidismo. In entrambi i casi la presenza di un ingrossamento a livello della gola, può restringere il lume del condotto digerente, rendendo davvero difficile la deglutizione.

Difficoltà a deglutire nell'anziano

La difficoltà a deglutire nei soggetti anziani prende il nome di presbifagia ed è molto comune, soprattutto quando ci siano altre situazioni patologiche o meno in atto, come la demenza senile, disabilità neurologiche o motorie, patologie degenerative, depressione e senso di solitudine, disturbi del tratto digerente, tumori. Per questo è importante che i soggetti anziani prestino una particolare attenzione al tipo di cibo ingerito e soprattutto al modo in cui ciò viene fatto, per evitare una serie di complicazioni che possono diventare davvero rischiose.

Difficoltà a deglutire cosa può essere

Malattie

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La disfagia

una descrizione molto comprensibile a profani bisognosi di capire grazie

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