Dispepsia: Sintomi cause cure indigestione

L’indigestione, nota anche come dispepsia, è un dolore o fastidio della parte superiore dell’addome.

La Dispepsia è una problematica che riguarda la cattiva digestione, l’indigestione è causata dai succhi gastrici che entrano in contatto con la delicata mucosa protettiva del sistema digestivo. L’acido dello stomaco lede la mucosa, con conseguente irritazione e infiammazione, arrossamento e gonfiore. Questo fa sì che si soffra dei sintomi dell’indigestione. Nella maggior parte dei casi, l’indigestione è legata al cibo che si è assunto, anche se può essere causata anche da altri fattori, come un’infezione o l’assunzione di alcuni farmaci.

Dispepsia: Sintomi cause cure indigestione

Indigestione o dispepsia

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Quanto è diffusa la Dispepsia?

L’indigestione è un problema molto comune.  In genere non c’è bisogno di rivolgersi al medico per un’indigestione.

Tuttavia, può anche essere un segno di una condizione clinica latente che colpisce l’apparato digerente, come ad esempio il reflusso gastroesofageo.

È importante consultare il medico se si presentano i seguenti casi:

  • Indigestione costante
  • Indigestione particolarmente dolorosa
  • Indigestione improvvisa

A seconda della causa della cattiva digestione, la condizione può essere trattata  con dei cambiamenti da effettuare nella propria dieta e nel proprio stile di vita, oppure ancora con dei particolari tipi di farmaci come gli antiacidi.

Se alla base dei problemi digestivi vi è invece una condizione clinica, possono essere richieste ulteriori indagini, come un’endoscopia. L’endoscopia è una procedura in cui viene esaminato l’interno del corpo utilizzando un endoscopio, ossia un tubo sottile e flessibile dotato di luce e fotocamera.

I sintomi dell’indigestione

Il principale sintomo dell’indigestione è il dolore o la sensazione di fastidio al torace e allo stomaco. Questo viene solitamente dopo aver mangiato o bevuto, anche se a volte si può soffrire di indigestione anche alcune ore dopo un pasto.

I sintomi dell’indigestione sono spesso descritti come “bruciori di stomaco”, che potrebbero verificarsi come un dolore bruciante dietro lo sterno.

Se si sta soffrendo di problemi digestivi, si possono anche avere sintomi più gravi del comune gonfiore o della nausea. Infatti potrebbe anche essere il segno di un problema di salute più serio, come il cancro allo stomaco.

Bisogna contattare immediatamente il medico se si hanno indigestioni ricorrenti e se:

  • Si hanno 55 anni o più
  • Si è perso molto peso in modo apparentemente ingiustificato
  • Si ha difficoltà a deglutire (disfagia)
  • Si ha vomito persistente
  • Si ha anemia da carenza da ferro (e questo causa stanchezza, respiro affannato e battito cardiaco irregolare)
  • Si avverte un peso sullo stomaco
  • Si ha sanguinamento gastrointestinale, ossia un sanguinamento di stomaco e intestino (si possono avere in questo caso perdite di sangue nelle feci o nel vomito, e ci si può sentire stanchi, senza fiato e con vertigini).

Sintomi che possono accompagnare l’indigestione

Può essere accompagnata da altri sintomi come:

  • Sensazione di pienezza o gonfiore
  • Bruciori di stomaco (causati dall’acido che dallo stomaco passa nell’esofago)
  • Nausea
  • Eruttazione
  • Vomito

Cause dispepsia

Nella maggior parte dei casi, non c’è alcuna ragione medica come causa dell’indigestione. Di solito è provocata da un processo noto come reflusso acido, situazione in cui l’acido dello stomaco ritorna su per l’esofago.
Tuttavia l’indigestione può anche essere causata da altre situazioni, e può essere il sintomo di una condizione medica di base, in particolare se è frequente e costante.

Di seguito sono illustrate alcune possibili cause:

  • Farmaci. La cattiva digestione potrebbe essere causata dall’assunzione di alcuni tipi di farmaci. Alcuni medicinali, come i nitrati (presi per dilatare i vasi sanguigni) rilassano lo sfintere esofageo inferiore (l’anello muscolare tra l’esofago e lo stomaco). Questo permette il rilascio di acido.
  • Altri farmaci, come gli antinfiammatori non steroidei (i FANS), possono influenzare il tratto gastrointestinale (stomaco e intestino), provocando seri problemi. Non assumere FANS, come l’aspirina e l’ibuprofene, se si hanno problemi di stomaco o se si sono avuti in passato, come nel caso di un’ulcera peptica o di gastriti. I bambini sotto i 16 anni non devono assumere aspirina.
  • Obesità. Se si è obesi (o molto in sovrappeso), è più probabile soffrire di indigestione, perché c’è un aumento della pressione all’interno dell’addome. Questa pressione può dilatare con forza lo sfintere esofageo dopo un pasto abbondante, provocando il reflusso di acidità su per l’esofago.
  • Ernia iatale. L’ernia iatale è la dislocazione dello stomaco o di una sua parte al di sopra del diaframma (il muscolo respiratorio sotto i polmoni), impedendo così allo sfintere esofageo di chiudersi. Questo può aumentare l’acidità di stomaco facendo risalire gli acidi su per l’esofago e causando bruciore di stomaco.
  • Infezione da Helicobacter pylori. Si possono avere problemi digestivi se si ha un’infezione batterica conosciuta come Helicobacter pylori ed è possibile esserne infettati senza rendersene conto, perché si tratta di solito di un’infezione asintomatica. Tuttavia, in alcuni casi, un’infezione da Helicobacter pylori può danneggiare il rivestimento dello stomaco. È anche possibile che il duodeno (la parte superiore del piccolo intestino) venga irritato dai succhi gastrici in eccesso se si sta soffrendo di un’infezione da Helicobacter pylori.
  • Malattia da reflusso gastroesofageo. La malattia da reflusso gastroesofageo è una condizione comune ed è una delle principali cause di indigestione ricorrente. È causata da un reflusso acido, e si verifica quando lo sfintere esofageo non riesce ad evitare che gli acidi dello stomaco risalgano su per l’esofago. Si parla di malattia da reflusso gastroesofageo quando il delicato rivestimento dell’esofago viene danneggiato dalla ripetuta irritazione provocata dall’acidità di stomaco.
  • Ulcera peptica. L’ulcera peptica è una ferita aperta che si sviluppa sul rivestimento interno dello stomaco (ulcera gastrica) o dell’intestino tenue (ulcera duodenale). Se si soffre di ulcera peptica, si possono avere seri problemi digestivi. L’ulcera peptica si forma quando l’acido dello stomaco danneggia il rivestimento dello stomaco e della parete del duodeno. Nella maggior parte dei casi di ulcera peptica, la mucosa è danneggiata a causa di un’infezione da Helicobacyer pylori.
  • Cancro allo stomaco. In rari casi, ricorrenti attacchi di indigestione possono essere sintomo di un cancro allo stomaco. Le cellule tumorali nello stomaco abbattono il rivestimento protettivo (la mucosa), permettendo che l’acido entri in contatto con la parete dello stomaco.

Trattamento per la cura dell’indigestione

Il trattamento per l’indigestione o dispepsia varia a seconda delle cause e di quanto gravi sono i sintomi

  • Cambiamento di dieta e di stile di vita. Se si soffre di indigestione solo occasionalmente con un lieve dolore ed un po’ di disagio, non si dovrebbe aver bisogno di consultare un medico. In questi casi potrebbe bastare fare pochi semplici cambiamenti alla propria dieta e al proprio stile di vita.
  • Medicinali assunti. Il medico potrebbe consigliare di cambiar farmaci se pensa che quelli assunti possano contribuire ai problemi digestivi. In genere, i farmaci che potrebbero dover essere interrotti sono l’aspirina o l’ibuprofene.
  • Se è possibile, il medico di famiglia prescriverà un farmaco alternativo che non causi indigestione. Tuttavia, non bisogna interrompere l’assunzione di un farmaco qualsiasi senza aver prima consultato il proprio medico.

Immediato sollievo per la dispepsia

  • Se si vuole un immediato sollievo per la propria indigestione, il medico può consigliare il modo migliore per alleviare la propria condizione. Oltre a cambiamenti di dieta e stile di vita, il medico di famiglia potrebbe consigliare:
  • Farmaci antiacidi. Sono un tipo di medicinale che può dare sollievo immediato per i sintomi lievi o moderati dell’indigestione. Lavorano neutralizzando l’acido nello stomaco (rendendolo meno acido), in modo che non irriti la mucosa del sistema digestivo. Gli antiacidi sono disponibili in compresse e in forma liquida. Si possono acquistare degli antiacidi da banco nella maggior parte delle farmacie. Consultarsi con il proprio farmacista se non si è sicuri su quale tipo di antiacido è adatto per il proprio caso. È meglio assumere antiacidi quando cominciano a verificarsi i sintomi dell’indigestione, come ad esempio dopo i pasti o al momento di coricarsi. Non bisogna prendere gli antiacidi contemporaneamente ad altri farmaci perché potrebbero interferire con l’assorbimento di alcuni principi attivi.
  • Gli antiacidi possono dare lievi effetti collaterali, come diarrea e stitichezza. Questi effetti indesiderati possono essere alleviati con il passaggio ad un antiacido che contenga sali di magnesio e sali di alluminio. Il farmacista può consigliare l’antiacido più adatto.
  • Alginati. Alcuni antiacidi contengono anche un medicinale chiamato alginato. L’alginato aiuta ad alleviare l’indigestione causata da reflusso acido. Il reflusso acido si verifica quando l’acido dello stomaco risale per l’esofago e irrita il suo rivestimento (la mucosa). Gli alginati funzionano formando una barriera schiumosa che galleggia sulla superficie dello stomaco, mantenendo gli acidi nello stomaco senza farli risalire per l’esofago.
  • Il medico può suggerire di prendere un antiacido che contenga alginato se si verificano sintomi di reflusso acido o se si soffre di malattia da reflusso gastroesofageo. Gli antiacidi con alginati vanno presi dopo aver mangiato, perché questo aiuta la permanenza del medicinale nello stomaco per più tempo. Se si prendono gli alginati a stomaco vuoto, vengono digeriti troppo velocemente per essere davvero efficaci.

Trattare l’indigestione persistente

Se si soffre di indigestione persistente o ricorrente, il medico può prescrivere un diverso tipo di farmaco, prescritto alla dose più bassa possibile per controllarne i sintomi.

Possibili farmaci in questi casi sono:

  • Gli inibitori della pompa protonica. Se si soffre di indigestioni gravi o ricorrenti, il trattamento con gli antiacidi e gli alginati può non essere abbastanza efficace. In questo caso, il medico di famiglia può prescrivere gli inibitori della pompa protonica. Come antiacidi, gli inibitori della pompa protonica influenzano l’acido nello stomaco. Tuttavia, invece di neutralizzarlo, ne inibiscono la produzione stessa. Gli inibitori della pompa protonica vengono assunti in compresse e sono generalmente disponibili solo con prescrizione medica. Inoltre possono aumentare l’effetto di alcuni farmaci, dunque se si assumono gli inibitori della pompa protonica si deve tenere sotto controllo l’effetto di alcuni medicinali, come quelli che inibiscono la coagulazione del sangue e alcuni farmaci per curare l’epilessia.

Se il medico di fiducia è convinto che sia necessario fare un’endoscopia, sarà necessario interrompere l’assunzione degli inibitori della pompa protonica almeno 14 giorni prima dell’esame: questo perché possono celare alcuni problemi che invece dovrebbero risultare evidenti durante l’endoscopia.

In alcuni casi gli inibitori della pompa protonica possono causare effetti indesiderati, come mal di testa, diarrea, costipazione, nausea, vomito, flatulenza, mal di stomaco, vertigini e irritazioni cutanee. Se l’indigestione continua ad essere persistente, è necessario farlo presente al medico.

  • Gli antagonisti del recettore H2. Si tratta di un altro tipo di farmaco che il medico può suggerire se gli antiacidi, gli alginati e gli IPP non sono stati efficaci per controllare i problemi digestivi.
  • Vi sono quattro antagonisti del recettore H2: la cimetidina, la famotidina, la nizatidina e la ranitidina. Questi farmaci funzionano riducendo il livello di acidità nello stomaco. Gli antagonisti del recettore H2 sono assunti sia in compresse che sotto forma liquida.
  • La cimetidina può interagire con alcuni farmaci, per questo occorre sempre il parere del medico prima di assumerla.
  • Come nel caso degli inibitori della pompa protonica, sarà necessario interrompere l’assunzione di antagonisti del recettore H2 almeno 14 giorni prima di fare un’endoscopia.
  • Gli effetti indesiderati degli antagonisti del recettore H2 sono rari ma possono includere diarrea, mal di testa, vertigini, irritazioni cutanee, stanchezza.
  • I procinetici. Se i sintomi dell’indigestione resistono all’assunzione di antiacidi, alginati e inibitori della pompa protonica, il medico può suggerire un farmaco noto come procinetico.

Ci sono due tipi di procinetici: il domperidone e la metoclopramide:

Questi farmaci aiutano il passaggio del cibo attraverso lo stomaco e la prima parte dell’intestino tenue (il duodeno) più rapidamente. Sia il domperidone che la metoclopramide possono essere presi sotto forma di tavoletta o sotto forma liquida.

Se viene prescritto il domperidone, sarà necessario assumerlo 15 o 30 minuti prima di un pasto, in modo che abbia tempo per cominciare a funzionare prima che inizino i sintomi di un’indigestione.
 Il medico potrebbe anche cercare di capire se alla base vi sono Helicobacter pylori o altri batteri, e prescrivere un trattamento se necessario.

Disturbi digestivi da Helicobcter pylori

Se i disturbi digestivi sono causati da un’infezione di Helicobacter pylori, è necessario che il medico prescriva una cura contro l’infezione. L’infezione da Helicobacter pylori in genere si tratta con tre farmaci diversi: due differenti antibiotici  (per combattere l’infezione da batteri) e un IPP (per inibire la produzione di acido nello stomaco). Questa cura viene di solito seguita per una settimana circa. È necessario seguire le istruzioni del dosaggio per garantire che la triplice terapia sia efficace.

Informazioni varie sulla dispepsia meglio conosciuta con il termine comune: "indigestione"

Malattie

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