Displasia congenita anca : lussazione anca neonati

La displasia congenita dell'anca, anche conosciuta come lussazione dell'anca, è un'anomalia congenita dell'articolazione dell'anca e per frequenza è la prima malformazione congenita dello scheletro.

Che cos'è la displasia congenita dell'anca?

Si parla di displasia congenita dell'anca (DCA) quando la superficie del bacino, acetabolo, e della testa del femore, che con esso si articola, è più piccola e meno profonda del normale, tanto da facilitare la lussazione in alto e all'indietro del femore, riscontrabile il più delle volte quando il bambino inizia a stare in piedi e a camminare, ma ad occhi attenti può rivelarsi anche prima.

Displasia congenita anca : lussazione anca neonati

Displasia congenita dell'anca

Quando compare la displagia congenita dell'anca?

La displasia congenita dell'anca si genera durante il periodo fetale, ma la causa non è nota. Purtroppo è un'affezione molto frequente, colpisce fino al 5% dei neonati, soprattutto di sesso femminile e in particolar modo in alcune zone quali la Valle d'Aosta e la Pianura Padana.

Come si presenta la displasia congenita dell'anca

La malformazione può essere mono o bilaterale. Se la displasia è monolaterale si nota che il bambino muove una gamba meno dell'altra e tenendolo in piedi le pieghe della pelle delle natiche, delle cosce e degli inguini non sono simmetriche.

Se si nota un'asimmetria degli arti inferiori è importante che i genitori consultino subito un medico, in quanto la diagnosi precoce è importante non solo per contrastare l'evoluzione della malattia, ma anche e soprattutto perché permette di scegliere una terapia più adeguata, efficace e con risultati permanenti, ricorrendo, inoltre ad approcci incruenti e non invasivi.

Mentre se la diagnosi è tardiva bisogna ricorrere a trazioni progressive e nei casi più gravi alla chirurgia.

Diagnosi della displasia congenita dell'anca

Il pediatra, attraverso controlli periodici del bambino, da farsi fino all'età di un anno, di routine testa la possibilità di rotazione esterna della coscia e qualora noti la diminuita possibilità di tale movimento, esegue una manovra specifica per avere la certezza che si tratti realmente di una lussazione o sublussazione.

Tale manovra va sotto il nome di “scatto” o “manovra di Ortolani”, dal nome del medico italiano che per primo la descrisse.

Manovra di Ortolani (come si esegue)

Per eseguire la manovra di Ortolani, e quindi verificare se vi siano problemi di displasia congenita dell'anca, il neonato (si esegue, infatti nei primissimi mesi di vita) viene messo supino con le ginocchia piegate a squadra e le anche flesse in modo da formare un angolo di 90° sul bacino, dopodiché il medico esegue un movimento combinato di abduzione e rotazione esterna delle cosce.

Se l'anca è lussata (con la testa del femore fuori della cavità acetabolare) il medico sente, sotto la punta delle dita una sorta di “scatto” dell'articolazione (da qui il nome di “scatto di Ortolani”), scatto che permette alla testa del femore di scivolare sul bordo dell'acetabolo e di rientrare in esso.

La manovra di Ortolani, eseguita da mani esperte ha un risultato attendibile, anche se con essa si riescono ad rilevare solo le anomalie più evidenti, mentre per i difetti più lievi, come un'anomalia dello sviluppo dell'anca, è necessario eseguire un'ecografia entro il terzo mese di vita, esame che il medico prescriverà nel caso l'esito della manovra fosse positivo o dubbio.

Trattamento per la cura della displasia congenita dell'anca

Se la displasia congenita dell'anca è di lieve entità è possibile la guarigione spontanea, soprattutto (60% dei casi) nei primi tre mesi.

Con una diagnosi tempestiva la normalizzazione dell'anca si può ottenere facendo indossare al bambino un tutore a mutandina se la displasia è lieve, mentre se siamo in presenza di una displasia più grave è necessario applicare un divaricatore, che agisce in modo più efficace sul centramento delle anche.

Nei casi, oggi sempre più rari, di una diagnosi non tempestiva, che fa degenerare la displasia in una vera e propria lussazione, la terapia avrà l'obiettivo di ottenere una riduzione con centramento perfetto della testa del femore rispetto all'acetabolo, una riduzione inadeguata porta al sopraggiungere di deformità acetabolari e cefaliche.

La riduzione si esegue mediante skin traction al letto del paziente, quando la testa del femore è ben centrata si passa all'immobilizzazione in apparecchio gessato pelvi- podalico, che viene eseguito in anestesia e che viene sostituito da uno nuovo o da un divaricatore dopo quaranta giorni.

Il perfezionamento delle tecniche diagnostiche oggi permette di non ricorrere quasi più alla chirurgia, se non in casi particolari.

Displasia congenita anca - Lussasione o Lussazione

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