Diuretici tiazidici; diuretici tiazidici dell' ansa

Diuretici tiazidici ed il meccanismo d'azione: i diuretici dell’ansa-tiazidici sono dei farmaci adibiti all’aumento della produzione della diuresi (l’eliminazione dell’urina dal nostro corpo). A cosa servono i diuretici tiazidicidell'ansa? I diuretici dell’ansa-tiazidici sono utilizzati per trattare l’ipertensione, per fronteggiare l’ insufficienza cardiaca e la cirrosi epatica (reazione eccessiva del fegato ad una lesione).

I diuretici tiazidici, sono i medicinali più comunemente usati per inibire il riassorbimento del cloruro di sodio a livello del tubulo distale renale.

Purtroppo agiscono anche sul riassorbimento del potassio e quindi possono dar luogo ad un’ipopotassiemia (ossia bassi livelli di tale elettrolita a livello sistemico e locale).

Diuretici tiazidici; diuretici tiazidici dell' ansa

Diuretici tiazidici dell'ansa

Poiché i suddetti medicinali hanno una capacità di assorbimento che corrisponde solitamente a circa il 5% del sodio filtrato, sono considerati meno efficaci di quelli dell’ansa nella produzione della diuresi e natriuresi (eliminazione di sodio con le urine).

Tuttavia essi (i farmaci tiazidici) sono sufficientemente potenti per soddisfare la gran parte della terapia richiesta ad un diuretico.

I diuretici dell’ansa inibiscono il co-trasportatore sodio-potassio-cloruro nel lembo ascendente dell’ansa di Henle.

Questo trasportatore riassorbe normalmente circa il 25% di sodio, quindi l’inibizione di questa pompa può portare ad un aumento significativo del sodio a livello del tubulo distale.

Inoltre porta ad una riduzione dell’ipertonicità dell’interstizio circostante ed al decremento del riassorbimento di acqua nel dotto collettore.

Questa alterata gestione di sodio e del suddetto liquido porta sia alla diuresi, sia ad una natriuresi.

Agendo a livello del tratto ascendente dell’ansa di Henle, porzione del nefrone che gestisce la maggior parte del riassorbimento di sodio e quindi anche di acqua, i farmaci diuretici dell’ansa sono quelli che esplicano un’azione più drammatica relativamente all’effetto diuretico e sono, pertanto, considerati i diuretici più forti.

Inoltre, i diuretici dell’ansa inducono la produzione di prostaglandine (agenti modulanti gli stati infiammatori). Ciò contribuisce alla loro azione renale compreso l’incremento del flusso ematico a livello del rene e la ridistribuzione del flusso ematico a livello della porzione corticale del rene.

Invece, poiché i diuretici tiazidici agiscono solo a livello del tubulo distale inibendo il trasportatore del cloruro di sodio che normalmente è responsabile di riassorbire solo il 5% del sodio filtrato, tale categoria di diuretici risulta meno efficace nel produrre diuresi e natriuresi rispetto a quella agente sulla porzione ascendente dell’ansa di Henle.

Ma nonostante ciò i tiazidici sono sufficientemente potensti per soddisfare i bisogni terapeutici demandati all’utilizzo di un farmaco diuretico.

Ad ogni modo l’efficacia dipende anche dalla produzione prostaglandinica renale.

Poiché i farmaci diuretici dell’ansa ed i tiazidici incrementano il livello di sodio che arriva a livello del segmento distale del tubo distale, bisognerà stare attenti affinché non si verifichi un’ ipopotassiemia (deficit di questo elemento chimico).

Ciò occorrerebbe in quanto l’incremento della concentrazione del sodio a livello del tubulo distale attiva la pompa del sodio aldosterone dipendente al fine di favorire il riassorbimento del sodio in cambio di estrusione di potassio ioni e ioni idrogeno che risultano, pertanto, persi nelle urine.

Il suddetto aumento stimola l'aldosterone (un ormone deputato a stimolare l’assimilazione di sodio dalle urine) a pompare per riassorbire quest’ultima sostanza in cambio del potassio e dello ione di idrogeno, che si sono persi nelle urine.

La maggior perdita di ioni di idrogeno può portare all’alcalosi metabolica (malattia legata alla variazione del pH arterioso).

Parte della perdita di potassio e di ioni di idrogeno per via dei diuretici suddetti risulta essere legata dall’attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone.

Tale sistema risulta attivato in risposta all’ipovolemia ed alla bassa pressione arteriosa (entrambi indotti dall’utilizzo dei diuretici).

L’incrementata secrezione di aldosterone stimola il riassorbimento di sodio e l’estrusione di potassio e ioni idrogeno.

Effetti cardiovascolari dei diuretici

Attraverso i loro effetti inerenti il bilanciamento del sodio e dell’acqua, i diuretici decrementano il volume e la pressione venosa. L’uso prolungato di diuretici porta come risultato ad una diminuzione della resistenza vascolare sistemica (i cui meccanismi sono tuttora sconosciuti), che aiuta a sostenere la riduzione della pressione arteriosa.

Usi terapici dei diuretici dell'ansa

Ipertensione

Molti pazienti che hanno la pressione alta (per circa il 95% di loro non è chiara l’origine), sono efficacemente trattati con dei diuretici. La terapia antipertensiva suddetta è particolarmente efficace quando è accoppiata con una ridotta assunzione di sodio nella dieta.

L’efficacia di tali farmaci è derivata dalla loro capacità di ridurre il volume del sangue, la gittata cardiaca e le resistenze vascolari sistematiche (queste si otterranno con un’ assunzione per un lungo periodo).

La stragrande maggior parte degli ipertesi è seguita con i diuretici tiazidici.

Insufficienza cardiaca

I diuretici sono usati anche per fronteggiare l’insufficienza cardiaca (il cuore non è capace di pompare la giusta quantità di sangue che occorre al nostro corpo per far le funzioni metaboliche dei differenti organi e dei tessuti).

Durante il trattamento di questo scompenso bisogna fare attenzione a non scaricare troppo il volume, in quanto questo può abbassare in modo drammatico e troppo i valori della gittata cardiaca.

Il paziente dovrà anche limitarsi nell’uso del sale.

Gli edemi polmonari

Gli ansa-tiazidici sono usati anche per fronteggiare gli edemi polmonari (aumento dei liquidi interstiziali nello spazio extravascolare, a livello del parenchima polmonare).

Il liquido interstiziale è una soluzione acquosa che circonda le cellule del nostro organismo: attraverso di esso le sostanze passano dal sangue ai tessuti e viceversa. Quando il rene pratica una smisurata ritenzione di acqua e di sodio, si forma un edema. Quindi i diuretici riducono il volume del sangue e la pressione venosa, la pressione idrostatica capillare.

Meccanismo d'azione dei diuretici tiazidici dell'ansa

Naturale benessere

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