Emorragia

L'emorragia è la fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni e può essere arteriosa, venosa oppure capillare.

Ci sono vari tipi di emorragie, nell'emorragia arteriosa il sangue fuoriesce dalla ferita a zampillo intermittente ed è di colore rutilante, nell'emorragia venosa il sangue esce dai vasi in modo continuo e piuttosto lento ed è di colore rosso scuro mentre nella emorragia capillare il sangue esce a nappo e solitamente queste emorragie si arrestano spontaneamente.

Emorragia

Emorragia

Emorragie spontanee e patologiche:

a) epistassi o rinorragia o emorragia nasale dovuta a malattie febbrili acute, tifo, addominale, cardiopatie, cirrosi epatica, ipertensione arteriosa, polipi nasali, insolazione, traumi etc.

E' opportuno applicare compresse fredde o borse di ghiaccio sulla fronte, tamponare le narici con cotone emostatico, in casi ribelli è opportuno ricorrere al tamponamento posteriore.

b) odonotorragia: è la fuoriuscita di sangue dalle gengive e dagli alveoli dentari. Frequenti e pericolosi negli emofilici, dopo estrazioni dentarie, talora nel Werlhoff, nello scorbuto etc.

c) emorragia dell'apparato digerente: le cause che provocano le emorragie esofago-gastro-duodeno-enetriche sono molteplici.

Esistono settori maggiormente colpiti e processi patologici più frequenti in determinate sezioni del tubo digerente, per esempio il terzo inferiore dell'esofago, può essere sede di varici esofagee in corso di cirrosi epatica.

Lo stomaco ed il duodeno sono frequentemente colpiti dalla malattia ulcerosa che determina emorragie arteriose assai temibili.

Altre cause di emorragia con frequenza minore possono essere il cancro dello stomaco, le ernie diaframmatiche, i tumori benigni e maligni del tenue e del colon, degli invaginamenti e verticoli intestinali etc.

Le emorragie del tubo digerente si manifestano con due segni fondamentali: l'ematemesi e la melena.

L'ematemesi significa letteralmente vomito ematico.

Detto materiali può essere rosso vivo o rosso nerastro, talora a posa di caffè.

La varietà dell'emorragia è dovuta al fatto che tale materiale abbia ristagnato più o meno a lungo nella cavità gastrica.

Melena: significa letteralmente evacuazione di feci nere.

Le feci si presentano nerastre, liquide o semiliquide o di aspetto piceo.

Se l'emorragia del tubo è stata particolarmente violenta e delle ultime parti dell'intestino può offrire l'aspetto di feci francamente emorragiche (entero-proctorragia).

I problemi diagnostici nel corso di grave emorragia nel tubo digerente sono:

  • accertamento di emorragia in atto
  • valutazione delle entità del sangue perduto
  • accertamento della fine o meno dell'emorragia
  • giudizio sulla sede della fonte d'emorragia e sulla natura del processo patologico che l'ha determinato

Terapia: Consiste nel mettere il paziente in posizione supina, immobile, con applicazione di borsa di ghiaccio all'epigastrio, somministrazione per via parenterale ed endovenosa di sostanze coagulanti, emotrasfusioni ed infusioni di plasma o sostituti plasmatici.

Proctorragie: sono emorragie delle ultime parti dell'intestino e particolarmente del retto e si verificano soprattutto nelle emorroidi.

d) Ematuria: emissione di sangue con le urine. La fonte di emorragia può presiedere a qualunque livello dell'apparato urinario (rene, ureteri, vescica, uretra). La causa delle emorragie renali è dovuta soprattutto a traumi, tumori, processi infiammatori.

e) Emorragie delle cavità interne: sono raccolte di sangue formatasi nelle cavità interne non comunicanti con l'esterno per rottura di vasi sanguigni. Spesso sono dovute a ferite penetranti, le quali possono ledere tessuti, vasi ed organi e si verificano sulle grandi cavità: addominali toracici. Nella cavità addominale sono relativamente frequenti le emorragie da rotture di gravidanza extrauterina.

Emotorace: è una raccolta di sangue fra le due pleure prodottasi in seguito a lesione di vasi torace-pleuro-polmonari, in genere per ferite penetranti nel torace.

Emoperitoneo: è raccolta di sangue nel peritone per lesione di organi o vasi addominali.

Il contrario dell'emorragia è l'emostasi, un arresto di sangue che fuoriesce dai vasi sanguigni e può essere spontanea o provocata.

Spontanea: dovuta al calo pressorio allo spasmo vasale ed ai processi di coagulazione.

Provocata:

  • provvisoria: mediante l'applicazione di lacci con opportuna compressione a monte od a valle della ferita, con il clampaggio del vaso sanguinante, mediante pinze emostatiche.
  • definitiva: mediante la legatura del vaso, la sutura de lla breccia per i vasi di maggior calibro, la coagulazione con bisturi elettrico per i vasi di calibro più piccolo
  • medicamentosa: consiste nell'aumentare i poteri di coagulazione del sangue introducendo nell'organismo farmaci emostatici. Tale emostasi da sola non dà sufficienti garanzie e può essere usata come terapia complementare.

Malattie

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