Endocardite

Spesso si parla di casi di endocardite ma quante persone sono realmente informate? L’endocardite è una grave infezione che colpisce una delle quattro valvole cardiache.

In pratica l'endocardite  è una infiammazione del rivestimento interno delle camere cardiache e delle valvole del cuore (endocardio) e l’infezione può altrimenti colpire dispositivi meccanici impiantati nel cuore come le valvole cardiache artificiali, i pacemaker o i defibrillatori impiantabili.

Endocardite

Endocardite

Quando può manifestarsi l'endocardite?

Tale infezione si verifica, nello specifico, quando i batteri entrano nella circolazione sanguigna (batteriemia) e si legano ad una parte danneggiata del rivestimento interno del cuore o di una valvola cardiaca in condizioni anormali. Non tutti i batteri che entrano nella circolazione sanguigna sono però in grado di causare l’endocardite.

Endocardite e le cause

L’endocardite è causata da una crescita di batteri su una delle valvole cardiache, che porta ad una massa infetta chiamata “vegetazione”. L’infezione può insorgere anche durante il corso di una breve permanenza di batteri nel sangue, condizioni che si creano ad esempio inseguito ad un intervento odontoiatrico, la colonscopia ed altre procedure simili.

La maggior parte delle persone che sviluppano l’endocardite, riscontrano inseguito qualche anomalia in una delle valvole cardiache, proprio perché l’infezione può coinvolgere il muscolo cardiaco, le valvole cardiache o il rivestimento del cuore.

Fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo di tale infezione sono: iniezione di droghe, valvole indebolite e recenti interventi dentistici.

L’infezione batterica rimane comunque la fonte più comune di endocardite. Tuttavia, è possibile che venga causato da funghi. In altri casi invece, è possibile che non venga identificata alcuna causa.

Sintomi classici della endocardite

Nei pazienti affetti da endocardite, si possono riscontrare sintomi tra cui: febbre, brividi, affaticamento, debolezza, dolori articolari e muscolari, sudorazione notturna, edema (raccolta di liquido) nella gamba, nei piedi o nell’addome, ed oltre ciò è possibile avvertire un malessere generale, nonché una sensazione di mancanza del respiro ed in alcuni casi, lesioni cutanee sparse di piccole dimensioni sulla pelle.

Oltre ciò è possibile che l’endocardite comporti: colore anomalo delle urine, sudorazione eccessiva, febbre alta, anomalie nelle unghie con presenza di emorragie a scheggia sotto esse, pallore del viso, rossore e macchie sulla pelle che riveste il palmo delle mani e la pianta del piede, presenza di nodi dolorosi ai polpastrelli delle dita, delle mani e dei piedi, mancanza di fiato durante l’attività fisica, gonfiore ai piedi, gambe e addome ed infine perdita di peso nonostante non siano state effettuate modifiche alla propria dieta.

L’endocardite può sviluppare sintomi lentamente (subacuta) o al contrario, improvvisamente (acuta).

Soggetti a rischio endocardite

Soggetti con una certa predisposizione verso determinate malattie o con valvole cardiache (stenosi aortica, stenosi mitralica, insufficienza mitralica), così come le persone che hanno subito la sostituzione della valvola cardiaca, hanno un maggiore rischio di sviluppare l’endocardite. Per tale ragione, nel caso in cui tali soggetti debbano subire un determinato intervento, il quale comporta un rischio di introduzione di batteri nel sangue, viene prima eseguita una cura di antibiotici in maniera tale da proteggere l’organismo. Piccoli interventi chirurgici, interventi odontoiatrici e procedure che possono traumatizzare i tessuti del corpo, come la colonscopia, e gli esami ginecologici ed urologici, possono divenire molto rischiosi per pazienti con queste caratteristiche fisiche. L’infezione, con più frequenza, si manifesta appunto in soggetti con malattie cardiache preesistenti e meno frequentemente su persone che godono di un buono stato del cuore.

Diagnosi - Come viene diagnosticata l'endocardite

L’endocardite può essere rilevata mediante un’analisi del sangue, nella quale un eventuale presenza di determinati batteri potrebbe essere il segnale di un’endocardite. Allo stesso modo la rilevazione di una condizione di anemia, di sangue nelle urine o un aumento dei globuli bianchi possono celare l’endocardite.
L’infezione della valvola può causare la formazione di noduli sulle valvole, la cui presenza può essere rilevata mediante un’ecocardiografia (esame ecografico del cuore). Il metodo più accurato per la rilevazione di tale valvola è nello specifico, l’ecocardiografia transesofagea. La procedura consiste nella rilevazione dei dati necessari mediante un endoscopio inserito attraverso la bocca dell’esofago.

Una più attenta diagnosi è ad ogni modo ottenuta mediante l’analisi del sangue.

È possibile sospettare l’endocardite anche inseguito un esame della vista che può mostrare emorragie nella retina. Tale fenomeno è noto come macchie di Roth. Altrimenti possono essere rilevate piccole emorragie puntiformi nella congiuntiva.

Oltre ciò è possibile che la rilevazione di un soffio al cuore o un cambiamento di un soffio al cuore precedente, nascondino in realtà tale infezione.

L’analisi può anche essere svolta con un’attenta osservazione delle mani; in caso di endocardite la punta delle dita può apparire maggiormente allargata e le unghia possono apparire curve.

Trattamenti cure e terapia per l'endocardite

La principale tecnica di trattamento consiste in una terapia aggressiva verso il problema. Si inizia generalmente, con una somministrazione di antibiotici, per via endovenosa. I soggetti in queste condizione, è bene che vengano ricoverate per lo meno in un primo momento, così da poter procedere nella corretta somministrazione degli antibiotici.

La terapia dura di solito 4-6 settimane. La durata e l’intensità del trattamento eseguito dipende dalla gravità dell’infezione e dal tipo di organismo batterico che ne è responsabile. La terapia antibiotica a lungo termine è necessaria al fine di eliminare completamente i batteri dalle valvole e dalle camere cardiache.

Nei casi in cui la valvola sia stata gravemente danneggiata dal contagio, e quindi si ha una conseguente disfunzione valvolare grave, o insufficienza cardiaca, è a volte necessario procedere con la sostituzione chirurgica della stessa.

L’endocardite può causare anche cambiamenti del ritmo cardiaco, difetto che può essere risolto mediante l’introduzione di un pacemaker.

La risposta al trattamento è indicata da una riduzione della febbre, da emoculture batteriche negative ed infine da un’ecocardiografia con risultati positivi.

Possibile prognosi

Il trattamento precoce del problema aumenta la probabilità che il risultato sia positivo. Nonostante ciò a questo genere di infezione sono legati notevoli rischi, se non colta tempestivamente. È possibile che la distruzione della valvola porti ad ictus o persino alla morte. Possibili complicazioni consistono in: aritmie (fibrillazione atriale), coaguli di sangue o coagulo infetto che viaggia verso altri organi (nonché i conseguenti danni connessi), ascesso cerebrale, modifiche al sistema nervoso del cervello, insufficienza cardiaca congestizia, glomerulonefrite, itterizia o ancora, gravi i danni della valvola cardiaca.

La maggior parte dei pazienti nei quali si riscontra un’endocardite infettiva, non trattata, giunge alla morte.

L’infezione può parimenti portare a danni della valvola cardiaca, che a sua volta genera gravi perdite di sangue, dirottandolo indietro attraverso la valvola ed il cuore è incapace di pompare efficientemente tutto il sangue. Inoltre, piccoli pezzi della “vegetazione” formatasi, possono staccarsi e viaggiare attraverso i vasi sanguigni, giungendo quindi in ogni parte del corpo. Questi pezzi, detti emboli possono provocare danni agli organi come: cervello, occhio, polmoni, reni, milza, fegato ed intestino.

Nel caso in cui nonostante il trattamento sia andato a buon fine, si avvertano nuovamente disturbi e problemi quali: presenza di sangue nelle urine, dolore toracico, affaticamento, febbre, debolezza, perdita di peso, è necessario contattare immediatamente il medico.

Prevenzione per l'endocardite

La prevenzione è molto importante nel caso di soggetti a rischio di endocardite. In questi casi si raccomanda l’assunzione di antibiotici preventivi, prima di particolari pratiche mediche ed interventi, tra cui rientrano determinate procedure odontoiatriche, oltre che interventi chirurgici sulle vie respiratorie, sulla pelle infetta, su strutture cutanee o sul tessuto muscoloscheletrico.

Dal momento che l’endocardite può avere gravi conseguenza, è importante cercare di prevenire lo sviluppo della malattia, per quanto possibile. Recenti studi hanno mostrato che le persone con una buona e corretta igiene orale, con utilizzo di filo interdentale quotidianamente, hanno meno probabilità di sviluppare endocardite.

Le persone che fanno un uso di droghe per via endovenosa corrono un alto rischio di infezione e quindi di endocardite. In questi casi è consigliata l’interruzione della somministrazione o per lo meno una maggiore attenzione nell’esecuzione delle iniezioni, utilizzando un nuovo ago per ogni iniezione oltre che tamponi imbevuti di alcool prima di iniettare la soluzione.

Informazioni sui sintomi le cause e le cure per l'endocardite.

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