Farmaci anticoagulanti: effetti collaterali e nomi commerciali

I farmaci anticoagulanti possono essere anche orali e generamente i nomi commerciali più utilizzati sono eparina e warfarin, tutto inizia dal sangue in quanto è l'elemento essenziale, unitamente agli organi vitali ed alla loro corretta funzionalità, che consente all'organismo di stare bene. Se il sangue avesse una capacità di coagulazione troppo accelerata, potrebbero svilupparsi quelli che sono chiamati trombi, oppure coaguli che andrebbero ad ostacolare il normale flusso sanguigno nei vasi e portare a patologie come ictus oppure un infarto.

Farmaci anticoagulanti: effetti collaterali e nomi commerciali

Farmaci anticoagulanti

I farmaci anticoagulanti che contrastano l'eccessiva coagulazione del sangue sono:

  • l'eparina;
  • warfarin.

Mentre l'aspirina è un anticoagulante piastrinico, questi 2 farmaci sono utilizzati in maniera diversa rispetto all'uso che si fa dell'aspirina.

Da cosa è formato il sangue?

Il sangue è composto da diverse sostanze:

  • dal plasma che è una sostanza composta principalmente da acqua e da proteine, sostanze nutritive e prodotti si scarto;
  • dai globuli bianchi che hanno il compito di aggredire il batterio o il virus che entra nel corpo;
  • dalle piastrine che hanno il compito di favorire il processo di coagulazione sanguigna.

Come avviene la coagulazione del sangue?

Nel momento in cui ci si ferisce e dalla parte fuoriesce del sangue, all'interno del sangue si creano delle modifiche da parte delle piastrine la cui superficie viene attivata e diventa appiccicosa.

Grazie a questo collante, le piastrine vanno a depositarsi sulla ferita formando una specie di tappo che impedisce al sangue di uscire ulteriormente.

Nel momento in cui le piastrine sono attivate si verificano altre reazioni chimiche, o fattori di coagulazione,che altro non sono che proteine del fegato ed una di queste è la protrombina.

Nel momento in cui è in corso la coagulazione la protrombina che è una proteina, subisce un'alterazione e diventa un enzima che si chiama trombina.

L'enzima è sempre una proteina che ha il compito di aumentare le reazioni chimiche all'interno del corpo ed in questa circostanza, la trombina enzima trasforma la proteina fibrinogeno, anch'essa presente nel sangue, nell'enzima fibrina.

La fibrina è un enzima che è filiforme e vicino alla ferita va a creare una sorta di griglia,che unendosi alle piastrine, contribuisce a formare la crosta.

Quando si ricorre al farmaco anticoagulante?

Come detto poco prima, la coagulazione è un sistema complicato che vede l'interazione di numerose sostanze coinvolte in diversi processi chimici e quando uno di questi non esegue il compito correttamente, il sangue si trova ad essere o troppo fluido oppure troppo denso.

Se il sangue è troppo liquido si corre il rischio di essere soggetti a frequenti emorragie, mentre se il sangue è troppo denso si possono creare dei coaguli che ostacolano il normale flusso di sangue e provocare incidenti gravi, come l'infarto o l'ictus.

La somministrazione dei farmaci anticoagulanti serve proprio a questo scopo, monitorare la densità del sangue e renderlo il più vicino alla normalità.

Quali sono le persone che devo assumere un farmaco anticoagulante?

Ci sono delle categorie di persone che per predisposizione genetica, per età, o patologie varie devono assumere questi farmaci ed in particolare:

  • le persone che hanno superato i 65 anni che sono a rischio ictus;
  • gli uomini piuttosto che le donne;
  • persone di origine afro caraibica che possono più di altre etnie, proprio per una loro predisposizione genetica, sviluppare ipertensione e malattie cardiache in genere;
  • persone obese o che hanno un'alimentazione sbagliata a base di grassi.

Come agiscono i farmaci anticoagulanti?

Il loro compito è di intervenire prima che il sangue possa coagularsi eccessivamente e far insorgere grossi problemi e lo specialista prescrive dei farmaci che assolvono a questo compito.

Warfarin

È un farmaco che si assume sotto forma di pastiglie e va ad intaccare una sostanza che si chiama vitamina K che svolge un ruolo importante per la protrombina e la sua formazione.

La protrombina ha un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione, per cui se l'attività della vitamina K viene rallentata, allo stesso modo diminuisce la formazione della protrombina.

Eparina

L'eparina è una sostanza presente nel nostro corpo ma può essere sintetizzata e somministrata all'occorrenza da un medico o attraverso una puntura oppure attraverso una flebo.

L'eparina per assolvere al suo compito si unisce alla trombina e nella fase di coagulazione quest'ultima interviene su una proteina che si chiama fibrinogeno, che viene trasformato in fibrina e che successivamente forma il coagulo.

L'eparina è in grado di non accelerare l'effetto della trombina, questo sta a significare che il fibrinogeno ci mette più tempo a trasformarsi in fibrina e quindi più tempo per la coagulazione del sangue.

In commercio sono presenti diversi tipi di eparina:

  • enoxaparina;
  • tinzaparin;
  • dalteparina.

Rapporto di normalizzazione internazionale: INR.

È un protocollo che a livello internazionale verifica il tempo di coagulazione del sangue.

L'esame è eseguito solo in ospedale, da personale specializzato con i medesimi strumenti a livello internazionale, attraverso un semplice prelievo del sangue che unito ad una sostanza chimica scatena una serie di reazioni chimiche che portano il sangue ad addensarsi.

Quando inizia il processo di coagulazione la protrombina, che è una proteina del sangue, si trasforma in un enzima che si chiama trombina. Questo passaggio, che dura qualche secondo, prende il nome tempo di protrombina oppure PT che è la sigla riconosciuta a livello internazionale.

Dalla comparazione di un PT di una persona che non assume farmaci anticoagulanti e quello di una persona che li assume, viene stabilito l' INR. In generale i valori dell' INR di un paziente sotto cura oscilla tra 2,5 e 3,5 mentre quelli di una persona normale oscillano tra 0,8 e 1,2.

I controlli per monitorare questo valore devono essere costanti perché il medico deve valutare la giusta dose di farmaco da far assumere al paziente.

Se l' INR è troppo alto, sta a significare che la coagulazione ci mette molto tempo, si corre il rischio di emorragie e la dose di farmaco dev'essere ridotta.

Se invece l' INR è basso, vuol dire che la possibilità di formazione di coaguli è alta e la dose del farmaco deve essere aumentata.

Nel momento in cui si inizia l'assunzione del warfarin, l' INR va monitorato ogni 2- 4 giorni, di seguito poi si passa a 1 – 2 volte a settimana e quando poi i valori si sono stabilizzati i controlli sono diradati.

Perchè vanno assunti i farmaci anticoagulanti?

Come detto poc'anzi questi farmaci sono prescritti ai pazienti che hanno una coagulazione veloce e che può portare alla formazione di coaguli e di conseguenza andare ad ostacolare il normale flusso di sangue e diversi problemi come:

  • ictus, che si verifica quando un coagulo impedisce l'afflusso di sangue al cervello;
  • TIA o attacchi ischemici transitori detti anche mini ictus, che si risolvono però in 24 ore;
  • infarto, che si verifica quando un coagulo blocca il sangue che arriva al cuore;
  • trombosi venosa profonda, quando un coagulo si forma in una vena profonda soprattutto delle gambe;
  • embolia polmonare, che si verifica quando un coagulo blocca afflusso di sangue ai vasi sanguigni che delimitano i polmoni.

Compito dello specialista è quello di prescrivere il farmaco adatto al paziente ed alle sue problematiche.

Ci sono poi delle patologie che più di altre possono portare alla formazione di coaguli, come ad esempio la fibrillazione atriale che porta il cuore ad avere battiti irregolari che possono determinare la formazione di coaguli.

Terapia post operatoria

Pazienti che hanno subito un intervento di sostituzione della valvola aortica, hanno necessità di assumere farmaci anticoagulanti in quanto potrebbero formarsi dei coaguli di sangue sulla nuova valvola che impediscono al sangue di arrivare al cuore.

Pazienti che hanno subito interventi importanti e che devono rimanere allettati per parecchio tempo, possono correre il rischio di sviluppare una trombosi venosa profonda oppure un'embolia polmonare a causa dell'immobilità ed anche in questo caso è obbligatoria l'assunzione di anticoagulanti.

Interventi chirurgici

Nel caso in cui un paziente, che è sotto terapia con anticoagulanti, deve subire un intervento chirurgico, deve informare l'ospedale di questa terapia ed i medici dovranno stabilire le procedure da adottare caso per caso:

  • nel caso di una endoscopia;
  • nel caso di una cistoscopia;
  • nel caso di una colonscopia.

Poiché gli anticoagulanti riducono l'addensamento del sangue che può risultare pericoloso in sede di intervento chirurgico, in molti casi per evitare la formazione di coaguli si evita l'assunzione del farmaco nel periodo immediatamente prima e successivo all'intervento.

Anche nel caso di una semplice estrazione di un dente è sempre meglio avvisare il medico delle terapie in corso.

Farmaci anticoagulanti in gravidanza:

Il warfarin è stato appurato non essere indicato durante l'allattamento, nelle donne in gravidanza perché il farmaco attraverso la placenta arriverebbe al feto, con la possibilità di assistere a risvolti molto negativi.

Diversamente l'eparina può essere prescritta per affrontare il tromboembolismo venoso, quando cioè si verifica una rottura di un vaso sanguigno interrompendo l'afflusso di sangue.

Se poi una donna decide di provare ad avere un figlio ed assume anticoagulanti, ne deve dare immediata comunicazione al medico, che stabilirà poi se sospendere o cambiare il farmaco.

Diversamente dal warfarin, l'eparina può essere somministrata alla madre che allatta.

Precauzioni d'uso:

Chi assume anticoagulanti ha più possibilità di essere oggetto di emorragie, come ad esempio il taglio del rasoio mentre ci si fa la barba, a non esagerare con il lavaggio dentale, particolare attenzione quando si utilizzano attrezzi da giardinaggio, cucito e fare sport di contatto.

Emorragie

L'emorragia altro non è che la fuoriuscita di sangue eccessivo, che si può verificare in quei pazienti che assumono anticoagulanti, che può essere evidente quando il sangue fuoriesce, ma ci sono dei casi in cui il sangue rimane all'interno del corpo:

  • il sangue viene espulso da urine oppure feci;
  • feci piene di sangue;
  • emorragie nasali eccessive;
  • sangue nel vomito;
  • emotissi o tosse con sangue;
  • cefalea anomala;
  • dolore improvviso alla schiena;
  • difficoltà respiratorie;
  • perdite vaginali.

Effetti collaterali del warfarin

  • eruzioni cutanee;
  • diarrea con nausea e vomito.

Effetti collaterali dell'eparina

Nonostante l'eparina sia già presente nel nostro corpo, una quantità eccessiva può dar luogo a diversi effetti collaterali:

  • perdita di capelli;
  • osteoporosi;
  • trombocitopenia, che riguarda la percentuale anomala delle piatrine nel sangue che può portare ad emorragia ad organi principali.

Interazioni con altri farmaci

È molto probabile che il farmaco anticoagulante non possa assolvere al proprio compito in maniera corretta, in quanto ci sono farmaci che riducono gli effetti dell'anticoagulante, mentre in altri casi lo possono aumentare.

Tra i farmaci che possono interferire con l'azione degli anticoagulanti ci sono:

  • antibiotici;
  • antiinfiammatori;
  • corticosteroidi;
  • contraccettivi orali.

Informazioni relative ai farmaci anticoagulanti

Malattie

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Farmaci anticoagulanti

Grazie per l'approfondimento chiaro e comprensibile dell'argomento difficile per i "non medici" come noi...

Farmaci anticoagulanti e effetti collaterali

spiegazioni quanto mai esaustivi. grazie

Informazioni sui farmaci anticoagulanti

Vi ringrazio di cuore, generalmente nessuno riesce a spiegare così semplicemente quando si tratta di medicinali. se non tra l'altro mio padre ( che è un testone e non vuol capire) HA VOLUTO che gli iniettassi enoxaparina ogni 12 ore ! 12 ore , gli avrei detto che può risultare pericolosa in quanto sarebbe a rischio ictus o infarto.... che dio mi assista ! ora l'ho convinto che è meglio come prescritto, ogni 24 ore, perchè lui era convinto che si trattasse di un antidolorifico ! grazie mille di nuovo ! arrivederci ! e grazie.

Molto esaurienti tutti i discorsi approfondimenti,grazie mille da mia mamma

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