Febbre gialla sintomi contagio

Febbre gialla: che cosa è? Quali sono i sintomi? Esiste un vaccino?

La febbre gialla è una infezione virale in parecchi casi fatale, la febbre gialla è diffusa nelle regioni tropicali ed è trasmessa dalle zanzare e si possono distinguere in essa due tipologie di febbri:

un ciclo urbano ed un ciclo di giungla che ha nelle scimmie le protagoniste della trasmissione del virus.

La febbre si può manifestare con sintomi più o meno gravi.

In alcuni casi può avere le stesse caratteristiche di una banale influenza in altri casi invece ci possono essere degli importanti effetti collaterali come febbre alta, emorragia interna, insufficienza renale e meningite.

Febbre gialla sintomi contagio

Febbre gialla

Il nome febbre gialla deriva anche dal fatto che questo virus va ad intaccare anche il fegato causando l'epatite.

Da qui la colorazione giallognola (ittero) che è sintomo di un cattivo funzionamento epatico.

La febbre gialla aveva in passato un' altissima diffusione ed un tasso di mortalità molto elevato.

Quasi il 50% della popolazione veniva colpita mortalmente.

Anche se il vaccino è stato creato, questa febbre è presente anche ora nei paesi tropicali.

Vista e conosciuta la pericolosità di questa malattia, l'ordinamento sanitario internazionale prevede dei protocolli particolari di prevenzione per chi viaggia sia per lavoro che per vacanza.

Da cosa è causata la febbre gialla?

Questo virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae, il medesimo ceppo virale che causa l'encefalite giapponese.

Il virus è trasmesso dalla saliva della zanzara nel momento in cui punge la pelle e succhia il sangue.

Una volta presente nell'organismo esso viene trasportato in giro per il corpo e si può riprodurre in organi importanti come il fegato, i reni e vasi sanguigni.

Ovviamente il corpo reagisce al virus con le reazioni immunitarie classiche, come ad esempio dolori muscolari e febbre che sono le medesime presenti anche in caso di una normale influenza.

Come avviene la trasmissione del virus?

Come detto prima il virus si trasmette dalla zanzara all'uomo.

Gli studiosi non riescono a fornire una spiegazione sul fatto che, malgrado la presenza di questo tipo di zanzara anche in Asia, la diffusione della malattia è concentrata in Africa e Sud America.

Si parlava prima del ciclo della giungla.

Il percorso della febbre inizia dalla zanzara che succhia il sangue di una scimmia infetta.

Il virus viene raccolto nelle ghiandole salivari della zanzara, che quando andrà a pungere un'altra scimmia la infetterà col virus.

Si parla di ciclo urbano nel caso di un viaggiatore che viene contagiato dalla puntura della zanzara.

In questi casi, se non si riconoscono i sintomi, l'untore inconsapevole diventa causa di un'epidemia.

Dove è diffusa la febbre gialla?

Le zone in cui la febbre è endemica sono il Sud America e le zone tropicali dell'Africa.

Ogni anno un numero elevato di persone contraggono il virus: quasi 200.000 di casi segnalati e 30.000 i decessi.

Ma questi dati non sono attendibili in quanto spesso le registrazioni anagrafiche in certi paesi non vengono nemmeno fatte.

La febbre gialla è presente in 33 paesi e da una stima fatta, sarebbero più di mezzo milione le persone che potrebbero ammalarsi.

Come detto prima la febbre gialla non interessa l'Asia, ma il problema potrebbe nascere visto il grande flusso di viaggiatori che la visita.

Proprio per questo motivo l'Asia ha delle severe norme sanitarie per evitare il diffondersi di questa malattia.

Per poter accedere in questa nazione è assolutamente obbligatorio sottoporsi a vaccinazione specifica.

Come si manifesta la malattia?

La malattia ha un periodo di incubazione che va dai 3 ai 16 giorni.

L'infezione vera e propria si manifesta tra i 3 ed i 6 giorni.

Il paziente colpito accuserà dolori muscolari, febbre, mal testa, nausea e vomito.

In molti casi può esserci un miglioramento che può avvenire tra i 3 e 4 giorni.

In altri casi invece si può verificare un recupero entro l'arco di una giornata, altri casi potrebbero degenerare e portare addirittura alla morte.

Sintomi da non sottovalutare.

Quando un individuo è stato contagiato il corpo reagisce alla presenza del corpo estraneo.

Si verifica una grave anemia (carenza di globuli rossi) unitamente ad ingrossamento ed infiammazione del fegato che porterà all'epatite e alla comparsa di ittero.

I reni sono ugualmente interessati da questo stato infiammatorio, si può verificare sanguinamento dalla bocca, naso, emorragie interna e conseguente presenza di sangue nelle feci e nel vomito.

Quali sono le precauzioni da utilizzare per prevenire la malattia?

Il primo strumento efficace è il vaccino.

Il vaccino produce già gli effetti protettivi dopo 10 giorni dalla vaccinazione, e si consiglia di ripetere il vaccino ogni 10 anni.

Negli ultimi anni si è appurato che si possono verificare dei problemi per chi effettua il vaccino per la prima volta.

E le fasce di età interessate sono due:

  • le persone con più di 60 anni;
  • le persone che dalla nascita hanno problemi con una ghiandola (timo).

L'organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha stabilito un protocollo internazionale per la vaccinazione e che deve essere seguito da ogni stato membro.

Proprio per questo motivo, si è stabilito di creare un vaccino che fornisca una protezione decennale.

L'unico modo per scoprire se si è stati o meno contagiati ed avere la certezza di una diagnosi, occorre fare un'analisi del sangue.

Come viene curata la febbre gialla?

Tranne il vaccino non esistono farmaci efficaci contro questa malattia.

Il più importante lavoro del medico, soprattutto nelle zone a rischio, è quello di saper individuare i sintomi e richiedere un ricovero in ospedale per le cure del caso.

La febbre alta porta ad una grave disidratazione corporea che va contrastata somministrando liquidi per endovena.

Per i casi meno gravi, la somministrazione di antidolorifici attenua i dolori.

Bisogna porre particolare attenzione alla somministrazione di farmaci per abbassare la febbre.

In questi casi si deve, oltre che cercare di raffreddare il paziente, somministrare solo ed esclusivamente il paracetamolo che evita di peggiorare la situazione del fegato, già alterato per via della malattia.

La febbre gialla...
 

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