Fecondazione

La fecondazione come come avviene?

La fecondazione consiste nell'unione del gamete femminile (ovocita) con il gamete maschile (spermatozoo), durante il processo di maturazione l'ovocita è andato incontro ad una riduzione del numero di cromosomi (meiosi) che risultano dimezzati dopo l'emissione delle cellule polari e così è avvenuto anche per lo spermatozoo. In tal modo al momento dell'unione dei due gameti viene ripristinata l'integrità del corredo cromosomico (46) caratteristico della specie. L'ovocito, al momento dello scoppio del follicolo (ovulazione) si stacca dalla superficie ovarica e viene captato dall'infundibolo della tuba; da qui inizia la sua discesa attraverso la tuba verso la cavità uterina. Gli spermatozoi depositati in numero rilevante (200-300 milioni) in vagina durante il coito risalgono, in virtù dei movimenti ondulatori di cui sono dotati, il canale cervicale, la cavità uterina e giungono, in numero assai ridotto, nelle tube, ove di norma avviene l'incontro con il gamete femminile.

Fecondazione

Fecondazione

Uno solo degli spermatozoi riesce a fecondare l'ovocita che accoglie il numero del gamete maschile ed impedisce la penetrazione successiva di altre cellule fecondanti maschili.

La sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili è considerata di 2-3 giorni, mentre quella dell'ovocita, dopo lo scoppio del follicolo, di 24 ore.

Considerando allora che l'ovulazione avviene in donne con cicli regolari tra il 12° ed il 16° giorno, si può ritenere in via teorica (Ogino Knaus) che il periodo fertile della donna sia compresa tra il 12° ed il 19° giorno del ciclo mestruale.

Questa deduzione risulta però spesso errata sia perché il ciclo mensile può essere abbreviato o prolungato, sia perché anche in donne con cicli regolari l'ovulazione può talora avvenire in periodi diversi da quello indicato.

Dall'unione dei due gameti prende origine lo zigote, che rappresenta il nuovo organismo in potenza.

In questa entità ovulare avviene una serie di segmentazioni che trasformano lo zigote in morula (simile per l'aspetto proprio al frutto mora).

Alla periferia si differenzia lo strato cellulare coriale-trofoblastico mentre centralmente si forma una cavità (blastocisti).

A questo stadio generalmente si trova l'ovulo fecondato quando giunge nella cavità uterina.

Nel coriontrofoblasto si differenziano due strati:

  • citotrofoblasto (starto di Laughans) all'interno;
  • sinciziotrofoblasto all'esterno.

Questi due strati si sollevano in gemmazioni che prendono il nome di villi i quali contengono i vasi sanguigni dell'embrione e ricoprono tutto l'ovulo (corion frondusum). Per mezzo dei villi coriali avviene l'annidamento della blastocisti, generalmente sulla parete posteriore del fondo uterino.

La cavità dell'utero, in questa fase, è rivestita dall'andometrio trasformato in decidua (cioè la mucosa uterina ipertrofica con cellule voluminose e ghiandole dilatate, ripiene di secreto) dall'azione ormonale progestativa del corpo luteo.

Mediante un'azione enzimatico-erosiva delle cellule trofoblastiche, i villi penetrano nella decidua ove scavano una nicchia.

In questa l'uovo viene ricoperto dalla proliferazione dello strato deciduale che si stende e ne avviluppa la superficie (decidua capsulare).

Dopo il secondo mese le formazioni villose scompaiono gradatamente dalla superficie coriale tranne che nella zona del primitivo contatto con la decidua materna (decidua basale).

Al terzo mese di gestazione, si completa un tipo di circolazione fetale cardio-placentare che con la formazione di un nuovo organo, la placenta, assicurerà gli scambi materno fetali.

Fino al terzo mese l'uovo fecondato che frattanto aveva subito diversi processi di differenzazioni e maturazione fino al costituirsi dei vari organi ed apparati, si è nutrito prima con sostanze proprie dell'ovocita poi con sostanze elaborate dalle cellule della mucosa tubarica, delle ghiandole uterine e del tessuto deciduale lisato del villo durante il processo di annidamento ed infine con sostanze apportate attraverso la circolazione onfalo mesenterica ed allontoidea.
Parallelamente allo sviluppo dell'uovo avviene la formazione degli annessi fetali.

Essi sono: la placenta, il cordone ombelicale, le membrane ed il liquido amniotico.

La placenta è un organo formato da due parti di diversa origine: materna ed ovulare.

La sezione di derivazione materna trae origine dall'organizzazione della decidua basale (parte della mucosa uterina su cui è impiantato l'ovulo) ed è completamente separata dalla sezione di origine ovulare (villi coriali) nel senso che tra le due circolazioni sanguigne materna e fetale, non esisono comunicazioni.

Alcuni villi (d'ancoraggio) anzichè terminare nelle lacune vasali della decidua si approfondiscono nello stroma più profondo ed ancorano la parte fetale della placenta a quella materna.

In definitiva si può descrivere la placenta come un organo a forme di focaccia, aderente alla parete uterina, diviso in due sezioni separate da un lago sanguigno (di origine materna) ove pescano i villi coriali (origine ovulare). In media essa ha 3-4 cm di spessore e 15-20cm di diametro.

Nella parte rivolta verso il feto la placenta è ricoperta dallo Amnios (costituito da uno strato connettivo rivestito da epitelio piatto) che si ribatte, assieme al corion sulla parete uterina a cui aderisce, costituendo le membrane del sacco richiudente il feto immerso nel liquido amniotico.

DAl centro, sempre nella sua faccia fetale, si stacca il cordone ombelicale o funicolo, costituito da una sostanza gelatinosa (gelatina di Warthon) che dà sostegno alle due arterie dirette dal feto alla placenta ed alla vena ombelicale, il cui sangue scorre in senso inverso dalla placenta al feto. La superficie esterna del cordone ombelicale è rivestita dall'amnios: la sua lunghezza media è di 45-50cm.

La parte materna della placenta si presenta irregolare, solcata da numerose depressioni che la suddividono in altrettanti cotiledoni (15-20) irrorati dai rami dei vasi ombelicali. Risulta coperta di un sottile strato di tessuto grigiastro rappresenta la decidua basale.

Il sangue materno circola negli spazi intervillari e qui avviene il contatto tra la circolazione sanguigna materna e quella fetale. Non si tratta però di contatto diretto in quanto non esiste alcuna comunicazione tra i due circoli.

A questo livello avvengono gli scambi respiratori e nutritizi cosicchè il feto assume ossigeno e le sostanze necessarie al suo accrescimento liberandosi altresì dei prodotti di rifiuto del Mb.

Oltre a queste importantissime funzioni, la placenta è sede di produzione ormonale.

Nei villi le cellule citotrofoblastiche e sincizie trofoblastiche producono estrogeni e progesteroni ed una gonadetropina simile a quella che produce l'ipofisi (LH).

Il liquido amniotico varia quantitativamente da 5001.000 cc.

Contiene albumina, sali, urea e principalemtente acqua.

Può contenere squame epidermiche e mecomio di origine fetale.

Sembra originato dalla diretta secrezione dell'epitelio amniotico.

Esso protegge fisicamente il feto dalle sollecitazioni esterne ed impedisce, durante lo sviluppo, lo stabilirsi di mostruosità fetali docute a compressione.

Durante il parto contribuisce alla dilatazione della bocca uterina (borsa delle acque); impedisce la compressione del funicolo e favorisce il parto lubrificandone il canale.

Info sulla fecondazione

Corpo umano anatomia organi

Lascia il tuo commento: