Fitoterapia e fitointegrazione
Per esempio è bastato osservare che le donne asiatiche consumatrici di soia (fitonutrizione) riducono la sintomatologia legata alla menopausa ha spinto l'uomo a cercare delle risposte:
le indagini scientifiche hanno quindi documentato l'azione di alcuni sostanze quali gli isoflavoni ed i lignani.
Il fitoderivato in alcune condizioni diventa un utile integratore alimentare o un fitonutriente che da solo o in associazione riesce a mantenere un ruolo fisiologico-funzionale o semplicemente complementare nel processo nutrizionale.
Le integrazioni di nutrienti e fitoderivati (flavonoidi, acidi grassi omega 6, resveratrolo, licopene, carotenoidi, lignani, antocianosidi) offrono l'opportunità di arricchire o restituire le opportune componenti fito-nutritive al momento carenti nel nostro organismo per specifiche situazioni fisiologiche (accrescimento, allattamento, gravidanza, attività sportiva) o per sovrautilizzo dovuto a particolari condizioni.
Sostanzialmente rendono più equilibrata l'alimentazione prevenendo o colmando possibili carenze fito-nutrizionali, ottimizzano alcuni processi biochimici attivando specifiche vie metaboliche, sinergicamente influenzano, potenziano o inibiscono opportune attività funzionali coadiuvando le funzioni fisiologiche.
Migliorando lo stato nutrizionale e l'equilibrio biochimico-fisiologico esercitano una evidente azione salutistica.
La Fitointegrazione può offrire pertanto qualcosa di più rispetto all'alimentazione:
permette di utilizzare infatti concentrazioni fisiologicamente significative di fitoderivati utili all'uomo e presenti in specie vegetali non sempre disponibili o propriamente commestibili.

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